mercoledì 4 luglio 2012

Bufera sulla vigilanza Rai: ecco la storia dell’estromissione del senatore Amato, della lettera di Schifani che nomina al suo posto Viespoli (Coesione Nazionale) e della polemica di Fini contro di lui

Il senatore ex Pdl Paolo Amato

ROMA - Tempesta sulla Rai, riunione a vuoto per l’elezione del nuvo cda, intervento di Schifani, polemiche di Fini contro ci lui, dura risposta di Alfano. E’ successo di tutto oggi, a partire dalla dichiarazione del senatore Amato (Pdl), membro della vigilanzia che annunciava che avrebbe votato per la candidata del centro sinistra Flavia Nardelli. Diceva il senatore: "Mi assumo apertamente, come è mio costume, la responsabilità di questa scelta, che è in linea con le mie convinzioni e con gli interessi generali della Rai", spiega Amato. "La quale ha bisogno di amministratori disinteressati, autonomi e capaci. Detto questo, tengo anche a precisare che nelle votazioni di ieri ho invece seguito le indicazioni del mio gruppo".
Ma arriva preso lo stop dei vertici del Pdl. "In un colloquio successivo alla sua sorprendente dichiarazione, il senatore Amato ci ha comunicato la sua volontà di dimettersi dal gruppo del PdL" affermavano Maurizio Gasparri e Gaetano Quagliariello che annunciavano che il senatore sarebbe sostituito in vigilanza "il più rapidamente possibile".

La lettera di Schifani
A questo punto parte una lettera inviata dal presidente del Senato Renato Schifani al presidente della vigilanza Zavoli, in cui si comunicava i motivi per cui Paolo Amato sarebbe stato fatto uscire dalla commissione Vigilanza Rai per fare entrare al suo posto il senatore di Coesione Nazionale Viespoli.  La mossa di Schifani era arrivata dopo la richiesta del senatore Viespoli di Cn di rispettare la norma sulla rappresentanza di tutti i gruppi parlamentari in commissione Vigilanza, dalla quale risultava che il Pdl dovesse avere un componente in meno. Di conseguenza, scrive Schifani nella lettera, "il Pdl ha comunicato che questo sarebbe stato Paolo Amato". "Onorevole collega - continua il documento - le scrivo in relazione alla richiesta avanzata il 12 giugno scorso dal presidente del gruppo di Coesione nazionale, senatore Viespoli, il quale si è rivolto alle presidenze del Senato e della Camera dei deputati affinché la composizione della commissione di Vigilanza Rai sia integrata con un rappresentante del gruppo di Coesione nazionale, nel rispetto delle norme che garantiscono la rappresentanza di tutti i gruppi parlamentari nella commissione".
"Quest'oggi - prosegue il testo - a conclusione della seduta antimeridiana dell'assemblea il presidente Viespoli ha preso la parola al fine di reiterare la propria richiesta. Il presidente della Camera dei deputati, con lettera del 18 giugno scorso, indirizzata alla Presidenza del Senato, ha sottolineato che la questione non possa che trovare la soluzione nell'ambito della quota dei seggi spettante al Senato, in quanto il gruppo di Coesione nazionale risulta costituito solo in questo ramo del Parlamento. Alla luce del ricalcolo proporzionale dei 20 seggi spettanti ai gruppi costituiti presso il Senato, risulta che il gruppo del Popolo della libertà, attualmente rappresentato da 9 senatori, debba vedere ridotta la propria quota di un componente".
"Ho pertanto invitato il presidente Gasparri - dice ancora Schifani - che aveva espresso le designazioni iniziali, a farmi conoscere quale senatore del gruppo da lui presieduto debba cessare di appartenere alla commissione di Vigilanza, affinché la presidenza possa consentire la nomina di un componente del gruppo di Coesione nazionale. In data odierna, con nota pervenuta alla presidenza alle 14.15, il presidente del gruppo del Popolo della libertà ha indicato il nominativo del senatore Paolo Amato che, di conseguenza, cessa di far parte della commissione da lei presieduta. La informo infine di aver provveduto alla nomina del senatore Pasquale Viespoli quale rappresentante del gruppo di Coesione nazionale". 

Fini contro Schifani
Una mossa che ha scatenato l'indignazione del presidente della Camera Gianfranco Fini, che ha accusato: "Schifani ha ravvisato l'urgenza di intervenire solo oggi perché era chiaro che la libertà di voto del senatore Amato avrebbe determinato un esito della votazione non gradito al Pdl? Se così fosse, saremmo in presenza di un fatto senza precedenti e di inaudita gravità politica. Ora Schifani chiarisca". E Alfano replica: "Non accettiamo critiche da lui".


Alfano: "Da Fini non accettiamo critiche"
Durissima la replica del segretario del Pdl Angelino Alfano a Fini: "Non accettiamo alcuna critica, a maggior ragione da parte di chi, in pieno esercizio del suo alto ruolo istituzionale, ha fondato un partito. Il presidente Schifani dovrebbe essere preso da esempio proprio dal presidente della Camera, Gianfranco Fini, che oggi lo critica".

Bersani: commissariamento
Severo il giudizio del segretario Pd, Pier Luigi Bersani, tornato ad ammonire che in caso prosegua il braccio di ferro sulla Rai l'emittente di Stato va commissariata. "Ho sempre detto negli ultimi giorni che a questo punto si deve procedere - ha sottolineato il segretario del Pd - se c'è uno stallo o la destra fa qualche trucco, si commissaria, è chiaro. Adesso basta, bisogna andare a un esito in questa storia o c'è una sola strada". 

Finocchiaro: "Da Schifani scelta imbarazzante e illegittima"
"La sostituzione del senatore Amato in Commissione di vigilanza operata dal Presidente Schifani è illegittima e rappresenta, per i tempi e per i modi, una imbarazzante e inaccettabile presa di posizione del Presidente Schifani, che pare tutta piegata a favorire gli interessi di Berlusconi, piuttosto che il fisiologico funzionamento delle istituzioni". Lo ha detto Anna Finocchiaro, presidente dei senatori del Pd. "Peraltro la scelta di Schifani di oggi segue di pochi giorni quella compiuta in occasione della discussione in Aula sulle riforme istituzionali, quando la sua gestione di Aula fu definita dall'ex Presidente del Senato Marcello Pera 'politicamente orientata' - ha aggiunto -. I senatori del PD ritengono che non ci possa essere a questo punto nessuna sostituzione del senatore Amato e che l'unica soluzione per risolvere la questione della Rai sia il suo commissariamento". 

Oggi nuova riunone della vigilanza
Pdl, Lega e il radicale fanno mancare il numero legale e la riunione di oggi pomeriggio va a vuoto. Si riprova domani mattina

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