| Gli impianti petroliferi di Belhaf |
Il Paese è stato al centro di una trama complessa e audace, che - se fosse riuscita - avrebbe dato ad al-Qaeda il controllo su un aspetto cruciale delle infrastrutture del Paese. Il portavoce del governo yemenita Rajeh Badi ha detto che attentati dovevano far esplodere oleodotti e c’era anche il piano di prendere il controllo di alcune città, tra cui due porti del sud, di cui uno rappresenta lo sbocco per la maggior parte delle esportazioni di petrolio dello Yemen ed è dove sono impiegati un elevatop numero di lavoratori stranieri. "Ci sono stati tentativi di controllare le città chiave in Yemen come Mukala e Bawzeer", ha detto Badi. Questo sarebbe stato coordinato con gli attacchi da parte di membri di al-Qaeda contro gli impianti petroliferi di Shebwa e l'esplosione di un oledotto nella città di Belhaf." Membri di Al-Qaeda vestiti come soldati erano al di fuori dei porti, ha aggiunto il portavoce. A un dato segnale dovevano invadere le stretture e conquistarle.
Funzionari yemeniti hanno detto di ritenere che il movente degli attacchi pianificati era una rappresaglia per l'uccisione di Said al-Shihri, figura di alto livello di al Qaeda, che è stato gravemente ferito in un attacco di un drone in novembre e poi è morto per le ferite riportate.
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