ROMA - La procura di Roma ha aperto un fascicolo sulle minacce subite dalla presidente della Camera Laura Boldrini e sui fotomontaggi che la riguardano apparsi sul web. Il pm Luca Palamara procede per minacce, diffamazione e violazione della privacy. La polizia postale ha già provveduto a far rimuovere foto e frasi minacciose. Le indagini disposte dalla procura di Roma proseguono ora per risalire agli autori dei fotomontaggi e dei messaggi lasciati sulla rete, già rimossi su disposizione della procura.
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venerdì 3 maggio 2013
giovedì 31 gennaio 2013
Mps: indaga anche la procura di Roma per “manipolazione di mercato”
ROMA - La procura di Roma ha aperto un fascicolo, per il momento contro ignoti, sul caso Monte dei Paschi di Siena. La fattispecie ipotizzata dai magistrati è quella DI manipolazione del mercato, sulla base di alcuni esposti ricevuti negli ultimi giorni a piazzale Clodio. I pubblici ministeri capitolini comunque ritengono che la titolarità sulla vicenda sia dei colleghi di Siena. Intanto il presidente della Fondazione Mps, Gabriello Mancini, è al palazzo di giustizia di Siena probabilmente per il caso Antonveneta.
Anche il banchiere Ettore Gotti Tedeschi è stato ascoltato oggi in procura a Siena sull'acquisizione di Antonveneta da parte di Monte dei Paschi. Un interrogatorio pdi circa 4 ore e mezza.
Sembrerebbe aggravarsi intanto il quadro accusatorio ipotizzato dai pubblici ministeri di Siena che indagano su Mps. Alcuni quotidiani riportano oggi la notizia che la Procura indaga il vecchio management anche per associazione per delinquere volta a truccare i conti in un unico disegno criminoso.
Ma interviene la procura a fermare la fuga di notizie. ."Considerata l'infondatezza delle notizie circa le iniziative che questa Procura della Repubblica sarebbe in procinto di adottare con riferimento alle indagini relative alla banca Monte dei Paschi di Siena", si legge nella nota, il procuratore di Siena Tito Salerno "rende noto che sta valutando lì'apertura di un procedimento penale per insider trading ed aggiotaggio, trattandosi di società quotata presso un mercato regolamentato nazionale".
venerdì 13 gennaio 2012
La Procura di Roma apre un fascicolo sull'acquisto della casa al Colosseo del ministro Filippo Patroni Griffi
| Filippo Patroni Griffi |
venerdì 18 novembre 2011
Sotto accusa una sostanza per combattere l'obesità per la morte di tre giovani
ROMA - Una sostanza per combattere l'obesità è finita sotto accusa nell'inchiesta aperta dalla Procura di Roma in relazione alla morte di tre giovani, un uomo e due donne, che avevano fatto uso di questo farmaco. I pm stanno accertando l'eventuale omesso controllo sulla commercializzazione, l'utilizzo e la prescrizione di un medicinale noto come Fendimetrazina.
Si tratta di una sostanza anoressizzante che è stata vietata negli ultimi mesi dal ministero della Salute inquanto ritenuta pericolosa. I tre giovani deceduti sono morti nel giro di pochi anni dopo aver fatto uso di quel farmaco. Tra i casi finiti nel mirino, anche quello di Silvia Lolli, che fu seguito con attenzione dai media.
La Fendimetrazina è una sostanza che si accompagna ad altri farmaci nella lotta all'obesità, ma negli ultimi tempi è finita al centro di vari esami a livello ministeriali culminati, il 2 agosto, nel decreto che ne ha sancito la pericolosità. Inoltre l'anoressizzante è stato inserito nella tabella 1 delle sostanze stupefacenti.
L'associazione dei farmacisti ha impugnato il provvedimento al Tar del Lazio, ma il procedimento non è stato ancora incardinato. Quindi il divieto d'uso è ancora in vigore. A provocare in particolare l'inchiesta del pm Francesco Dall'Olio, con il coordinamento del procuratore aggiunto Leonardo Frisani, sulla sostanza, è stato l'ultimo decesso in ordine di tempo: quello di una persona (al vaglio di un altro magistrato) avvenuto il 9 settembre.
Le indagini puntano a verificare se l'uomo abbia reperito la sostanza durante il periodo di divieto di commercializzazione o se ne fosse in possesso da prima. Gli altri due casi riguardano un giovane, vicenda sfociata nel rinvio a giudizio del medico curante (processo per omicidio colposo fissato a marzo) e Silvia Lolli, morta nell'aprile 2003 in seguito a un attacco d'asma provocato dall'assunzione di sostanze dimagranti. Una ginecologa e due farmacisti finiti sotto processo furono condannati in primo grado a un anno e otto mesi di reclusione.
La Fendimetrazina è una sostanza che si accompagna ad altri farmaci nella lotta all'obesità, ma negli ultimi tempi è finita al centro di vari esami a livello ministeriali culminati, il 2 agosto, nel decreto che ne ha sancito la pericolosità. Inoltre l'anoressizzante è stato inserito nella tabella 1 delle sostanze stupefacenti.
L'associazione dei farmacisti ha impugnato il provvedimento al Tar del Lazio, ma il procedimento non è stato ancora incardinato. Quindi il divieto d'uso è ancora in vigore. A provocare in particolare l'inchiesta del pm Francesco Dall'Olio, con il coordinamento del procuratore aggiunto Leonardo Frisani, sulla sostanza, è stato l'ultimo decesso in ordine di tempo: quello di una persona (al vaglio di un altro magistrato) avvenuto il 9 settembre.
Le indagini puntano a verificare se l'uomo abbia reperito la sostanza durante il periodo di divieto di commercializzazione o se ne fosse in possesso da prima. Gli altri due casi riguardano un giovane, vicenda sfociata nel rinvio a giudizio del medico curante (processo per omicidio colposo fissato a marzo) e Silvia Lolli, morta nell'aprile 2003 in seguito a un attacco d'asma provocato dall'assunzione di sostanze dimagranti. Una ginecologa e due farmacisti finiti sotto processo furono condannati in primo grado a un anno e otto mesi di reclusione.
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