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lunedì 18 maggio 2015

MATTARELLA in Tunisia: per la Libia soluzione politica e non militare



TUNISI, 18 giugno - “C’è la convinzione comune che per aiutare la Libia a uscire da una guerra civile occorre una soluzione politica e non militare che consenta che si formi un Governo di unità nazionale che riporti uno stato funzionante”. E’ quanto ha affermato il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, parlando dalla Tunisia dove si trova in visita ufficiale. “Speriamo – ha aggiunto Mattarella al termine del colloquio con il suo omolgo tunisino, Beji Caid Essebsi – che tutti i paesi confinanti della Libia, l’Unione Europea e la Comunità internazionale trovino gli strumenti per aiutarla ad arrivare alla pacificazione”. Parlando di questo primo colloquio a Tunisi, Mattarella ha riferito che è emerso “un comune impegno contro il terrorismo”. Infatti, ha aggiunto, “obiettivo principale di questa mia prima visita fuori dall’Unione Europea è di esprimere solidarietà per quanto sta avvenendo in Tunisia e vicinanza al percorso democratico in corso”.

martedì 23 settembre 2014

PALAZZOLO SULL’OGLIO (Brescia): uccisa a coltellate dal marito (forse già in Tunisia)


I carabinieri davanti alla casa dell'omicidio a Palazzolo
BRESCIA - Una 30enne, Daniela Bani, è stata trovata uccisa a coltellate in un appartamento a Palazzolo sull'Oglio, nel Bresciano. Ancora non è chiaro il movente del delitto, ma i carabinieri stanno ora cercando il marito, un tunisino che al momento risulta irreperibile e che pare abbia perfettamente pianificato il delitto. A trovare il corpo della donna, in camera da letto, è stata la mamma della vittima. Secondo gli inquirenti, il tunisino, con già in tasca un biglietto aereo per la Tunisia, lunedì mattina ha portato i figli da un amico connazionale, poi sarebbe tornato dalla moglie, l'avrebbe uccisa e si sarebbe dato alla fuga. A lanciare l'allarme è stata la madre della vittima che, cercando i nipoti, ha trovato in casa la figlia ormai senza vita in camera da letto. Il tunisino avrebbe fatto anche un prelievo di contanti dalla sua banca prima di scomparire.

venerdì 21 febbraio 2014

Aereo-ambulanza libico cade in Tunisia, 11 morti. A bordo anche membri di al-Qaeda?


TRIPOLI - Un aereo militare libico è precipitato in Tunisia provocando la morte di 11 persone. Il velivolo era un aereo-ambulanza e a bordo c'erano tre medici, due pazienti e sei membri dell'equipaggio. Secondo quanto riferito dal portavoce della protezione civile tunisina, Mongi El Kahdi, l'incidente è avvenuto nella regione di Grombalia, 40 km a sud di Tunisi. Secondo alcuni giornali, tra le vittime ci sarebbero personaggi di spicco di al Qaeda libici.

domenica 19 maggio 2013

Tunisia: arrestata la femen Amina, voleva "affrontare" i salafiti

KAIROUAN (Tunisia) - L'arresto della femen tunisina Amina

TUNISI - Amina, la ragazza tunisina che ha pubblicato sue foto a seno nudo, e' stata arrestata a Kairouan dove imperversano - come in altre citta' del Paese - duri scontri fra militanti salafiti e polizia e dove, riferisce il sito Tunisie Numerique, la giovane si era recata con l'intenzione di ''affrontare i salafiti''. 
Non ci mancava che lei, in una situazione molto difficile per l’ordine publico.
 Più di 11.000 addetti alla sicurezza sono infatti dispiegati oggi a Kairouan. Agenti di polizia, della Guardia Nazionale e unità anti-terrorismo vengono impiegati  agli ordini di dirigenti di alto livello. Sebbene Ansar Sharia  abbia questa mattina invitato i suoi sostenitori salafiti a non andare a Kairoun, la città rimane in allerta in previsione di qualsiasi eventualità.
 Migliaia di agenti sono stati dispiegati in tutto il paese mentre altri rimangono di riserva nelle caserme pronti a intervenire. la situazione in tutta la Tunisia appare molto tesa.

domenica 16 settembre 2012

Gli Stati Uniti evacuano le ambasciate di Tunisia e Sudan


WASHINGTON - Gli Stati Uniti hanno ordinato allo staff diplomatico non essenziale di lasciare il Sudan e la Tunisia, incendiate dalle proteste contro il film blasfemo della figura di Maometto. In Tunisia sono stati quattro i morti nelle proteste e 49 i feriti. In Sudan sono stati contati due morti nell'attacco alle ambasciate occidentali. Il dipartimento di Stato americano aveva ordinato ieri sera il rientro in patria di tutte le famiglie e del personale diplomatico non essenziale delle ambasciate di Tunisi e Khartoum attaccate venerdì' dalla folla inferocita' per il film considerato blasfemo dai musulmani.

Appello Usa ai suoi connazionali: lasciate Tunisia e Sudan


NEW YORK - Il Consiglio di sicurezza dell'Onu ha approvato una risoluzione di ferma condanna degli assalti a sedi e personale diplomatico, avvenuti in molti Paesi per le proteste contro il film anti-islamico prodotto negli Stati Uniti. Intanto le autorità federali statunitensi hanno interrogato Nakoula Basseley Nakoula, copto di origini egiziane che dice di essere uno dei produttori del film. Nakoula, il regista del film , dopo essere stato sentito dall'ufficio dello sceriffo di Los Angeles, non è rientrato a casa ma si è recato in un luogo segreto. In Italia il Viminale aumenta la vigilanza sugli obiettivi Usa.
l dipartimento di Stato americano ha ordinato il rientro in patria di tutte le famiglie e del personale diplomatico non essenziale delle ambasciate di Tunisi e Khartoum attaccate ieri dalla folla inferocita per il film considerato blasfemo dai musulmani. E in particolare ha esortato i cittadini americani a lasciare Tunisi con voli commerciali e a non recarsi in Sudan evitando in particolare il Darfur, la regione del Nilo Blu e del Kordofan meridionale.

giovedì 13 settembre 2012

Medio Oriente e Nord Africa in fiamme contro gli Usa. In Libia effettuati già alcuni arresti a Bengasi


BENGASI - Le proteste contro il film anti islam realizzato negli Stati Uniti si stanno diffondendo in tutto il Medio Oriente e Nord Africa.
Nello Yemen, i manifestanti hanno preso d'assalto brevemente l'ambasciata americana a Sanaa e bruciato la bandiera degli Stati Uniti, ma sono stati respinti dalle forze di sicurezza.
In Egitto, 70 persone sono rimaste ferite nelle proteste. Aktre proteste sono state segnalate anche in Marocco, Sudan e Tunisia.

Martedì scorso, l'ambasciatore Usa in Libia è stato ucciso a Bengasi. Funzionari degli Stati Uniti dicono che stanno indagando se l'attacco in Libia è stato pianificato, citando il sospetto che un gruppo jihadista militante possa avere coordinato la violenza. Le autorita' libiche stanno facendo ''importanti passi avanti'' nell'inchiestaBWNGAS. Lo ha detto all'Afp il neo premier libico, Musfafa Abu Shagur, nella prima intervista dopo la sua elezione ieri a capo del futuro governo. ''Abbiamo dei nomi e delle foto'', ha aggiunto confermando che sono stati compiuti degli arresti.
Il segretario di Stato americano Hillary Clinton ha condannato il film che ha dato origine alle proteste come "disgustoso" e "riprovevole". Gli Stati Uniti hanno completamente respinto il suo contenuto e il suo messaggio, ha detto, ma il film non era una scusa per la violenza.
La polizia di Sanaa ha sparato in aria, ma non è riuscita a evitare che la folla entrasse al compound dell’ ambasciata dando fuoco ai veicoli.
Rinforzi delle forze di sicurezza hanno usato gas lacrimogeni e cannoni ad acqua per respingere i manifestanti. Le finestre sono state infrante. Una bandiera degli Stati Uniti è stato strappata e sostituito con una bandiera nera recante la dichiarazione di fede musulmana, "Non c'è altro Dio che Allah"Un manifestante è rimasto ucciso e almeno altri tredici feriti negli scontri con le forze di sicurezza.
Non è ancora chiaro se l'ambasciata sia stata occupata. Ci sono rapporti che il personale dell'ambasciata sia stato spostato in un luogo più sicuro.
In Egitto, proteste  per il terzo giorno davanti all'ambasciata degli Stati Uniti al Cairo, con alcuni manifestanti che chiedono l'espulsione dell'ambasciatore.
La polizia ha sparato gas lacrimogeni sulla folla che lanciava pietre. E' di almeno 13 feriti il bilancio degli scontri tra dimostranti e forze di sicurezza. La Cnn parla anche di 12 persone arrestate. La maggior parte dei feriti sarebbe rimasta vittima del fitto lancio di pietre da parte dei manifestanti. Le immagini trasmesse dalla emittente americana mostrano la polizia che lancia gas lacrimogeni per cercare di disperdere i gruppi più facinorosi.



Altri sviluppi:
  • In Libia il primo ministro Mustafa Abu Shagur dice che non c'è "alcuna giustificazione" per l'attacco Bengasi e le indagini sono in corso per trovare i "criminali" responsabili. Due sarebbero già stati arrestati.
  • Iraniani, scandendo slogan anti-Usa e anti-Israele, hanno messo in scena una protesta davanti l'ambasciata svizzera nella capitale iraniana, Teheran, che rappresenta gli interessi degli Stati Uniti
  • Il presidente afghano Hamid Karzai ha rinviato la visita prevista in Norvegia, temendo la violenza potrebbe scoppiare nel suo paese
  • Una piccola protesta ha avuto luogo a Dhaka, Bangladesh, in cui si chiede che il film-maker sia punito
  • In Iraq, ci sono state manifestazioni a Baghdad e Bassora, con il leader di una milizia islamica avvertire il film "metterà tutti gli interessi americani in pericolo"
  • La polizia pakistana dice di "aspettarsi alcune proteste" presso l'ambasciata degli Stati Uniti a Islamabad. La sicurezza è stata aumentata nelle ambasciate e consolati degli Stati Uniti in tutto il mondo, una squadra di marines è arrivata in Libia e due cacciatorpediniere sono sulla costa libica, come misura precauzionale.

venerdì 28 ottobre 2011

Tunisia: incendiato il tribunale di Sidi Bouzid. Decretato il coprifuoco notturno


Un'immagine degli incidenti a Sidi Bouzid

TUNISI - Alta tensione in Tunisia dopo i violenti disordini a Sidi Bouzid. Il governo ha imposto il coprifuoco notturno nella città, dove una folla di manifestanti ha cercato di attaccare il palazzo del governatore e incendiato e saccheggiato il tribunale. Per disperdere i dimostranti la polizia è stata costretta a sparare in aria.
Le violenze a Sidi Bouzid non si sono fermate dopo la notte dei saccheggi. La rivolta è scattata per la cancellazione di alcune liste del partito Petition Popoulaire. Inizialmente era stata indetta una manifestazione pacifica, che aveva rispettato il programma il quale prevedeva una semplice protesta davanti alla sede del governatore.

Poi, come una fiammata, la violenza ha preso il sopravvento e centinaia di persone, soprattutto ragazzi, si sono dirette verso il tribunale, prendendolo letteralmente d'assalto, approfittando probabilmente della sorveglianza non sufficiente a fronteggiare un vero e proprio attacco. I manifestanti, travolto il dispositivo di sicurezza, hanno fatto irruzione nel tribunale saccheggiandolo e devastandolo e quindi hanno appiccato le fiamme.

L'attacco, però, potrebbe essere stato progettato anche da chi, con la protesta politica, poco o nulla aveva a che spartire perché alcuni manifestanti non hanno partecipato al saccheggio generalizzato, ma sono andati, dritti, mostrando quindi una perfetta conoscenza del Palazzo di Giustizia, vero i locali dove viene custodita la droga sequestrata (non se ne conosce la quantita') e l'hanno rubata. I giovani di Sidi Bouzid, nonostante il coprifuoco, hanno comunque detto che intendono portare la loro protesta a Tunisi, davanti al palazzo del primo ministro.

lunedì 24 ottobre 2011

Elezioni in Tunisia, vittoria degli islamici moderati

TUNISI - Occorrera' attendere domani per conoscere i risultati ufficiali delle elezioni svoltesi ieri in Tunisia per dare vita alla futura Assemblea Costituente, prima consultazione libera nel Paese maghrebino dopo 23 anni di regime autoritario e di plebisciti costruiti ad arte, e dopo i dieci mesi seguiti alla cacciata dell'ex presidente Zine el-Abidine Ben Ali, il 14 gennaio scorso, che sanci' l'avvio della Primavera Araba. In base ai primi dati ufficiosi che cominciano a circolare, tuttavia, si profila una conferma delle previsioni favorevoli ai filo-islamici moderati di 'Ennhada', che anzi avrebbero ottenuto un successo superiore alle attese.
  Secondo fonti dello stesso partito, anziche' il 20 per cento delle preferenze quest'ultimo ne avrebbe conquistato oltre il 40, con punte del 50 o piu' in alcune circoscrizioni e tra i tunisini residenti all'estero. Se tali proiezioni appaiono in effetti di parte, va detto che le forze laiche hanno tuttavia gia' ammesso la vittoria degli avversari. "Ci inchiniamo alla volonta' popolare", ha commentato Maya Zribi, segretaria generale del Pdp, il Partito Democratico Progressista. "Con le cifre di cui disponiamo, constatiamo una tendenza a favore delle liste islamiche, e i limitati risultati conseguiti da parte nostra".

lunedì 18 luglio 2011

Tunisia: ucciso ragazzo nei disordini a Sidi Bopuzid, città culla della rivoluzione cotro Ben Ali

TUNISI - Un ragazzo di 14 anni e' rimasto ucciso nei disordini scoppiati la notte scorsa a Sidi Bouzid, nella Tunisia centrale. Secondo il capo della polizia cittadina Samir al-Meliti,  la polizia e' intervenuta per disperdere la nuova manifestazione di piazza.
 L'adolescente sarebbe stato colpito da una pallottola vagante, mentre altre due persone sono rimaste ferite. La città' lo scorso dicembre divenne la culla della rivolta contro il regime del presidente Zine el-Abidine Ben Ali, in seguito alla morte di un giovane laureato senza lavoro, Mohammed Bouazizi, datosi fuoco per protestare contro la revoca della licenza da ambulante e per denunciare la miseria dilagante nel Paese maghrebino .
 

lunedì 4 luglio 2011

Altra condanna per l’ex presidente della Tunisia Ben Ali: 15 anni per possesso di droghe e di armi


TUNISI - Il deposto presidente della Tunisia Zine al-Abidine Ben Ali è stato condannato con l'accusa di possesso di droghe illegali e armi, dopo un giorno di processo a Tunisi. E’stato condannato in contumacia a 15 anni di carcere. Ben Ali e sua moglie Leila il mese scorso erano stati condannati a 35 anni di carcere per appropriazione indebita e uso improprio di fondi statali. L’ex presidente era fuggito  in Arabia Saudita nel gennaio scorso dopo  settimane di proteste della popolazione: il primo leader è cacciato nella "primavera araba". L'Arabia Saudita non ha finora risposto alla richiesta di estradizione dell’ex presidente presentata dal nuovo governo ad interim della Tunisia. In tribunale, il suo avvocato, Hosni Beji, ha descritto la droga e le armi  come " accuse irrazionali". Ha detto che aveva una lista di testimoni per provare Ben Ali non aveva mai posseduto o fatto commercio di droghe. "Come possiamo immaginare che un presidente si tenga in casa due chilogrammi di resina di cannabis di qualità mediocre con l’intenzione di venderli?".
Beji ha anche detto la maggior parte delle armi trovati nel palazzo di Ben Ali, dopo che era fuggito erano regali da parte dei leader stranieri. Il presidente dell’Algeria Abdelaziz Bouteflika e il ministro dell'Interno dell’Arabia Saudita principe Nayef Ben Abdel Aziz Ben Ali ha avevano regalato armi in occasione delle loro visite di stato.
Gli avvocati della difesa hanno abbandonato l’aula quando il giudice ha rifiutato la loro richiesta di rinviare il caso, in modo da avere più tempo per preparare la difesa.

domenica 5 giugno 2011

Ripescati i primi venti corpi dei migranti annegati al largo della Tunisia


TUNISI. - Le autoritàtunisine hanno recuperato i primi 20 corpi di migranti morti nell'affondamento del peschereccio libico, al largo delle coste tunisine di Kerkennah. Lo ha reso noto un responsabile della guardia costiera. "Siamo arrivati sul posto stamane verso le 6 (le 7 in Italia) e abbiamo ripescato una ventina di cadaveri", ha detto il tenente colonnello, Tahar Landoulsi, capo della guardia marittima a Sfax.
"Ci sono molti cadaveri sul battello, ma non sappiamo quanti", ha aggiunto. Le cattive condizioni del mare avevano finora impedito la ricerca dei dispersi. I migranti, in gran parte sfollati sub-sahariani, erano partiti dalle coste libiche diretti a Lampedusa. Il peschereccio, che aveva piu' di 800 persone a bordo, è affondato sotto il peso dei passeggeri martedi' a una ventina di miglia dalle isole di Kerkennah: 577 persone (tra cui 92 donne e 21 bambini) sono state salvate, matra i 200 e i 270 migranti sono spariti tra i flutti. (AGI) .

mercoledì 4 maggio 2011

Valtur non riapre i suoi villaggi in Tunisia

Il villaggio Valtur di Tabarka, in Tunisia
ROMA - Valtur comunica in una nota che, "a seguito del perdurare di una condizione di mercato che finora ha quasi azzerato la domanda verso la Tunisia", ha deciso di "non effettuare le aperture delle strutture di Tabarka ed El Kebir, previste per la fine di maggio". 
Come sottolinea il direttore commerciale, Gabriele Rispoli, "la scelta è realistica e nasce dall'analisi delle vendite fino ad ora sviluppate e dal forecast dei prossimi 60 giorni che hanno evidenziato una prospettiva di scarsissimo riempimento per questa destinazione", specifica il manager. 
Ai clienti finora prenotati nel VClub di Tabarka e nel villaggio Sport&Fun di El Kebir, verrà offerta una riprotezione adeguata in uno dei VClub in Italia e all'estero o in uno dei villaggi Magic in Italia, presenti nella programmazione Valtur Estate 2011.