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martedì 24 giugno 2014

Porto Cesario (Lecce): coniugi uccisi a martellate in casa durante una rapina


PORTO CESAREO - Gli inquirenti all'interno della villetta dei duplice omicidio
PORTO CESARIO (Lecce) - I cadaveri di due coniugi, Luigi Ferrari e Antonella Parente, di 54 e 55 anni, sono stati trovati questa mattina in una abitazione in via Amerigo Vespucci, nel centro di Porto Cesario. I corpi sono stati trovati dai carabinieri in una pozza di sangue. Si tratterebbe di un duplice omicidio, forse compiuto durante un tentativo di rapina. E' stata infatti portata via la cassaforte a muro, che custodiva una somma di denaro. La coppia forse è stata uccisa con colpi di martello.
Sul pavimento sembra che siano state trovate anche alcune banconote, cadute durante la concitata fuga dei malviventi (o del malviventi, ancora non è chiaro quanti fossero), che potrebbero aver agito d'impulso, nel momento in cui sono stati scoperti. 
A fare l'agghiacciante scoperta, verso le 7,30 del mattino, è stata la figlia, che ha subito chiamato il 118. Tutto s'è consumato nel cuore della notte o alle prime luci dell'alba. Nessuno, però, sembra che abbia sentito rumori, urla o abbia notato movimenti sospetti attorno a quell'abitazione nel pieno centro della località marittima, che pure in questo periodo già inizia a ripopolarsi.   
Luigi Ferrari era un operatore ecologico e gestiva anche un piccolo club, un ritrovo proprio nei pressi di casa per diversi amici. La coppia viveva da sola e aveva due figli. Oltre alla già citata donna, titolare di una scuola di danza del posto, anche un uomo che lavora a Leverano, presso un'officina di autoricambi. 

giovedì 3 ottobre 2013

Ergastolo per la giovane cubana che aveva ucciso due coniugi a Lignano

Lisandra Rico
UDINE - La giovane cubana Lisandra Aguila Rico è stata condannata all'ergastolo per l'omicidio dei coniugi Burgato, massacrati nella loro villetta di Lignano Sabbiadoro la notte tra il 18 e il 19 agosto 2012. La sentenza è stata emessa dal gup Roberto Venditti del Tribunale di Udine al processo con rito abbreviato. La giovane non era in aula al momento della lettura della sentenza.
Alla scorsa udienza il pm Claudia Danelon aveva chiesto la condanna all'ergastolo per la ragazza, accusata del duplice omicidio in concorso con il fratello Reiver, che è rinchiuso nel carcere de L'Avana dopo che le autorità locali lo hanno condannato per il delitto a 20 anni di prigione.

giovedì 26 settembre 2013

Milano: fermati i killer cslabresi dei due coniugi uccisi in via Mecenate un anno fa. Un "affaire" di cocaina


Massimiliano e Carolina Spelta con la figlia
MILANO - La polizia ha individuato i responsabili dell'omicidio di Massimiliano Spelta e Carolina Ortiz Payano, i due coniugi uccisi a Milano il 10 settembre 2012. Secondo le prime informazioni, si tratterebbe di due italiani.  I fermati sono due trafficanti di cocaina, pluripregiudicati, di origini calabresi, Mario Mafodda, di 54 anni, e Carmine Alvaro, di 41 anni (quest'ultimo attualmente agli arresti domiciliari a Milano per una rapina). Lo ha precisato la polizia nel corso di una conferenza stampa in Questura, spiegando di aver sequestrato anche 27 chili di cocaina.
Massimiliano Spelta e Carolina Ortiz Paiano sono stati uccisi per non pagare loro un credito di circa 40mila euro, per un chilo e mezzo di cocaina che i coniugi avevano procurato. Gli era stata contestata la qualità, e a fronte delle loro insistenti richieste di saldo Mafodda e Alvaro, che gestivano il traffico, li hanno uccisi.L’imprenditore 43enne, e la compagna, una 21enne dominicana, erano stati colpiti in un agguato in via Muratori mentre passeggiavano con in braccio la figlioletta di due anni, rimasta lievemente ferita nella sparatoria. A casa della coppia, un loft in zona Mecenate, gli investigatori avevano trovato 47 grammi di cocaina. Particolare, aggiunto al fatto che l'azienda di Spelta non andava bene dopo la morte del padre di lui, avevano portato inizialmente gli investigatori a pensare che l'imprenditore e la moglie fossero finiti in un giro di droga. Nel 2012, prima di essere uccisi, Spelta e la moglie avrebbero fatto almeno tre viaggi tra Milano e la Repubblica Dominicana: uno in febbraio-marzo; uno in primavera; l'ultimo in agosto. Carolina era una ragazza molto appariscente, anche per questo lei e suo marito erano abbastanza conosciuti tra i locali e i ristoranti frequentati da italiani a Las Terrenas.

martedì 19 febbraio 2013

Vallefiorita (Catanzaro): coniugi uccisi a colpi di kalashnikov


VALLEFIORITA (Catanzaro) - Un uomo, Giuseppe Bruno, 39 anni, e la moglie, Caterina Raimondi, 29, sono stati uccisi in un agguato a Vallefiorita, nel catanzarese. I due stavano uscendo dalla loro casa quando sono stati raggiunti da alcune raffiche di kalashnikov. Bruno e la moglie sono morti all'istante. Sul posto sono intervenuti i carabinieri. Le indagini si stanno concentrando negli ambienti della criminalità' organizzata. Un fratello di Bruno era stato ucciso nel 2012 in un agguato.

martedì 1 gennaio 2013

Udine: due coniugi uccisi dal monossido di carbonio in un’abitazione di montagna


UDINE - Una coppia è stata trovata morta in un'abitazione rurale,  uno stavolo, tipica costruzione di montagna, dove si era recata per trascorrere il Capodanno a Dior di Dierico, in Friuli. A causare la morte di marito e moglie sarebbero state esalazioni di monossido di carbonio. I corpi di Walter Silverio e di sua moglie Norma Dereani, entrambi di 63 anni, sono stati trovati dal figlio. Questi ha trovato lo stavolo invaso dal fumo e i genitori soffocati dal gas.
Secondo i vigili del fuoco, a causare la morte potrebbero essere state esalazioni sprigionatesi dal gruppo elettrogeno che la coppia avrebbe azionato all'arrivo nello stabile.
Dior di Dierico è una piccolissima località di poche centinaia di abitanti, frazione di Paularo, in provincia di Udine.

venerdì 16 novembre 2012

I coniugi uccisi a Lignano: Lisandra ora accusa il fratello. “Ha fatto tutto lui”

Lisandra ora si chiama fuori

LIGNANO SABBIADORO - Nuova versione del delitto di Lignano Sabbiadoro (Udine). Mentre all'inizio Lisandra si era addossata tutta la responsabilità dell'uccisione materiale dei due coniugi Paolo Burgato e Rosetta Sostero, durante il secondo interrogatorio reso in carcere ha sostenuto che sia stato il fratello Reiver a sferrare tutte le coltellate
Gli atti, che erano stati inizialmente secretati dalla Procura, sono stati resi noti oggi quando il verbale è stato allegato alla richiesta di rogatoria alle autorità cubane per l'interrogatorio di Reiver. Per il resto il racconto degli avvenimenti di quella notte non cambia: Lisandra continua a spiegare che è stato Reiver ad avere l'idea di fare la rapina, perché aveva bisogno di soldi. Sostiene di averlo aiutato essendo il suo unico fratello e il suo punto di riferimento.
Gli investigatori, tuttavia, nutrono ancora dei dubbi sulle due versioni offerte, diametralmente opposte l'una dall'altra. L'ipotesi che ritengono più plausibile è che entrambi i fratelli abbiano partecipato materialmente all'omicidio. Resta da accertare la ricostruzione di Reiver, che si trova da un mese e mezzo in carcere a L'Avana in stato di arresto preventivo.

venerdì 1 giugno 2012

Fermato il figlio dei due coniugi uccisi a Gavardo


BRESCIA  - E' stato arrestato, dai carabinieri, il presunto autore dell'omicidio di due coniugi ex insegnanti trovati in casa ieri a Gavardo, nel Bresciano.
E' il figlio Marco, 27 anni,  fermato  con l'accusa di aver ucciso i genitori, Piero Antonelli, 65 anni, e Alba Chiodi, 62, insegnanti in pensione. Proprio lui era stato a lungo interrogato dai militari nelle ore successive al rinvenimento dei corpi. I due coniugi erano morti  con dei sacchetti di plastica in testa, t
anto da far ritenere che fossero stati colpiti, storditi e quindi soffocati. Era stato il figlio ieri a dare l'allarme fingendo sorpresa.

Gli inquirenti, nelle indagini erano partiti subito da lui: l'ultimo a vedere in vita i suoi genitori, ma anche il primo a vederli morti. Il pm e gli investigatori vogliono sapere se ha notato o sentito qualcosa. Se dalla mansarda della villetta divisa con papà e mamma veva captato anomalie. «Stavo dormendo - raccontava - quando mi hanno svegliato e sono andato a cercarli».
Gli elementi sui quali si erano concentrate le indagini erano innanzitutto le ferite mortali lasciate sui corpi dei coniugi. Entrambi risultano raggiunti alla testa da un oggetto contundente, che non è stato trovato. Nessun'altra ferita era evidente ad occhio nudo. Risposte sono attese dai rilievi scientifici sui sacchetti di plastica trovati sulla testa delle vittime e dall'autopsia. Altro particolare significativo, su cui si era soffermata l'attenzione degli inquirenti, era la condizione della villetta. A parte una confusione ordinaria, nessun elemento aveva portato la Procura a ritenere che qualcuno si fosse introdotto in casa; porte e finestre, infatti, non recano segni di effrazione e all'appello non manca nulla.
Così le indagini hanno preso una ben precisa direzione, il figlio  è stato interrogato per dodici ore e alla fine è scattato il fermo: li ha uccisi lui.

giovedì 31 maggio 2012

Uccisi con sacchetti di plastica infilati in testa due coniugi di Gavardo (Brescia)


GAVARDO (Brescia) -Sono stati uccisi Piero Antonelli e Alba Chiodi, marito e moglie, entrambi insegnanti in pensione trovati morti a Gavardo. Lo ha confermato il colonnello Marco Turchi, comandante dei carabinieri di Brescia. Il colonnello Turchi ha escluso che il duplice omicidio sia la conseguenza di una rapina, senza voler aggiungere altri particolari.
 I corpi senza vita sono stati trovati intorno alle 13.25 in Via Bertolotti a Gavardo, comune dell'hinterland di Brescia. I due avevano in testa un sacchetto che potrebbe aver provocato il decesso per soffocamento.  A trovare i cadaveri, uno dei figli della coppia che non sentendo i genitori da ieri è andato a cercarli a casa, in via Bertolotti.  Il figlio della coppia, Marco, 27 anni, a quanto si è appreso, dopo la scoperta dei cadaveri sarebbe stato colto da un malore.I due coniugi morti sono due insegnanti in pensione, lui di 65 e lei di 62 anni.  Da quanto si appreso una persona avrebbe suonato alla porta dei due senza ricevere risposta. Si sarebbe dunque rivolta al figlio, che avrebbe fatto il macabro rinvenimento. Sul posto la Squadra scientifica. Una coppia disponibile, casa loro sempre aperta a chi avesse bisogno, davano anche lezioni gratis: così li descrivono i vicini di casa. Lei era anche una pittrice abbastanza conosciuta. Da una decina di anni teneva mostre e aveva scritto diversi cataloghi. Sul figlio Marco i pareri sono un po' diversi. C'è chi lo descrive come molto riservato, secondo altri preferisce stare con i suoi amici, senza dare tanta confidenza ai vicini. ''Sta molto per conto suo - racconta un conoscente -. A differenza dei genitori che erano molto attivi e impegnati anche nel sociale, lui quando passa ha sempre le cuffie nelle orecchie, anche quando porta a spasso il cagnolino''.
Marco, a quanto hanno riferito i vicini, è stato iscritto all'università, ma non avrebbe terminato gli studi. Non sarebbe neppure riuscito ancora a trovare un'occupazione. Attorno alla villa in via Bartolotti sono rimasti al lavoro per ore gli investigatori. Sono arrivati degli operai a tagliare l'erba anche all'esterno dell'abitazione, probabilmente per consentire la ricerca dell'arma del delitto. Per lo stesso motivo i vigili del fuoco hanno scandagliato con un gommone per il fiume Chiese che passa proprio vicino la villa.


venerdì 16 dicembre 2011

Ricca coppia uccisa nella loro villa a Boston: un giallo


La villa dei due coniugi uccisi (nel riquadro)

BOSTON - Gli investigatori stanno setacciato la villa di un noto avvocato di Boston dopo che lui e sua moglie sono stati trovati colpiti a morte nella loro casa, vittime di un omicidio.
John Magee, 69 anni, e Geraldine Magee, 67 anni, sono stati uccisi al primo piano della loro proprietà nella ricca comunità di Andover, Mass., a 35 chilometri da Boiston. I cadaveri sono stati scoperti dalla loro figlia. 
Un poliziotto davanti alla porta d'ingresso della villa
La porta d'ingresso della casa della coppia è stata trovata aperta con il cane di famiglia ancora dentro, secondo la polizia, e il loro SUV Lexus è stata rinvenuto incendiato a 25 miglia di distanza, nel North End di Boston, in una zona conosciuto per la presenza di criminalità organizzata. E 'stato il primo omicidio all'interno della comunità in più di un decennio."L'incidente sembra essere un atto isolato. E le circostanze ci portano a credere che non ci sia un'ulteriore minaccia per la comunità Andover,"  ha detto il capo della polizia Brian Pattullo, aggiungendo: "Non voglio dare altri dati che possano compromettere la nostra indagine. "
Gli investigatori non dicono se ci sono stati segni di una rapina o una lotta in casa. La polizia ha detto, però, che la coppia non aveva problemi. John Magee era conosciuto per i suoi oltre 40 anni nel settore delle costruzioni, e aveva fondato una delle società di sviluppo più redditizie in Andover. 
Amici e vicini di casa hanno affermato che Magee aveva costruito la maggior parte delle case sulla sua strada e che la coppia aveva due figli adulti.
Le autorità hanno precisato che non hanno finora individuato alcun sospetto nè un movente.