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lunedì 8 giugno 2015

MAROCCO, annegano in mare sei ragazzi in gita


Oued Cherrat
RABAT, 8 giugno - Tragedia in Marocco: sei ragazzi tra i 12 ed i 17 anni, che stavano partecipando ad una gita al mare organizzata da un gruppo sportivo, sono annegati in Marocco, mentre, secondo notizie non ancora confermate, altri sei sono dati per dispersi. E' accaduto sulla spiaggia non sorvegliata di Oued Cherrat, tra Casablanca e Rabat. Cinque corpi sono stati ripescati, mentre un sesto ragazzo è deceduto durante il trasporto verso l'ospedale di Bouznika.

mercoledì 8 ottobre 2014

MAROCCO, liberato inglese di 70 anni arrestato per atti omosessuali. “Un incubo”

Ray Cole, a sinistra, con figli, nipotino e moglie all'aeroporto di Gatwick
LONDRA - Un uomo britannico, liberato da un carcere marocchino dopo essere stato arrestato per "atti omosessuali", ha descritto il suo calvario come "orrendo".
Ray Cole, 70 anni, un editore di riviste in pensione da Deal, Kent, è stato condannato a quattro mesi di carcere dopo che la polizia aveva trovato immagini di natura omosessuale sul suo telefono cellulare.
Al suo ritorno nel Regno Unito, ha detto: "Ho visto cose che non sapevo esistessero. Non era una prigione, è un campo di concentramento.Riesco a malapena a muovere il braccio a forza di dormire sul pavimento. Voglio solo andare a casa e dormire in un letto morbido. I prigionieri sono di età compresa da 10 a 80 o 90 anni. E 'stato un incubo totale".
Cole è stato arrestato il mese scorso insieme a Jamal Jam Wald Ness, un ventenne di Marrakesh che Cole era andato a visitare dopo averlo incontrato online.
I due sono stati avvicinati a una fermata dell'autobus da agenti di polizia che li hanno arrestati con l'accusa di essere omosessuali, un reato che comporta una pena massima di tre anni di carcere in Marocco.
Descrivendo il suo shock per essere stato rilasciato, il signor Cole ha aggiunto: "Sono sopraffatto non mi aspettavo questo. Ho pensato che stavo per essere trasferito in un carcere diverso e poi hanno detto che mi mandavano a casa."
Rendendo omaggio alla sua famiglia, con le lacrime agli occhi ha aggiunto: "Sono così orgoglioso di loro non avrei potuto avere una famiglia migliore.».

Dopo il suo rilascio la sua famiglia ha ringraziato le autorità marocchine per "aver mostrato compassione".

sabato 5 ottobre 2013

Marocco: postano su Facebook una foto mentre si baciano, in carcere coppia di quindicenni

RABAT - Un ragazzo e una ragazza marocchina sono stati arrestati per aver postato su Facebook una loro fotografia mentre si baciavano.
La coppia - di età compresa tra 14 e 15 anni - era stata fotografata da un amico di fuori della loro scuola nella città nord-orientale di Nador e poi postata. Sono stati incarcerato per aver violato la pubblica decenza dopo che un giornale locale aveva pubblicato la foto. La coppia comparirà davanti al tribunale dei minori la prossima settimana.

Una campagna per inviare su Facebook un milione di foto copia-incolla è stata lanciata in segno di protesta.

lunedì 12 agosto 2013

Tre ragazzini marocchini scomparsi nell’Adige a Cavarzere (Venezia)

VENEZIA - Carabinieri e vigili del fuoco sono impegnati nelle ricerche di tre ragazzi minorenni, di età compresa tra i 12 e i 15 anni, di nazionalità marocchina, visti scomparire questo pomeriggio nelle acque dell'Adige, a Cavarzere, Venezia. Sembra che uno dei tre giovanissimi si trovasse in difficoltà e che i due amici si siano tuffati per aiutarlo. Nessuno dei tre è più riemerso.

Sul posto ci sono anche una squadra di sommozzatori dei vigili del fuoco di Vicenza e un elicottero per le perlustrazioni della zona dall'alto. L'allarme è scattato attorno alle 14.45.

giovedì 13 settembre 2012

Medio Oriente e Nord Africa in fiamme contro gli Usa. In Libia effettuati già alcuni arresti a Bengasi


BENGASI - Le proteste contro il film anti islam realizzato negli Stati Uniti si stanno diffondendo in tutto il Medio Oriente e Nord Africa.
Nello Yemen, i manifestanti hanno preso d'assalto brevemente l'ambasciata americana a Sanaa e bruciato la bandiera degli Stati Uniti, ma sono stati respinti dalle forze di sicurezza.
In Egitto, 70 persone sono rimaste ferite nelle proteste. Aktre proteste sono state segnalate anche in Marocco, Sudan e Tunisia.

Martedì scorso, l'ambasciatore Usa in Libia è stato ucciso a Bengasi. Funzionari degli Stati Uniti dicono che stanno indagando se l'attacco in Libia è stato pianificato, citando il sospetto che un gruppo jihadista militante possa avere coordinato la violenza. Le autorita' libiche stanno facendo ''importanti passi avanti'' nell'inchiestaBWNGAS. Lo ha detto all'Afp il neo premier libico, Musfafa Abu Shagur, nella prima intervista dopo la sua elezione ieri a capo del futuro governo. ''Abbiamo dei nomi e delle foto'', ha aggiunto confermando che sono stati compiuti degli arresti.
Il segretario di Stato americano Hillary Clinton ha condannato il film che ha dato origine alle proteste come "disgustoso" e "riprovevole". Gli Stati Uniti hanno completamente respinto il suo contenuto e il suo messaggio, ha detto, ma il film non era una scusa per la violenza.
La polizia di Sanaa ha sparato in aria, ma non è riuscita a evitare che la folla entrasse al compound dell’ ambasciata dando fuoco ai veicoli.
Rinforzi delle forze di sicurezza hanno usato gas lacrimogeni e cannoni ad acqua per respingere i manifestanti. Le finestre sono state infrante. Una bandiera degli Stati Uniti è stato strappata e sostituito con una bandiera nera recante la dichiarazione di fede musulmana, "Non c'è altro Dio che Allah"Un manifestante è rimasto ucciso e almeno altri tredici feriti negli scontri con le forze di sicurezza.
Non è ancora chiaro se l'ambasciata sia stata occupata. Ci sono rapporti che il personale dell'ambasciata sia stato spostato in un luogo più sicuro.
In Egitto, proteste  per il terzo giorno davanti all'ambasciata degli Stati Uniti al Cairo, con alcuni manifestanti che chiedono l'espulsione dell'ambasciatore.
La polizia ha sparato gas lacrimogeni sulla folla che lanciava pietre. E' di almeno 13 feriti il bilancio degli scontri tra dimostranti e forze di sicurezza. La Cnn parla anche di 12 persone arrestate. La maggior parte dei feriti sarebbe rimasta vittima del fitto lancio di pietre da parte dei manifestanti. Le immagini trasmesse dalla emittente americana mostrano la polizia che lancia gas lacrimogeni per cercare di disperdere i gruppi più facinorosi.



Altri sviluppi:
  • In Libia il primo ministro Mustafa Abu Shagur dice che non c'è "alcuna giustificazione" per l'attacco Bengasi e le indagini sono in corso per trovare i "criminali" responsabili. Due sarebbero già stati arrestati.
  • Iraniani, scandendo slogan anti-Usa e anti-Israele, hanno messo in scena una protesta davanti l'ambasciata svizzera nella capitale iraniana, Teheran, che rappresenta gli interessi degli Stati Uniti
  • Il presidente afghano Hamid Karzai ha rinviato la visita prevista in Norvegia, temendo la violenza potrebbe scoppiare nel suo paese
  • Una piccola protesta ha avuto luogo a Dhaka, Bangladesh, in cui si chiede che il film-maker sia punito
  • In Iraq, ci sono state manifestazioni a Baghdad e Bassora, con il leader di una milizia islamica avvertire il film "metterà tutti gli interessi americani in pericolo"
  • La polizia pakistana dice di "aspettarsi alcune proteste" presso l'ambasciata degli Stati Uniti a Islamabad. La sicurezza è stata aumentata nelle ambasciate e consolati degli Stati Uniti in tutto il mondo, una squadra di marines è arrivata in Libia e due cacciatorpediniere sono sulla costa libica, come misura precauzionale.

martedì 4 settembre 2012

Marocco: bus vola per 160 metri in un burrone, 42 morti


Del bus restano solo poche lamiere contorte e schiacciate
MARRAKECH - Un autobus è precipitato in un burrone tra le montagne dell'Atlante del sud del Marocco  uccidendo almeno 42 persone, nel più grave incidente del genere mai registrato nel regno.
Tutte le vittime erano marocchini. L'incidente è avvenuto intorno alle ore 2.00 di questa notte , quando il veicolo è caduto da una strada principale in provincia di Haouz, circa 100 chilometri a sud di Marrakech.
L'incidente ha causato anche circa 25 feriti, che sono stati portati a diversi ospedali della regione.
L'agenzia di stampa ufficiale MAP, che ha detto che il bus è volato per 165 metri sul fondo del burrone. La causa dell'incidente non è ancora chiara.
La tragedia è avvenuta mentre l'autobus si stava dirigendo verso Marrakech, dopo aver attraversato il passo di Tizi-n-Tichka, il più alto in Marocco.
La strada, che collega la città marocchina con quella di Ouarzazate, porta del Sahara, si snoda attraverso le montagne per decine di chilometri.

domenica 1 aprile 2012

“I turisti visitano Marrakesh per peccare”. Parola del ministro della giustizia marocchino Mustafa Ramid



RABAT - - I turisti visitano Marrakesh per peccare. Lo ha detto il ministro della Giustizia marocchino, Mustafa Ramid, membro del nuovo governo a maggioranza islamica, durante una visita a una scuola coranica. "Gente di tutto il mondo - ha detto il ministro - viene e spende un sacco di tempo a peccare e ad allontanarsi dalla retta via". Ramid, membro del partito del primo ministro Abdelilah Benkirane, il PJD, Partito islamico della giustizia e dello sviluppo, raggruppamento moderato ma di chiara matrice religiosa, non ha specificato in quali modi i turisti esercitino i loro peccati nella cosmopolita citta' del Marocco meridionale, ma i suoi commenti sono diventati immediatamente uno dei maggiori punti di discussione su internet e sui social forum. Qualcuno ha anche sottolineato che la scuola dove il ministro ha parlato e' guidata da Mohamed Maghraoui, un prete islamico che ha innescato una grossa polemica nel settembre del 2008 quando emise una 'fatwa' che autorizzava il matrimonio per bimbe di nove anni. In Marocco, l'eta' per potersi sposare e' fissata a 18 anni dal 2004, anche se i giudici possono autorizzare le nozze in eta' minore in alcuni casi particolari e tenendo conto del fatto che le nozze in eta' precoce rappresentano una pratica abituale in certe zone rurali del paese. Quanto ai turisti, peccatori o meno che siano - fa notare l’AGI - rappresentano una delle maggiori entrate del Marocco, con oltre 9,3 milioni di presenze nel 2011.

martedì 11 ottobre 2011

Se il turista in Marocco diventa corriere di droga per caso

ROMA - Offrivano ospitalità ai turisti in Marocco e, a loro insaputa, imbottivano le loro automobili di droga, che recuperavano una volta raggiunta l'Italia. Così una banda di trafficanti di origine marocchina riusciva ad alimentare un giro di narcotraffico nel nord Italia, dove riuscivano a far arrivare circa 90 chilogrammi di stupefacenti ogni due giorni. I carabinieri del Comando provinciale di Piacenza hanno sgominato l'organizzazione, attiva tra le province di Piacenza, Pavia e Lodi. 

I carabinieri hanno accertato che in diversi episodi, per il trasporto della droga, i componenti della banda si recavano in Marocco e adescavano ignari turisti italiani che viaggiavano in auto, ai quali fornivano l' ospitalità. Negli ultimi giorni della vacanza chiedevano in prestito la vettura e la imbottivano di stupefacente, per poi recuperarlo una volta giunti in Italia, passando per la Spagna. Il sistema consentiva di trasportare la droga senza il timore di subire controlli di polizia e con la convinzione di non poter essere scoperti in caso di sequestro delle sostanze. Le attività investigative sono state condotte anche con l'ausilio di mezzi tecnici e con una persona sotto copertura; numerose le perquisizioni eseguite anche con l'ausilio dei cani antidroga ed antiesplosivo.
L'altra notte i carabinieri della Compagnia di Fiorenzuola d'Arda, con il supporto di un elicottero del 13/o Nucleo di Forlì e del Nucleo cinofili di Bologna, hanno eseguito 18 ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di altrettante persone di origine marocchina. L'operazione 'Re Matto', coordinata dal Pm di Piacenza Antonio Colonna, ha concluso un'attività di indagine dei militari cominciata nel settembre dello scorso anno, che aveva già portato a 12 arresti in flagranza di reato e al sequestro di 15 chili di hascisc e 150 grammi di cocaina. Gli arrestati sono stati condotti in carcere a Piacenza, Pavi e Lodi.

sabato 2 luglio 2011

Il Marocco ha detto sì (98%) alla riforma costituzionale proposta dal re

Mohammed VI, re del Marocco
RABAT. - In Marocco il 72,6% degli elettori ha votato nel referendum sulla riforma costituzionale voluta dal re Mohammed VI, con una nettissima affermazione dei si' arrivati al 98%
I dati sono stati annunciati dal ministro dell'Interno, Taib Cherkuai, e segnano un successo per il sovrano che ha voluto trasformare la sua monarchia da assoluta in costituzionale per rispondere alle richieste di democrazia della Primavera araba. 
Quasi tre elettori su quattro dei 13 milioni di aventi diritti hanno accolto l'invito del re ad andare a votare, nonostante il caldo torrido e gli appelli al boicottaggio di una parte del Movimento 20 febbraio, della sinistra e degli islamisti. 
Alle elezioni politiche del 2007 aveva votato appena il 37%. Il referendum era stato annunciato il 17 giugno dal re Mohammed per trasferire una parte dei suoi poteri assoluti al Parlamento.