domenica 15 dicembre 2013

Serle (Brescia), sorprende ladri in casa, li insegue, ne trova uno, parte un colpo di fucile: albanese morto. Arrestato il derubato

BRESCIA - Omicidio in serata a Serle, in provincia di Brescia. Un uomo ha trovato in casa un ladro, lo ha inseguito e nella colluttazione è partito un colpo di fucile che l’uomo imbracciava e che ha ucciso il delinquente. La vittima è di origini albanese e avava 26 anni. Il proprietario di casa è sotto shock: interrogato per tutta la notte, stamattina è stato arrestato per omicidio volontario.
Secondo la prima ricostruzione delle forze dell'ordine, due immigrati sarebbero entrati in una casa a Serle per commettere un furto prima delle 21. I vicini, allertati da rumori sospetti, hanno chiamato il proprietario di casa. Ne è nata una collutazione: uno dei ladri è riuscito a scappare, l'altro è stato invece raggiunto dal colpo di fucile ad ha perso la vita.
Tutto è iniziato poco prima delle 20,30 di ieri in vicolo Castagneto, una stradina che dal centro del paese si inerpica verso il monte. È qui che il ladro si è ritrovato per la seconda volta faccia a faccia con il proprietario della casa saccheggiata che, senza darsi per vinto, stava battendo palmo a palmo Serle per rintracciare gli autori del furto.
Attorno alle 18,30. Mirko Franzoni, 29 anni, titolare con il fratello maggiore Ezio di un'autofficina, è reduce da una battuta di caccia con il padre Eugenio quando viene avvisato sul cellulare dai vicini di casa allarmati per alcuni rumori sospetti provenienti dalla loro villetta in via Salvandine. 
Sospetti che trovano conferma quando padre e figlio, giunti sulla porta della loro abitazione, scorgono dalla finestra del primo piano filtrare i bagliori della torcia dei ladri, penetrati forzando una finestra posta sul lato opposto all'ingresso della villetta. Mirko si precipita in casa e, salite le scale di corsa, sorprende la coppia di stranieri che fruga nei cassetti. 
I ladri si danno alla fuga gettandosi dalla finestra. Un volo da due metri e mezzo d'altezza compiuto con grande agilità e facilitato dalla tettoia dell'officina dei Franzoni che si trova sul retro dell'abitazione.
I due corrono verso il campo che separa via Salvandine con la località Gazzolo. Mirko Franzoni si pone all'inseguimento dei ladri, ma non riesce a raggiungerli. In preda all'esperazione non si dà per vinto e comincia a perlustrare palmo a palmo il territorio attorno alla sua abitazione, tenendo il fucile in spalla. Poco prima delle 21, al bivio di vicolo Castagneto Mirko si ritrova davanti l'albanese: è sicuro si tratti di uno dei due ladri. A questo punto imbraccia il fucile e intima al giovane di fermarsi e restituirgli la refurtiva: oggetti d'oro e una consistente cifra di denaro in contanti.

La situazione degenera. L'albanese si getta addosso a Mirko Franzoni ingaggiando una colluttazione. Il meccanico, di corporatura decisamente più esile rispetto al ladro, viene strattonato con violenza e, mentre cerca di difendersi, dal fucile calibro dodici parte un colpo. La rosa di pallini centra in pieno l'albanese. Fra i primi a cercare di soccorrere il ladro steso sul lastricato del vicolo agonizzante in una pozza di sangue è proprio Mirko. Ma nonostante il tempestivo intervento di un'ambulanza, il 26enne arriva cadavere all'ospedale di Gavardo.

Nessun commento: