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domenica 10 agosto 2014

GROSSETO: muoiono tre sub durante un'immesione all'isola Formiche. Un altro in fin di vita


GROSSETO. Tre sub sono morti durante un’immersione alle isole Formiche di Grosseto. Un altro è stato soccorse in gravi condizioni a causa di un’embolia ed è ricoverato in camera iperbarica. I quattro erano partiti questa mattina da Talamone, frazione di Orbetello con un’imbarcazione privata. Durante l'immersione però, i subacquei sono stati visti risalire a galla all'improvviso e al largo delle Formiche è scattato l'allarme. Sono intervenuti subito gli uomini della guardia costiera di Porto Santo Stefano, Talamone, Marina di Grosseto, Castiglione della Pescaia e Orbetello, oltre ai soccorritori del 118 che sono arrivati alle Formiche con i due elisoccorsi Pegaso 2 e Pegaso 3. La Guardia costiera e il 188 hanno recuperato i cadaveri: due sono stati trasportati al porto di Marina di Grosseto, il terzo, insieme al sub colpito da embolia e in gravi condizioni sono arrivati a Porto Santo Stefano da dove saranno portati rispettivamente all'obitorio e alla camera iperbarica del San Giovanni di Dio di Orbetello.
Il gruppo di sub era partito all'alba da Talamone con un diving della scuola. Sono tutti escursionisti con un'età compresa tra i 35 e i 57 anni della provincia di Perugia, esperti e appassionati di fondali, che avevano scelto le Formiche come sito d'immersione. Vicino a loro c'era anche l'imbarcazione del diving che aveva a bordo altri ragazzi.  

domenica 10 novembre 2013

Donna scomparsa nel Grossetano, un fermo per omicidio

Francesca Benetti
GROSSETO - C'è un fermo per omicidio per la scomparsa di Francesca Benetti, 55 anni, residente nel Grossetano, di cui non si hanno più notizie da lunedì. La notizia è stata confermata dal procuratore di Grosseto, Francesco Verusio. Il provvedimento sarebbe stato notificato nella notte a un uomo, del quale ancora non sono note le generalità, dopo un lungo interrogatorio.
Il fermo è arrivato alle 4 della notte fra sabato e domenica dopo un lungo interrogatorio: secondo quanto riportato dal quotidiano "La Nazione", l'uomo, un agricoltore della zona, sarebbe accusato, oltre che di omicidio, anche di occultamento/distruzione di cadavere. Si chiama Antonino Bilella, 69 anni ed è il custode della casa di campagna di Francesca Benetti. E' anche accusato dal procuratore Francesco Verusio e dai sostituti Salvatore Ferraro e Marco Nassi di aver occultato il cadavere. ''La donna - spiegano i carabinieri in una nota -, il giorno della scomparsa era stata nella sua casa di campagna in località Potassa di Gavorrano, circondata da un da un terreno molto esteso, pari a circa 40 acri ove vive stabilmente il custode Antonino Bilella''.  ''Abbiamo fondato motivo di ritenere che la donna sia stata uccisa'', le parole del procuratore. La Procura ipotizza che l'uomo abbia ucciso la donna e che poi abbia occultato il cadavere nei terreni circostanti. Nella giornata di ieri, i carabinieri hanno effettuato anche una battuta, con l'impiego di 30 militari del comando Provinciale e con l'ausilio di unità cinofile.
Nella giornata di sabato sono stati svolti accertamenti nella casa della donna, a Potassa di Gavorrano, nel Grossetano. 

martedì 29 ottobre 2013

Domnica: Sì, ero l’amante di Schettino

GROSSETO - Domnica durante la sua deposizione
GROSSETO - Dopo una prima interruzione dell'udienza, perché Domnica Cemortan non voleva rispondere alle domande del pm sui rapporti avuti con il comandante della Costa Concordia, l'hostess moldava ha ammesso la relazione. "Sì, ho avuto una relazione con Francesco Schettino. Ma dopo il naufragio non ci siamo più visti", ha detto infatti la Cemortan durante il processo che vede imputato per il naufragio all'Isola del Giglio proprio il capitano.

Domnica più volte aveva detto di non voler rispondere, e altrettante volte il presidente Puliatti, tramite l'interprete che assiste la ballerina moldava nella testimonianza, le ha spiegato che per legge avrebbe dovuto rispondere, perché era rilevante stabilire i rapporti con l'imputato Francesco Schettino ai fini di valutare l'attendibilità del teste.
 Secondo quanto raccontato da Domnica, al momento di salire sulla nave, in partenza da Civitavecchia, non le fu mai chiesto il biglietto, né nessuno si preoccupò di verificare se fosse registrata tra i passeggeri. "Quando sei l'amante di qualcuno non ti chiedono il biglietto", ha commentato Domnica.
"Mi ero imbarcata sulla Costa Concordia come passeggero il 13 gennaio 2012. Quella sera cenai al ristorante con Schettino, mangiavo un dessert col capitano" e a un certo punto "Schettino mi ha fatto tipo uno scherzo dicendomi che doveva chiamare gli ufficiali al telefono per far rallentare la nave perché io dovevo finire il dessert", ha raccontato Domnica ricordando le ore precedenti al naufragio.
"Sull'avvicinamento al Giglio non mi disse nulla, così come del colloquio che ebbe con gli ufficiali - ha raccontato la moldava in aula a Grosseto -, non ho mai saputo del tragitto che doveva seguire la nave, solo alla fine mi ha invitata sul ponte di comando con Ciro Onorato".
 Sulla plancia "il capitano è andato prima di noi, poi io e Ciro Onorato ci siamo fermati all'ingresso, vicino alla porta". In plancia "tutto sembrava normale. Non ho visto niente perché era buio, a un certo punto lui ha iniziato a dare comandi in termini marini, e ho sentito un ufficiale che era stato sbagliato l'ordine del comandante e il comandante l'ha brontolato ripetendo l'ordine. Dopo qualche minuto, è successo quello che è successo. Non ho sentito l'impatto, l'urto, ma ho visto le luci dell'allarme".

Concordia, due ospiti in plancia: Schettino ci porta a sbattere. “E sbattemmo”


GROSSETO - "Io e l'hotel director Giampedroni eravamo vicini, sulla Costa Concordia, e lui a un certo punto mi dice 'Questo qui ci porta a sbattere sugli scogli'; io risposi 'Conoscendo Schettino, non credo'. Invece sbattemmo". Sono le parole del maitre della nave, Ciro Onorato, in aula al processo sul naufragio. Onorato e Giampedroni erano con il comandante in plancia dopo lo schianto. Oggi è attesa la deposizione di Domnica Cemortan, la ballerina moldava. Il maitre, fratello di Gianni Onorato, ex direttore generale della Costa Crociere spa, è tra i nuovi testimoni dell'accusa nel procedimento, che è ricominciato al Teatro Moderno di Grosseto.

lunedì 7 ottobre 2013

Trovato il corpo del bimbo travolta da una bomba d'acqua nel Grossetano con il padre

MASSA MARITTIMA - E' stato recuperato il corpo del bambino di sei anni, svizzero, travolto con il padre da un torrente in piena nel Grossetano. L'uomo, 45 anni, si chiama Markus Link ed era in Toscana con la moglie Elisabeth Schneider e il figlio per qualche giorno di vacanza. A travolgere l'auto sulla quale viaggiavano i tre, è stata una vera e propria bomba d'acqua dovuta all'esondazione del torrente Satello. Solo la donna è riuscita a salvarsi.

lunedì 23 settembre 2013

Il comandante Schettino al processo: la colpa? Tutta del timoniere

GROSSETO - L'ex comandante della Costa Concordia, Francesco Schettino, ha accusato il timoniere indonesiano di non aver eseguito correttamente i suoi ordini. Lo ha fatto intervenendo, per la prima volta, in aula al processo che lo vede imputato per il naufragio. "Nel momento in cui ho chiesto al timoniere di mettere i timoni a sinistra, l'errore è stato di non farlo - ha spiegato Schettino - . In quel momento la nave aveva un'accelerazione a destra".
I legali dell'ex comandante avevano già insistito sugli errori del timoniere Jacob Rusli Bin, sollecitando i periti del gip a puntualizzarli. "Se non ci fosse stato l'errore del timoniere, di non posizionare i timoni a sinistra, ovvero l'errore di scontrarsi, cioè di evitare la derapata - ha proseguito Schettino nel suo breve intervento durante la discussione fra periti, pm e avvocati - non ci sarebbe stato quello schiaffo".Con l'ordine di virare a sinistra, ha detto Schettino in un seconda dichiarazione spontanea in aula, "volevo ridurre la velocità angolare della poppa della Costa Concordia rispetto alla rotazione, ottenendo quindi una contro-rotazione, forse con un impatto più verso prua, certo con meno rotazione a destra. Addirittura se la nave si fosse fermata passava via liscia. Ma la manovra errata non lo permise". "Mettere il timone a sinistra - ha proseguito - significava mettere velocità angolare della prua quindi l'avanzo sarebbe stato privilegiato rispetto al moto rotatorio" verso destra, che la faceva scodare di poppa verso la prua. Schettino, in sostanza, evidenziando l'errore del timoniere indonesiano, ha voluto dire che tentò di allineare la nave agli scogli, cercando di rimetterla in parallelo, comunque attenuando il più possibile l'angolo di impatto che si stava delineando di lì a poco. Ma l'errore al timone, secondo l'ex comandante, vanificò questo tentativo. I periti del gip hanno comunque sottolineato che l'impatto ci sarebbe stato lo stesso. 

lunedì 26 agosto 2013

Grosseto, trasfusione sbagliata, muore settantenne

GROSSETO - Un uomo di 76 anni, residente a Grosseto, è deceduto nella tarda serata di domenica all'ospedale Misericordia di Grosseto dopo una trasfusione sbagliata. L'uomo era ricoverato da alcune settimane ed era stato trasferito in rianimazione a seguito di un peggioramento del quadro clinico e per gravi problemi respiratori. "Domenica mattina, per un errore di identificazione che si è verificato nonostante le procedure di sicurezza, al paziente è stato somministrato sangue destinato ad un altro ricoverato", comunica l'azienda Usl 9 di Grosseto.
"Il personale sanitario - continua la nota - si è reso conto dell'errore e ha immediatamente proceduto con le terapie del caso. Purtroppo, malgrado l'intervento dei medici, il quadro clinico già fortemente compromesso è peggiorato fino al decesso del paziente".

L'azienda sanitaria ha attivato la verifica interna su quanto accaduto, prevista dalla rete per la gestione del rischio clinico nel caso di eventi che, come questo, richiedono approfonditi accertamenti. La magistratura ha disposto l'autopsia e il corpo si trova all'obitorio dell'ospedale a disposizione dell'Autorità giudiziaria.

sabato 17 agosto 2013

Incendio a Castiglion della Pescaia, sgomberate case, ettari di bosco in fumo


GROSSETO - Un violento incendio sta mandando in fumo ettari di bosco e macchia mediterranea in località Poggio d'Oro a Castiglion della Pescaia, nel Grossetano. Valutata la situazione, aggravata da un forte vento di maestrale che soffia sulla zona, le autorità hanno deciso di evacuare alcune abitazioni. Sul posto stanno operando i vigili del fuoco, anche con l'ausilio di un elicottero.

sabato 20 luglio 2013

Prime condanne (irrisorie) per patteggiamentoo per il naufragio della Costa Concordia (32 morti)

GROSSETO -  Prime condanne per i 32 morti nel naufragio della Costa Concordia. Il giudice dell'udienza preliminare Pietro Molino ha confermato tutti i patteggiamenti per 5 co-indagati con Schettino: Ciro Ambrosio, Silvia Coronica, Jacob Rusli Bin, Roberto Ferrarini e Manrico Giampedroni, tutti accusati di omicidio plurimo colposo e lesioni colpose.
Gli ufficiali in plancia Ciro Ambrosio e Silvia Coronica, e il timoniere Jacob Rusli Bin sono stati condannati anche per naufragio colposo. La sentenza è stata letta stamani alle parti dal giudice Molino nel Teatro Moderno di Grosseto. Il naufragio, avvenuto il 13 gennaio 2012, coinvolse 4.229 persone a bordo, tra passeggeri e membri dell'equipaggio. Morirono 32 persone, di due sono sono ancora stati trovati i corpi. Centinaia furono i feriti e ingenti i danni causati dalla manovra che fece finire la nave contro gli scogli dell'Isola del Giglio.
La condanna più alta patteggiata per il disastro della Costa Concordia è per il capo dell'Unità di crisi di Costa Crociere, Roberto Ferrarini, a 2 anni e 10 mesi. L'hotel director della Costa Concordia Manrico Giampedroni ha patteggiato 2 anni e 6 mesi. L'ufficiale in plancia Ciro Ambrosio ha avuto 1 anno e 11 mesi, l'altro ufficiale Silvia Coronica 1 anno e 6 mesi, il timoniere Jacob Rusli Bin 1 anno e 8 mesi.

Forti critiche degli avvocati di parte civile alla sentenza del gup Pietro Molino. "Questa è una giustizia vergognosa, sono pene da abuso edilizio, non da omicidio - ha commentato l'avvocato Massimiliano Gabrielli, del pool Giustizia per la Concordia - Si dà 1 anno e 11 mesi all'ufficiale di plancia e 7 anni a Emilio Fede. Questa è la giustizia in Italia". "Ce lo aspettavamo ma sono patteggiamenti ingiusti - ha detto l'avvocato di parte civile Daniele Bocciolini.

mercoledì 17 luglio 2013

Grosseto, iniziato il processo a Schettino. La difesa: chiederemo il patteggiamento

GROSSETO - Sono entrambi in aula, al Teatro Moderno di Grosseto trasformato in aula di Tribunale per il processo sul naufragio della Costa Concordia, l'ex comandante Francesco Schettino e Domnica Cemortan, la ballerina moldava che la sera del naufragio era nella sala di comando insieme allo stesso Schettino e ad altri ufficiali. L'ex comandante è imputato con le accuse di omicidio colposo plurimo, disastro colposo e abbandono di nave, mentre la Cemortan non è indagata e anzi si è costituita parte civile.
"Chiederemo il patteggiamento a tre anni e cinque mesi", ha annunciato prima del processo l'avvocato Donato Laino, del collegio difensivo di Schettino.

La precedente richiesta di patteggiamento presentata dai difensori di Schettino era stata respinta a maggio dal gup di Grosseto, mentre era stata concessa agli altri cinque imputati nel prodimento: gli ufficiali Ciro Ambrosio e Silvia Coronica, il timoniere Jacob Rusli Bin, l'hotel director Manrico Giampedroni e il direttore dell'unità di crisi di Costa Crociere Roberto Ferrarini.

lunedì 15 aprile 2013

Costa Concordia, al via l’udienza preliminare. Il Comune del Giglio chiede 80 milioni


GROSSETO - Ha preso il via l'udienza preliminare per il processo sulnaufragio della Costa Concordia avvenuto il 13 gennaio 2012. In aula anche il comandante della nave, Francesco Schettino, che ha raggiunto il Teatro Moderno di Grosseto, dove si tiene l'udienza, accompagnato dai suoi legali. Per questi giorni Schettino ha preso alloggio in Maremma. Il Comune dell'Isola del Giglio ha chiesto danni quantificabili "in almeno 80 milioni di euro". Lo ha richiesto il legale del Comune, Alessandro Maria Lecci.Tra gli altri hanno chiesto di essere ammessi al processo come parti civili anche il Ministero dell'ambiente, la Regione Toscana e alcune decine di naufraghi tramite i loro difensori.
In questa prima fase il gup Molino ha previsto udienze fino al 24 aprile. Oggi, secondo alcune indicazioni, sono previsti l'appello, le richieste di costituzione delle parti civili e le prime eventuali eccezioni proposte dalle difese.
Oltre al comandante Francesco Schettino, le richieste di rinvio a giudizio riguardano gli ufficiali di plancia Ciro Ambrosio e Silvia Coronica, il timoniere indonesiano Jacob Rusli Bin, l'hotel director della nave Manrico Giampedroni, il coordinatore di crisi della flotta Costa, Roberto Ferrarini. Tra i reati, tutti sono accusati di omicidio plurimo colposo e lesioni plurime colpose; Schettino anche per abbandono di nave, naufragio colposo, abbandono di persone incapaci e omesse comunicazioni alle Capitanerie di porto. Di naufragio colposo sono accusati anche Ambrosio, Coronica e Rusli Bin. 

lunedì 25 febbraio 2013

La procura di Grosseto chiede il rinvio a giudizio di Schettino: “smisurata responsabilità”


GROSSETO - - La Procura di Grosseto ha chiesto al gup, Pietro Molino, il rinvio a giudizio per l'ex comandante della Costa Concordia, Francesco Schettino, per omicidio colposo plurimo, lesioni colpose, naufragio e abbandono di nave. Chiesto il processo anche per 2 ufficiali in plancia, il timoniere, l'hotel director e il marine operation director. Per i pm sarebbe invece da archiviare l'accusa di distruzione dell'habitat naturale a carico di Schettino.
 "Ad oggi non può che ripetersi come, pure all'esito di sofisticatissime indagini su tutti gli aspetti rilevanti, la causa determinante degli eventi di naufragio, morti e lesioni sia purtroppo riconducibile al 'fattore umano'". Lo ha ribadito il procuratore capo di Grosseto, Francesco Verusio, commentando la richiesta di rinvio a giudizio.
Verusio si è espresso molto severamente su Schettino, che deve anche rispondere del reato di abbandono di persone incapaci. "Non puo' non sottolinearsi la smisurata responsabilità di Schettino e la impressionante serie di errori commessi in tutte le fasi della vicenda, a partire dalla manovra scellerata e fino alla criminale gestione dell'emergenza, conclusasi con l'abbandono della nave e delle persone, inermi e terrorizzate a bordo". 

venerdì 16 novembre 2012

Trovata in un lago la quinta vittima dell’alluvione in Maremma

Il lago di Burano

GROSSETO - Il cadavere di un uomo è stato trovato nei pressi del lago di Burano a Capalbio. Secondo quanto riferito dal sindaco, Luigi Bellumori, si tratta di un 35enne romeno che viveva vicino Capalbio Scalo. L'uomo, la 5/a vittima dell'alluvione in Maremma, sarebbe stato travolto dall'ondata di piena di un canale e trascinato nella laguna salmastra.

Il sindaco ha anche spiegato che l'uomo faceva il bracciante agricolo nella zona e che era arrivato in Italia insieme al fratello di un cognato. Secondo quanto appreso sarebbe tornato pochi giorni fa dalla Romania, sembra per riscuotere una indennità di disoccupazione. I carabinieri, tuttavia, stanno compiendo accertamenti per ricostruire l'accaduto e in particolare per verificare se la morte dell'uomo sia realmente collegabile all'alluvione e se possano esserci altre cause. Sul cadavere non ci sarebbero segni di violenza. A trovare il corpo, nel tardo pomeriggio di oggi, è stato un addetto della società che gestisce la pesca nel lago di Burano

martedì 13 novembre 2012

Maltempo, crolla ponte a Grosseto: tre operai Enel morti in un’auto finita nell'acqua. Paura per l’Ombrone


GROSSETO - Il maltempo ha fatto altre tre vittime nel Grossetano. Tre operai dell'Enel a bordo di un'auto della società sono rimasti rimasta coinvolti nel crollo del ponte sull'Albegna, a Manciano in località Marsiliana, sulla strada provinciale 94, già chiusa al traffico autoveicolare. I soccorritori avrebbero individuato i corpi ma non li avrebbero ancora recuperati.
 Resta intanto molto critica sul fronte meteo la situazione in gran parte del Centro, dove le piogge incessanti hanno provocato allagamenti e smottamenti. Diversi fiumi e torrenti sono esondati nel Grossetano e in Umbria. Ci sono ancora 2.300 persone senza elettricità nel Grossetano, dove si attende con paura l'ondata di piena del fiume Ombrone. A Grosseto, a ponte Mussolini, il fiume è già in golena, a tre metri dall’argine. Basterenno per contenere l'ondata? Tutto dipende da quanta acqua scenderà dalla montagna e dal Senese. Intanto sulla Maremma, finalmente ha smesso di piovere. Il Centro di coordinamento soccorsi ha predisposto un piano di interventi da attuare in caso di esondazione.

Stasera il "picco" sul Tevere a Roma
E' atteso per stasera "il massimo picco" del tratto centrale del Tevere a causa del maltempo. A renderlo noto e' la protezione civile di Roma Capitale che "in costante contatto con la protezione civile regionale, sta seguendo l'evoluzione delle condizioni meteorologiche e le attività connesse allo svuotamento dei bacini di contenimento delle acque a monte del fiume". Presidi di protezione civile saranno attivati dal Campidoglio lungo i ponti "per il monitoraggio degli ormeggi e dei rifiuti flottanti"; altri presidi di pronto intervento saranno collocati a Prima Porta, Ponte Milvio e Idroscalo. Al momento "la situazione resta sotto controllo e non si registrano particolari criticita' sulle tratte di Tevere e Aniene", fa sapere la Protezione civile.

Maltempo: trovato il cadavere di un uomo in un’auto sommersa dall’acqua a Capalbio (Grosseto). Tre dispersi a Albinia (Orbetello). La Toscana chiede l'aiuto dell'esercito. Interruzioni autostradali, treni fermi, ponti crollati

Allagamenti alla periferia di Grosseto. L’acqua ha travolto anche un’auto, uccidendo il guidatore
L'alluvione in Maremma


GROSSETO - Il cadavere di un uomo è stato trovato all'interno di un'auto travolta dall'acqua in località Chiarone, nel comune di Capalbio, in provincia di Grosseto. Secondo quanto si apprende, l'uomo non avrebbe avuto scampo: la strada avrebbe ceduto e l'auto sarebbe stata sommersa.
A recuperare il cadavere dell'uomo, sembra un anziano, nel comune di Capalbio sono stati i carabinieri. A loro era arrivata la segnalazione dell'auto sommersa improvvisamente dalle acque del torrente Chiarone.
Carabinieri, vigili del fuoco e protezione civile stanno cercando almeno tre persone, nella zona di Albinia, nel comune di Orbetello (Grosseto), che da oggi non hanno dato notizie. Secondo fonti dei soccorritori, pero’, non possono ancora essere considerati ’dispersi’ perche’, magari, si trovano in zone isolate non ancora raggiunte dai soccorsi e impossibilitate a mettersi in contatto con parenti o con i soccorritori.
"Ho chiesto un incontro con il Presidente del Consiglio, questa volta il governo non deve lasciarci soli": lo dice il presidente della Regione Toscana che ha chiesto anche l'intervento dell'esercito per fare fronte alla situazione determinata dal maltempo in Toscana". "Sono a Roma - scrive Enrico Rossi sul suo profilo Facebook - ad incontrare il responsabile della protezione civile Gabrielli, ho chiesto l'intervento immediato dell'esercito e ho parlato con il generale Mosca".
"Alla protezione civile dell'Emilia Romagna ho chiesto di inviare le idrovore a Massa e Carrara. Ora dobbiamo pensare alle persone, alla loro sicurezza", dice Rossi, aggiungendo che "la situazione si sta aggravando e interessa, oltre alla provincia di Massa Carrara, tutto il Sud della Toscana: Grosseto, Siena ed Arezzo. Oggi in Giunta - spiega Rossi - approveremo uno stanziamento di 5 milioni per far fronte alle prime emergenze. I tecnici del genio civile stanno lavorando per censire tutti gli interventi di somma urgenza necessari per il ripristino di strade, ponti, argini ed infrastrutture pubbliche".
L'Arno ha superato il primo livello di guardia a Firenze, alla Nave a Rovezzano e, in provincia, a Incisa Valdarno. Alla stazione di rilevamento agli Uffizi, l'acqua è invece sotto di 16 centimetri rispetto al primo livello di guardia. Lo comunica la sala operativa della Protezione civile della Provincia di Firenze che ha convocato l'unità di crisi. Le previsioni, si precisa, sono comunque positive: le precipitazioni sarebbero in calo e non si prevedono aumenti preoccupanti dei livelli idrometrici.


Centro Italia sotto la pioggia: la situazione alle 22
Strade ancora allagate a Marina di Carrara

Campi allagati, strade invase dall'acqua, smottamenti, black out: le regioni piu' colpite oggi dal maltempo sono l'Umbria, la Toscana, il Lazio, minacciate da fiumi in piena e corsi d'acqua esodati. La pioggia, dopo i danni arrecati in Veneto, Liguria, Emilia Romagna, alta Toscana, sta imperversando nel Centro Italia.
  Alcune famiglie sono state evacuate nel perugino, vicino al fiume Nestore; nei pressi di Orvieto decine di persone, rimaste bloccate sui tetti delle case per l'esondazione del Paglia, sono state soccorse con l'impiego di elicotteri e gommoni.
Nel ternano, una donna, rimasta intrappolata dall'acqua in uno scantinato, e' stata tratta in salvo dagli uomini del Corpo forestale. Superate le soglie di esondazione nei corsi d'acqua Paglia a Orvieto Scalo, Nestore a Mercatello e Marsciano, Chiani a P.S. Maria, Genna a Palazzetta, torrente Astrone a Ponticelli; superata la soglia di allarme sul fiume Chiani a Morrano e Ponte Osteria, e sul torrente Caina a Monticelli. Il Tevere ha superato la soglia di esondazione a S. Lucia, mentre e' stata superata nelle altre sezioni idrometriche la soglia di allarme. 
A Roma, il Tevere ha superato il livello delle banchine: l'ondata di piena e' prevista in città domani intorno all'ora di pranzo.
  In Toscana e' straripato l'Albegna e il torrente Elsa; allagamenti all'isola del Giglio. Situazione difficile anche in provincia di Siena: nel comune di Montepulciano è esondato il torrente Salcheto e alcune case sono rimaste isolate. Disagi nella circolazione ferroviaria e stradale: dal primo pomeriggio è stata chiusa l'A1 tra Valdichiana e Fabro in direzione sud. In serata stop al traffico anche nel tratto tra Orte e Chiusi in direzione Nord. La chiusura si è resa necessaria in conseguenza dell'esondazione del fiume Paglia e dei torrenti collegati. Circolazione sospesa da stamani anche fra le stazioni di Grosseto e Orbetello, sulla direttrice Tirrenica Pisa-Roma; la riattivazione è prevista per domani. Sospesa anche, a scopo precauzionale, la circolazione dei treni sulla linea Siena-Grosseto. La statale Aurelia è stata chiusa al traffico nel viterbese. Nel viterbese, è crollata sotto la furia dell'acqua una parte della strada-ponte che attraversa il fiume Paglia, vicino ad Acquapendente; i collegamenti tra l'alta Tuscia e il sud della Toscana, in particolare con l'Orvietano, sono praticamente interrotti. 
Chiusa la statale 1 Aurelia nel grossetano e nell'alto Lazio.
  Intanto, a Ortonovo, in provincia di La Spezia, le trenta persone sfollate ieri per il pericolo di frane non sono ancora rientrate nelle loro case. In Veneto, rimane confermato fino alle 14 di domani lo stato d'allarme per rischio idraulico su alcuni bacini, mentre e' stato di preallarme nelle altre zone e, per rischio idrogeologico, su tutto il territorio regionale.
  A Venezia, si registra l'allagamento di circa il 5% della viabilita' pedonale della citta', con un livello variante da pochi millimetri a una media sui 20 cm in piazza San Marco. In provincia di Modena ancora alti in pianura i livelli dei fiumi Secchia e Panaro: la piena sta defluendo anche se molto lentamente.

lunedì 12 novembre 2012

Maltempo: uomo muore d’infarto nella sua cantina a Massa. Donna gravissima a Massa per un’onda d’acqua


ROMA - Le violente precipitazioni di queste ore continuano a creare gravi disagi soprattutto in provincia di Grosseto (chiusa l’Aurelia) e in Umbria dove, tra allagamenti e smottamenti, molte case sono rimaste isolate e alcune famiglie sono state evacuate. 

Un uomo di 79 anni è morto per infarto mentre era sceso nella cantina della sua abitazione per verificare se si fosse allagata. E' accaduto nella notte tra sabato e domenica in località Ronchi, nei pressi di Marina di Massa, proprio mentre la zona era investita dall'ondata di maltempo. L'uomo era cardiopatico e, secondo quanto riferito dalla moglie, ha avuto un malore e per lui non c'è stato niente da fare.

Una donna di 73 anni di Orbetello è stata investita da un'onda d'acqua mentre era in auto. Soccorsa dal 118 è stata trasferita in gravissime condizioni all'ospedale Misericordia di Grosseto. La Provincia segnala poi alcune persone sui tetti delle loro abitazioni: 3 ad Albinia, 1 nella zona tra Albinia e Marsiliana.

Il sindaco di Montalto di Castro, nel Viterbese, ha disposto l'evacuazione di tutti gli abitanti della zona della marina. Si tratta di diverse centinaia di persone che hanno abitazione lungo la costa della Tuscia, nel litorale nord del Lazio. L'ordinanza è stata messa a seguito dell'esondazione del fiume Fiora che ha riversato una grande quantità di acqua e fango nel centro abitato.
I vigili del fuoco hanno evacuato stamani diverse famiglie dalle loro abitazioni nella zona di Allerona, a Orvieto, a causa dell'esondazione del fiume Paglia. Disposta inoltre la chiusura di tutte le scuole nell'intero comune. Nella zona di Allerona alcune persone sono anche salite sui tetti delle case e vengono soccorse con mezzi aerei oltre che quelli anfibi.
La chiusura delle scuole è stata disposta dal sindaco di Orvieto Antonio Concina. Il provvedimento si è reso necessario - spiega il Comune - a causa degli effetti della piena del fiume Paglia tra Allerona Scalo e Baschi, che ha esondato nella zona di Orvieto Scalo. Rendendo necessaria nelle prime ore di questa mattina la chiusura del Ponte dell'Adunata. Protezione Civile, Vigili del Fuoco, Forze dell'Ordine e tecnici del Comune stanno tenendo sotto osservazione il tratto del fiume Paglia che attraversa il territorio comunale dove in 36 ore sono caduti 180 millimetri di pioggia.
E' stato chiuso il casello di Orvieto dell'Autosole. Bloccata anche - si è appreso dalla stradale - la Todi-Baschi. Rallentamenti anche sulla linea ferroviaria "convenzionale" tra Allerona e Orvieto per un problema all'alimentazione elettrica causato dal maltempo.

giovedì 18 ottobre 2012

Il giorno di Schettino: in aula va all’attacco e accusa la Costa


GROSSETO - Il giorno di Francesco Schettino.  Al teatro Moderno di Grosseto, dove oggi si è' svolta la quarta giornata di udienze relative all'incidente probatorio sulla scatola nera della Costa Concordia, e' stato il turno della difesa dell'ex comandante. A prendere parola gli avvocati Domenico e Francesco Pepe e Bruno Leporatti. I legali hanno preparato una controffensiva in 200 domande e vari punti, con la quale mirano a smontare la relazione di 270 pagine dei periti, che sostanzialmente individuano nel comandante l'unico responsabile del naufragio al Giglio.
E proprio Schettino è per la prima volta intervenuto in aula, interloquendo con i periti e cercando di precisare come ha fatto la manovra che ha portato poi la nave a incagliarsi contro gli scogli. A renderlo noto l'avvocato Marco De Luca, legale della compagnia Costa. "Schettino e' parso - ha aggiunto De Luca - molto combattivo". Gia' prima dell'udienza, il comandante aveva ribadito che "non e' stata una manovra, quella e' stata una decisione: c'e' differenza".  Ieri, il procuratore Francesco Verusio aveva detto che non fu la bravura dell'ex comandante a evitare che la nave andasse a largo ma "una volontà di Dio". Schettino ha spiegato poi che ordinò una manovra destra-sinistra-destra mentre la nave procedeva a 16 nodi verso l'isola del Giglio. La tecnica, in gergo marinaresco, viene definita anche "scodinzolo" e si attua per gli improvvisi cambi di rotta.
  La difesa dell'ex comandante ha attaccato la Costa  ma quest'ultima ha replicato che "non ci sono contestazioni di alcun tipo di corresponsabilita' da parte della Compagnia per quanto accaduto, e in buona sostanza l'incidente probatorio - ha sottolineato il legale Costa, Marco De Luca - non ha fatto altro che confermare questa situazione". “Il fatto che Schettino abbia abbandonato la nave e' un reato ed e' uno dei motivi del licenziamento" ha sottolineato l'avvocato della Costa Concordia. Il comandante Schettino "ha detto delle cose a sua difesa, ne ha dette molte, e tante non veritiere", ha aggiunto.

lunedì 15 ottobre 2012

Costa Concordia: nell’incidente probatorio respinte le richieste di Schettino


GROSSETO - Dopo un'ora e mezzo di camera di consiglio, il gip Valeria Montesarchio ha respinto tutte le richieste e tutte le eccezioni avanzate durante l'incidente probatorio per il naufragio della Costa Concordia, avvenuto lo scorso 13 gennaio al Giglio e costato la vita a 32 persone. Respinta, quindi, l'eccezione sollevata dall'indagato numero uno, l'ex comandante Francesco Schettino, che aveva chiesto in aula, al Teatro Moderno di Grosseto, che nella maxiperizia si prendesse in considerazione la posizione del timoniere indonesiano, che eseguiva i suoi ordini. Appena prima di urtare contro gli scogli, il timoniere, come si evince dalla scatola nera, non solo "non esegue prontamente quanto ordinato", ma "sbaglia la direzione di accostata". E' così ripresa l'udienza, già scandita nella prima mattinata dalla stretta di mano tra Schettino e uno dei naufraghi. All'ex comandante si è avvicinata una persona che era a bordo della nave e, Schettino, sul palco allestito ad aula di tribunale, si è alzato in piedi e gli ha stretto la mano, con un breve scambio di parole. "Sì, la verità deve essere appurata" ha detto l'ex comandante.
In tutta la prima parte dell'udienza Schettino è apparso un uomo "nervoso, agitato, che si morde le unghie e che digita continuamente sulla tastiera del cellulare", ma anche "terribilmente dispiaciuto". E' quello che hanno raccontato alcuni sopravvissuti di nazionalità tedesca.
Intanto, la difesa di Ciro Ambrosio, il primo ufficiale principale indagato dopo Francesco Schettino, ha detto che "l'analisi della scatola nera fornita dai periti del gip di Grosseto non contiene "punti controversi" e tutto è stato registrato con precisione. Per il suo avvocato Salvatore Catalano, la perizia dimostra che "Ambrosio non c'entra nulla" ed "è uno dei tanti ufficiali che si è dato da fare, senza ancora avere avuto l'ordine di abbandonare la nave, per far scendere a terra i passeggeri".
Le 270 pagine della perizia sul naufragio della Costa Concordia sono state consegnate dai tecnici nominati dal gip di Grosseto ai primi di settembre e da stamattina, probabilmente per l'intera settimana, saranno l'oggetto della discussione, delle obiezioni e dei botta e risposta tra le parti in causa.

venerdì 10 agosto 2012

La Disciplinare: dieci mesi a Conte, assolti Bonucci e Pepe e anche Di Vaio. L’avvocato Giulia Bongiorno nel team di difensori della Juve


ROMA  - Dieci mesi di squalifica per il tecnico della Juventus, Antonio Conte. E' questo il verdetto della Commissione Disciplinare nell'ambito del processo sul calcioscommesse. La Procura Federale aveva chiesto un anno e tre mesi per Conte, che all'epoca dei fatti era sulla panchina del Siena.
Il tecnico della Juventus è stato condannato a 10 mesi per l'omessa denuncia relativa alle gare Novara-Siena e Albinoleffe-Siena, con l'aggravante della qualifica rivestita. Otto mesi di stop, invece, al suo vice, Angelo Alessio: anche per lui il procuratore Palazzi aveva chiesto 15 mesi di squalifica.
Leonardo Bonucci e Simone Pepe sono stati assolti. Per i due giocatori della Juventus, all'epoca dei fatti rispettivamente al Bari e all'Udinese, la Procura Federale aveva chiesto 3 anni e 6 mesi e un anno.
Nessuna penalizzazione per il Bologna nel prossimo campionato. La Commissione Disciplinare ha anche assolto Marco Di Vaio ." L'attaccante romano, ex capitano del Bologna, ora gioca in Canada nei Montreal Impact.. Condannato invece a sei mesi di stop Daniele Portanova. L'ammenda e' di 30 mila euro.
La Procura aveva chiesto due punti di penalizzazione per il club rossoblu, mentre per i due giocatori le richieste erano rispettivamente di un anno per omessa denuncia e di tre anni per illecito.
Lecce e Grosseto retrocesse in Lega Pro. Oltre alla perdita della Serie B, Lecce e Grosseto pagano con l'inibizione per cinque anni dell'ex presidente dei pugliesi, Andrea Semeraro, e del patron dei toscani, anche lui sanzionato dalla Commissione Disciplinare a 5 anni. Per entrambi, la Procura Federale aveva chiesto anche la preclusione.
Grande "soddisfazione per l'assoluzione dei suoi calciatori Leonardo Bonucci e Simone Pepe" e "pieno sostegno ad Antonio Conte e Angelo Alessio, nell'auspicio che i prossimi gradi di giudizio possano infine permettere alla loro innocenza di emergere appieno": è il commento della Juventus alle sentenza della Disciplinare. In appello Antonio Conte e Angelo Alessio dimostreranno la loro innocenza e il pool di legali è già al lavoro per raggiungere questo scopo.  Nel team difensivo ci sarà anche l'avvocato Giulia Bongiorno. La squadra di avvocati, composta "da professionisti designati dai singoli interessati, in piena concordia con la società - precisa la nota - è già al lavoro per redigere i motivi d'appello, nella convinzione che le ragioni per affermare l'estraneità ai fatti addebitati siano immutate". 

mercoledì 11 luglio 2012

Il procuratore capo di Grosseto: “bugie imbarazzanti” di Schettino a Canale 5


Il comandante Schettino (ex) durante l'intervista di ieri sera a Canale 5

GENOVA - Nell'intervista esclusiva mandata in onda da Canale 5, il comandante della Costa Concordia, Francesco Schettino, ha detto "bugie imbarazzanti". Questo il giudizio del procuratore capo di Grosseto, Francesco Verusio, che in una dichiarazione riportata da La Stampa si è detto "sconcertato e imbarazzato" per la versione dell'incidente fornita in tv da Schettino. "Lui - ha dichiarato Verusio - conosce bene la verità, perché gli atti, depositati dal gip, sono anche nelle sue mani. Testimonianze, registrazione di ciò che avvenne in plancia: tutto dimostra quali sono le sue responsabilità. Ed è tutto a sua conoscenza. E poi, suvvia, all'indomani dell'arresto ammise 'd'aver fatto una cazzata e ora si dipinge come il comandante perfetto che non è pentito di nulla. Da non crederci!".