mercoledì 12 ottobre 2011

Fini da Napolitano. E domani Berlusconi parla alla Camera: ma l'opposizione non ci sarà

ROMA "Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano ha oggi ricevuto al Quirinale il Presidente della Camera dei Deputati, Gianfranco Fini,- si legge nella nota del Quirinale - che ha ringraziato per averlo messo al corrente delle ragioni che ad avviso dei presidenti dei gruppi parlamentari di opposizione rendono politicamente complesso il superamento della situazione determinatasi a seguito del voto contrario all'art. 1 del rendiconto generale dell'Amministrazione dello Stato. Il Capo dello Stato ha espresso la convinzione che tocchi al Presidente del Consiglio indicare alla Camera nell'annunciato intervento di domani la soluzione che possa correttamente condurre alla dovuta approvazione da parte del Parlamento del rendiconto e dell'assestamento. Sulla sostenibilità di tale soluzione sono competenti a pronunciarsi le Camere e i loro Presidenti", si conclude nella nota
Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, riferisce dunque oggi in aula alle 11 per chiedere un nuovo voto di fiducia sul suo esecutivo che dovrebbe tenersi venerdì. L'opposizione però ha scelto la strada del muro contro muro chiedendo le immediate dimissioni del governo perché, ha attaccato il capogruppo del Pd Dario Franceschini, "un voto di fiducia sarebbe una presa in giro".

Contro Fini, che ha un ruolo decisivo da un punto di vista procedurale nella crisi, si sono scagliati diversi esponenti della maggioranza e in particolare della Lega. "Il presidente Fini è stato assolutamente di parte non consentendo al governo di riferire in data odierna", ha denunciato il capogruppo del Carroccio Marco Reguzzoni. Il ministro Roberto Calderoli gli ha fatto eco chiedendo a Fini di "salire al Quirinale per dimettersi". In difesa del presidente della Camera si sono espresse tutte le opposizioni a partire da Pier Ferdinando Casini che ha parlato di comportamento "ineccepibile" da parte di Fini.
I gruppi di minoranza potrebbero addirittura optare per l'Aventino e non partecipare al voto di fiducia o all'intervento del premier in segno di protesta. 

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