ROMA - Enrico Letta va in Parlamento a chiedere la fiducia per il suo governo. Assicura che lotterà "con tutto me stesso per evitare di rigettare nel caos il Paese proprio mentre sta rialzandosi", parla di "un nuovo inizio" nel segno di una discontinuità segnata dal passaggio a una nuova maggioranza politica e tuona contro Grillo: "Parole e azioni illegittime, fanno a pezzi la democrazia rappresentativa, incitano all'insubordinazione. Questo parlamento repubblicano e le istituzioni esigono rispetto in periodi così amari''. Riferendosi indirettamente alle affermazioni di Grillo sulla vicenda dei 'forconi'. Il premier ribadisce anche la ''fedeltà indiscussa'' ai valori repubblicani delle forze dell'ordine.
"Ho la determinazione a lottare con tutto me stesso per evitare di rigettare nel caos tutto il Paese proprio quando sta rialzandosi: l'Italia è pronta a ripartire e è nostro obbligo generazionale" aiutare a farla, ha poi detto Letta
"Il 2 ottobre a dispetto del voto finale mi sono rivolto a una nuova maggioranza politica, meno larga ma più coesa negli intenti. Oggi ciò che chiedo è di confermare quella fiducia per segnare anche una discontinuità e segnare bene un prima e un dopo" ha sottolineato il premier
''Rivendico la positività del governo nei primi sei mesi, nei quali ho lavorato con con dedizione nonostante aut aut e minacce da cui ho cercato di tenere il governo al riparo. Un governo che dalla contrapposizione tossica tra nemici passa alla collaborazione sana tra avversari per archiviare un ventennio sprecato'' ha aggiunto. "La scorsa estate alla missione stessa di servizio al Paese si è tentato, ed è questo alla fine il motivo per cui sono qui, di anteporre una questione sola, tanto da utilizzarla come condizione ultimativa rispetto alla vita dell'esecutivo. Nella vicenda giudiziaria di Silvio Berlusconi non sono entrato in questi mesi e non entro oggi".
La trasformazione politica in questi ultimi 7 mesi è la più radicale di tutta la II Repubblica. C'è un prima e un dopo e poi una storia da scrivere. Lo può e lo deve fare il Parlamento pena la condanna alla paralisi" ha rilevato Letta.
"Il grande obiettivo entro il quadro tempistico dei 18 mesi è di avere istituzioni che funzionino e una democrazia più forte e più solida" ha annunciato il presidente del Consiglio
Enrico Letta ribadisce nel programma del governo l'abolizione delle province in Costituzione. Il premier, parlando alla Camera, fa anche un riferimento alla messa a punto del titolo V della Costituzione.
Poi l'appello: su legge elettorale governo-Parlamento lavorino. Nessuno pensi legge punitiva per altri.
Sulle riforme costituzionali "ci sarà una discussione aperta con tutte le forze di maggioranza" e si partirà dal lavoro del comitato dei saggi. Ma "chi farà saltare il banco ne risponderà ai cittadini che con referendum saranno comunque chiamati a valutare la riforma che ci farà scrollare di dosso l'immagine di un paese barocco" ha sottolineato il premier
''Sulla legge elettorale sottolineo due aspetti: deve evitare l'eccesso di frazionamento che ci condannerebbe all'ingovernabilità e garantire una democrazia dell'alternanza. L'obiettivo è un meccanismo maggioritario'' ha aggiunto
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