Visualizzazione post con etichetta schettino. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta schettino. Mostra tutti i post

sabato 21 febbraio 2015

GROSSETO, la Procura chiede l'arresto di SCHETTINO per pericolo di fuga. Il ruolo delle "IENE"

GROSSETO, 21 febbraio - La Procura di Grosseto ha chiesto al Tribunale del Riesame di Firenze l'arresto di Francesco Schettino per il pericolo di fuga dell'ex comandante della Concordia, condannato in primo grado a 16 e un mese per il naufragio avvenuto venerdì 13 gennaio 2012. Il nuovo ciclone giudiziario a seguito di un servizio de "Le Iene" in cui un emissario intavolava una (finta) trattativa per un'ipotetica partecipazione di Schettino all' "Isola dei Famosi".
Nella registrazione del programma "Le Iene" non c'è niente di vero, nessuna possibile partecipazione all'Isola dei Famosi. E' una "trappola", ma l'emissario che dice di parlare per conto dell'ex comandante prova ad accordarsi per un compenso di circa due milioni di euro da versare - questa la sua richiesta - su un conto in Brasile.
I pubblici ministeri si sono messi subito al lavoro. C'è il sospetto che Schettino volesse raccogliere la somma di denaro per poi darsi alla fuga. Da qui la decisione di chiedere l'arresto, contrariamente a quanto deciso in sede processuale. La richiesta della misura cautelare sarebbe già stata depositata al Tribunale del Riesame.
Infine, ci sarebbe un giallo nel giallo. L'avvocato Domenico Pepe, storico difensore dell'ex comandante della Concordia, avrebbe rinunciato all'incarico perché, secondo alcune indiscrezioni, il fantomatico emissario che ha "trattato" con "Le Iene" sarebbe suo figlio Francesco. Schettino si dice furibondo, sostenendo di non aver mai saputo nulla della trattativa e ha affidato il suo pensiero ad un secco comunicato: "Sto valutando - scrive l'ex comandante - se presentare querela a mia tutela poiché non sono state verificate da "Le Iene" le effettive credenziali della persona che si è presentata come mio procuratore senza averne titolo".

L'avvocato di SCHETTINO rinuncia alla difesa

L'avvocato Pepe
GROSSETO, 21 febbraio - L'avvocato Domenico Pepe ha deciso di rinunciare al mandato per la difesa del comandante della Costa Concordia, Francesco Schettino, che finora aveva assistito nelle fasi dell'inchiesta e durante tutto il processo di Grosseto sul naufragio all'isola del Giglio. "Sono stanco", è stato l'unico commento di Pepe annunciando di voler comunicare formalmente la decisione al tribunale di Grosseto.

mercoledì 6 agosto 2014

Schettino “professore”, il ministro dell’istruzione: sconcertante. Il rettore. scelta indegna


ROMA - Rivolta web per la 'Lectio magistralis' del comandante della Costa Concordia Francesco Schettino in un'aula universitaria a Roma. Le foto e i documenti sono stati diffusi in rete. Ed in poco tempo la bufera ha raggiunto i palazzi del potere. tutto Sulla vicenda è intervenuto anche il ministro dell'Istruzione, Stefania Giannini: "Trovo - ha detto - che l'intervento di Schettino nel corso di un seminario organizzato da un docente dell'Università 'La Sapienza' di Roma sia un fatto sconcertante". Il procuratore capo di Grosseto Francesco Verusio si è detto indignato.

Anche il rettore dell'Università La Sapienza, Luigi Frati, 'adirato' per la vicenda, ha definito una "scelta indegna ed inopportuna invitare un rinviato a giudizio per reati così gravi all'università che è una comunità educante. Schettino è un personaggio negativo, responsabile della morte di 30 persone ed io al posto suo starei ben nascosto". Frati è venuto a conoscenza soltanto oggi dalla stampa.

Schettino “professore”, il ministro dell’istruzione: sconcertante. Il rettore. scelta indegna


ROMA - Rivolta web per la 'Lectio magistralis' del comandante della Costa Concordia Francesco Schettino in un'aula universitaria a Roma. Le foto e i documenti sono stati diffusi in rete. Ed in poco tempo la bufera ha raggiunto i palazzi del potere. tutto Sulla vicenda è intervenuto anche il ministro dell'Istruzione, Stefania Giannini: "Trovo - ha detto - che l'intervento di Schettino nel corso di un seminario organizzato da un docente dell'Università 'La Sapienza' di Roma sia un fatto sconcertante". Il procuratore capo di Grosseto Francesco Verusio si è detto indignato.

Anche il rettore dell'Università La Sapienza, Luigi Frati, 'adirato' per la vicenda, ha definito una "scelta indegna ed inopportuna invitare un rinviato a giudizio per reati così gravi all'università che è una comunità educante. Schettino è un personaggio negativo, responsabile della morte di 30 persone ed io al posto suo starei ben nascosto". Frati è venuto a conoscenza soltanto oggi dalla stampa.

“Lectio magistralis” di capitan SCHETTINO alla Sapienza sulla gestione del panico (non ridete, è vero…)


ROMA - Lectio magistralis' del comandante della Costa Concordia Francesco Schettino in un'aula universitaria a Roma. Secondo quanto riporta stamani il quotidiano La Nazione è successo al termine di un master in scienze criminologiche organizzato dalla cattedra di psicopatologia forense della facoltà di Medicina dell'università La Sapienza.

Nella lezione finale Schettino ha commentato una ricostruzione del naufragio del Giglio e raccontato agli studenti universitari aneddoti tratti dalla sua esperienza di comandante di navi, soffermandosi in particolare sulla gestione di situazioni di panico e di crisi. Schettino ha anche ricevuto un diploma dall'ateneo. "Sono stato invitato come esperto e ho illustrato agli studenti la gestione del controllo del panico - ha spiegato lo stesso Schettino - So come ci si comporta in casi del genere, come bisogna reagire quando ci sono equipaggi di etnie diverse". Tra l'altro "ci sono studi accademici comparativi che mettono a confronto il disastro della Concordia con altre tragedie simili, anche con l'attentato alleTorri Gemelle".

giovedì 27 febbraio 2014

Schettino è salito sulla Concordia

ISOLA DEL GIGLIO - Il comandante della Costa Concordia, Francesco Schettino, è giunto al porto dell'isola del Giglio per il soprallugo a bordo del relitto della nave. Al suo arrivo Schettino, accompagnato dal legale Domenico Pepe, non ha rilasciato alcuna dichiarazione ai tanti cronisti presenti. Sul posto anche i pm di Grosseto e i giudici del processo. Assente il procuratore capo Francesco Verusio.

"Abbiamo imboccato il rettilineo finale perché sia rispettata la previsione di fine giugno per la rimozione della Concordia". Il sindaco del Giglio, Sergio Ortelli, tranquillizza i suoi concittadini: "Quando avverrà la rimozione l'isola potrà ritornare pienamente alla sua vocazione per il turismo".

lunedì 9 dicembre 2013

Processo Concordia: il capitano De Falco ricorda le risposte evasive di Schettino

GROSSETO- Dalla Costa Concordia ammisero la falla solo venendo contattati più volte da terra, in particolare dalla capitaneria di Livorno. Lo dice Gregorio De Falco (“torni sulla nave, c….”) teste al processo di Grosseto ricordando che ''alle 22.38 (l'urto è delle 21.45, ndr) la nave dà il segnale di di stress. Chiamo io la nave perché non convince la situazione di apparente tranquillità che loro dichiaravano. A seguito di questo ammettono che c'è una falla e non un semplice black out, così possiamo inviare motovedette ed elicotteri'' di soccorso.
 ''Mentre dalla nave ci davano rassicurazioni sulla situazione a bordo, i carabinieri di Prato ci avevano avvisato della telefonata di una parente di una passeggera secondo cui la nave era al buio, erano stati fatti indossare i giubbotti di salvataggio, erano caduti oggetti e suppellettili: circostanze non coerenti con quanto dichiarato dalla nave. 'Questo ci fece pensare che la situazione era più grave'' e ''nessuno dalla Concordia aveva ancora chiamato per chiedere soccorso''. 

''Quanti passeggeri ci sono ancora a bordo, comandante?''. E Schettino: ''Non lo so, mi trovo sulla lancia, credo massimo una diecina di persone sull'altro lato'': è una delle prime conversazioni tra Gregorio De Falco, che chiede informazioni dalla sala operativa di Livorno e Francesco Schettino. Ma alla capitaneria risultavano almeno in in quella fase almeno 2-300 persone ancora a bordo. Sono mezzanotte e 28. Ancora De Falco: ''Quanti coordinano lo sbarco? Lei dove si trova?''. E Schettino: ''La nave è giù a 90 gradi, sono su una scialuppa tra la nave e terra''. ''Comandante: quante persone vede in acqua? Ci sono donne, bambini? Quanti sono? Si stanno buttando in acqua?''. ''A bordo c'è una decina...''. ''Può verificare questo dato? Voglio i dati''. ''Io chiesi quante persone andare a cercare a bordo - ha detto oggi De Falco -, insistevo, ma il comandante non mi sapeva dare le risposte''.

martedì 29 ottobre 2013

Domnica: Sì, ero l’amante di Schettino

GROSSETO - Domnica durante la sua deposizione
GROSSETO - Dopo una prima interruzione dell'udienza, perché Domnica Cemortan non voleva rispondere alle domande del pm sui rapporti avuti con il comandante della Costa Concordia, l'hostess moldava ha ammesso la relazione. "Sì, ho avuto una relazione con Francesco Schettino. Ma dopo il naufragio non ci siamo più visti", ha detto infatti la Cemortan durante il processo che vede imputato per il naufragio all'Isola del Giglio proprio il capitano.

Domnica più volte aveva detto di non voler rispondere, e altrettante volte il presidente Puliatti, tramite l'interprete che assiste la ballerina moldava nella testimonianza, le ha spiegato che per legge avrebbe dovuto rispondere, perché era rilevante stabilire i rapporti con l'imputato Francesco Schettino ai fini di valutare l'attendibilità del teste.
 Secondo quanto raccontato da Domnica, al momento di salire sulla nave, in partenza da Civitavecchia, non le fu mai chiesto il biglietto, né nessuno si preoccupò di verificare se fosse registrata tra i passeggeri. "Quando sei l'amante di qualcuno non ti chiedono il biglietto", ha commentato Domnica.
"Mi ero imbarcata sulla Costa Concordia come passeggero il 13 gennaio 2012. Quella sera cenai al ristorante con Schettino, mangiavo un dessert col capitano" e a un certo punto "Schettino mi ha fatto tipo uno scherzo dicendomi che doveva chiamare gli ufficiali al telefono per far rallentare la nave perché io dovevo finire il dessert", ha raccontato Domnica ricordando le ore precedenti al naufragio.
"Sull'avvicinamento al Giglio non mi disse nulla, così come del colloquio che ebbe con gli ufficiali - ha raccontato la moldava in aula a Grosseto -, non ho mai saputo del tragitto che doveva seguire la nave, solo alla fine mi ha invitata sul ponte di comando con Ciro Onorato".
 Sulla plancia "il capitano è andato prima di noi, poi io e Ciro Onorato ci siamo fermati all'ingresso, vicino alla porta". In plancia "tutto sembrava normale. Non ho visto niente perché era buio, a un certo punto lui ha iniziato a dare comandi in termini marini, e ho sentito un ufficiale che era stato sbagliato l'ordine del comandante e il comandante l'ha brontolato ripetendo l'ordine. Dopo qualche minuto, è successo quello che è successo. Non ho sentito l'impatto, l'urto, ma ho visto le luci dell'allarme".

Concordia, due ospiti in plancia: Schettino ci porta a sbattere. “E sbattemmo”


GROSSETO - "Io e l'hotel director Giampedroni eravamo vicini, sulla Costa Concordia, e lui a un certo punto mi dice 'Questo qui ci porta a sbattere sugli scogli'; io risposi 'Conoscendo Schettino, non credo'. Invece sbattemmo". Sono le parole del maitre della nave, Ciro Onorato, in aula al processo sul naufragio. Onorato e Giampedroni erano con il comandante in plancia dopo lo schianto. Oggi è attesa la deposizione di Domnica Cemortan, la ballerina moldava. Il maitre, fratello di Gianni Onorato, ex direttore generale della Costa Crociere spa, è tra i nuovi testimoni dell'accusa nel procedimento, che è ricominciato al Teatro Moderno di Grosseto.

lunedì 28 ottobre 2013

Concordia, Schettino gridò: madonna, ch’aggio combinato. Un teste: vidi gli scogli a 20 metri

GROSSETO - Abbiamo urtato uno scoglio?" e poi: "Madonna ch'aggio combinate!": questa la voce di Francesco Schettino, tratta dagli audio che il pm ha fatto ascoltare in aula a Grosseto al processo sulla Costa Concordia. Sono state ricostruite le fasi dell'urto contro gli scogli con l'ufficiale Salvatore Ursino. "Di mia iniziativa andai sull'aletta sinistra" dove "mi affacciai dalle vetrate: vidi gli scogli a una ventina di metri", aggiunge il testimone.
Secondo quanto riferito da Ursino, Schettino ordinò di aumentare la velocità della Costa Concordia da 15 a 16 nodi, circa cinque minuti prima dell'impatto con gli scogli: "Schettino dette l'ordine di aumentare la velocità al vice Ciro Ambrosio", ha raccontato infatti l'ufficiale. 
''E' insolito sentire un ordine di timone a dritta mentre si va a 16 nodi, perché la nave sbanda e si inclina su un lato determinando la possibile caduta oggetti e persone - ricorda Ursino, nel corso della testimonianza -. C'era qualcosa di strano'' così ''di mia iniziativa andai sull'aletta sinistra'' dove ''mi affacciai dalle vetrate: vidi gli scogli a una ventina di metri, con prora a dritta e poppa verso sinistra. D'istinto mi venne di dire che la poppa era impegnata a sinistra". 

Sulla plancia della nave molti ospiti - Al momento dell'impatto con gli scogli, sulla plancia, luogo della nave solitamente riservato solo agli addetti ai lavori, "c'erano il primo maitre Antonello Tievoli, il maitre Ciro Onorato, l'hotel director Manrico Giampedroni, oltre che la ragazza moldava (Domnica Cemortan, ndr) che rimase sulla porta" ed "erano lì per ammirare il passaggio ravvicinato al Giglio", ha raccontato Ursino.

lunedì 23 settembre 2013

Il comandante Schettino al processo: la colpa? Tutta del timoniere

GROSSETO - L'ex comandante della Costa Concordia, Francesco Schettino, ha accusato il timoniere indonesiano di non aver eseguito correttamente i suoi ordini. Lo ha fatto intervenendo, per la prima volta, in aula al processo che lo vede imputato per il naufragio. "Nel momento in cui ho chiesto al timoniere di mettere i timoni a sinistra, l'errore è stato di non farlo - ha spiegato Schettino - . In quel momento la nave aveva un'accelerazione a destra".
I legali dell'ex comandante avevano già insistito sugli errori del timoniere Jacob Rusli Bin, sollecitando i periti del gip a puntualizzarli. "Se non ci fosse stato l'errore del timoniere, di non posizionare i timoni a sinistra, ovvero l'errore di scontrarsi, cioè di evitare la derapata - ha proseguito Schettino nel suo breve intervento durante la discussione fra periti, pm e avvocati - non ci sarebbe stato quello schiaffo".Con l'ordine di virare a sinistra, ha detto Schettino in un seconda dichiarazione spontanea in aula, "volevo ridurre la velocità angolare della poppa della Costa Concordia rispetto alla rotazione, ottenendo quindi una contro-rotazione, forse con un impatto più verso prua, certo con meno rotazione a destra. Addirittura se la nave si fosse fermata passava via liscia. Ma la manovra errata non lo permise". "Mettere il timone a sinistra - ha proseguito - significava mettere velocità angolare della prua quindi l'avanzo sarebbe stato privilegiato rispetto al moto rotatorio" verso destra, che la faceva scodare di poppa verso la prua. Schettino, in sostanza, evidenziando l'errore del timoniere indonesiano, ha voluto dire che tentò di allineare la nave agli scogli, cercando di rimetterla in parallelo, comunque attenuando il più possibile l'angolo di impatto che si stava delineando di lì a poco. Ma l'errore al timone, secondo l'ex comandante, vanificò questo tentativo. I periti del gip hanno comunque sottolineato che l'impatto ci sarebbe stato lo stesso. 

mercoledì 17 luglio 2013

Grosseto, iniziato il processo a Schettino. La difesa: chiederemo il patteggiamento

GROSSETO - Sono entrambi in aula, al Teatro Moderno di Grosseto trasformato in aula di Tribunale per il processo sul naufragio della Costa Concordia, l'ex comandante Francesco Schettino e Domnica Cemortan, la ballerina moldava che la sera del naufragio era nella sala di comando insieme allo stesso Schettino e ad altri ufficiali. L'ex comandante è imputato con le accuse di omicidio colposo plurimo, disastro colposo e abbandono di nave, mentre la Cemortan non è indagata e anzi si è costituita parte civile.
"Chiederemo il patteggiamento a tre anni e cinque mesi", ha annunciato prima del processo l'avvocato Donato Laino, del collegio difensivo di Schettino.

La precedente richiesta di patteggiamento presentata dai difensori di Schettino era stata respinta a maggio dal gup di Grosseto, mentre era stata concessa agli altri cinque imputati nel prodimento: gli ufficiali Ciro Ambrosio e Silvia Coronica, il timoniere Jacob Rusli Bin, l'hotel director Manrico Giampedroni e il direttore dell'unità di crisi di Costa Crociere Roberto Ferrarini.

mercoledì 22 maggio 2013

Schettino rinviato a giudizio, processo il 9 luglio


GROSSETO - Il gup di Grosseto ha rinviato a giudizio Francesco Schettino per tutti i reati contestati. Il processo inizierà il 9 luglio a Grosseto. Il giudice Pietro Molino ha deciso per il rinvio a giudizio respingendo la richiesta della difesa del capitano della Costa Concordia di proscioglimento per il solo reato di abbandono. Lo stesso gup ha respinto tutte le richieste di nuove perizie fatte dalla difesa.

lunedì 25 febbraio 2013

La procura di Grosseto chiede il rinvio a giudizio di Schettino: “smisurata responsabilità”


GROSSETO - - La Procura di Grosseto ha chiesto al gup, Pietro Molino, il rinvio a giudizio per l'ex comandante della Costa Concordia, Francesco Schettino, per omicidio colposo plurimo, lesioni colpose, naufragio e abbandono di nave. Chiesto il processo anche per 2 ufficiali in plancia, il timoniere, l'hotel director e il marine operation director. Per i pm sarebbe invece da archiviare l'accusa di distruzione dell'habitat naturale a carico di Schettino.
 "Ad oggi non può che ripetersi come, pure all'esito di sofisticatissime indagini su tutti gli aspetti rilevanti, la causa determinante degli eventi di naufragio, morti e lesioni sia purtroppo riconducibile al 'fattore umano'". Lo ha ribadito il procuratore capo di Grosseto, Francesco Verusio, commentando la richiesta di rinvio a giudizio.
Verusio si è espresso molto severamente su Schettino, che deve anche rispondere del reato di abbandono di persone incapaci. "Non puo' non sottolinearsi la smisurata responsabilità di Schettino e la impressionante serie di errori commessi in tutte le fasi della vicenda, a partire dalla manovra scellerata e fino alla criminale gestione dell'emergenza, conclusasi con l'abbandono della nave e delle persone, inermi e terrorizzate a bordo". 

giovedì 18 ottobre 2012

Il giorno di Schettino: in aula va all’attacco e accusa la Costa


GROSSETO - Il giorno di Francesco Schettino.  Al teatro Moderno di Grosseto, dove oggi si è' svolta la quarta giornata di udienze relative all'incidente probatorio sulla scatola nera della Costa Concordia, e' stato il turno della difesa dell'ex comandante. A prendere parola gli avvocati Domenico e Francesco Pepe e Bruno Leporatti. I legali hanno preparato una controffensiva in 200 domande e vari punti, con la quale mirano a smontare la relazione di 270 pagine dei periti, che sostanzialmente individuano nel comandante l'unico responsabile del naufragio al Giglio.
E proprio Schettino è per la prima volta intervenuto in aula, interloquendo con i periti e cercando di precisare come ha fatto la manovra che ha portato poi la nave a incagliarsi contro gli scogli. A renderlo noto l'avvocato Marco De Luca, legale della compagnia Costa. "Schettino e' parso - ha aggiunto De Luca - molto combattivo". Gia' prima dell'udienza, il comandante aveva ribadito che "non e' stata una manovra, quella e' stata una decisione: c'e' differenza".  Ieri, il procuratore Francesco Verusio aveva detto che non fu la bravura dell'ex comandante a evitare che la nave andasse a largo ma "una volontà di Dio". Schettino ha spiegato poi che ordinò una manovra destra-sinistra-destra mentre la nave procedeva a 16 nodi verso l'isola del Giglio. La tecnica, in gergo marinaresco, viene definita anche "scodinzolo" e si attua per gli improvvisi cambi di rotta.
  La difesa dell'ex comandante ha attaccato la Costa  ma quest'ultima ha replicato che "non ci sono contestazioni di alcun tipo di corresponsabilita' da parte della Compagnia per quanto accaduto, e in buona sostanza l'incidente probatorio - ha sottolineato il legale Costa, Marco De Luca - non ha fatto altro che confermare questa situazione". “Il fatto che Schettino abbia abbandonato la nave e' un reato ed e' uno dei motivi del licenziamento" ha sottolineato l'avvocato della Costa Concordia. Il comandante Schettino "ha detto delle cose a sua difesa, ne ha dette molte, e tante non veritiere", ha aggiunto.

mercoledì 11 luglio 2012

Il procuratore capo di Grosseto: “bugie imbarazzanti” di Schettino a Canale 5


Il comandante Schettino (ex) durante l'intervista di ieri sera a Canale 5

GENOVA - Nell'intervista esclusiva mandata in onda da Canale 5, il comandante della Costa Concordia, Francesco Schettino, ha detto "bugie imbarazzanti". Questo il giudizio del procuratore capo di Grosseto, Francesco Verusio, che in una dichiarazione riportata da La Stampa si è detto "sconcertato e imbarazzato" per la versione dell'incidente fornita in tv da Schettino. "Lui - ha dichiarato Verusio - conosce bene la verità, perché gli atti, depositati dal gip, sono anche nelle sue mani. Testimonianze, registrazione di ciò che avvenne in plancia: tutto dimostra quali sono le sue responsabilità. Ed è tutto a sua conoscenza. E poi, suvvia, all'indomani dell'arresto ammise 'd'aver fatto una cazzata e ora si dipinge come il comandante perfetto che non è pentito di nulla. Da non crederci!".

giovedì 5 luglio 2012

Il comandante Schettino libero. Scrive in un memoriale: “Ho avuto fiuto” (!)




GROSSETO -Il comandante Francesco Schettino è stato scarcerato. Il gip di Grosseto ha revocato gli arresti domiciliari. Ora ha solo obbligo di dimora nel Comune di Meta di Sorrento. La difesa ha chiesto la scarcerazione in quanto erano venute meno le esigenze cautelari. La Procura aveva due giorni di tempo per rispondere e ha dato parere favorevole. Lo ha reso noto il difensore del comandante, Bruno Leporatti.
Proprio Leporatti, in una nota, conferma che "il giudice delle indagini preliminari del tribunale di Grosseto, Valeria Montesarchio, in accoglimento di istanza per la sostituzione della misura cautelare in atto, ha disposto la sostituzione degli arresti domiciliari nei confronti del comandante Francesco Schettino, con l'obbligo di dimora nel comune di Meta di Sorrento". Schettino era agli arresti domiciliari dal 17 gennaio 2012.
In un memoriale di legali, Schettino ripercorre la notte della tragedia al largo dell'Isola del Giglio. "C'è chi, a verbale, ha dichiarato che l'impatto con la poppa è stato causato da una mia allucinazione, un'allucinazione che mi avrebbe fatto virare a destra provocando la scodata verso sinistra... Altro che allucinazione! Piuttosto è stato il mio fiuto, il mestiere, il saper riconoscere il mare a farmi fare quella sterzata repentina a dritta".

"In quel momento - continua il comandante della Concordia - una mano divina si è sicuramente posata sulla mia testa. Se avessi continuato su quella rotta, avremmo colpito lo scoglio con la prua. Sarebbe stata un'ecatombe". "Subito dopo l'incidente - scrive Schettino -, avrei potuto affermare: Ma dove mi avete fatto sbattere? Cosa mi avete fatto combinare?.. ma non sono un codardo, in quel momento bisognava essere lucidi, la priorità non era individuare i colpevoli, ma agire, senza perdere la calma". Il documento integrale sarà proposto questa sera nella trasmissione "Quinta colonna" in onda su Canale 5 in prima serata.

"Il mio cordoglio - scrive sempre il comandante - va alle famiglie colpite negli affetti più forti. Il loro dolore è anche il mio e mi sento di ribadirlo con forza, con sincera ed affranta partecipazione. La nave sarà ricostruita, le assicurazioni ci sono per questo - prosegue Schettino -. La Concordia è già oggetto di disputa per la ricaduta economica che crea il suo smantellamento, ma le persone non potranno purtroppo ritornare in vita e le ferite più profonde rimarranno a poche persone. E per tutta la vita".


venerdì 11 maggio 2012

La scatola nera di Capitan Schettino: “Son passato e alla fine ci stava questo piccolo scoglietto qui…”



ROMA - "Roberto? Roberto senti una cosa io sono passato sotto gli scogli del Giglio qua... sono passato sotto qua e ho preso con la poppa un basso fondale...". Chi parla e' il comandante della Costa Concordia Francesco Schettino in uno dei file contenuti nella scatola nera della nave naufragata all'Isola del Giglio. Tgcom24 propone in esclusiva alcuni stralci della conversazione tra Schettino e il capo dell'unita' di crisi di Costa, Roberto Ferrarini contenuti proprio nella scatola nera. La voce registrata e' quella di Schettino: "No, no guarda... io sto male... non mi dire nulla. Ho fatto sta cosa..." spiega il comandante che aggiunge: "e...son passato che alla fine ci stava questo piccolo scoglietto qui, poi c'e' stato un black-out, e abbiamo dato una botta con la poppa... mo sto facendo fare l'assetto..." 
Il racconto e' drammatico: "Abbiamo buttato un'ancora perché sta arrivando acqua fino a poppa... e mo stamo qua in black out". Schettino ricostruisce quanto accaduto: "no, stavo andando a 15 nodi e m'han detto puoi passare anche fino a sotto: non ti preoccupare. Sono andato dritto e alla fine son passato a dritta e c'era sto cazzo di scoglio qua c'era un basso fondale... sotto con la poppa? nel giardino a sinistra, si': nella parte finale della poppa. E però mo adesso sta entrando acqua nella poppa ..."

martedì 10 aprile 2012

Schettino rimane agli arresti domiciliari. Lo ha deciso la Cassazione

ROMA. - L'ex comandante della Costa Concordia Francesco Schettino resta agli arresti domiciliari. Lo ha deciso la IV Sezione Penale della Cassazione .
 

domenica 8 aprile 2012

Schettino, tre ore di permesso dagli arresti domiciliari per il pranzo di Pasqua


Schettino,a destra, esce di casa

SORRENTO  - Tre ore di permesso dagli arresti domiciliari per il pranzo di Pasqua a casa della sorella: sono quelle di cui ha potuto usufruire il comandante della Costa Concordia Francesco Schettino che ha potuto così lasciare la sua abitazione di Meta di Sorrento (Napoli) per poi farvi rientro dopo pranzo. A documentare quanto avvenuto è stato il Tg5 che ha trasmesso le prime immagini del comandante dopo il tragico naufragio della Costa Concordia del 13 gennaio.
Camicia azzurra, giacca blu elettrico, pantaloni scuri, occhiali da sole: così Schettino è stato ripreso mentre usciva e poi rientrava nella sua casa di Meta di Sorrento, in entrambi i casi assieme alla sorella.
E' stato, secondo quanto riferito dal Tg5, a casa di quest'ultima che il comandante, accusato di reati tra cui omicidio plurimo colposo, naufragio e abbandono di nave, si è recato per il pranzo di Pasqua. Prima di lui era uscita e poi rientrata in casa la moglie, che lo avrebbe avvisato della presenza della troupe televisiva nei pressi dell'abitazione.