MILANO - I giudici del tribunale di Milano, dopop la riuione in Camera di Consiglio, hanno respinto la richiesta di sospensione per legittimo impedimento di Berlusconi nel processo sul caso Ruby, in cui l'ex premier è imputato per concussione e prostituzione minorile. L'istanza era stata avanzata dalle difese per motivi elettorali in quanto l'ex capo del governo ora è capo della coalizione del Pdl. Con la richiesta di bloccare i processi, la difesa aveva chiesto anche la sospensione dei termini di prescrizione e aveva ricordato che, in un'analoga situazione, in passato vennero fermati i processi Ariosto e Mills.
Furioso Ghedini che ha deciso di non ascoltare più la deposizione di Ruby e di "congedarla". Da parte della difesa si ritiene che i giudici vogliano arrivare a processo prima delle elezioni (con una condanna già scritta...)
E le polemiche sono subito divampate. "Con questa decisione il Tribunale é intervenuto pesantemente nella campagna elettorale" ha detto Niccolò Ghedini. Il legale ha aggiunto che 'una cosa del genere va a incidere sulla serenità della campagna elettorale".
Furioso Ghedini che ha deciso di non ascoltare più la deposizione di Ruby e di "congedarla". Da parte della difesa si ritiene che i giudici vogliano arrivare a processo prima delle elezioni (con una condanna già scritta...)
E le polemiche sono subito divampate. "Con questa decisione il Tribunale é intervenuto pesantemente nella campagna elettorale" ha detto Niccolò Ghedini. Il legale ha aggiunto che 'una cosa del genere va a incidere sulla serenità della campagna elettorale".
"Avremmo preferito sentire Ruby, però in campagna elettorale è impensabile. La nostra è stata una amara rinuncia, decisa per evitare che un ulteriore sviluppo del processo vada a turbare la competizione politica: noi stiamo facendo il possibile per fare ciò, il tribunale invece no", ha aggiunto Ghedinii.
Per l’avvocato, Ruby, i cui verbali delle dichiarazioni rese nel 2010 agli inquirenti sono stati acquisiti dal tribunale, aveva “già rilasciato amplissime dichiarazioni che scagionavano l'onorevole Berlusconi”. I verbali acquisiti agli atti del tribunale sono quelli datati 2, 6 e 22 luglio, 3 e 20 agosto, e 3 novembre 2010.
"Certamente in questo processo ad ogni udienza presenteremo istanza di legittimo impedimento. Se respingeranno ricorreremo ai gradi successivi e alla Corte Costituzionale", ha aggiungo il legale, il quale si è detto sicuro che "si arriva a sentenza prima dell'esito delle elezioni. Darà fastidio ai cittadini, perché turba la campagna elettorale".
"La decisione del tribunale di Milano contrasta con ogni principio di ragionevolezza. Solo un pronunciamento del Presidente della Repubblica può garantire uno svolgimento regolare e democratico della campagna elettorale". E' quanto chiede il coordinatore del Pdl Sandro Bondi.
"La Procura di Milano e i giudici di Milano, accomunati dallo stesso strumentale e gravissimo intento, ritengono che l'attività del presidente Silvio Berlusconi, in qualità di capo della coalizione, sia meno importante di partecipare a un'udienza. In questo modo, appare chiara la volontà di entrare a gamba tesa nella campagna elettorale, condizionandone fortemente gli esiti, per arrivare persino a una sentenza definitiva prima della competizione. E' inammissibile quanto si delinea all'orizzonte. Come è inammissibile che la giustizia sia utilizzata a fini politici". E' quanto afferma il segretario politico del Pdl, Angelino Alfano.
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