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domenica 23 settembre 2012

Bangladesh oggi fermo per sciopero contro il film islamofobo


DACCA - Gran parte di scuole, negozi e uffici restano chiusi oggi in Bangladesh in segno di protesta contro il film islamofobo, "L'innocenza dei musulmani", che ha infiammato di mondo islamico. Migliaia di poliziotti pattugliano le strade della capitale Dacca, dove la domenica e' tradizionalmente un giorno di intensa attivita'.
In Bangladesh su 153 milioni di abitanti, il 90% sono musulmani. Il Governo ha condannato il film anti-islam e ha bloccato il suo accesso su Youtube.

sabato 22 settembre 2012

Ministro del Pakistan offre 100mila dollari a chi ucciderà l'autore del film anti islam


ISLAMABAD - E' stata offerta in Pakistan una ricompensa da 100mila dollari a chi ucciderà l'autore del contestato film anti-Islam, "L'innocenza dei musulmani". A mettere a disposizione una vera e propria taglia in cambio dell'omicidio del regista è stato un ministro del governo di Islamabad. La pellicola è infatti alla base della collera del mondo musulmano, che ha scatenato violente proteste anti-occidentali in molti Paesi islamici.
Parlando con i giornalisti, Ghulam Ahmed Bilour, che guida il dicastero delle Ferrovie, ha rivolto un appello "alle persone benestanti" perché mettano a disposizione "denaro e oro" per colui che vendicherà con il sangue la pellicola blasfema realizzata da un cristiano copto. Bilour appartiene a un partito regionale ed è al centro di molte polemiche per la gestione delle disastrate Ferrovie pachistane. 
Continuano, intanto, le proteste dei gruppi religiosi islamici a Islamabad e Lahore, ma per ora non si registrano violenze. La polizia ha inoltre arrestato oltre 130 persone, responsabili dei disordini di venerdì che hanno provocato 26 morti e oltre 200 feriti.

giovedì 13 settembre 2012

Medio Oriente e Nord Africa in fiamme contro gli Usa. In Libia effettuati già alcuni arresti a Bengasi


BENGASI - Le proteste contro il film anti islam realizzato negli Stati Uniti si stanno diffondendo in tutto il Medio Oriente e Nord Africa.
Nello Yemen, i manifestanti hanno preso d'assalto brevemente l'ambasciata americana a Sanaa e bruciato la bandiera degli Stati Uniti, ma sono stati respinti dalle forze di sicurezza.
In Egitto, 70 persone sono rimaste ferite nelle proteste. Aktre proteste sono state segnalate anche in Marocco, Sudan e Tunisia.

Martedì scorso, l'ambasciatore Usa in Libia è stato ucciso a Bengasi. Funzionari degli Stati Uniti dicono che stanno indagando se l'attacco in Libia è stato pianificato, citando il sospetto che un gruppo jihadista militante possa avere coordinato la violenza. Le autorita' libiche stanno facendo ''importanti passi avanti'' nell'inchiestaBWNGAS. Lo ha detto all'Afp il neo premier libico, Musfafa Abu Shagur, nella prima intervista dopo la sua elezione ieri a capo del futuro governo. ''Abbiamo dei nomi e delle foto'', ha aggiunto confermando che sono stati compiuti degli arresti.
Il segretario di Stato americano Hillary Clinton ha condannato il film che ha dato origine alle proteste come "disgustoso" e "riprovevole". Gli Stati Uniti hanno completamente respinto il suo contenuto e il suo messaggio, ha detto, ma il film non era una scusa per la violenza.
La polizia di Sanaa ha sparato in aria, ma non è riuscita a evitare che la folla entrasse al compound dell’ ambasciata dando fuoco ai veicoli.
Rinforzi delle forze di sicurezza hanno usato gas lacrimogeni e cannoni ad acqua per respingere i manifestanti. Le finestre sono state infrante. Una bandiera degli Stati Uniti è stato strappata e sostituito con una bandiera nera recante la dichiarazione di fede musulmana, "Non c'è altro Dio che Allah"Un manifestante è rimasto ucciso e almeno altri tredici feriti negli scontri con le forze di sicurezza.
Non è ancora chiaro se l'ambasciata sia stata occupata. Ci sono rapporti che il personale dell'ambasciata sia stato spostato in un luogo più sicuro.
In Egitto, proteste  per il terzo giorno davanti all'ambasciata degli Stati Uniti al Cairo, con alcuni manifestanti che chiedono l'espulsione dell'ambasciatore.
La polizia ha sparato gas lacrimogeni sulla folla che lanciava pietre. E' di almeno 13 feriti il bilancio degli scontri tra dimostranti e forze di sicurezza. La Cnn parla anche di 12 persone arrestate. La maggior parte dei feriti sarebbe rimasta vittima del fitto lancio di pietre da parte dei manifestanti. Le immagini trasmesse dalla emittente americana mostrano la polizia che lancia gas lacrimogeni per cercare di disperdere i gruppi più facinorosi.



Altri sviluppi:
  • In Libia il primo ministro Mustafa Abu Shagur dice che non c'è "alcuna giustificazione" per l'attacco Bengasi e le indagini sono in corso per trovare i "criminali" responsabili. Due sarebbero già stati arrestati.
  • Iraniani, scandendo slogan anti-Usa e anti-Israele, hanno messo in scena una protesta davanti l'ambasciata svizzera nella capitale iraniana, Teheran, che rappresenta gli interessi degli Stati Uniti
  • Il presidente afghano Hamid Karzai ha rinviato la visita prevista in Norvegia, temendo la violenza potrebbe scoppiare nel suo paese
  • Una piccola protesta ha avuto luogo a Dhaka, Bangladesh, in cui si chiede che il film-maker sia punito
  • In Iraq, ci sono state manifestazioni a Baghdad e Bassora, con il leader di una milizia islamica avvertire il film "metterà tutti gli interessi americani in pericolo"
  • La polizia pakistana dice di "aspettarsi alcune proteste" presso l'ambasciata degli Stati Uniti a Islamabad. La sicurezza è stata aumentata nelle ambasciate e consolati degli Stati Uniti in tutto il mondo, una squadra di marines è arrivata in Libia e due cacciatorpediniere sono sulla costa libica, come misura precauzionale.