venerdì 14 ottobre 2011

Alle 12.30 il voto di fiducia (sul filo) della Camera al Governo


Silvio Berlusconi alla Camera
ROMA - Alle 12.30 la Camera voterà la fiducia al governo. Berlusconi non ha intenzione di fare passi indietro, e "nel caso l'esecutivo non avesse il voto favorevole l'unica alternativa sono le elezioni". Si va dunque di nuovo alla conta dei voti, con qualchr incertezza legata al comportamento dei "malpancisti" ai quali va aggiunto il ministro Stefania Presigiacomo infuriata per la cancellazione di fatto nel decreto sviluppo dei finanziamenti al suo ministrero.

Alle 12,30 inizierà la chiama per il voto di fiducia. Operazione alla quale parteciperanno anche i deputati delle opposizioni che hanno disertato l'Aula durante il discorso del premier e il dibattito successivo.

I riflettori sono dunque puntati sul numero dei voti che decreteranno il raggiungimento della fiducia numero 53 da parte del governo. Il 28 settembre, quando si votò la mozione di sfiducia presentata da Pd e Idv nei confronti di Saverio Romano, ministro delle Politiche agricole, la maggioranza ottenne 315 voti contro i 294 dell'opposizione. L'obiettivo per oggi è raggiungere almeno quota 316, che assicurerebbe al governo la maggioranza assoluta sui 630 deputati. A due ore dal voto, scende  da 319 a 317 il numero di deputati che sulla carta dovrebbero votare 'sì' alla fiducia. Hanno infatti annunciato la loro defezione gli scajoliani Giustina Destro e Fabio Gava. Ma nella maggioranza si temono fino all'ultimo assenze 'tattiche' o, meno probabile, il 'no' di qualche deputato del Pdl o del gruppo Misto. Prosegue dunque fino all'ultimo minuto il pressing sugli indecisi per portarli in Aula.Superare l'asticella dei 315 voti sarebbe per il Centrodestra un risultato politico che confermerebbe che il governo, pur tra qualche affanno, può continuare la sua marcia. Alle 14, dopo il voto di fiducia, è convocato il Consiglio dei ministri che deve approvare il nuovo rendiconto dello Stato da ripresentare al Parlamento e e la nuova legge di stabilità. E' c'è polemica con la Presigiacomo che dice: "Ovviamente non potrò votare né in Parlaamento né in Consiglio die ministri una legge di stabilità che di fatto cancella il ministero dell'Ambiente"

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