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| UDINE - La polizia compie rilievi sul corpo dell'uomo che sarebbe stato ucciso dalle due quindicenni |
UDINE - "L'abbiamo strangolato", hanno detto le due ragazzine di 15 anni che si sono presentate ai carabinieri accusandosi dell’uccisione di un sessantenne, amico di famiglia, spiegando di aver reagito così a un tentativo di violenza sessuale. Le ragazze si sarebbero allontanate poi a bordo dell'automobile dell'uomo, che avrebbero abbandonata per andare a costituirsi. Secondo il loro racconto, le due giovani avevano contattato l'uomo, Mirco Sacher, 66 anni, celibe, residente a Udine in via Strassoldo, ex dipendente delle Ferrovie dello Stato, per chiedergli un passaggio per andare in centro città; a un certo momento pero' ci sarebbe stato il tentativo di violenza da cui la loro reazione culminata con l'omicidio per strangolamento. Poi, le due ragazze, spaventate, si sarebbero allontanate a bordo dell'auto della vittima, una Fiat Punto bianca, guidando in autostrada fino a una stazione di servizio nei pressi di Padova, dove si sarebbero fatte venire a prendere da alcuni amici di Pordenone. Gli inquirenti stanno cercando di capire dalla telecamere dell'autostrada se al volante ci fosse una delle due o, se per caso, non fossero assieme ad altre persone maggiorenni. Ma per gli investigatori la ricostruzione dei fatti ha bisogno di molti altri accertamenti. A cominciare dal fatto che sul corpo dell'uomo non sono stati trovati al momento segni di violenza. La morte per Mirco Sacher, trovato con i pantaloni abbassati e con addosso solo la camicia, potrebbe anche essere stata non provocata: o cioè per una improvvisa caduta o anche per un arresto cardiocircolatorio.
Il procuratore Capo di Udine, Antonio Biancardi, ha annunciato che sulla morte di Mirco Sacher verrà aperto un fascicolo a carico di ignoti e non ha escluso la presenza di altre persone. "Bisogna valutare ancora tutti gli elementi della vicenda. Nulla esclude che vi siano coinvolgimenti di maggiorenni, quindi prima di spogliarci degli atti faremo ulteriori accertamenti". Biancardi ha aggiunto: "Non credo nella morte naturale, ma di fronte a un'aggressione può' essere che abbia accusato un malore", ha aggiunto il magistrato, spiegando che le ragazze, nelle loro spontanee dichiarazioni, hanno parlato di "legittima difesa".

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