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lunedì 27 ottobre 2014

MINZOLINI condannato in Appello a 2 anni e 6 mesi per peculato (quando era direttore del Tg1)

Augusto Minzolini
ROMA - L'ex direttore del Tg1, Augusto Minzolini, è stato condannato dalla terza Corte d'Appello a 2 anni e sei mesi per l'accusa di peculato continuato per aver utilizzato in modo improprio la carta di credito aziendale. In primo grado il senatore di Forza Italia era stato assolto. 
I giudici hanno anche disposto l'interdizione dai pubblici uffici per l'intera durata della pena. Nei confronti di Minzolini il Pg aveva chiesto una condanna a 2 anni di reclusione. Nel capo di imputazione si contestava al giornalista di aver sforato, in 14 mesi, il budget a sua disposizione nella misura di circa 65 mila euro, somma, peraltro, restituita dal direttore del Tg1 all'azienda. Parte dell'accusa si concentrava su una serie di pranzi per i quali Minzolini non avrebbe presentato i giustificativi.
"Sono allibito e attonito. Assolto da Corte dei Conti, in primo grado e da giudice del lavoro, condannato a 2,6 anni in appello. Dov'è la certezza del diritto". Lo scrive su twitter Minzolini commentando la sentenza di condanna.

"E' una sentenza che ci lascia interdetti. Alla lettura delle motivazioni valuteremo il ricorso in cassazione". E' il commento dei difensori di Augusto Minzolini, gli avvocati Fabrizio Siggia e Franco CoppI. In aula i due penalisti avevano sostenuto che la carta di credito aziendale fosse "un mezzo di pagamento agevolato assegnato a Minzolini dalla direzione generale della Rai senza dover attendere il rimborso delle spese sostenute nel suo ruolo di direttore del telegiornale". 

giovedì 16 gennaio 2014

Fondi ai gruppi regionali di Torino: chiesto il rinvio a giudizio del presidente Cota

TORINO - La procura di Torino ha chiesto il rinvio a giudizio del presidente della Regione Piemonte, Roberto Cota, nell'inchiesta sull'uso dei fondi dei gruppi consiliari al Consiglio regionale del Piemonte. Stesso provvedimento è stato proposto per 37 consiglieri. L'inchiesta riguarda le spese sostenute con i fondi dei gruppi consiliari regionali. Iniziata nel 2012, ha coinvolto 56 consiglieri. Peculato, truffa e finanziamenti illecito ai partiti i reati ipotizzati a vario titolo dagli inquirenti. Le contestazioni più gravi nei confronti dei consiglieri regionali, raggiunti nei mesi scorsi dagli avvisi di chiusura indagini, passo che di norma precede la richiesta di rinvio a giudizio. L'ex presidente della Regione Piemonte, Mercedes Bresso, e la capogruppo di Sel, Monica Cerutti, escono dall'inchiesta. Nei loro confronti i magistrati che indagano sui cosiddetti rimborsi facili hanno chiesto l'archiviazione. In tutto, chieste 18 archiviazioni.

martedì 12 novembre 2013

Abruzzo, arrestato l'assessore alla cultura (concussione e peculato)

Luigi De Fanis
PESCARA- L'assessore alla Cultura della Regione Abruzzo, Luigi De Fanis, è stato arrestato per concussione questa mattina. Il provvedimento stato richiesto dal sostituto procuratore di Pescara, Giuseppe Bellelli.
Assieme a De Fanis, della giunta di centrodestra, è stata messa ai domiciliari la sua segretaria, Lucia Zingariello. Oltre ai due provvedimenti di restrizione, firmati dal Gip Mariacarla Sacco, ci sono anche due obblighi di dimora per una funzionaria della Regione e per il presidente di una onlus. I reati contestati sono concussione, truffa aggravata e peculato per l'erogazione dei contributi regionali per l'organizzazione degli eventi celebrativi dell'anniversario dei 150 anni della nascita di Gabriele D'Annunzio. Abruzzo, arrestato l'assessore regionale De Fanis
Le indagini sono partite dalla denuncia di un imprenditore che si è rivolto al Corpo Forestale dello Stato dopo le continue richieste di denaro a lui fatte da parte dell’Assessore competente in cambio della erogazione di fondi per l’organizzazione di manifestazioniì culturali, in particolare i fondi regionali per le celebrazioni di D'Annunzio. Sarebbero stati utilizzati soldi pubblici per cene, bottiglie di champagne e pernottamenti. Perquisizioni in corso nelle abitazioni degli indagati e nelle sedi degli assessorati a L'Aquila, Pescara e Sulmona, ed ancora a Guardiagrele, Paglieta, Montazzoli e Vasto.

Potrebbe interessarti:http://www.ilpescara.it/cronaca/arrestato-assessore-regionale-de-fanis.html
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„Le indagini sono partite dalla denuncia di un imprenditore che si è rivolto al Corpo Forestale dello Stato dopo le continue richieste di denaro a lui fatte da parte dell’Assessore competente in cambio della erogazione di fondi per l’organizzazione di manifestazioniì culturali, in particolare i fondi regionali per le celebrazioni dei 150 anni dalla nascita di D'Annunzio. Sarebbero stati utilizzati soldi pubblici per cene, bottiglie di champagne e pernottamenti. Perquisizioni in corso nelle abitazioni degli indagati e nelle sedi degli assessorati a L'Aquila, Pescara e Sulmona, ed ancora a Guardiagrele, Paglieta, Montazzoli e Vasto.


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sabato 9 marzo 2013

Le spese pazze dei consiglieri regionali del Friuli: indagati in 19 di Pdl, Pd e della Lega. Anche 800 euro di salmone e un seggiolino per bambini


TRIESTE - I primi avvisi di garanzia sono stati notificati ieri. E scuotono Pdl, Lega e Pd. Ai tre partiti appartengono i 19 indagati dalla Procura di Trieste per peculato rispetto all’uso dei fondi pubblici ai partiti. Tra gli iscritti nel registro delle notizie di reato ci sono i capigruppo del Pdl, Daniele Galasso, della Lega, Danilo Narduzzi, e l’ex capogruppo del Pd Gianfranco Moretton. A loro viene contestata anche una sorta di omessa vigilanza sulle spese dei colleghi. Nel Pdl undici indagati: oltre a Galasso  è sotto indagine il vice capogruppo Franco Baritussio, passato con La Destra e ricandidato.Nell’elenco compaiono poi i triestini Maurizio Bucci, Piero Camber e Piero Tononi; i goriziani Gaetano Valenti e Roberto Marin; i pordenonesi Franco Dal Mas, Antonio Pedicini e Paolo Santin; l’udinese Alessandro Colautti.
Nel Pd (4) l’avviso di garanzia  ha raggiunto l’ex capogruppo Moretton, ora passato con i montiani. Tra i democratici sono indagati Giorgio Baiutti, Sandro Della Mea e Alessandro Tesini. Per la Lega (4) ci sono il capogruppo Narduzzi e altri tre colleghi. Su sette uscenti sei sono pronti a correre di nuovo per la Regione (tranne il pordenonese Ugo De Mattia). Infatti entro il 17 marzo vanno depositate le liste per la prossima consultazione elettorale regionale

Emergono, intanto, altri dettagli nell'inchiesta. Tra le spese contestate dai pm ci sarebbero acquisti in farmacia, dal ferramenta e in pescheria: 800 euro per comprare salmone. Non manca il salto in negozi d'elettronica, dove primeggiano gli acquisti di un iPhone e la riparazione di un comando per auto.
A colpire tra i rimborsi anche un seggiolino per bimbi dal costo di circa 90 euro oltre a uno scontrino da 300 euro per generici articoli per neonati. La Procura ha analizzato le somme a disposizione dei gruppi nel 2011, per una cifra di oltre 2,6 milioni di euro. Sotto la lente d'ingrandimento, spiega Il Messaggero veneto, le spese del 2011 ma presto, fanno sapere fonti investigative, potrebbero essere passate al setaccio anche i "costi" del 2012.

venerdì 1 marzo 2013

Cellino rifiuta i domiciliari. “Uscirò quando verrà dimostrata la mia innocenza”


CAGLIARI - Il Tribunale dei riesame ha concesso gli arresti domiciliari al presidente del Cagliari, Massimo Cellino, in carcere dal 14 febbraio con l'accusa di tentato peculato e falso, nell'ambito dell'inchiesta per i lavori dello stadio Is Arenas. Ai domiciliari anche il sindaco e l'assessore ai Lavori pubblici di Quartu, Mauro Contini e Stefano Lilliu. Cellino ha però rifiutato: "Resto in cella fino a quando sarà dimostrata la mia innocenza".  "Il presidente Cellino ha ritenuto di dover uscire solo quando verrà riconosciuta la sua estraneità alla vicenda, perché lui non ha fatto nessuna irregolarità". Cosi' l'avvocato Benedetto Balleri che ha incontrato in carcere il presidente del Cagliari che gli ha confermato il rifiuto dei domiciliari.
La decisione dei giudici del Tribunale del Riesame, di concedere i domiciliari agli arrestati (Cellino, il sindaco e l'assessore del Comune di Quartu), arriva dopo il colpo di scena di ieri quando l'accusa a carico dei tre si è trasformata da tentato a peculato consumato. La Procura, infatti, ha depositato alcuni documenti che proverebbero un passaggio di denaro dalle casse comunali a quelle dell'azienda, di Antonio Grussu (attualmente ai domiciliari assieme ai funzionari del Comune di Quartu Pierpaolo Gessa e Andrea Masala nell'ambito della stessa inchiesta) che ha eseguito alcuni lavori per l'impianto sportivo. Si tratta di oltre 360 mila euro pubblici destinati al Piano integrato d'area (Pia) Serpeddì-Is Arenas che, invece, sarebbero stati utilizzati per costruire alcune strutture dello stadio.

giovedì 14 febbraio 2013

Minzolini assolto dall’accusa di peculato perché "il fatto non costituisce reato"

Augusto Minzolini, ex direttore del Tg1


ROMA - Augusto Minzolini, ex direttore del Tg1, è stato assolto dall'accusa di peculato per il presunto utilizzo improprio delle carte di credito aziendali. Il giudice ha respinto la richiesta del pm di due anni di reclusione ritenendo che "il fatto non costituisce reato". A Minzolini si contestava di aver sforato con 65 milioni di euro, in 14 mesi, il budget a sua disposizione. Somma da lui restituita. L'interessato: "E' stata una Via Crucis".

Arrestato il presidente del Cagliari Cellino (per i lavori allo stadio di Is Arenas)

Massimo Cellino

CAGLIARI - Colpo di scena nell'inchiesta sulle opere di adeguamento dell'impianto di Is Arenas dove il Cagliari sta disputando le gare interne di Serie A. Il presidente del Cagliari Massimo Cellino, il sindaco di Quartu Sant’Elena Mauro Contini e l'assessore ai Lavori pubblici Stefano Lilliu sono stati arrestati all’alba.
Le misure cautelati, firmate dal gip di Cagliari Giampaolo Casula su richiesta del pm Enrico Lussu titolare dell'inchiesta sullo stadio di Is Arenas, sono state eseguite questa mattina  dal nucleo regionale di polizia giudiziaria del Corpo forestale. I tre arrestati sono già stati portati nel carcere di Buoncammino.
L'inchiesta che ha portato in manette Cellino, Contini e Lilliu è il prosieguo dell'inchiesta che aveva già portato in carcere due dirigenti del Comune di Quartu S. Elena, Pierpaolo Gessa e Andrea Masala e ai domiciliari l'imprenditore Antonio Grussu. Secondo quanto si apprende, le accuse per Cellino, Contini e Lilliu sarebbero quelle di peculato e falso ideologico.

venerdì 9 novembre 2012

Arrestati all’alba nove cardiologi del policlinico di Modena. Peculato, corruzione, truffa. Ecco tutti i nomi. Indagini su due morti sospette

Il Policlinico di  Modena
 MODENA- Vasta operazione all’alba dei carabinieri del Nas che hanno arrestato nove cardiologi del policlinico di Modena, responsabili a vario titolo di associazione per delinquere, peculato, corruzione, falso in atto pubblico, truffa ai danni del sistema sanitario nazionale. Gli indagati sono 67 e a 12 aziende che producono attrezzature sanitarie è stata applicata la misura di divieto di contrattare con la Pubblica Amministrazione.
Tra le persone arrestate, con il beneficio degli arresti domiciliari, anche l'ex-responsabile del reparto: la professoressa Maria Grazia Modena. il dottor Giuseppe Sangiorgi è l'unico in carcere. L'emodinamista fu allontanato dal Policlinico nel 2011: è lui il punto di riferimento dell'organizzazione. Il periodo sotto esame per le operazioni all'interno dell'ospedale risalgono al periodo 2009/11.Alcuni medici arrestati erano contrattisti per Cardiologia e non erano più in servizio. 
Ai domiciliari, oltre alla dottoressa Modena, ci sono:
Vincenzo Luigi Politi, 34 anni, medico in servizio presso il reparto di Cardiologia.
Alessandro Aprile, 37 anni, all'epoca dei fatti in servizio al Policlinico, ma oggi in servizio a Pieve di Coriano (Mantova).
Simona Lambertini, 38 anni, residente a Modena, in quel momento "clinical research coordinator". Assegnista di ricerca.
Giuseppe Biondi Zoccai. 38 anni, domicliato a Roma, all'epoca dei fatti medico presso il reparto di Cardiologia e ora in servizio al policlinico "Umberto I" di Roma, sede distaccata di Latina.
Fabrizio Clementi: 41enne di Roma, medico in servizio presso il reparto cardiologia di Tor Vergata.
Alessandro Mauriello. 54 anni, residente a Roma, professore associato di anatomia patologica, nonchè medico presso il reparto di anatomia patologica al Policlinico Tor Vergata di Roma.
Andrea Amato. 36 anni, domiciliato a Brembate di Sopra (Bergamo), all'epoca dei fatti medico frequentatore di master a Cardiologia di Modena, attualmente in servizio nel reparto di Cardiologia del policlinico "San Marco" di Istituti Ospedalieri Bergamaschi.
 Come si vede, dei medici coinvolti nell’operazione dei Nas»solo uno era ancora attualmente in servizio. "La Cardiologia del Policlinico funziona a pieno regime"riferisce una fonte dell’azienda sanitaria modenese.


Gli altri provvedimenti nel dettaglio: Interdizione ad esercitare uffici direttivi a 6 manager di ditte di dispositivi medici, di cui 3 straniere.
Un provvedimento di interdizione dall'esercizio della professione di commercialista
12 provvedimenti di applicazione della misure cautelare del divieto di contrattare con la pubblica amministrazione a ditte di dispositivi medici di cui 6 straniere.
3 provvedimenti di applicazione della misura cautelare dell'interdizione dell'esercizio dell'attività a carico delle associazioni onlus.
33 decreti di perquisizione domiciliare/personale (16 medici e 17 tra manager e responsabili amministrativi di aziende destinatarie del divieto di contrattare con la pubblica amministrazione)
7 decreti di sequestro, ai fini della confisca, di conti correnti relativi a Sangiorgi e alle tre onlus per un valore complessivo di un milione di euro.
Nel quadro generale i Nas si stanno soffermando su due morti sospette: le indagini non sono quindi ancora concluse e potrebbero anche cambiare i capi d'imputazione.

L'inchiesta è partita a febbraio 2011 dopo un esposto dell'associazione "Amici del cuore"  guidata da Giovanni Spinella, che consegnò alla Procura e alla Regione una cartella con numerosi casi di decessi sospetti, legati in particolare all’attività dell’unità di emodinamica. Dopo un’indagine interna, a marzo 2011 la Regione chiese al Policlinico di prendere provvedimenti urgenti, sospendendo alcune attività di sperimentazione. Alcuni mesi dopo, la direzione ha sospeso dall'incarico di direttrice della Cardiologia, la professoressa Maria Grazia Modena, ora arrestata e mandata ai domiciliari.
Nello stesso tempo il Codacons in questi mesi ha raccolto decine di casi di presunta malasanità che sono stati esaminati dal pm Marco Niccolini e dallo stesso procuratore capo Vito Zincani. A marzo del 2011 il responsabile della sede modenese Codacons, Fabio Galli, ricevette un plico contenente materiale 'scottante' relativo a vicende avvenute presso il Policlinico di Modena. In particolare il plico conteneva un elenco di nominativi di cui: 4 casi di decessi; 12 casi di complicanze con esiti fortemente invalidanti; 5 casi di pazienti che avevano eseguito diverse valvuloplastiche e poi tavi; 2 casi di pazienti arruolati contemporaneamente in diversi studi di ricerca; 11 casi di studi su pazienti a cui sono erano stati impiantati stent di dubbia qualità".
Il Codacons inviò così "un primo esposto alla Procura di Modena, chiedendo di aprire una indagine ed eseguire accertamenti in merito ai casi segnalati nel plico. Dopo pochi giorni, l'associazione ricevette un ulteriore pacco, sempre relativo al Policlinico, al cui interno vi erano i nominativi di altri 3 casi di decesso e 3 complicazioni gravi e ben 152 pagine relative a scambi di mail con contenuto di tipo economico".
Un secondo esposto "venne così presentato dal Codacons Modena alla Procura della Repubblica".
I medici arrestati, secondo l'accusa, sottoponevano i pazienti ignari a sperimentazioni non autorizzatefalsificando le cartelle cliniche impiantando stent e strumentazioni senza certificazione ‘Ce’ e malfunzionanti. In cambio, i cardiologi ricevevano dalle aziende private tangenti che venivano versate sui conti correnti di onlus fittizie. Inoltre, i risultati venivano pubblicati su riviste scientifiche per un ritorno di immagine.
L'operazione è stata denominata "Camici sporchi", e ha visto impegnati ben 150 uomini dell'Arma. Sei delle dodici aziende coinvolte sono straniere.


mercoledì 10 ottobre 2012

Regione Lombardia, altri 3 consiglieri indagati per peculato e truffa


E Formigoni prende le distanze dall'assessore arrestato: "Mi ha tradito"

MILANO- Piove sul bagnato. L'ex presidente del Consiglio regionale lombardo Boni (Lega), l'ex assessore Nicoli Cristiani (Pdl) e il consigliere Massimo Buscemi (Pdl) sono indagati dai pm di Milano per peculato e truffa aggravata nell'ambito dell'indagine che ha portato oggi la Finanza nella sede della Regione Lombardia. Le fiamme gialle hanno acquisito atti presso l'assessorato al Territorio e Urbanistica, l'assessorato alla Cultura e Giovani e l'ufficio di Presidenza.
Al termine delle riunione della giunta lombarda, il presidente della Regione, Roberto Formigoni, avrebbe intanto preso le distanze dell'assessore Domenico Zambetti, arrestato oggi a Milano. Secondo alcuni dei partecipanti, Formigoni si sarebbe sfogato dicendo: "O siamo di fronte a un clamoroso abbaglio della magistratura oppure Zambetti ha tradito me e tradito tutti voi".

martedì 6 dicembre 2011

Il direttore del Tg1 Minzolini rinviato a giudizio per peculato (per la vicenda dell'uso delle carte di credito)


ROMA - Il direttore del Tg1 Augusto Minzolini e' stato rinviato a giudizio per la vicenda delle spese sostenute con la carta di credito aziendale. Il giornalista è accusato di peculato per avere sforato, in 14 mesi, il budget a sua disposizione per circa 65 mila euro. Tale somma è stata già restituità dal direttore all'azienda. A decidere il rinvio a giudizio il gup del Tribunale di Roma Francesco Patrone che ha fissato la prima udienza del processo il prossimo 8 marzo davanti alla VI sezione penale.
"Volevano farmi saltare dal Tg1 in occasione del voto di fiducia al senato il 14 dicembre dell'anno scorso. Non sopporto che vengano utilizzati strumenti così per raggiungere l'obiettivo: viviamo in una società di trogloditi". Così Augusto Minzolini, lasciando il tribunale di Roma dopo il rinvio a giudizio da parte del gup.
''La Rai si costituira' parte civile entro il termine di decadenza previsto dalla legge, che e' quello dell'udienza dibattimentale fissata per il prossimo 8 marzo, per il danno di immagine e per i residuali profili di danno non patrimoniale''. E' quanto precisa la Rai in una nota in merito alla vicenda del direttore del Tg1 Minzolini. ''Rai - come gia' precisato dal suo legale Maurizio Bellacosa - ha partecipato all'udienza preliminare nella veste di persona offesa in attesa del vaglio del giudice dell'udienza preliminare'', spiega sempre la nota di Viale Mazzini.

venerdì 14 ottobre 2011

Chiesto il rinvio a giudizio per peculato del direttore del TG1 Minzolini


ROMA - La procura di Roma ha chiesto il rinvio a giudizio per il direttore del Tg1 Augusto Minzolini, in relazione all'inchiesta sulle spese sostenute con la carta di credito aziendale. Al giornalista viene contestato il reato di peculato.
''Tenendo conto come vanno le cose in questo paese e che l'esposto da cui nasce la vicenda porta la firma dell'ex pm Antonio Di Pietro, me lo aspettavo. Io comunque sono tranquillo ed ho la coscienza a posto su una vicenda che ho gia' chiarito con l'azienda''. Cosi' il direttore del Tg1 Augusto Minzolini commenta la richiesta di rinvio a giudizio
 ''Interpellero' i Capigruppo della Commissione al fine di corrispondere, e con quali modalita', agli interrogativi di carattere istituzionale che si pongono alla Rai''. Lo dice  il presidente della Vigilanza Rai Sergio Zavoli dopo la protesta di Fini contro il Tg1, per due servizi che lo rigardavano trasmessi ieri sera dal TG1. Fini aveva chiesto le dimissioni del direttore Minzolini.