martedì 19 giugno 2012

Operaio in cassa si suicida a Pavia. La ditta non gli pagava il trattamento Inps


PAVIA - Un operaio di 31 anni che lavorava nella ditta "Brasilia" di Retorbido (Pavia) si è tolto la vita domenica. L'uomo, Paolo Vecchia, lavorava nella società specializzata nella produzione di macchine da caffè da più di 4 anni. Da 8 mesi era in cassa integrazione, ma, secondo una nota della Fiom-Cgil, "nonostante gli accordi e le pressioni del sindacato, la Brasilia non pagava il trattamento Inps che corrisponde all'incirca a 800 euro al mese".
"Abbiamo fatto di tutto per convincere l'imprenditore a pagare - dice Renzo Scinaldi, segretario Fiom Cgil di Voghera Oltrepò -. Lo abbiamo sollecitato in vari modi, con scioperi, presidi e articoli sulla stampa locale. L'abbiamo fatto chiamare dalla Prefettura e dalla Provincia. A meta' marzo abbiamo fatto un incontro durante il quale lui ha firmato una lettera in cui si impegnava a pagare gli stipendi".

"Bisogna davvero riflettere su ciò che è accaduto in questi mesi, durante i quali le difficoltà economiche e finanziarie dell'impresa sono state scaricate sui lavoratori senza un minimo di responsabilita' sociale che tenesse conto delle difficoltà di come si vive senza stipendio - dice Mirco Rota, segretario generale Fiom Cgil Lombardia. E' intollerabile e assolutamente ingiustificabile che un'azienda di quelle dimensioni, sia produttive sia occupazionali, non abbia anticipato il trattamento di cassa integrazione nonostante le numerose richieste che ci sono state da parte della Fiom".

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