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sabato 20 dicembre 2014

TRANI, arrestato il sindaco (e altri 5) per corruzione e concussione

Il sindaco di Trani Luigi Nicola Riserbato
TRANI - La Digos ha arrestato il sindaco di Trani, Luigi Nicola Riserbato, nel 2009 eletto consigliere provinciale della Bat con la "Puglia prima di tutto". In manette altre 5 persone con l'accusa di associazione per delinquere finalizzata a commettere più delitti contro la pubblica amministrazione, concussione, corruzione, turbata libertà del procedimento di scelta del contraente.
Gli arresti sono stati eseguiti da agenti della Digos della Polizia di Stato che hanno dato esecuzione, all'alba, a un'ordinanza di custodia cautelare, disposta dal gip del Tribunale di Trani. Nel mirino degli inquirenti un appalto di oltre due milioni di euro sulla vigilanza degli immobili comunali aggiudicato, secondo l'accusa, in modo illecito alla società palermitana Sicurcenter. 
Tra i reati contestati anche la concussione per le richieste di assunzioni fatte all'Amiu per consentire ai politici di aver consenso elettorale. Dagli accertamenti della Digos e del pm Michele Ruggiero sarebbero emersa l'esistenza di un sistema corruttivo che vedrebbe coinvolti politici, dirigenti e amministratori del Comune di Trani.
Questi, secondo l'accusa, avrebbero creato un sistema illecito finalizzato alla turbativa d'asta sull'appalto milionario e un giro di mazzette. Oltre ai sei arrestati risultano indagate a piede libero altre sette persone.

mercoledì 4 giugno 2014

Appalti Mose: arrestato il sindaco di Venezia Orsoni, chiesto l’arresto dell’ex ministro Galan, 35 in manette

VENEZIA - Il sindaco Orsoni, a destra, in visita ai cantieri del Mose
VENEZIA - Il sindaco di Venezia Giorgio Orsoni (Pd) è stato arrestato nell'inchiesta per corruzione, concussione e riciclaggio, della Procura di Venezia nell'ambito delle indagini sull'ex ad della Mantovani Giorgio Baita e gli appalti per il Mose. In manette anche l'assessore regionale alle Infrastrutture Renato Chisso di Forza Italia.  A vario titolo, sono finite in manette 35 persone complessivamente ed un altro centinaio sarebbero gli indagati. Per la gdf fondi neri per 20 milioni di euro erano indirizzati alla politica.
Nell'ambito dell'inchiesta la Procura della Repubblica ha chiesto l'arresto dell'ex Governatore veneto e Ministro, oggi senatore, Giancarlo Galan. Lo si apprende da fonti della Procura stessa. Per poter procedere, però, occorre il placet dell'apposita Commissione di Palazzo Madama.
Tra le persone arrestate anche il consigliere regionale del Pd Giampiero Marchese, gli imprenditori Franco Morbiolo e Roberto Meneguzzo nonché il generale in pensione Emilio Spaziante, fino al 4 settembre 2013 comandante in seconda della Guardia di Finanza . 

Tra i 35 arrestati anche due ex Presidenti del magistrato alle acque emanazione del Ministero delle infrastrutture Patrizio Cuccioletta e Maria Giovanna Piva. Entrambi sarebbero entrati nella vicenda in base - secondo fonti degli inquirenti - a dichiarazioni fatte nel corso dell'inchiesta da parte degli indagati dei vari filoni d'indagine.
I dettagli dell'inchiesta - La raffica di arresti giunge a tre anni dall'apertura dell'inchiesta, da parte della guardia di finanza, sulla presunta distrazione di fondi relativi al Mose, l'opera di salvaguardia per Venezia. I pm Stefano Ancillotto, Stefano Buccini e Paola Tonino avevano scoperto che l'ex manager della Mantovani Giorgio Baita, con il beneplacito del proprio braccio destro, Nicolò Buson, aveva dirottato denaro in una serie di fondi neri all'estero. I soldi, secondo l'accusa, venivano portati da Claudia Minutillo, imprenditrice ed ex segretaria personale di Galan, a San Marino, dove venivano riciclati da William Colombelli grazie alla propria azienda finanziaria Bmc.
Almeno 20 milioni di euro, così occultati, erano finiti in conti esteri d'oltre confine. Secondo l'accusa erano indirizzati alla politica, circostanza che ha fatto scattare l'operazione.

Solo una settimana fa, eraè trapelata anche la notizia di un avviso di garanzia all'ex ministro Altero Matteoli. Ma il primo colpo al sistema viene inferto il 28 febbraio 2013 con l'arresto di Piergiorgio Baita, allora ai vertici della Mantovani il colosso padovano delle costruzioni, fra i soci pesanti di Cvn ora impegnato sul fronte di Expo 2015 con l'aggiudicazione di lavori er circa 65 milioni di euro. L'accusa, formulata dal pm Stefano Ancilotto, è associazione per delinquere finalizzata alla frode fiscaleattraverso un giro vorticoso di fatture false tramite "cartiere" collocate per lo più all'estero. Con Baita finiscono in carcere Claudia Minutillo, ex segretaria personale di Galan e ad di Adria Infrastrutture società della galassia Mantovani, il responsabile amministrativo di quest'ultima Nicola Buson e il console onorario di San Marino William Colombelli a capo della Bmc Broker, azienda di consulenza che dalle pendici del Titano garantiva a Baita un flusso ininterrotto di "uscite certificate" per attività mai svolte. Circa 20 milioni di euro la cifra calcolata per la maxi evasione.
A distanza di circa 4 mesi e mezzo arriva il secondo colpo al sistema. È il 12 luglio 2013 quando si capisce che in laguna nulla sarà come prima. L'arresto di Giovanni Mazzacurati, sconvolge insieme all'opinione pubblica, equilibri che sembravano eterni. 
Il grande burattinaio - Mazzacurati, poi finito ai domiciliari, era stato definito "il grande burattinaio" di tutte le opere relative al Mose. Indagando su di lui erano spuntate fatture false e presunte bustarelle che hanno portato all'arresto di Pio Savioli e Federico Sutto, rispettivamente consigliere e dipendente di Cvn, e quattro imprenditori che si spartivano i lavori.

Due inchieste un unico filone, alla ricerca dei fondi neri milionari creati truccando le gare e facendo lievitare i costi non solo del Mose ma anche delle opere connesse alla salvaguardia di Venezia e finanziate con la Legge speciale. Soldi depositati su conti criptati e affidati alla "discrezione" di istituti bancari con sede nei paradisi fiscali. Già un anno fa la domanda, retorica, che si erano posti gli inquirenti era: a cosa serviva tutto quel denaro fantasma? La risposta era contenuta nella ponderosa relazione trasmessa dal pm al gip, costellata da numerosi omissis motivati da esigenze investigative, dietro i quali si nascondevano nomi cosiddetti eccellenti di corruttori e corrotti. All'alba di oggi, a due giorni dalla festa della Repubblica, il crollo definitivo del sistema.
"Uno sconquasso politico" -  L'ex sindaco di Venezia Massimo Cacciari intervistato da SkyTg24 sull'inchiesta che ha portato all'arresto dell'attuale sindaco Giorgio Orsoni ha commentato: "E' uno sconquasso politico".




martedì 12 novembre 2013

Abruzzo, arrestato l'assessore alla cultura (concussione e peculato)

Luigi De Fanis
PESCARA- L'assessore alla Cultura della Regione Abruzzo, Luigi De Fanis, è stato arrestato per concussione questa mattina. Il provvedimento stato richiesto dal sostituto procuratore di Pescara, Giuseppe Bellelli.
Assieme a De Fanis, della giunta di centrodestra, è stata messa ai domiciliari la sua segretaria, Lucia Zingariello. Oltre ai due provvedimenti di restrizione, firmati dal Gip Mariacarla Sacco, ci sono anche due obblighi di dimora per una funzionaria della Regione e per il presidente di una onlus. I reati contestati sono concussione, truffa aggravata e peculato per l'erogazione dei contributi regionali per l'organizzazione degli eventi celebrativi dell'anniversario dei 150 anni della nascita di Gabriele D'Annunzio. Abruzzo, arrestato l'assessore regionale De Fanis
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Le indagini sono partite dalla denuncia di un imprenditore che si è rivolto al Corpo Forestale dello Stato dopo le continue richieste di denaro a lui fatte da parte dell’Assessore competente in cambio della erogazione di fondi per l’organizzazione di manifestazioniì culturali, in particolare i fondi regionali per le celebrazioni di D'Annunzio. Sarebbero stati utilizzati soldi pubblici per cene, bottiglie di champagne e pernottamenti. Perquisizioni in corso nelle abitazioni degli indagati e nelle sedi degli assessorati a L'Aquila, Pescara e Sulmona, ed ancora a Guardiagrele, Paglieta, Montazzoli e Vasto.
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Potrebbe interessarti:http://www.ilpescara.it/cronaca/arrestato-assessore-regionale-de-fanis.html
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„Le indagini sono partite dalla denuncia di un imprenditore che si è rivolto al Corpo Forestale dello Stato dopo le continue richieste di denaro a lui fatte da parte dell’Assessore competente in cambio della erogazione di fondi per l’organizzazione di manifestazioniì culturali, in particolare i fondi regionali per le celebrazioni dei 150 anni dalla nascita di D'Annunzio. Sarebbero stati utilizzati soldi pubblici per cene, bottiglie di champagne e pernottamenti. Perquisizioni in corso nelle abitazioni degli indagati e nelle sedi degli assessorati a L'Aquila, Pescara e Sulmona, ed ancora a Guardiagrele, Paglieta, Montazzoli e Vasto.
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mercoledì 30 ottobre 2013

Ilva di Taranto, indagato anche Vendola (per concussione)


TARANTO - C'è anche il governatore della Puglia, Nichi Vendola, tra le 53 persone indagate dalla procura di Taranto nell'ambito dell'inchiesta che nel luglio 2012 ha portato al sequestro di parte dello stabilimento Ilva. Vendola è accusato di concussione, in seguito a presunte pressioni sull'Arpa per "far fuori" il dg dell'Agenzia pugliese per la protezione dell'ambiente, Giorgio Assennato, in quanto figura "sgradita" all'azienda. Si apprende inoltre che l'inchiesta è stata chiusa, come hanno iniziato a notificare in Puglia e in altre zone d'Italia i militari della guardia di finanza, che hanno diramato l'avviso di chiusura delle indagini preliminari a oltre 50 indagati per disastro ambientale a carico dell'Ilva.
Il provvedimento riguarda dirigenti, funzionari e politici ed è stato firmato dal procuratore della Repubblica di Taranto, Franco Sebastio, dal procuratore aggiunto, Pietro Argentino, e dai sostituti procuratori Mariano Buccoliero, Giovanna Cannarile, Remo Epifani e Raffaele Graziano. Quest'ultimo è titolare di due fascicoli d'inchiesta relativi ad incidenti mortali verificatisi all'Ilva di Taranto, fascicoli che sono stati inglobati nell'inchiesta-madre ora chiusa.
I reati contestati agli indagati vanno dall'associazione per delinquere finalizzata al disastro ambientaleall'avvelenamento di sostanze alimentari, all'emissione di sostanze inquinanti con violazione delle normative a tutela dell'ambiente.

mercoledì 22 maggio 2013

Monza: i giudici dichiarano la prescrizione per la concussione imputata a Filippo Penati


MONZA - I giudici del Tribunale di Monza hanno dichiarato oggi la prescrizione per il reato di concussione contestato a Filippo Penati, l'ex presidente della Provincia di Milano, nell'ambito dell'inchiesta sulle presunte tangenti per la riqualificazione delle ex aree Falck-Marelli.
Ma Penati respinge la prescrizione e annuncia: "Già nei prossimi giorni farò ricorso in Cassazione per annullare la sentenza di prescrizione voluta dai Pm per i fatti di 13 anni fa''. Il politico lombardo comunque resta imputato per corruzione e finanziamento illecito.

mercoledì 23 gennaio 2013

Roma, arrestato pm. Favori in cambio di sesso


ROMA - Il pubblico ministero di Roma Roberto Staffa e' stato arrestato dai carabinieri con le accuse di concussione, corruzione e rivelazione di segreto d'ufficio. I reati contestati sarebbero legati a favori fatti dal magistrato in cambio di sesso. L'ordinanza e' stata emessa dal gip di Perugia su richiesta della procura.

martedì 18 dicembre 2012

Sanità lombarda e corruzione: altri due indagati eccellenti


MILANO - Il presidente della Commissione Sanita' del Senato, Antonio Tomassini (Pdl), è indagato nell'ambito dell'indagine sulle convenzioni concesse dalla Regione Lombardia ad alcune strutture sanitarie private.  Sono in corso da parte dei finanzieri del Nucleo di Polizia tributaria di Varese, su delega della Procura della Repubblica, una serie di perquisizioni domiciliari in abitazioni e uffici delle sedi di alcune cliniche convenzionate in provincia di Varese ed acquisizioni di documentazione presso l'assessorato alla sanita' della Regione Lombardia.Si ipotizzano i reati di corruzione e concussione, commessi da imprenditori che gestiscono case di cura a Varese e in Provincia, finalizzati all'ottenimento di convenzioni con la Regione Lombardia per l'attivita' sanitaria.
Anche il direttore generale sanità della Lombardia Carlo Lucchina risulta indagato nell'indagine sulle convenzioni concesse dalla Regione ad alcune cliniche private. 
Le indagini scaturiscono, spiega la Guardia di Finanza, da inchieste già in corso per i reati di bancarotta fraudolenta continuata, falso, truffa ai danni dello Stato, che vedono al centro un gruppo di aziende, operanti nel settore della sanità, alberghiero ed immobiliare che avevano compiuto operazioni societarie e finanziarie concatenate per sottrarsi ai debiti nei confronti di terzi. Ora sono emersi ulteriori elementi relativi a ''gravi fatti di corruzione e concussione connessi alla concessione di convenzioni ed autorizzazioni''.

lunedì 1 ottobre 2012

Chiesto il rinvio a giudizio (corruzione e concussione) per Filippo Penati

Filippo Penati

MONZA - La Procura di Monza ha chiesto al Gup il processo per Filippo Penati, ex sindaco di Sesto San Giovanni, e altri tra cui l'allora suo braccio destro Giordano Vimercati. Le accuse contestate sono corruzione, concussione e finanziamento illecito ai partiti nell'indagine su un presunto giro di tangenti sulle aree ex Falck e Marelli.
"Voglio che si vada subito a processo, per questo intendo chiedere il rito immediato" dice Penati in una nota. "Già dai prossimi giorni - ha aggiunto - con i miei avvocati valuteremo le condizioni per chiederlo". "Ora - ha detto ancora - potrò difendermi nel processo. Lo farò con tutte le mie forze e con la determinazione di cui sono capace, perché sono certo della mia correttezza".
Penati ribadisce la sua "totale estraneità". "Non ho mai ricevuto illecitamente - afferma - denaro dagli imprenditori, né per me, né per i partiti di cui ho fatto parte. Non ho conti correnti all'estero. I risultati dell'inchiesta che mi riguarda confermano che non c'e traccia, nonostante si sia favoleggiato di decine di miliardi, di una sola lira o di un solo centesimo di euro che mi sia stato trasferito".

lunedì 11 giugno 2012

Turbativa d’asta, corruzione e concussione al comune di Pistoia: 23 arresti


PISTOIA - Ventitre ordinanze di custodia cautelare (di cui 11 in carcere e 12 agli arresti domiciliari) per le ipotesi di reato di associazione per delinquere, turbativa d'asta, corruzione e concussione. Sono quelle eseguite oggi dalla Questura di Pistoia, insieme a uomini della Digos di Firenze, Lucca, Prato, Pisa e Massa, nell'ambito di una indagine su appalti del Comune di Pistoia e di altri enti del territorio. Le ordinanze di custodia cautelare sono state emesse dal Gip Roberto Tredici su richiesta del sostituto procuratore Francesco Sottosanti.
Le indagini, spiega in una nota la questura, hanno inizialmente rilevato ''una continua e amicale frequentazione'' tra un dirigente del servizio lavori pubblici del Comune e imprenditori. Esaminando poi le determine dirigenziali del dirigente, e' emerso che per ''la maggior parte'' i lavori edili e stradali erano stati ''sistematicamente assegnati ad un numero ristretto di operatori economici della provincia di Pistoia e che essi coincidevano proprio con quegli imprenditori che avevano rapporti frequenti e confidenziali con il dirigente del servizio''.
Le successive intercettazioni telefoniche e ambientali ''hanno consentito di rilevare l'esistenza di un sistema evidentemente gia' collaudato ed in pieno funzionamento'' con ''una corruzione diffusa e sistematica che piega la funzione pubblica agli interessi di alcuni privati''. L'associazione per delinquere, secondo la questura, ''coinvolgeva alcuni imprenditori e funzionari pubblici unitamente ad un altro indagato (qualificato nell'ordinanza come promotore ed organizzatore) che vantava molteplici conoscenze presso gli ambienti politici locali e regionali e presso le varie amministrazioni locali''.
Le indagini sinora svolte hanno consentito di ipotizzare anche il reato di concussione in relazione ai contributi versati per il 'Festival Blues' di Pistoia del 2011: le sponsorizzazioni, secondo gli inquirenti, sarebbero state richieste dal dirigente del settore lavori pubblici in misura percentuale sull'ammontare dei lavori edili e stradali che aveva fatto ottenere agli imprenditori privati.

martedì 6 marzo 2012

Arrestati medici e paramedici campani: tra essi un primario del "Cardarelli". L'accusa: concussione, falso e truffa. "Dirottavano" i malati in stretture proivate


Il primario di ortopedia Paolo Iannelli
NAPOLI - Blitz sulla sanita' campana, con 13 provvedimenti cautelari contro medici e paramedici accusati di concussione, abuso d'ufficio, falso e truffa a danno della pubblica amministrazione. In azione I carabinieri del Nas e i militari del Comando provinciale della Guardia di Finanza di Napoli. Arresti in Campania, Toscana e Piemonte.
Tra gli arrestati figura il primario di ortopedia dell'ospedale "Cardarelli", Paolo Iannelli, condotto in carcere. Agli arresti domiciliari il fratello del primario e l'amministratore della casa di cura "Villa del Sole". Secondo l'accusa gli indagati dirottavano verso la clinica privata pazienti dell'ospedale "Cardarelli" che attendevano di essere operati. Le indagini sono state coordinate dai pm Francesco Curcio ed Henry John Woodcock.
L'inchiesta nasce da controlli della Guardia di Finanza sulle prestazioni sanitarie in regime di intramoenia. Successivamente gli inquirenti hanno delegato ai carabinieri del Nucleo antisofisticazioni e sanità la parte dell'indagine relativa ai ricoveri e agli interventi chirurgici. I carabinieri hanno quindi accertato che i pazienti per essere operati nella struttura privata pagavano anche diverse migliaia di euro a fronte di interventi che potevano essere eseguiti a carico del Servizio sanitario nazionale. Il fratello del primario, Gabriele, lavora al policlinico universitario di Napoli; l'amministratore della casa di cura è Marco Von Arx.