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giovedì 25 dicembre 2014

TURCHIA, sedicenne arrestato e incriminato. Aveva "insultato" Erdogan

Il presidente Erdogan
ANKARA, 25 dicembre - Un ragazzo di 16 anni è stato arrestato e incriminato per aver "insultato" il presidente Tayyip Erdogan. Lo riferiscono i media turchi. Il giovane, aderente ad un movimento di sinistra, è accusato di aver insultato Erdogan durante una cerimonia in memoria di un giovane professore laico ucciso da estremisti islamici nel 1930. Secondo Hurriyet, in particolare il ragazzo aveva accusato il presidente di corruzione.

venerdì 4 aprile 2014

Ankara: un tribunale “sblocca” Youtube (dopo Twitter)

Il premier Erdogan
ANKARA - Il tribunale locale di Golbasi a Ankara ha ordinato la sospensione del blocco di YouTube imposto il 27 marzo dal governo, riferisce Hurriyet online. Una sentenza che arriva il giorno dopo della fine del blocco di Twitter. Quest'ultimo era arrivato grazie a una sentenza della Corte Costituzionale di Ankara duramente criticata dal premier turco, Recep Tayyip Erdogan.
Il bando di YouTube era stato deciso dal premier Erdogan poche ore dopo l'uscita sulla rete sociale della registrazione di una riunione segreta in cui alcuni dirigenti turchi, fra cui il ministro degli Esteri, Ahmet Davutoglu, e il capo dei servizi segreti, Hakan Fidan, su un possibile intervento militare in Siria. Nella registrazione Fidan fra l'altro ipotizzava l'invio di "quattro uomini" in Siria per lanciare missili contro il territorio turco e giustificare cosi un intervento militare.

Il blocco di Twitter e di Youtube ha provocato una pioggia di critiche da tutto il mondo. "Dobbiamo applicare la sentenza della corte costituzionale, ma non la rispetto", ha detto Erdogan dopo che la Corte Costituzionale di Ankara ha dichiarato illegale il blocco del social network. Il premier turco ha quindi accusato la sentenza del tribunale di difendere "il prodotto di una compagnia americana" a scapito dei "valori nazionali".

venerdì 7 marzo 2014

Turchia, Erdogan minaccia di chiudere YouTube e Facebook


Il primo ministro turco Erdogan
ANKARA - Il primo ministro turco, Recep Tayyp Erdogan, coinvolto in uno scandalo politico-finanziario, ha minacciato di far proibire YouTube e Facebook in Turchia dopo le elezioni municipali del 30 marzo. "Ci sono delle nuove misure che noi prenderemo - ha detto in una intervista alla tv privata ATV -, compresa una interdizione di YouTube e Facebook". Su Internet sono state diffuse telefonate del premier che lo coinvolgono direttamente in un caso di corruzione.

mercoledì 25 dicembre 2013

La “Mani pulite” turca: si dimettono tre ministri, Erdogan in difficoltà

Il primo ministro Erdogan
Il ministri Caglayan e Guler, che si sono dimessi
ANKARA - Arrivano le prime dimissioni, reclamate a gran voce dall'opposizione e caldeggiate anche dal presidente Gul, per lo scandalo su corruzione e tangenti che sta scuotendo la Turchia. A lasciare sono prima i ministri dell' Economia, Zafer Caglayan e dell'Interno, Muammer Guler. A poche ore di distanza arrivano anche le dimissioni del titolare dell'Ambiente e della Pianificazione urbanistica, Erdogan Bayraktar. I figli, infatti, sono stati arrestati nell'ambito della tangentopoli turca.  
"Lascio il mio posto da ministro dell'Economia perché possa essere fatta piena luce su questa ignobile operazione che coinvolge il nostro governo", ha dichiarato Caglayan in un breve comunicato.  
La tangentopoli del Bosforo 
A tre mesi dalle elezioni amministrative la "mani pulite" turca fa traballare il premier Erdogan e il suo entourage. Il blitz anticorruzione ha portato all'arresto di nomi eccellenti della nomenclatura vicini al partito islamico Akp al potere, fra cui i figli dei ministri dell'Economia, dell'Interno e della Pianificazione Urbana. Tra i fermati anche il sindaco del distretto di Fatih a Istanbul, Mustafa Demir (del partito Akp), gli imprenditori Ali Agaoglu e Ruiza Sarraf e il direttore generale della banca pubblica Halkbank Suleyman Aslan. 
 Erdogan: complotto straniero
 Erdogan finora ha ignorato le pressioni a dimettersi definendo l'inchiesta come un complotto straniero per minare l'ascesa della Turchia e danneggiare il suo governo in vista delle elezioni di marzo. E nei giorni scorsi i vertici della polizia di Istanbul, responsabile delle indagini, sono stati decapitati: sono stati rimossi i capi dei cinque più importanti dipartimenti, fra cui quello per la criminalità finanziaria. 
Il presidente Gul: rimuovere i ministri coinvolti 

I ministri turchi coinvolti nel recente scandalo sulla corruzione e le tangenti dovrebbero essere rimossi dai loro incarichi. E' quanto lascia intendere il presidente Abdullah Gul rispondendo alle domande dei giornalisti alla vigilia di Natale. "Il primo ministro Erdogan sta facendo preparativi e valutazioni sulla questione" ha detto, annunciando anche un prossimo incontro tra i due. 

giovedì 13 giugno 2013

Istanbul, ultimatum da Erdogan: via dal Gezi Park


ANKARA - Il premier turco, Recep Tayyip Erdogan, ha lanciato un "ultimo avvertimento" ai manifestanti che ancora occupano Gezi Park a Istanbul, intimando loro di lasciare il parco. Erdogan ha quindi respinto le critiche rivolte al governo di Ankara per l'uso "sproporzionato ed eccessivo della forza" in una risoluzione al vaglio dell'Europarlamento. "Non riconosco alcuna decisione presa sulla Turchia dall'Europarlamento", ha detto.

venerdì 10 giugno 2011

Le truppe siriane sparano e avanzano verso al città ribelle. "Questa è barbarie" dice il premier turco Erdogan

DAMASCO -L'esercito siriano ha avviato operazioni per "ristabilire la sicurezza" alla città di Jisr al-Shughour e la zona circostante, dice la TV di stato.All'inizio della settimana, il governo siriano aveva affermato che 120 addetti alla sicurezza erano stati uccisi nella città nord-occidentale.L'annuncio in tv e il massiccio posizionamento di truppe nella zona, ha indotto un flusso di profughi nella vicina Turchia.
Il premier turco Tayyip Erdogan ha detto che la Siria stava commettendo «atrocità», nella città e che più di 2.000 siriani avevano già attraversato il confine in cerca di rifugio dal previsto giro di vite a Jisr al-Shughour.Il governo siriano ha accusato gruppi armati di essere responsabili dell'uccisione dei poliziotti, ma ci sono segnalazioni di un ammutinamento tra le forze di sicurezza che non vogliono assaltare la cittàLa yv di stato siriana ha dichiarato che uomini armati avevano approntato difese e dato fuoco a colture e alberi intorno A Jisr al-Shughour al fine di rallentare L'avanzare dell'esercito.Siti web indipendenti affermano che nella zona c'è stata una pesante sparatoria in un villaggio dove erano stata preparate barricate di copertoni in fiamme per bloccare la strada per la città.La Siria ha impedito ai giornalisti esteri l'ingresso nel paese
Il governo afferma che i residenti locali hanno chiesto l'intervento dell'esercito per ristabilire la pace e la tranquillità.
Ma i dissenzienti dicono che la violenza è stata innescata da soldati disertori e che le truppe fedeli hanno massacrato civili pacifici.Le agenzie per i diritti umani sostengono che più di 1.100 persone sono state uccise da quando le proteste contro il presidente Assad hanno avuto inizio nel mese di marzo.
Il premier Erdogan che era stato precedentemente riluttante a criticare la Siria ora ha cambiato decisamente registro, di fronte alla realtà. "Essi non agiscono in maniera umana. Questa è barbarie", ha detto in un'intervista televisiva giovedì.