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giovedì 12 febbraio 2015

Neonata muore in ambulanza, la portavano a RAGUSA perché a CATANIA non c’era posto

CATANIA, 12 febbraio - Una neonata è morta in ambulanza mentre veniva trasferita a Ragusa in quanto all'ospedale di Catania non c'erano posti disponibili. La piccola, nata in una clinica privata catanese, ha avuto problemi respiratori, ma è morta prima di poter essere ricoverata. La Procura di Ragusa ha aperto un'inchiesta per accertare eventuali responsabilità mediche e sulla disponibilità di strutture cliniche non adeguate a Catania.
La neonata sarebbe entrata in crisi respiratoria dopo il parto, avvenuto regolarmente nella clinica privata "Casa di cura Gibiino" di Catania. Nella sala erano presenti, tra gli altri, il ginecologo di fiducia della donna, un anestesista, un rianimatore e un neonatologo. 
I medici si sono accorti subito della gravità del quadro clinico della piccola e hanno contattato le Unità di trattamento intensivo neonatale di Catania per trasferire d'urgenza la neonata; tutte però erano piene, senza disponibilità di posti. E' stato così contattato il 118 che ha cercato e trovato una Utin disponibile all'ospedale Paternò-Arezzo di Ragusa. 
La clinica ha quindi provveduto, con un'ambulanza privata, al trasporto della neonata a Ragusa, con al seguito i medici specialisti della struttura privata. Durante il tragitto, quando l'ambulanza era già in territorio della provincia di Ragusa, la piccola ha avuto una violenta crisi: i medici a bordo dell'ambulanza hanno tentato di rianimarla, ma la neonata è morta.

I medici presenti sull'ambulanza sono stati sentiti dalla polizia come persone informate sui fatti; il magistrato deciderà in seguito se disporre l'autopsia. Intanto a Catania, dopo la denuncia di familiari della piccola deceduta ai carabinieri, la Procura ha aperto un'altra inchiesta disponendo il sequestro della cartella clinica nella casa di cura.

martedì 12 novembre 2013

Bologna: bambino di 11 anni muore a scuola per una crisi respiratoria

BOLOGNA - Un bambino di undici anni è morto in una scuola elementare a San Matteo della Decima (Bologna). A ucciderlo sarebbe stata un'improvvisa crisi respiratoria, che avrebbe provocato al ragazzino un arresto cardiaco. Sembra che il piccolo soffrisse di una patologia cardiaca e di problemi motori per cui era in cura dalla nascita. Inutili i tentativi di rianimarlo e l'immediato allarme al 118Il piccolo era figlio di una coppia di operai e frequentava la quinta elementare. Quando si è sentito male, dopo le 10, gli insegnanti lo hanno accompagnato all'esterno della struttura dove hanno atteso l'arrivo della squadra del 118. Purtroppo però i soccorsi sono giunti troppo tardi: i tentativi di rianimarlo si sono infatti rivelati inutili. 

giovedì 3 maggio 2012

Andreotti in ospedale: crisi respiratoria, ma non è in pericolo di vita


ROMA - "Il senatore sta bene, e' lucido e si e' concesso anche qualche battuta con gli infermieri". A parlare e' l'assistente del senatore a vita Giulio Andreotti, portato al 'Gemelli' per una crisi respiratoria. "Con lui ci sono i figli Stefano e Serena, mentre un'altra figlia e' fuori Roma e ha deciso di non venire perché non sembra ci siano le condizioni d'urgenza". Patrizia Chilelli, questo il nome dell'assistente di Andreotti, ha poi spiegato ai giornalisti in attesa davanti il Pronto Soccorso del Policlinico 'Gemelli' che "ora respira da solo, non c'e' stato bisogno di intubarlo".
Era anche circolata la voce che il sito Wikipedia avesse aggiornato la pagina con la data di oggi segnalata come quella della morte del senatore a vita. Voci che, riferisce ancora l'assistente, hanno solleticato l'ironia dell'interessato: "Sappiamo tutti quanto sia scaramantico e ha chiesto subito che quella data venisse tolta dal sito, alla voce che lo riguardava". E Andreotti è ricoverato nella stanza 17…
 Andreotti, 93 anni, è comunque in prognosi riservata, rende noto il bollettino medico del policlinico. Il senatore a vita e' giunto alle ore 13.30 circa presso il Pronto Soccorso del Policlinico universitario "A. Gemelli" a seguito di una crisi cardiaca successiva a una infezione respiratoria. E' ora ricoverato in Terapia intensiva presso il DEA del Gemelli. Le condizioni sono severe, ma stabili.