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sabato 21 luglio 2012

Rossella Urru, grande festa a Samugheo


Rossella Urru, commossa, a una balconata della piazza principale di Samugheo

SAMUGHEO - Rossella Urru è arrivata nel suo paese, Samugheo, in Sardegna, poco dopo le 21 di venerdì sera. Ad accoglierla campane a festa e circa 2mila persone che hanno invaso le vie del centro. Rossella era sbarcata all'aeroporto di Cagliari Elmas poco dopo le 18.30. Con lei i genitori e le massime istituzioni della Sardegna.

"Non mi aspettavo tanta gente sia qui che a Cagliari. Volevo ringraziare tutti e volevo ringraziare di nuovo quelli che mi hanno permesso di essere libera, come il ministero degli Esteri". Sono le prime parole di Rossella Urru a Samugheo. "Ringrazio tutto il popolo sardo - ha aggiunto da una balconata sulla piazza principale - che mi è stato vicino e che è stato vicino alla mia famiglia. Grazie per non averci lasciati soli".

"Un pensiero - ha aggiunto Rossella Urru - a tutti gli altri sequestrati. Nessuno si dimentichi di quelli che non sono stati liberati, che non sono potuti tornare alla vita". "Molti sono quelli ancora prigionieri nel Mali del Nord - ha specificato la cooperante sarda - spero che le loro famiglie si sentano confortate dal fatto che è possibile essere liberati".

venerdì 20 luglio 2012

“Pagati 15 milioni per il riscatto di Rossella Urru” dicono i sequestratori. La cooperante in Italia: “Spero di tornare in Africa”


Rossella Urru con la madre al suo arrivo a Roma Ciampino

ROMA - Un riscatto di 15 milioni di euro è stato pagato al Movimento per l'unicità e la jihad nell'Africa dell'Ovest (Mujao) per la liberazione dei tre cooperanti europei, tra cui Rossella Urru, sequestrati a ottobre. Lo ha detto uno dei portavoce del gruppo alla France Presse. "Abbiamo ricevuto 15 milioni di euro per il rilascio dei tre ostaggi - ha precisato Walid Abu Sarhaoui - e abbiamo ottenuto che venisse rilasciato un mujaheddin in Mauritania". Per Sarhaoui è "un riscatto considerevole". Il pagamento è stato sempre smentito dalle autorità italiane e spagnole
Fino a tarda notte a Samugheo, il paese di Rossella in Sardegna, si è ballato in piazza e per molte ore dopo l'annuncio della liberazione i clacson non hanno smesso di suonare. Ieri mattina sulla foto di Rossella, che campeggia sulla facciata del Comune di Samugheo dal giorno del rapimento, quel 23 ottobre scorso, lo striscione è stato aggiornato: non più Rossella 'libera', ma oggi Rossella 'liberata'.  Nel salone parrocchiale, dove si stanno preparando gli striscioni di benvenuto, contano di riabbracciarla oggi, al più tardi domani. Si sta pensando ad una grande tavolata che verrà allestita dal centro sino alla casa della famiglia Urru, aperta a tutti.
Grazie a tutti, sto bene e sono felicissima di essere tornata a casa. Finalmente è finita". Rossella Urru era arrivata ieri sera alle 21 in Italia. Ad attendere la cooperante all'aeroporto di Ciampino, i familiari, il presidente del Consiglio, Mario Monti, il ministro degli Esteri, Giulio Terzi, quello della Cooperazione, Andrea Riccardi, il sottosegretario con delega ai servizi segreti, Gianni De Gennaro, il governatore della Sardegna, Ugo Cappellacci. Domani sarà sentita dalla procura di Roma che ha aperto un fascicolo sul sequestro. Camicia bianca, pantaloni neri, capelli lunghissimi e lisci, Rossella era scesa dalle scalette dell'aereo sorridente e un po' spaesata, aveva abbracciato subito i genitori Marisa e Graziano ed i fratelli Fausto e Mauro. Dopo il saluto di Monti che nell'ottobre dello scorso anno, quando la donna è stata rapita, non era ancora presidente del Consiglio. "Bentornata", le aveva detto, sottolineando la "forza straordinaria" dei familiari; l'Italia "ha manifestato tanto affetto per lei, come tutti gli organi dello Stato che voglio ringraziare per essersi prodigati per una persona che ha dedicato la vita al mondo della cooperazione. Anche la comunità di Sant'Egidio è stata di grande aiuto". Poi è stata la cooperante a parlare, ringraziando "tutti quelli che hanno lavorato per la mia liberazione. Finalmente è finita. Mi hanno trattato bene, quello della cooperazione è un lavoro difficile e rischioso, ma spero di tornare presto in Africa".


giovedì 19 luglio 2012

Rossella Urru in volo verso l'Italia. Arriva stasera a Ciampino


ROMA - Rossella Urru è in volo verso l'Italia e giungerà in serata all'aeroporto romano di Ciampino. Rossella e i due cooperanti spagnoli sono stati liberati in cambio del rilascio di tre estremisti islamici. "Un grazie al Burkina Faso ". Queste le prime parole della giovane di Samugheo ai giornalisti che l'aspettavano all'aeroporto. Ad attenderla a Roma ci sono i genitori accompagnati dal governatore Cappellacci e dal Premier Mario Monti.
"Sto bene e sono contenta di tornare a casa" ha detto al telefono Rossells al papà Graziano e alla mamma Marisa prima di salire sull'aereo che la sta riportando in Italia dopo nove mesi di prigionia nel deserto africano. "Sono felicissima", ha aggiunto assicurando di essere, nonostante, tutto serena.
Rossella Urru e i due cooperanti spagnoli sono stati liberati in cambio del rilascio di tre estremisti islamici. Lo riferiscono fonti della mediazione del Burkina Faso. Due dei tre estremisti islamici sono detenuti in Mauritania, l'altro in Niger. "C'è stata una contropartita, cioè rilascio per rilascio", ha dichiarato alla stampa un membro della mediazione. "Abbiamo portato nel nord del Mali un uomo detenuto in Mauritania, un secondo è stato liberato ieri. Il terzo deve essere liberato in Niger", ha aggiunto.nel nord del Mali un uomo detenuto in Mauritania, un secondo è stato liberato ieri. Il terzo deve essere liberato in Niger", ha aggiunto.

Rossella Urru questo pomeriggio arriva a Ciampino



ROMA -L'incubo per Rossella Urru è durato nove mesi. La cooperante sarda, rilasciata ieri in Mali con due spagnoli, è attesa nel pomeriggio all'aeroporto militare romano di Ciampino. La trentenne, dopo il trasferimento in Burkina Faso, volerà verso Roma. "Grande gioia" per la liberazione è stata espressa, tra gli altri, dal premier Monti, che ha sottolineato il successo dell'Italia contro il terrorismo.
Monti "ha partecipato alla grande gioia dei familiari e di tutti gli italiani per la liberazione di Rossella Urru". "Esprimo il vivo compiacimento del governo e mio personale - ha affermato il premier in una nota - per la felice conclusione della lunga prigionia di cui è stata vittima la nostra cooperante, impegnata per promuovere i principi di tolleranza e solidarietà in favore di popolazioni in situazioni difficili. Ho seguito attentamente il lavoro degli organi dello Stato che con professionalità e impegno si sono prodigati per la liberazione della nostra connazionale. Li ringrazio per questo ulteriore successo che l'Italia può segnare nella lotta contro il terrorismo internazionale, rafforzando il sentimento di sicurezza che l'appartenenza alla comunità nazionale assicura agli italiani che operano nel mondo".
l capo dello Stato Giorgio Napolitano ha appreso con sollievo e con gioia la notizia della liberazione di Rossella Urru dopo la lunga prigionia nelle mani dei rapitori. Napolitano ha inoltre rivolto il proprio apprezzamento alle amministrazioni e ai servizi di sicurezza per la loro tenace iniziativa e per il felice esito raggiunto.
 In attesa di rivedere Rossella a Roma, dove attualmente si trova, : "Sono emozionatissima, non vedo l'ora di riabbracciarla", le prime parole della mamma.
L'incubo di Rossella - una vicenda che ha registrato una grande partecipazione dell'opinione pubblica con una vasta mobilitazione - è finito ieri in una non precisata località del nord del Mali (da mesi saldamente in mano jihadista). La Urru ed i suoi due colleghi erano stati rapiti il 23 ottobre scorso nel campo Rabouni, a Tindouf, dove c'è la più grossa comunità di saharawi, gli abitanti dell'ex Sahara spagnolo che non accettano la sovranità marocchina. A sequestrarli un gruppo armato che, a bordo di pick-up, fece irruzione nel campo e li prelevò, sparendo letteralmente nella notte e lasciando aperti molti interrogativi, perché, colpendo i cooperanti, si colpiva il popolo saharawi, manifestamente sostenuto dai movimenti islamici.
E' ancora presto per capire cosa sia accaduto in questi lunghi mesi e, soprattutto, cosa realmente si nasconda dietro questo sequestro che ha reso "famoso" il Movimento per l'unicità e la jihad nell'Africa occidentale, gruppuscolo dalle origini oscure, praticamente sconosciuto sino a pochi mesi fa e che ora dialoga con i Paesi (anche se i dinieghi ufficiali su presunte trattative sono unanimi) e si impone come protagonista nella magmatica situazione del nord del Mali, con una disponibilità economica sospetta, anche se si pensa che per rilasciare i suoi ostaggi si faccia pagare e bene.
"Sono contentissima, vorrei tanto abbracciarla": così Sandra Mariani, nelle mani dei rapitori fino al 17 aprile scorso, ha commentato la liberazione di Rossella Urru. "Sono tanto contenta - ha detto Sandra, al telefono dalla sua casa di San Casciano Val Di Pesa -, è finito un incubo. Non mi ha mai abbandonato il pensiero che Rossella, così come altri, fossero ancora nelle mani dei rapitori".

mercoledì 18 luglio 2012

Conferma della Farnesina: Rossella è libera, dopo 9 mesi

Rossella Urru e i due cooperanti spagnoli
ROMA - Rossella Urru è veramente libera. La conferma è arrivata alle 19.30 da un comunicato della Farnesina che ha confermato le notizie provenienti dal Mali. E' una bellissima notizia. Rossella Urru è stata liberata e sta per entrare in contatto con il capo dell'unità di crisi. Ho portato - ha detto il ministro degli esteri Terzi - alla famiglia di Rossella i saluti del Capo dello Stato che ha seguito personalmente la vicenda. Rossella Urru rappresenta il simbolo dei valori del coraggio e dell'eroismo delle nostre donne", ha concluso il ministro.
Anche fonti del governo spagnolo hanno confermato la liberazione di Rossella Urru e degli altri due ostaggi Ainhoa Fernandez e Enric Gonyalons, nelle mani dei rapitori da nove mesi. Lo ha riferito l'agenzia Efe, mantenendo l'anonimato delle fonti. Secondo quanto riferito da "El Mundo", un aereo dell'aviazione spagnola decollerà per recuperare i due spagnoli mentre la Urru viaggerà verso l'Italia.
La notizia della liberazione di Rossella Urru è stata accolta a Samugheo, il suo paese natale in Satrdegna, con enorme gioia. Un lungo applauso e urla di gioia tra le tante persone che stavano seguendo la vicenda davanti a tv e siti Internet.

"Rossella Urru e i due spagnoli sono stati liberati". La Farnesina verifica


Rossella Urru forse è libera

BOMAKO - Il portavoce di un gruppo islamista legato ad al Qaeda nel Maghreb Islamico ha annunciato di aver liberato nel nord del Mali la cooperante italiana Rossella Urru e i due spagnoli con cui era stata rapita nella notte tra il 23 e il 24 ottobre in Algeria in un campo profughi Saharawi. Il ministero degli Esteri italiano non ha confermato ancora la notizia. "Stiamo verificando", ha detto un portavoce della Farnesina.
Sanda Ould Boumama, portavoce del gruppo Ansar al-Dine del Mali settentrionale, ha spiegato che gli islamisti del Mujwa, un'altra sigla attiva nella zona, hanno liberato i tre ostaggi: "Ci hanno detto che i tre sono stati liberati nella regione di Gao", aggiungendo che la Urru insieme a Ainhoa Fernadez e Eric Conyalons sarebbero in mano di un gruppo di mediatori del Burkina Faso.
L'attivista mauritano Najib Tawal Ould ha riferito che nella notte è stato scarcerato il saharawi Maminna Ould Faqir, arrestato lo scorso 4 dicembre in Mauritania con l'accusa di aver fatto parte del commando che ha rapito i tre cooperanti. L'uomo ha lasciato il carcere centrale di Nouakchott ed è stato accompagnato dalle autorità mauritane fuori dalla capitale in una località ignota. "Non sappiamo - ha detto l'attivista - se sia stato portato in Mali o altrove. Quello che è certo è che il suo nome faceva parte della lista dei detenuti salafiti da liberare in cambio della Urru, avanzata dal Mujao". I rapitori della nostra connazionale avevano subito chiesto la liberazione di Maminna Ould Faqir alle autorità mauritane. "Non è certo però che sia stato usato per lo scambio con l'ostaggio italiano", ha precisato.
Il rilascio dell'uomo sarebbe il primo passo verso la liberazione della Urru, come parte di un accordo segreto tra le parti interessate. Se la notizia della liberazione di Ould Oufkir fosse confermata, si tratterebbe del terzo salafita liberato in condizioni simili, dopo Omar Sahraoui, scambiato con alcuni cooperanti spagnoli due anni fa, e Ould Imedou, liberato a marzo in cambio del rilascio del poliziotto Ely Ould Moctar.

sabato 16 giugno 2012

“Rossella Urru è viva”. Lo dicono fonti arabe


Rossella Urru

FIRENZE - "Sappiamo che Rossella Urru e gli altri due spagnoli che sono stati sequestrati, sono tutti vivi. Gli sforzi per la loro liberazione stanno continuando in coordinamento con tutti i Paesi che confinano con il Sahara occidentale". 
Lo ha detto il presidente della Repubblica democratica araba Saharawi Mohamed Abdellaziz, intervenendo a Firenze a margine di una conferenza sui diritti umani. "Non posso dire di più", ha aggiunto.
"Sulla questione c'è molta discrezione e si stanno compiendo molti sforzi - ha spiegato Abdellaziz -. Vogliamo che gli ostaggi siano tenuti in vita e che vengano liberati al più presto. Questi sono gli obiettivi su cui stiamo lavorando".

mercoledì 16 maggio 2012

I rapitori di Rossella Urru minacciano di uccidere l’ostaggio spagnolo


Enric Gonyalons, minacciato di morte

BAMAKO (Mali) - Il gruppo qaedista Movimento per l'Unicità e la Jihad in Africa Occidentale ha minacciato di uccidere l'ostaggio spagnolo rapito assieme a Rossella Urru in Algeria nella notte tra il 22 e il 23 ottobre 2011 se non verranno esaudite le sue richieste. "La Spagna rimanda ogni tornata di negoziato e questo metterà a rischio la vita dell'ostaggio, Enric Gonyalons", ha detto il portavoce del gruppo, Adnan Abu Walid Sahroaoui.
Il gruppo, che si qualifica come un'emanazione scissionista di Al Qaeda nel Maghreb Islamico, è per la prima volta apparso alla ribalta internazionale a dicembre, quando rivendicò il rapimento, alcune settimane prima, di tre cooperanti occidentali (oltre alla Urru e a Gonyalons, la volontaria spagnola, Ainhoa Fernandez de Rincon).
Il gruppo, oltre al riscatto, chiede il rilascio di alcuni estremisti detenuti in Mauritania. "La Spagna deve comprendere il nostro messaggio...e si assumerà tutta la responsabilità" per quello che accade, ha aggiunto il portavoce in un messaggio scritto.

mercoledì 2 maggio 2012

I rapitori di Rossella Urru chiedono un riscatto di 30 milioni



BAMAKO - I rapitori di una italiana, verosimilmente Rossella Urru, 30 anni, e di una spagnola chiedono un riscatto di 30 milioni di euro. Lo scrive in esclusiva la France Presse
Uno dei portavoce del Movimento per l'Unicità e la Jihad in Africa Occidentale (Mujao), ha scritto all'Afp che "i negoziati riguardano soltanto la donna ostaggio italiana e la donna ostaggio spagnola", ma non il terzo rapito, uno altro spagnolo. Il portavoce, Adnan Abu Walid Sahraui, precisa che il suo movimento esige"un riscatto di 30 milioni", chiedendo inoltre al governo spagnolo "di intervenire per la liberazione di due sahraui arrestati dalla Mauritania".

lunedì 12 marzo 2012

Ucciso in Mali lo sceicco che mediava tra i rapitori e gli ostaggi occidentali. Anche per Rossella Urru


BAMAKO - Bahla Ag Nouh, ritenuto uno dei negoziatori che trattano per la liberazione degli ostaggi occidentali in mano a rapitori che agiscono nel Sahel, è stato assassinato venerdì scorso nel centro del Mali. Lo riferisce oggi il sito del quotidiano algerino al Khabar. Ag Nouh sarebbe stato il mediatore nel tragico caso Lamolinara e anche in quello della cooperante sarda Rossella Urru, sequestrata in Mauritania e la cui sorte rimane un mistero.
Bahla Ag Nouh, uno sceicco, è stato assassinato in un agguato lungo una strada secondaria che collega Taoudenni e Anefis a 900 chilometri dalla capitale Bamako, come scrive il sito del quotidiano algerino al Khabar. Nello stesso agguato sono rimaste uccise altre tre persone di cui al momento non si conosce l'identità. Secondo al Khabar dietro l'agguato ci sarebbe Al Qaeda.

Lo sceicco era un notabile delle tribù arabe Adjawad e dirigeva una moschea di un centro vicino alla città maliana di Anefis

A sostenere che potrebbe esserci un collegamento fra la sua uccisione e il fallito raid in Nigeria, e forse anche con la mancata liberazione di Rossella Urru, sono fonti citate da al Khabar. 

Lo sceicco viene infatti considerato uno dei negoziatori più importanti nelle trattative per la liberazione degli ostaggi rapiti nell'area del Sahel.

sabato 10 marzo 2012

Mauritania: scambio effettuato tra un gendarme e il capo di un gruppo teroristico legato ad al Qaeda. E Rossella Urru?


Ely Ould Moctar, liberato

NUAKCHOTT (Mauritania) -Il gendarme mauritano Ely Ould Moctar, rapito il 20 dicembre scorso in Mauritania, è stato liberato nell'ambito di un accordo di scambio che ha consentito il rilascio del maliano Abderrahmane Ould Meddou, leader del gruppo responsabile del rapimento dei coniugi Cicala nel 2009. Lo ha confermato un portavoce di al Qaida nel Magreb islamico (Aqmi). Nei giorni scorsi, la sorte di Ely sembrava legata in qualche modo a quella di Rossella Urru, la cooperante italiana rapita nella notte tra il 22 e il 23 ottobre da un campo profughi saharawi, nella provincia algerina di Tinduf. Secondo alcuni media locali entrambi avrebbero dovuto essere rilasciati in cambio proprio di Abderrahmane.
Il gendarme "è ormai libero e si trova in buone condizioni di salute", ha riferito in un comunicato lo Stato Maggiore della gendarmeria mauritana. Un portavoce dell'Aqmi ha confermato a Nouakgchott Info che la liberazione del gendarme ha avuto luogo con un accordo di "scambio" con un maliano - Abderrahmane Ould Meddou -, scambio che "si è svolto direttamente, senza intermediari". "Un'unità della gendarmeria mauritana è venuta questa mattina alla frontiera consegnando Ould Meddou a noi combattenti e recuperando il gendarme", ha precisato il portavoce di Aqmi.

mercoledì 7 marzo 2012

“Rossella Urru ancora prigioniera”, scrivono i giornali della Mauritania


Rossella Urru

NOUAKCHOTT (Mauritania) - Rossella Urru e il gendarme mauritano Ely Ould Moctar non sarebbero liberi. Lo affermano Sahara Media e Ani, le due testate mauritane che sabato avevano annunciato la liberazione della cooperante italiana e del poliziotto. Martedì, riferiscono le stesse fonti, la madre del gendarme ha ricevuto una telefonata nella quale si confermava che l'agente si trova ancora nelle mani dei sequestratori.
Secondo quanto riferito dal sito mauritano 'Sahara Media', sarebbe stato l'agente in prima persona a chiamare la madre dicendole di essere ancora in mano ai terroristi. A informare il sito è stata l'associazione che si è formata lo scorso mese in Mauritania in solidarietà con il poliziotto rapito, con l'obiettivo di sollecitare le autorità mauritane e i media locali a occuparsi del caso.
Ely Ould Moctar, il soldato rapito assieme a Rossella
In una nota diffusa dal gruppo si legge che "Ould al-Mukhtar è ancora nelle mani di al Qaeda nel Maghreb islamico e lo ha confermato lui stesso durante una telefonata a sua madre Fatima Bint al-Mukhtar". 
Si tratta della seconda telefonata fatta dal poliziotto ai suoi familiari da quando è stato rapito ed è la prima invece da quando è stata diffusa la notizia, poi smentita, del suo rilascio.

lunedì 5 marzo 2012

Su Rossella Urru tornano il silenzio e le preoccupazioni. "Stava pere essere liberata, poi qualcosa è andato storto"


CAGLIARI - Non ci sono ancora notizie di Rossella Urru. All'indomani dell'annuncio, mai ufficialmente confermato, della liberazione della cooperante italiana, la gioia e il prematuro trionfalismo che si è scatenato su media e social network hanno lasciato spazio al silenzio, ai dubbi, alle domande.
La vicenda della presunta liberazione in Mali della trentenne, sequestrata in ottobre in Algeria, è dunque ancora avvolta dal mistero, con la Farnesina che resta silente e con il rischio che Rossella possa essere ancora passata di mano in mano e le trattative siano in stallo. La stampa mauritana, che ieri aveva dato il via al rincorrersi di notizie, ha smentito oggi che il governo della Mauritania abbia raggiunto un accordo per uno scambio di prigionieri con il gruppo terroristico di al Qaida nel Maghreb islamico (Aqmi).

Rossella Urru stava per essere liberata, ma qualcosa all'ultimo minuto è andato storto e il rilascio è saltato. La cooperante italiana rapita il 23 ottobre in un campo profughi in Algeria sarebbe ora in Mali, e la sua liberazione sarebbe solo questione di tempo. Un giornalista locale che lavora per il Corriere della Sera ha raccontato al quotidiano di via Solferino che "Rossella è qui, probabilmente nel Nord. Le trattative si sono concluse, stava partendo per Bamako, poi qualcosa è andato storto". Anche dalla Mauritania, spiega il Corriere, non c'è nessuna novità: "Oltre alla liberazione di Abdelrahman Ould Imodou, capo della banda che ha sequestrato i coniugi cicala - dice la fonte del quotidiano - i termini dell'accordo prevedono un riscatto, ma non si conosce l'ammontare. Comunque qui il governo è molto rigido, per questo è più credibile l'ipotesi che la ragazza venga rilasciata in Mali, dove gli scambi di ostaggi con la liberazione di detenuti sono abbastanza frequenti".

domenica 4 marzo 2012

Rossella Urru “libera e già in mani italiane”. Ma la Farnesina tace, "situazione delicatissima"


Rossella Urru
CAGLIARI - «Libera e già in mani italiane». La notizia - scrive la Nuova Sardegna - informalmente viene data per quasi certa. Rossella Urru ce l'ha fatta, dopo quattro mesi di prigionia in chissà quale covo del Mali. In un intreccio di notizie contraddittorie, confermate, smentite, poco ufficiali e molto ufficiose, alle 12.15 ora italiana, in quello che doveva essere un anonimo sabato, Rossella sarebbe davvero stata rilasciata. Voci ufficiose - scrive la Nuova Sardegna -  davano Rossella ieri pomeriggio in viaggio verso l'ambasciata italiana di Dakar. Oggi Rossella dovrebbe quindi atterrare a Roma, scortata dai Servizi segreti.
Riabbracciare Rossella -scrive ancora La Nuova Sardegna - non è stato facile. Negli ultimi giorni della trattativa, di traverso si sono messi in molti: sciacalli, intermediari e persino la Cia americana, per nulla d'accordo con uno scambio alla pari fra la ragazza e un terrorista tuareg. Alla fine hanno vinto i Nostri, che forse hanno pagato persino un riscatto in denaro, per riavere indietro «l'italiana dai capelli lunghi e neri», come Rossella è stata ribattezzata dalla tv araba Al Jazeera.
La famiglia però non ha ancora ricevuto la notizia ufficiale della liberazione. Lo ha riferito don Alessandro Floris, recatosi a casa Urru assieme al sindaco, Antonello Demelas. I genitori di Rossella hanno parlato di una "situazione delicatissima, con trattative sono avviate, ma non c'è nessuna conferma sulla liberazione". I genitori hanno espresso "grande sconforto. Per noi è il momento peggiore".
Anche Margherita Boniver, inviato speciale per le emergenze del ministro degli Esteri, appena rientrata da una missione in Mauritania per accelerare la liberazione della cooperante rapita, non conferma. "Fino a che la notizia della liberazione di Rossella Urru non sarà verificata - le verifiche sono in corso - essa va considerata come non veritiera". 

sabato 3 marzo 2012

Rossella Urru, forse "sviluppi positivi" nelle prossime ore


ROMA - Si potrebbero avere nelle prossime ore "sviluppi positivi" nella vicenda di Rossella Urru, la cooperante rapita cinque mesi fa in Algeria. Lo ha appreso l'Agi da fonti vicine alla trattativa. Il ministro degli Esteri spagnolo Jose' Manuel Garcia-Margallo e' andato in Mali in segreto per accelerare le trattative per la liberazione di Enric Gonyalons e Ainhoa Fernandez de Rincon, i due spagnoli sequestrati in Algeria insieme all'italiana Rossella Urru. Lo rivela il sito web del Pais citando fonti diplomatiche.
  Margallo si e' fermato poche ore nella capitale Bamako
Durante il suo breve soggiorno García-Margallo è stato ricevuto dal presidente del Mali, Amadou Toumani Touré, e ha incontrato il suo omologo, Soumeytou Boubeye Maigae ha chiesto la massima collaborazione per risolvere il rapimento da parte di un gruppo scissionista del ramo Al Qaeda Maghreb che si dedica al contrabbando  più che al i terrorismo. La visita a Bamako dal ministro spagnolo era stata preceduta da emissario del governo italiano, Margherita Boniver.

"Rossella Uru liberata in Mali". Lo dice al Jazira, lo conferma SkTg24 ma non ci sono conferme ufficiali. La France Presse: ancora prigioniera, chiesto un riscatto di 30 milioni di euro

Rossella Urru in Africa
ROMA  - Rossella Urru sarebbe stata liberata in MaliSecondo il sito in arabo di al Jazira sarebbe stata liberata in cambio della scarcerazione di Abderrahmane Ould Amadou al-Azawad, miliziano di al Qaeda nel Maghreb Islamico, il braccio nordafricano della rete del terrore.
  L'emittente, che attribuisce l'informazione a fonti locali, non dà altri particolari. Non ci sono ancora conferme ufficiali sulla liberazione della Urru.
La famiglia di Rossella Urru non ha avuto alcuna conferma della liberazione dall'Unità di crisi della Farnesina. Lo hanno detto gli stessi genitori parlando con i giornalisti arrivati a Samugheo e telefonicamente col presidente della Regione delle Regione sarda, Ugo Cappellacci. 
 "Fino a che la notizia della liberazione di Rossella Urru non sarà verificata - le verifiche sono in corso - essa va considerata come non veritiera". Così Margherita Boniver, inviato speciale per le emergenze del ministro degli Esteri appena rientrata da una missione in Mauritania per accelerare la liberazione della cooperante rapita. Per il canale all news SkyTg24 la donna sarebbe già in mani italiane. Una notizia che arriva dopo una giornata di annunci e smentite.
Nella mattinata di sabato 3 febbraio il giornale senegalese Dakaractu, citando fonti della sicurezza della Mauritania, ha fatto sapere che Rossella sarebbe stata liberata a Bamako, la capitale del Mali.Il Movimento Unito per il Jihad in Africa occidentale, gruppo dissidente di al Qaeda, avrebbe chiesto 30 milioni di euro per la liberazione di Rossella Urru e dei suoi due colleghi spagnoli. E' quanto rivelato alla France Presse da una fonte vicina ai mediatori coinvolti nella vicenda. La notizia sembrerebbe smentire la liberazione della 29enne sarda, annunciata da al Jazira e da alcuni media della Mauritania, ma non ancora confermata dalla Farnesina.

venerdì 2 marzo 2012

Margherita Boniver, inviato del ministero degli Esteri in Mauritania: “Riusciremo a far liberare Maria Sandra Mariani e Rossella Urru”


CASABLANCA - Per Rossella Urru e Maria Sandra Mariani l'Italia ''è impegnata con tutte le istituzioni fino allo spasimo'' e anche questa volta riuscirà, ''come ha sempre fatto, ad ottenere la liberazione dei suoi ostaggi'': lo ha dichiarato Margherita Boniver, inviato speciale del ministero degli Esteri per le emergenze umanitarie, parlando con i giornalisti al ritorno da una missione diplomatica in Mauritania.

Maria Sandra Mariani
Maria Sandra Mariani, 54 anni, fiorentina, era stata rapita in Algeria il 2 febbraio 2011 mentre stava ompiendo un’escursione nel deserto nel sud dell’Algeria al confine con il Mali . Si trova ancora nelle mani dei suoi sequestratori, che si sono descritti come “Al Qaida nel Maghreb islamico” e hanno diffuso un video in cui la stessa donna italiana dice di essere “nelle mani del battaglione Tareq Ben Zayad, che è guidato da Abdul hamid Abu Zayd”. Oggi si ritiene che Maria Grazia Mariani sia nel Mali.

Rossella Urru
Ieri si è celebrato il “blogging day” per chiedere la liberazione di Rossella Urru, la cooperante di Samugheo, rapita quasi quattro mesi fa anche lei in Algeria insieme a due colleghi spagnoli. Un urlo, una necessità. Rossella, 29 anni, è stata rapita da un commando la notte tra il 22 e il 23 ottobre scorso nel sud-est dell’Algeria. Lì si occupava di rifornimenti alimentari per il campo profughi Saharawi di Rabuni pieno all’inverosimile di donne e bambini allo stremo. Le ultime notizie risalgono a dicembre quando un gruppo dissidente dell’Aqmi (Jamat Tawhid Wal Jihad Fi Garbi Afriqqiya) ha rivendicato il rapimento. Da allora più nulla. Silenzio.

lunedì 12 dicembre 2011

Rossella Urru, rapita in Algeria, è viva. Lo dimostra un video girato dai terroristi islamici

Rossella Urru

ALGERI - Rossella Urru, la giovane cooperante italiana rapita in Algeria a ottobre, è viva. La conferma è arrivata da un video consegnato da un intermediario all'agenzia di stampa Afp che mostra il volto della giovane insieme a quello dei due spagnoli rapiti a Tinduf. Le immagini sono precedute dalla sigla del Movimento unito per la Jihad in Africa occidentale che ha rivendicato il sequestro.
Il video, prima prova che testimonia lo stato di salute degli ostaggi, dura circa due minuti e mostra Rossella Urru e i suoi due colleghi spagnoli Ainhoa Fernandez e Enric Gonyalons. Nelle immagini si vedono bene i volti dei tre. Ciascuno di loro si presenta brevemente nella sua lingua, senza formulare rivendicazioni.

Rossella Urru, Ainhoa Fernandez de Rincon e Enric Gonyalons erano stati rapiti in un campo profughi Saharawi, nel sud del Paese. Rossella, sarda di 29 anni, era l'unica italiana presente nel campo dove lavorava da due anni per conto del Comitato Italiano Sviluppo dei Popoli, Cisp. 

sabato 10 dicembre 2011

Rivendicato il rapimenti di Rossella Urru da un gruppo dissidente dell'Aqmi che è una filiazione di al Qaeda in Algeria


Rossella Urru

BAMAKO - Un gruppo dissidente dell'Aqmi ha rivendicato il rapimento di Rossella Urru e di due suoi colleghi spagnoli, sequestrati il 23 ottobre scorso in un campo Saharawi a Tinduf, nel sud dell'Algeria. Poco piu' di 24 ore prima, il braccio nordafricano di Al Qaida aveva smentito di aver avuto un ruolo nel sequestro. Il gruppo "Jamat Tawhid Wal Jihad Fi Garbi Afriqqiya rivendica l'operazione del 23 ottobre a Tinduf, dove due cooperanti spagnoli e una italiana sono stati sequestrati", si legge in un breve messaggio inviato al corrispondente della France Presse a Bamako.

Al Qaeda nel Maghreb islamico (Aqmi) è il nome che dal 2006, dopo il battesimo di Ayman al-Zawahiri, si è dato il Gruppo salafita per la predicazione e il combattimento (Gspc). Un modo per svecchiare la propria immagine, visto che il brand Al Qaeda è considerato una garanzia di successo


Sono esperti nel rapimento di ostaggi occidentali, più un'attività pubblicitaria che vera e propria fonte di reddito. Ma soprattutto nel contrabbando di sigarette, tanto che uno dei boss locali ama farsi chiamare "Monsieur Malboro", e nel traffico di droga.

lunedì 31 ottobre 2011

Il rapimento di Rossella Urru: arrestate in Algeria quattro persone legate ad Al Qaeda


Il c campo profughi di Tindouf, dove è stata rapita la cooperante italiana

ALGERI - Quattro persone, sospettate di avere legami con il gruppo di Al Qaeda che ha rapito gli operatori umanitari europei (tra i quali l'italiana Rossella Urru) in Algeria, sono stati arrestati dai servizi di sicurezza algerini a Tamanrasset e Bechar. Gli arresti sono avvenuti nell'ambito di una serie di operazioni di sicurezza condotte dall'esercito in diverse zone del Paese.
I tre cooperanti europei sono stati rapiti il 23 ottobre dal campo del Fronte Polisario di Tindouf, nel sud dell'Algeria.

Secondo quanto riporta il giornale filogovernativo algerino El Khabar, i militari hanno fermato in tutto otto persone accusate di avere legami con Al Qaeda e quattro di queste avrebbero rapporti diretti con il commando che ha eseguito il sequestro.

Gli arresti sono avvenuti in aree molto distanti dal campo di Tindouf, ma il giornale spiega che "a partire da sabato c'è stato un grosso movimento di soldati in quelle aree, segno che ci sono state segnalazioni che hanno portato in quelle zone. Nonostante siano molto basse le probabilità di trovare gli ostaggi in Algeria l'esercito continua le ricerche".