martedì 11 ottobre 2011

Il governo battuto alla Camera sull'articolo 1 del rendiconto di bilancio. Berlusconi allibito, l'opposizione chiede le dimissioni



ROMA - La Camera ha bocciato l'articolo uno del rendiconto di bilancio. E' finita con un 290 pari. La maggioranza richiesta era di 291 voti. Dopo ilvoto, cui ha partecipato il presidente del Consiglio Berlusconi, dall'opposizione si è applaudito e urlato: "Dimissioni, dimissioni"
Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi era allibito nel vedere il risultato della votazione. E' rimasto per un po' seduto al banco del governo, poi ha scambiato qualche parola con i ministri vicini. Alla fine si è alzato e, senza salutare nessuno dei ministri ma intrattenendosi brevemente con il capogruppo del Pdl, Cicchitto, ha lasciato l'emiciclo. Sul suo percorso, seduto all'ultima sedia del banco del governo, c'era Giulio Tremonti. Il premier non lo ha degnato di uno sguardo: lo ha spostato, con un gesto che pareva di rabbia, per poi uscire dall'Emiciclo scuotendo dei fogli che reggeva in mano. Si è poi diretto nelle stanze del governo dove lo ha seguito il ministro. Al termine dei lavori li hanno raggiunti anche diversi parlamentari del Pdl e ministri, tra cui il capogruppo Cicchitto, il vicepresidente della Camera Lupi, il coordinatore Verdini e i ministri Fitto e Brambilla. Da Berlusconi sono arrivati anche il ministro Romano e il capogruppo di Popolo e territorio, Moffa. Il presidente del Consiglio, parlando con i suoi, avrebbe detto: «Dovrei essere più cattivo, ma sono fatto così».
L'esame del rendiconto generale dell'amministrazione dello Stato riprenderà mercoledì mattina: è quanto ha deciso il presidente della Camera Gianfranco Fini. Inizialmente il presidente della Commissione Bilancio aveva chiesto un rinvio solo di un'ora. L'Aula è convocata alle 13 per le comunicazioni del presidente. Il governo starebbe pensando di un maxiemendamento su cui porre la fiducia.
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"Un governo bocciato sul consuntivo non può fare l'assestamento di bilancio e senza assestamento il governo non c'é più. Mi aspetto che Berlusconi ora si convinca ad andare al Quirinale". E' la richiesta avanzata da Pier Luigi Bersani . "Noi dell'opposizione - afferma Bersani - oggi siamo stati molto abili se guardate l'andamento delle votazioni. Loro hanno dei problemi e se Berlusconi è arrivato in Aula è perché ha sottovalutato i suoi dimostrando di aver perso il polso della sua gente".
 Il voto dell'aula della Camera  "ha evidenti implicazioni di carattere politico": lo ha detto il presidente della Camera Gianfranco Fini prima di rinviare a domani mattina l'esame del testo.  E' un fatto che non ha precedenti" prosegue  Fini nel corso della conferenza dei capigruppo in cui ha commentato quanto accaduto in Aula stabilendo quindi che venisse convocata la Giunta per il Regolamento per decidere se, dopo la bocciatura dell'articolo 1, sia possibile andare avanti".


Attacco di un pdl a Tremonti. Ma ne mancavano 17 (e 7 "responsabili")
"Quello del ministro Tremonti e' stato un comportamento irresponsabile: e' entrato in Aula 30 secondi dopo che era gia' avvenuta la votazione in cui la maggioranza e' andata sotto, si e' seduto tra i banchi del governo. Spiegasse perche"'. Il deputato del Pdl, Amadeo Laboccetta, attacca il ministro dell'Economia dopo che la maggioranza e' stata battuta sull'assestamento di bilancio."E' un provvedimento che porta il suo marchio", incalza il deputato.
Peraltro anche il leader della Lega Umberto Bossi non e' riuscito a votare per una manciata di secondi. Dopo essersi intrattenuto per una mezzoretta con i suoi nel gazebo del cortile della Camera, il Senatur si e' avviato, quando la votazione stava cominciando, verso l'Aula fermandosi a rispondere ad una domanda dei giornalisti, poi si e' avviato verso l'Aula ma il boato dell'opposizione per la sconfitta del governo lo ha sorpreso all'ingresso dell'emiciclo.

Diciassette gli assenti del Pdl. In missione Stefano Saglia e i ministri Franco Frattini Giulio Tremonti (poi arrivati in ritardo). Non hanno partecipato al voto Filippo Ascierto, Vincenzo Barba, Elena Centemero, Giuseppe Cossiga, Sabrina De Camillis, Pietro Franzoso, Marco Martinelli, Antonio Martino, Giustina Destro, Dore Misuraca, Claudio Scajola, Umberto Scapagnini, Piero Testoni e Alfonso Papa, in carcere da luglio.
Sette gli assenti in Popolo e Territorio. A parte il sottosegretario Catia Polidori in missione, mancavano Pippo Gianni, Paolo Guzzanti, Andrea Orsini, Francesco Pionati, Americo Porfidia e Domenico Scilipoti.
Nel gruppo misto (in cui convivono sia sostenitori della maggioranza sia dell'opposizione) gli assenti erano di cui la meta' in missione. Mancavano tra gli altri Gianfranco Micciche' e Andrea Ronchi.



Cicchitto: ora occorrre verificare la fiducia 
"Io credo che il governo debba rendersi disponibile a un confronto politico e a verificare se abbia o meno la fiducia in Parlamento" ha detto il capogruppo del Pdl alla Camera, Fabrizio Cicchitto, commentando con i cronisti il voto e aggiungendo che ora si rinvia anche il decreto sulle intercettazioni.

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