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martedì 25 marzo 2014

Niente G8 a Sochi, ma G7 (senza la Russia) a Bruxelles

Sochi
L'AJA - I leader del G7 hanno deciso che la prossima riunione si terrà a giugno a Bruxelles. Non si terrà quindi il vertice nel formato G8 che era previsto a Sochi. Lo riferiscono fonti italiane. La decisione del G7 è stata confermata dal presidente del Consiglio Europeo, Herman Van Rompuy, con un messaggio Twitter: "I leader del G-7 si incontreranno di nuovo a Bruxelles a giugno. I leader del G-7 non parteciperanno a Sochi".
Prima ancora che venga ufficializzata la decisione, il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov la snobba. "Non è una tragedia", dice in una conferenza stampa, sottolineando che "il G8 è un club informale e per definizione non se ne può essere espulsi". Infatti nel comunicato finale non si parla di "espulsione", ma di qualcosa di diplomaticamente più sottile: sono gli altri sette grandi del pianeta a non voler incontrare Putin finché la Russia non cambierà atteggiamento. La decisione perché "il tentativo di annessione della Crimea è una chiara violazione del diritto internazionale, che viene condannata con forza e non viene riconosciuta".
 Minaccia di sanzioni più dure e "isolamento internazionale" sono due dei pilastri fondamentali della strategia. Gli altri sono il sostegno economico, con l'appello alla Fmi a chiudere presto l'accordo con Kiev, e la rassicurazione dei Paesi dell'est europeo. Che deve arrivare dalla Nato. 
Il linguaggio della nota finale tiene conto tanto dell'ira americana quanto dell'equilibrio di marca europea. Non manca infatti il riferimento alle "strade della diplomazia" che restano aperte e c'è persino il plauso per il "supporto" russo alla missione dell'Osce. Le sanzioni, come ricorda Barroso, sono per far capire alla Russia "che il suo comportamento è inaccettabile nel 21esimo secolo".

giovedì 20 febbraio 2014

Tornano a casa da Sochi alcuni atleti ucraini, dopo la ripresa degli scontri a Kiev

SOCHI - Dopo la ripresa degli scontri a Kiev, alcuni atleti ucraini hanno deciso di lasciare i Giochi invernali di Sochi. Lo ha confermato il Cio. "Alcuni di loro hanno deciso di ritornare a casa - dice il portavoce del comitato olimpico Mark Adams -, il presidente del comitato olimpico ucraino, Sergei Bubka, rispetta la loro decisione".

martedì 18 febbraio 2014

Sochi: rilasciate le Pussy Riot

SOCHI - Sono state rilasciate dalla polizia di Sochi le tre Pussy Riot fermate dagli agenti per un presunto furto in hotel. Lo rende noto su Twitter una di loro, Nadia Tolokonnikova. La stessa Nadia aveva detto sul social network di essere stata arrestata con due compagne vicino alla chiesa di San Michele, per essere portate alla stazione di polizia.

econdo il sito Lifenews.ru, che cita fonti di polizia, le Pussy Riot sarebbero state fermate per la mancata registrazione: in occasione dei Giochi, chi arriva devo farlo entro 24 ore. Sui siti russi compaiono diverse foto del fermo dove si vedono numerosi poliziotti in azione. La Tolokonikova ha precisato che lei e le compagne sono state trattenute sette ore il 16 febbraio e dieci ore il giorno dopo dai servizi segreti.

Le due Pussy Riot arrestate a Sochi

Alyokina e Tolokonnikova, le due Pussy Riot riarrestate
SOCHI - Un attivista russo ha fatto sapere che “due componenti del gruppo Pussy Riot sono state arrestate dalla polizia” appena arrivate nella località olimpica. "Siamo state arrestate il 16 alle 7:00, abbiamo trascorso 10 ore con il FSB (Servizio di Sicurezza Federale della Russia)  e oggi in arresto, accusate di furto" ha confermato su Twitter Nadezhda Tolokonnikova.
Il marito della Tolokonnikova, il cittadino canadese Pyotr Verzilov, ha confermato che la signora Tolokonnikova e la compagna di band Maria Alyokhina erano in stato di detenzione. Ha detto che le due erano a Sochi per eseguire una canzone che avevano scritto per le Olimpiadi intitolata "Putin vi insegnerà ad amare il vostro Patria."
Nadezhda Tolokkonikova, la leader delle Pussy Riot, ha twittato di essere stata fermata a Sochi vicino alla chiesa di S. Michele Arcangelo insieme a Maria Aliokhina e ad un'altra componente della band. "Ora ci portano alla stazione di polizia perché ci troviamo a Sochi", scrive. Con una raffica di 'cinquettii', la Tolokhonnikova ha riferito inizialmente che lei e le due compagne erano state fermate per furto, poi per il fatto di essere a Sochi. "Al momento del fermo non facevamo alcuna azione, stavamo semplicemente passeggiando per Sochi", scrive su twitter, aggiungendo che "e' stata usata la forza" da parte dei poliziotti.

Sochi: rifermata e rilasciata Luxuria. Controllate anche due Iene

Vladimir Luxuris
SOCHI - Vladimir Luxuria ha sfidato ancora una volta la legge russa contro la propaganda gay. Dopo essere stata fermata domenica con una bandiera arcobaleno, è entrata al parco olimpico dei Giochi di Sochi gridando: "Essere gay è ok". "Sono qui per dire a Putin che la modernità è anche l'apertura mentale in tema di diritti per la difesa delle minoranze sessuali", ha spiegato Luxuria vestita in versione arcobaleno.
Luxuria si è presentata con una corona di fiori arcobaleno, una giacca nera e una gonna arcobaleno in stile rainbow. "Ma qui in Russia non conoscono molto il significato dell'arcobaleno e molte bambine mi hanno scambiato per una fatina e mi hanno chiesto di essere fotografate insieme a me", ha commentato la transgender italiana. 

Bloccata da polizia a partita hockey - Luxuria è stata poi bloccata da poliziotti e agenti in borghese all'ingresso dello stadio di hockey dove si stava recando a vedere una partita dei Giochi. "Mi farò notare alla partita hockey", aveva detto. Con lei sono stati bloccati anche gli inviati del "Le Iene" Pio D'Antini e Amedeo Grieco. Insieme a Luxuria sono stati caricati a bordo di un'auto all'interno di un vicino parcheggio e sono stati portati via dalla polizia. 

"Fermata per controllo, nessuna accusa" - Su quanto accaduto domenica, Luxuria ha spiegato di non aver ricevuto "alcuna contestazione formale". "La polizia - ha aggiunto - mi ha fermato e portato in caserma per un controllo, poi mi ha chiesto di non esibire scritte legate alla propaganda gay. Sto bene e sono in un hotel a Sochi".

Bloccati anche gli inviati delle "Iene", poi tutti e tre rilasciati - Con Vladimir Luxuria sono stati bloccati dalla polizia anche gli inviati delle Iene Pio D'Antini e Amedeo Grieco. I tre sono stati caricati a bordo di un'auto all'interno di un vicino parcheggio, per poi essere "Scaricati", come afferma Amedeo Grieco delle Iene, poco dopo.


Farnesina: nessun provvedimento su Luxuria - Nessuna espulsione, nessun provvedimento nei confronti di Vladimir Luxuria e dei due inviati delle Iene dopo la protesta al parco olimpico di Sochi contro la legge che vieta la propaganda gay: lo hanno riferito le autorità diplomatiche italiane dispiegate a Sochi, confermando che i tre ripartiranno domani per l'Italia come da programma.

lunedì 17 febbraio 2014

Sochi, liberata Luxuria

SOCHI - Liberata a Sochi Vladimir Luxuria. Era stata fermata ieri sera per aver esposto una bandiera con scritto in russo ''e' ok essere gay'': lo rende noto il portavoce del Gay Center, Fabrizio Marrazzo spiegando che è stata la stessa Luxuria ad avvertire con un sms: ''sono stata liberata e assisterò ai Giochi''.

Vladimir Luxuria fermata a Sochi con una bandiera arcobaleno

MOSCA - "Vladimir Luxuria e' stata fermata a Sochi mentre portava una bandiera arcobaleno con scritto in russo 'e' ok essere gay'": lo ha reso noto Flavio Romani, presidente dell'Arcigay-Associazione Lgbt italiana, riferendo di aver ricevuto una telefonata dalla stessa Luxuria. Luxuria si trova ora da sola in una stanza della polizia, "con luce al neon sparata negli occhi". Luxuria era a Sochi per un servizio delle Iene, con cui domani sera aveva in programma di andare a vedere una partita di hockey esponendo la bandiera rainbow. Secondo le autorita' diplomatiche italiane dispiegate a Sochi, le autorita' russe, in base alla convenzione di Vienna, hanno 24 ore di tempo per comunicare un eventuale fermo di un cittadino straniero, ma al momento non hanno alcun riscontro di un provvedimento del genere.
L' Unità di crisi è già attiva per il fermo di Vladimir Luxuria". Cosi' lo staff del ministro degli esteri Emma Bonino, in un tweet dopo che l'Arcigay ha annunciato il fermo della transgender italiana.

sabato 8 febbraio 2014

Letta: si sbloccherà la situazione politica

SOCHI - "C'è l'impegno per sbloccare la situazione della politica italiana. Ho fiducia nei vertici del Pd". Così il presidente del Consiglio, Enrico Letta, assicura che prenderà iniziative per superare l'impasse politico. "Assumerò un impegno dopo la consultazione con il Capo dello stato", spiega.
"La partita per i Giochi del 2024 è giocabile". Così il premier Enrico Letta, a Sochi dove si sono aperte le Olimpiadi invernali, rilancia il progetto italiano di candidarsi per il 2024. "Ho incontrato il presidente del Cio Bach - ha detto Letta - il governo vuole accompagnare e sostenere con tutti i mezzi una eventuale candidatura".

"Noi siamo il paese dell'unità, e ci riconosciamo in questi valori e nella lotta a ogni forma di discriminazione". Il presidente del consiglio, Enrico Letta ribadisce così i motivi della sua partecipazione alla cerimonia di apertura dei Giochi di Sochi, disertata da altri capi di governo in polemica con le scelte politiche di Putin in materia di diritti civili. "Siamo qui con tutto ciò che ruota intorno al tricolore - ha detto il premier a Casa Italia - e alla bandiera europea. Era importante esserci".

venerdì 7 febbraio 2014

Ucraino tenta di dirottare un aereo turco a Sochi. Catturato

ISTANBUL - Durante la cerimonia di apertura delle Olimpiadi, svoltasi questa sera, un aereo turco, partito da Kharkiv (Ucraina), è stato costretto ad atterrare ad Istanbul dopo un tentativo di dirottamento da parte di un passeggero ucraino. Secondo fonti non confermate il passeggero avrebbe voluto dirottare il volo a Sochi. L'aereo  é stato costretto ad atterrare a Istanbul dall'aeronautica militare turca. Secondo i media turchi, il passeggero ucraino ha minacciato di far esplodere una bomba se l'aereo, con a bordo 110 persone, non si fosse diretto a Sochi, in Russia, dove si stava svolgendo la cerimonia d'apertura delle Olimpiadi invernali. Il pirata dell'aria é stato catturato.

Incubo terrorismo sull'apertura delle Olimpiadi a Sochi


SOCHI - E' massima allerta terrorismo in Russia in occasione delle Olimpiadi di Sochi che prendono il via oggi pomeriggio con la cerimonia inaugurale. Su tutti i voli da e per la Russia è caccia a tutti quegli oggetti che i terroristi potrebbero riempire di micidiale esplosivo, da innescare una volta a bordo. E per evitare al massimo i rischi, le autorità Usa hanno deciso di vietare temporaneamente ai passeggeri l'imbarco di qualsiasi liquido, gel o spray, anche nelle quantità solitamente consentite.Queste Olimpiadi invernali si aprono dunque nel segno dell'attenzione (se non della paura) sul fronte terrorismo, e su quello delle polemiche per i diritti negati alla comunità gay. Capi di Stato che hanno deciso di non presenziare in segno di protesta, e anche Google, con un doodle evidentemente dedicato alla comunità omosessuale, con un rettangolo, diviso in settori, ognuno con un colore dell'arcobaleno (i colori della bandiera gay). E all'interno di ognuno, l'immagine di un atleta degli sport invernali. 

Per quanto riguarda il pericolo attentati, l'ultimo allarme lanciato dai servizi segreti americani, a poche ore dalla cerimonia inaugurale, parla chiaro: c'è la ragionevole certezza che qualcuno possa provare in questi primi giorni dei giochi olimpici a mettere a segno attentati, utilizzando in particolare "dentifrici-bomba". La minaccia e' reale, tanto che il Dipartimento Usa alla sicurezza interna ha messo in allerta tutte le compagnie aeree americane e straniere che nei prossimi giorni viaggeranno verso la Russia. 

Il pericolo riguarderebbe soprattutto gli aerei che partono dalla Russia, dove potrebbero imbarcarsi esponenti dei gruppi caucasici del fondamentalismo islamico. Ma non solo. Per questo, spiegano dal dipartimento dell'Homeland Security è stato deciso di vietare (almeno per 30 giorni) i liquidi anche sui voli in partenza dagli Stati Uniti (in Russia il divieto già esiste da tempo). Ma anche di rafforzare i controlli negli aeroporti interessati con un aumento del numero degli agenti e dei cani utilizzati per scovare oggetti sospetti nei bagagli.


A Sochi la sicurezza è stretta non solo al Parco Olimpico ma anche in tutta l'intera città, con posti di blocco dappertutto. Giornalisti e funzionari devono passare attraverso i controlli di sicurezza tipo quelli che ci sono all'aeroporto  quando entrano in qualsiasi locale legato alle Olimpiadi e c'è una chiara presenza della polizia sulle strade. Circa 40 mila poliziotti sono schierati.
SOCHI - E' massima allerta terrorismo in Russia in occasione delle Olimpiadi di Sochi che prendono il via oggi pomeriggio con la cerimonia inaugurale. Su tutti i voli da e per la Russia è caccia a tutti quegli oggetti che i terroristi potrebbero riempire di micidiale esplosivo, da innescare una volta a bordo. E per evitare al massimo i rischi, le autorità Usa hanno deciso di vietare temporaneamente ai passeggeri l'imbarco di qualsiasi liquido, gel o spray, anche nelle quantità solitamente consentite.Queste Olimpiadi invernali si aprono dunque nel segno dell'attenzione (se non della paura) sul fronte terrorismo, e su quello delle polemiche per i diritti negati alla comunità gay. Capi di Stato che hanno deciso di non presenziare in segno di protesta, e anche Google, con un doodle evidentemente dedicato alla comunità omosessuale, con un rettangolo, diviso in settori, ognuno con un colore dell'arcobaleno (i colori della bandiera gay). E all'interno di ognuno, l'immagine di un atleta degli sport invernali. 

Per quanto riguarda il pericolo attentati, l'ultimo allarme lanciato dai servizi segreti americani, a poche ore dalla cerimonia inaugurale, parla chiaro: c'è la ragionevole certezza che qualcuno possa provare in questi primi giorni dei giochi olimpici a mettere a segno attentati, utilizzando in particolare "dentifrici-bomba". La minaccia e' reale, tanto che il Dipartimento Usa alla sicurezza interna ha messo in allerta tutte le compagnie aeree americane e straniere che nei prossimi giorni viaggeranno verso la Russia. 

Il pericolo riguarderebbe soprattutto gli aerei che partono dalla Russia, dove potrebbero imbarcarsi esponenti dei gruppi caucasici del fondamentalismo islamico. Ma non solo. Per questo, spiegano dal dipartimento dell'Homeland Security è stato deciso di vietare (almeno per 30 giorni) i liquidi anche sui voli in partenza dagli Stati Uniti (in Russia il divieto già esiste da tempo). Ma anche di rafforzare i controlli negli aeroporti interessati con un aumento del numero degli agenti e dei cani utilizzati per scovare oggetti sospetti nei bagagli.
A Sochi la sicurezza è stretta non solo al Parco Olimpico ma anche in tutta l'intera città, con posti di blocco dappertutto. Giornalisti e funzionari devono passare attraverso i controlli di sicurezza tipo quelli che ci sono all'aeroporto  quando entrano in qualsiasi locale legato alle Olimpiadi e c'è una chiara presenza della polizia sulle strade. Circa 40 mila poliziotti sono schierati.

giovedì 23 gennaio 2014

Il Cremlino: l'Occidente svuole screditare le Olimpiadi di Sochi

MOSCA - Il Cremlino accusa l'Occidente di "screditare politicamente" i giochi di Sochi. "Penso che l'Occidente o alcuni Paesi, si comportino in una maniera assolutamente spudorata e senza tanti complimenti, tentando di screditare politicamente le nostre Olimpiadi", ha detto Dmitri Peskov, portavoce di Vladimir Putin. "Forse è giunta l'ora di reagire a questi attacchi: spero che la festa dello sport dia tutte le risposte", ha quindi concluso.

martedì 21 gennaio 2014

Caccia a una donna kamikaze, già arrivata a Sochi per le Olimpiadi

Ruzanna Ibragimova
SOCHI (Russia) - La polizia di Sochi ha lanciato una ricerca urgente di una possibile donna kamikaze che potrebbero aver già oltrepassato l'anello di sicurezza allestito per i Giochi Olimpici.
Manifesti con immagini e descrizioni di una donna di 22 anni proveniente dal vicino Daghestan sono stati distribuiti durante il fine settimana da parte delle autorità e un volantino simile è stato visto anche all'aeroporto di Sochi.
Un portavoce del Comitato Olimpico degli Stati Uniti ha reagito alla rivelazione dicendo che la sicurezza del Team USA è la loro "priorità assoluta"."Come è sempre il caso, stiamo lavorando con il Dipartimento di Stato americano, gli organizzatori locali e le relative forze dell'ordine nel tentativo di assicurare che la nostra delegazione e gli altri americani che andranno a Sochi siano sicuri", ha detto il portavoce Patrick Sandusky.
La donna è identificato come Ruzanna Ibragimova, che utilizza il soprannome di Salima,  vedova di un militante  ucciso in uno scontro a fuoco con la polizia lo scorso anno in Daghestan.
Sarebbe affiliata all’Emirato del Caucaso, il gruppo terroristico guidato da Doku Umarov, che ha minacciato attacchi contro i Giochi invernali di Sochi.
Ibragimova ha una cicatrice di dieci centimetri sulla guancia sinistra e il braccio di sinistra rigido che non si piega al gomito.