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mercoledì 4 luglio 2012

Al Jazira: Arafat è stato ucciso con il polonio. Una serie di esami lo dimostrano


Yasser Arafat

DOHA - La causa della morte di Yasser Arafat, potrebbe essere il polonio, sostanza radioattiva protagonista anche dell'omicidio dello 007 russo Litvinenko, morto a Londra in circostanze sospette. L'ipotesi arriva da esami di laboratorio effettuati in Svizzera, citati in un documentario di Al Jazira. Gli esami su effetti personal e campioni biologici hanno evidenziato livelli di polonio ''significativi, anormali'', ha detto il direttore del l'Istituto per la Fisica delle radiazioni di Losanna.
Le voci sulle cause della morte del leader palestinese erano state molteplici: il cancro, la cirrosi epatica, anche le accuse che egli fosse stato infettato con l'HIV.
Dopo nove mesi di indagini, Al Jazeera ha rivelato che nessuna di queste voci era vera: Arafat era in buona salute fino a quando improvvisamente si era ammalato il 12 ottobre 2004.
Ancora più importante: i test rivelano che gli effetti personali di Arafat , i suoi vestiti, il suo spazzolino da denti, anche la sua kaffiyeh riportavano  livelli anormali di polonio, un raro elemento altamente radioattivo. Tali effetti personali, che sono stati analizzati presso l'Institut de Radiophysique a Losanna, in Svizzera, erano stati variamente macchiati di sangue sudore, saliva e urine di Atafat. Le prove effettuate su questi campioni hanno idicato che c’era un alto livello di polonio nel suo corpo quando è morto.
"Posso confermare che abbiamo misurato un inspiegabile, elevata quantità di polonio-210  nelle cose del signor Arafat che contenevano macchie di liquidi biologici", ha detto il Dott. Francois Bochud, il direttore dell'istituto.
I risultati hanno portato Suha Arafat, la vedova, a chiedere all'Autorità palestinese di riesumare il corpo del marito defunto dalla sua tomba a Ramallah. Se i test dimostrassero che le ossa di Arafat contengono alti livelli di polonio, sarebbe la prova più inconfutabile che sia stato avvelenato, dicono i medici.
"So che l'Autorità palestinese ha cercato di scoprire di che cosa è morto Yasser  ha detto Suha Arafat  in un'intervista - E ora li stiamo aiutando. Abbiamo dei risultati molto importanti. "
L'istituto ha studiato gli effetti personali di Arafat, non trovando alcuna traccia di comuni metalli pesanti e veleni convenzionali, quindi hanno rivolto la loro attenzione ad elementi più oscuri, tra cui il polonio.
Si tratta di un elemento altamente radioattivo utilizzato, tra le altre cose, per i veicoli spaziali. Marie Curie lo aveva scoperto nel 1898, e sua figlia Irene era stata tra le prime persone che questa sontanza aveva ucciso: era morta di leucemia alcuni anni dopo un'esposizione accidentale al polonio nel suo laboratorio.
Almeno due persone collegate con il programma nucleare di Israele erano morte  dopo l'esposizione all’elemento, secondo la limitata letteratura sull'argomento.
Ma la vittima più famosa del polonio fu Alexander Litvinenko, la spia russa dissidente morto a Londra nel 2006 dopo una malattia. Un'inchiesta britannica scoperse che era stato avvelenato con il polonio infilato nel suo tè in un ristorante sushi.
C'è poco consenso scientifico circa i sintomi di avvelenamento da polonio, soprattutto perché ci sono così pochi casi registrati. Litvinenko aveva sofferto una grave diarrea, perdita di peso e vomito, che sono stati tutti sintomi registrati da Arafat nei giorni e nelle settimane della sua mortale malattia.
Gli scienziati di Losanna trovato livelli elevati di polonio nelle cose di Arafat, in alcuni casi, erano dieci volte superiori ai campioni casuali che sono stati testati per il confronto.
Il polonio è presente nell'atmosfera, ma i livelli naturali, che si accumulano sulle superfici vengono appena registrati, e l'elemento scompare rapidamente. Polonio-210, l'isotopo trovato su cose di Arafat, ha una emivita di 138 giorni, il che significa che la metà della sostanza decade circa ogni quattro mesi e mezzo. "Anche in caso di un avvelenamento simile al caso Litvinenko, solo tracce dell'ordine di pochi millibecquerels avrebbero dovuto essere trovati nel 2012," sottolinea l'istituto.
Ma gli effetti personali di Arafat, in particolare quelli con fluidi corporei, hanno registrato livelli molto più alti. I suoi spazzolini da denti avevano livelli di polonio 54mBq; le urine sulla sua biancheria intima, 180mBq. (la biancheria intima di un alrro uomo, usato come controllo, misurava solo 6.7mBq.)
Ulteriori test, condotti su un periodo di tre mesi da marzo a giugno, ha concluso che la maggior parte di quel polonio - tra il 60 e il 80 per cento, a seconda del campione - è stato "supportato", nel senso che non proveniva da fonti naturali.

sabato 3 marzo 2012

"Rossella Uru liberata in Mali". Lo dice al Jazira, lo conferma SkTg24 ma non ci sono conferme ufficiali. La France Presse: ancora prigioniera, chiesto un riscatto di 30 milioni di euro

Rossella Urru in Africa
ROMA  - Rossella Urru sarebbe stata liberata in Mali. Secondo il sito in arabo di al Jazira sarebbe stata liberata in cambio della scarcerazione di Abderrahmane Ould Amadou al-Azawad, miliziano di al Qaeda nel Maghreb Islamico, il braccio nordafricano della rete del terrore.
  L'emittente, che attribuisce l'informazione a fonti locali, non dà altri particolari. Non ci sono ancora conferme ufficiali sulla liberazione della Urru.
La famiglia di Rossella Urru non ha avuto alcuna conferma della liberazione dall'Unità di crisi della Farnesina. Lo hanno detto gli stessi genitori parlando con i giornalisti arrivati a Samugheo e telefonicamente col presidente della Regione delle Regione sarda, Ugo Cappellacci. 
 "Fino a che la notizia della liberazione di Rossella Urru non sarà verificata - le verifiche sono in corso - essa va considerata come non veritiera". Così Margherita Boniver, inviato speciale per le emergenze del ministro degli Esteri appena rientrata da una missione in Mauritania per accelerare la liberazione della cooperante rapita. Per il canale all news SkyTg24 la donna sarebbe già in mani italiane. Una notizia che arriva dopo una giornata di annunci e smentite.
Nella mattinata di sabato 3 febbraio il giornale senegalese Dakaractu, citando fonti della sicurezza della Mauritania, ha fatto sapere che Rossella sarebbe stata liberata a Bamako, la capitale del Mali.Il Movimento Unito per il Jihad in Africa occidentale, gruppo dissidente di al Qaeda, avrebbe chiesto 30 milioni di euro per la liberazione di Rossella Urru e dei suoi due colleghi spagnoli. E' quanto rivelato alla France Presse da una fonte vicina ai mediatori coinvolti nella vicenda. La notizia sembrerebbe smentire la liberazione della 29enne sarda, annunciata da al Jazira e da alcuni media della Mauritania, ma non ancora confermata dalla Farnesina.

venerdì 16 settembre 2011

Libia: gli insorti sono entrati a Bani Walid e Sirte. Battaglia strada per strada


Gli insorti arrivano dal deserto a Sirte

BANI WALID (LIBIA) - Secondo il corrispondente di Al Jazira che si trova appena fuori Sirte, gli insorti controllano interi quartieri della città costiera, dove sono in corso scontri. Da alcune zone della città, ha spiegato il cronista, si levano colonne di fumo. Le forze lealiste, ha spiegato, non sembrano volere in alcun modo né arrendersi né negoziare.
Secondo al Jazira sono in corso scontri tra gli insorti e le forze di Gheddafi dentro Bani Walid. Il canale satellitare ha trasmesso le prime immagini dell'ingresso dei ribelli nella citta'. Il video mostra i ribelli che si muovono in uno scenario desertico verso le prime case della citta'.
Al Arabiya riferisce invece di violenti scontri in corso nel centro di Sirte. Secondo il canale gli insorti si avviano a prendere il controllo di tutta la costa libica. ''I rivoluzionari controllano gia' la meta' di Sirte e se Dio vuole oggi prenderemo l'altra meta'''. E' quanto afferma Ibrahim Sweyib, un combattente del Cnt.
Oggi diverse decine di pick-up armati e tre carri sono entrati in città a rinforzo delle truppe di insorti entrate ieri per la prima volta nella roccaforte costiera di Gheddafi. Precedentemente Al Jazira aveva riferito che le forze del Cnt che da ieri hanno lanciato l'attacco a Sirte hanno il controllo completo dell'aeroporto della citta'. L'aeroporto Gardabya, lo scalo aereo di Sirte, si trova a una ventina di chilometri a sud del centro abitato, lungo una delle strade utilizzate ieri dagli insorti per attaccare Sirte da piu' direzioni.

domenica 21 agosto 2011

"Ho paura che Tripoli brucerà". Parola di Gheddafi messo all'angolo

                                                                                                                                                                                            Al Jazira net


TRIPOLI - ''Ho paura che Tripoli brucerà'''. Lo ha detto in colonnello Muammar Gheddafi in un messaggio audio trasmesso dalla tv satellitare al Jazira, mentre nella capitale sono in corso scontri tra i ribelli e le truppe lealiste e dopo che le forze Nato hanno colpito il compound di Bab al-Aziziya dove potrebbe nascondersi il rais. Gheddafi ha anche invitato a ''venire da tutte le regioni per liberare la capitale'' e ha ribadito che ''non si arrendera' mai''.