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venerdì 27 giugno 2014

La fudanzata di Ciro al funerale: niente violenze, altrimenti lo uccidete ancora


NAPOLI - "Non siate animati da sentimenti di odio e di vendetta, momenti così non accadano in alcun posto di Italia". Così il pastore evangelico durante il rito funebre, in piazza Grandi Eventi a Scampia, per Ciro Esposito, il tifoso morto dopo 52 giorni di agonia. "Mi rivolgo a tutte le tifoserie d'Italia: aLlo stadio portate sciarpe, bandiere, fischietti, trombe non coltelli, spranghe e pistole", ha aggiunto. "Non deve accadere mai più che la vita di un giovane venga stroncata brutalmente", è stato l'appello del pastore. A portare in spalla il feretro sono stati alcuni tifosi del Napoli.

Fidanzata: basta violenze, altrimenti Ciro muore due volte - "Basta con la violenza perché così Ciro lo uccidete due volte". Lo ha detto Simona, la fidanzata di Ciro, parlando dal palco allestito per il funerale. "Non è stato Dio a fare questo - ha detto ancora la giovane - è successo a causa di coloro che non hanno Dio nel cuore". "Ciro era un ragazzo, non un ultras. Il suo è un tifo pulito, non sorretto dalla violenza, sotterrate la violenza. E' come se fossi nascosto nella stanza accanto - ha detto la ragazza - . Chiamami con il nome con cui mi hai sempre chiamato, non cambiare il tono della tua voce, continua a ridere di quello che ci ha sempre fatto ridere. Prega - ha proseguito Simona, rivolgendosi a Ciro - sorridi, pensami, il mio nome ti sia sempre familiare. Pronuncialo senza ombra di tristezza. Sono dietro l'angolo - ha detto - lì troverai il mio cuore, asciuga le tue lacrime". 

De Laurentiis: il 3 maggio è morto il calcio - "Quella sera del 3 maggio Ciro era già morto, perché era morto il calcio e lui lo rappresentava venendo a Roma, difendendo un pullman pieno di bambini e di famiglie". Così il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, nel ricordare Ciro Esposito.

Sindaco: paghi chi non ha garantito ordine - "Per quello che è successo a Ciro Esposito, paghi anche chi non ha garantito l'ordine pubblico, perché l'ordine pubblico quel giorno a Roma non ha funzionato". Lo ha detto il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris.

"La mamma di Ciro è il simbolo della città di Napoli", ha poi sottolineato il primo cittadino ricordando "la compostezza e la dignità" della famiglia.

Malagò: da mamma di Ciro lezioni di vita - "In 53 giorni la mamma di Ciro ha insegnato a un intero popolo come comportarsi". Lo ha detto il presidente del Coni, Giovanni Malagò. "Sessanta milioni di persone - ha detto ancora il presidente del Coni - hanno ricevuto da lei lezioni di vita". 

Corteo percorre le strade del rione - Terminata la cerimonia funebre, il feretro si è diretto, accompagnato da centinaia di persone, verso l'autolavaggio di via Ghisleri dove il giovane tifoso lavorava. Ad accompagnarlo soprattutto tanti tifosi di diverse squadre. In prima fila quelli del Napoli, che, ancora una volta, indossano una maglietta nera con le scritte: "Ciro uno di noi" e "Orgoglio partenopeo". 

Esposito fu colpito di striscio anche ad una mano - Intanto sul fronte delle indagini, è emerso che il giovane fu colpito di striscio anche ad una mano, ma non dal proiettile che lo ha ucciso. Lo hanno riferito i parenti che hanno raccolto le confidenze del giovane durante la sua degenza al policlinico Gemelli. Il proiettile che colpì di striscio Ciro, secondo quanto accertato, sarebbe lo stesso che ha poi raggiunto uno degli altri due tifosi azzurri rimasti feriti.

domenica 29 dicembre 2013

Yemen, proiettile su una veglia funebre, 19 morti (4 bambini). Sparato da un carro armato?

SANAA - Sale a 19 morti il bilancio della strage avvenuta nello Yemen, nella provincia di al Dhalea, dove un proiettile esplosivo è caduto su una tenda che ospitava la veglia funebre di un militante separatista locale provocando anche il ferimento di 23 persone. Tra le vittime quattro bambini. Lo riferiscono fonti mediche. Gli attivisti del Movimento del sud hanno accusato l'esercito di aver usato carri armati per sparare contro la tenda funebre

domenica 15 dicembre 2013

E’ il giorno del definitivo addio a Mandela


QUNU (Sudafrica) - Dopo oltre una settimana di omaggi e commemorazioni arriva il giorno dell'ultimo saluto a Nelson Mandela, che sarà seppellito nel suo villaggio di Qunu, vicino ai genitori e a tre dei suoi figli. Al funerale partecipano circa 4.500 persone, tra rappresentanti delle istituzioni internazionali e sudafricane.
l feretro dell'ex presidente del Sudafrica Nelson Mandela ha fatto il suo ingresso alle 7 ora italiana nella tensostruttura innalzata nei pressi di Qunu, avvolto nella bandiera sudafricana. La bara è stata accolta nel luogo della cerimonia dal canto di un coro che ha intonato un inno religioso in lingua xhosa, l'etnia a cui Mandela apparteneva.
Tra i presenti, anche l’arcivescovo Desmond Tutu, che ieri aveva lamentato di “non essere stato invitato”, smentito dalle autorità sudafricane

Presidente Sudafrica fischiato durante la cerimonia - Il presidente sudafricano, Jacob Zuma, è stato fischiato durante la cerimonia funebre per Nelson Mandela, quando ha raggiunto il leggio per il suo intervento. Zuma era stato fischiato anche alla commemorazione di Madiba nel Soccer City Stadium di Johannesburg. Egli ha comunque poi intonato l'inno con i presenti e ha infine cominciato a parlare accolto ancora per qualche secondo da un misto di applausi e contestazioni..


Le note di Bocelli al funerale di Madiba - Anche le note di "The Prayer", successo mondiale di Andrea Bocelli e Celine Dion, sono risuonate nel corso della cerimonia funebre per Nelson Mandela. Il brano, di cui furono autori fra gli altri Tony Renis e Alberto Testa, è stato interpretato in italiano e in inglese da due artisti africani.

martedì 30 luglio 2013

I funerali delle 38 vittime: quattromila a Pozzuoli a dare l’ultimo addio


POZZUOLI - Oggi sono stati celebrati i funerali delle 38 vittime del bus precipitato a Monteforte Irpino (Avellino): le famiglie hanno così dato l'ultimo saluto ai loro amati. La cerimonia si è svolta al Palasport di Monteruscello, frazione di Pozzuoli, dove erano presenti le autorità locali e nazionali. Anche il premier Enrico Letta è giunto nel paese campano per le esequie. "E' una giornata di lutto, una giornata tremenda per tutti", ha detto il segretario del Pd, Guglielmo Epifani. "Tutto il Paese deve unirsi al lutto delle famiglie", ha aggiunto. Alla domanda di un giornalista sulle responsabilità della tragedia, Epifani ha risposto: "C'è un procuratore molto serio, molto bravo. Sa lui cosa fare". Almeno 4mila persone hanno partecipato al dolore delle famiglie. Il sindaco di Pozzuoli: "E' una tragedia che mi ha tagliato il cuore in due parti". La messa è stata officiata dal vescovo Gennaro Pascarella. Presenti anche il ministro per le Politiche agricole ,Nunzia De Girolamo, il ministro per l'Ambiente, Andrea Orlando, e il governatore della Campania, Stefano Caldoro. "Faremo il possibile per aiutare le famiglie", ha detto la De Girolamo.

"Di fronte a una tragedia, in cui sono state troncate tante vite umane- ha ribadito il vescovo durante la messa -, forte è lo sconcerto, è difficile parlare. Ogni parola detta può suonare banale, fuori posto o solo formale. Verrebbe solo di tacere o gridare il proprio dolore".  "Non lasciamo soli questi nostri fratelli, soprattutto quelli che si sono ritrovati senza più sostegni anche economici!", ha proseguito. "Ai magistrati - invece - spetterà fare chiarezza sulla dinamica dell'incidente per trovarne le cause, ad altri mettere in atto strumenti che non permettano che si verifichino altri incidenti. La prima solidarietà è il rispetto delle regole!", ha affermato. E poi: "Preghiamo per tutti i feriti, il Signore non permetta che si aggiungano altri nomi al già straziante elenco".

domenica 4 marzo 2012

"Bologna ha perso un figlio vero" Commozione al funerale di Lucio Dalla


L'ingresso della bara di Lucio Dalla nella basilica di San Petronio (SkyTG24)

BOLOGNA - E' iniziato sulle note della canzone "4 marzo 1943", suonata in piazza Maggiore, il giorno dei funerali di Lucio Dalla. L'artista avrebbe compiuto oggi 69 anni. Tra i tanti volti noti entrati in chiesa, l'attore Alessandro Haber, Gigi D'Alessio, Cesare Cremonini, Amedeo Minghi, Samuele Bersani, Biagio Antonacci, i Pooh, Jovanotti, Roberto Vecchioni, delegazioni della Virtus basket e del Bologna calcio. Seduti tra le prime file di banchi, ci sono Pier Ferdinando Casini, Luciano Ligabue, Renzo Arbore e Renato Zero,  Gianni Morandi e Luca Cordero di Montezemolo. Il lungo applauso per Lucio Dalla, iniziato al passaggio del feretro in piazza, quando è uscito da palazzo comunale, dove era stata allestita la camera ardente, è continuato mentre veinva trasportato a braccio verso la basilica di S.Petronio. Le campane dell'Arengo hanno rintoccato a morto. Il Crescentone, la parte centrale rialzata della piazza, è piena di persone, così come gli scalini della chiesa. Poco prima la la musica che aveva invaso la piazza dal mattino è stata fermata per fare spazio al silenzio in attesa che arrivasse la bara.
"Buon compleanno Lucio": sono bastate queste parole, pronunciate all'inizio dell'omelia da padre Bernardo Boschi, confessore del cantante, per far scattare l'ennesimo applauso della basilica di San Petronio.
"Tutta Bologna ti vuole bene, tu hai amato tutti, questo popolo ti capisce, dalle autorità agli ultimi. Bologna ha perso un figlio vero" ha poi detto padre Bernardo Boschi. Secondo Boschi, Lucio Dalla "rivestiva di Bologna quella sottile ironia, quella profondità, anche quella specie clownesca propria della sua creatività". "Oggi - ha detto - anche la basilica di San Petronio è troppo piccola per lui, domenica scorsa era qui per la messa, oggi siamo qui per lui. Oggi avrebbe compiuto gli anni, la morte é il definitivo compimento dei nostri anni". "Lucio trasmetteva serenità e gioia, l'eredità che ci lascia è proprio questa, l'insostenibile leggerezza dell'essere - ha concluso Padre Boschi - Ti abbraccio - ha detto - saremo sempre con te perché tu sarai in mezzo a noi".
A fianco del portone della casa di Lucio Dalla, in Via D'Azeglio, a pochi passi da Piazza Maggiore e dalla Basilica di San Petronio, vicino al tappeto di fiori e di bigliettini con i messaggi ricordo e' comparso anche uno striscione con la frase di una delle sue piu' celebri canzoni: "e la luna in silenzio ora si avvicina. Ciao Lucio". I
In concomitanza con i funerali di Dalla, lo Stadio Olimpico di Roma ha voluto tributare un omaggio bipartisan all'artista bolognese. Sulle note di "Attenti a Lupo", le curve di Roma e Lazio hanno a lungo applaudito Dalla, ricordato anche con una foto sui maxischermi dell'Olimpico: "Ciao Lucio, 4 marzo 1943-1 marzo 2012".