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giovedì 25 dicembre 2014

MAURITANIA, giovane condannato a morte per apostasia. Aveva criticato Maometto


NOUACKHOTT (Mauritania), 25 dicembre - Un giovane mauritano è stato condannato a morte per apostasia dell'islam da un tribunale di Nouadhibou. Mohamed Cheikh Ould Mohamed, in un articolo pubblicato su alcuni siti, aveva criticato decisioni prese da Maometto e i suoi compagni. L'annuncio della sentenza è stato salutato in aula e in città da grida di esultanza e caroselli di auto. Alla lettura della sentenza, Ould Mohamed è svenuto. E' dall'87 che in Mauritania non si esegue una pena capitale.

mercoledì 6 novembre 2013

Al Qaeda rivendica l’assassinio dei giornalisti francesi in Mali


KIDAL (Mali) - Al-Qaeda del Maghreb islamico (AQIM) ha rivendicato la responsabilità dell’omicidio dei giornalisti francesi Ghislaine Dupont e Claude Verlon, inviati speciali di RFI nel Mali. Ne dà notizia Il sito d'informazione mauritano Sahara Medias generalmente ben informato sui gruppi jihadisti operanti nella regione del Sahel. All'inizio della giornata, la presidenza francese aveva detto che le indagini progredivano in Mali per trovare gli assassini di Ghislaine Dupont e Claude Verlon. “Faremo di tutto per trovare coloro che hanno commesso questi atti  ", ha detto il portavoce del presidente Francois Hollande. 

giovedì 17 ottobre 2013

In tutto il mondo ci sono 30 milioni di schiavi “moderni” (7.919 in Italia)

MELBOURNE - Quasi 30 milioni di persone in tutto il mondo vivono come schiavi, in versione moderna, secondo un nuovo indice classifica 162 Paesi. L'indice, che sarà pubblicato ogni anno, è il primo del suo genere e fornisce la più precisa e completa misura della portata e dei rischi della schiavitù moderna, paese per paese , attualmente disponibile.
Il Global Slavery  Index 2013 , dice che l'India ha il più alto numero di persone che vivono in condizioni di schiavitù, 14 milioni. L'India ha il più alto numero di persone schiavizzate in termini assoluti, quasi la metà del totale mondiale; segue la Cina, con una stima di 2, 900 000 schiavi e il Pakistan è al terzo posto con una stima di oltre due milioni di schiavitù moderna. Nigeria , Etiopia , Russia , Thailandia, Repubblica Democratica del Congo , Myanmar e Bangladesh compongono la top ten con numeri assoluti. Presi insieme, questi paesi rappresentano oltre 22 milioni dei 29,8 milioni di persone schiavizzate.
Ma la Mauritania ha la più alta cifra proporzionale con circa il 4% della popolazione schiavizzata. Il paese dell'Africa occidentale, con il suo sistema profondamente radicata di schiavitù ereditaria,si ritiene abbia 150.000 schiavi in una popolazione di soli 3,8 milioni . Haiti, la nazione caraibica dove la schiavitù infantile è anche molto diffusa, è al secondo posto, con il Pakistan al terso.
Mentre l'Asia e l'Africa sono la residena della maggior parte dei moderni schiavi, nessun continente è libero dalla schiavitù moderna . A livello globale, l'Islanda, l'Irlanda e il Regno Unito sono legati sono nei punti più bassi dells classifica dell’Index. Tuttavia, si stima che ci siano ben quattro mila persone schiavizzate nel Regno Unito e che si potrebbe fare di più per aiutarli e impedire che altri soffrano il loro destino. In Italia ce ne sono di più. 
Gli autori del rapporto sperano che l’index possa aiutere i governi ad affrontare quello che chiamano un "crimine nascosto".
L'indice è stato compilato dall’organizzazione di difesa diritti con base in Australia  Walk Free Foundation utilizzando una definizione di schiavitù moderna che include la servitù per debiti, il matrimonio forzato e la tratta di esseri umani.
"A molti governi non piacerà ascoltare ciò che abbiamo da dire," ha detto l’amministratore delegato Nick Grono. "Quei governi che vogliono impegnarsi con noi, ci troverà molto aperti a coinvolgerli nella ricerca di modi in cui potremo meglio misurare la questione della schiavitù moderna."
La stima della organizzazione di 29,8 milioni di schiavi nel mondo è superiore ad altri tentativi di quantificare la schiavitù moderna. L' Organizzazione Internazionale del Lavoro stimava che quasi 21 milioni di persone sono vittime del lavoro forzato.
Il rapporto afferma che la classifica dell'India è dovuta principalmente allo sfruttamento degli indiani cittadini all'interno del paese stesso.
Mentre la più alta percentuale di schiavi della Mauritania deriva anche da molte persone che ereditano lo stato di schivitù dai loro antenati, La nuova indagine ha l'appoggio di figure comei l'ex segretario di Stato Usa Hillary Clinton e il primo ministro ex-britannico Tony Blair.
La signora Clinton ha detto che anche se l'indice non èperfetto, ha fornito un punto di partenza. "Esorto i leader di tutto il mondo a vedere questo indice come un invito all'azione e a rimanere concentrati sul lavoro di rispondere a questo crimine."
Numero stimato di schiavi
  1. India - 13.956.010
  2. Cina - 2.949.243
  3. Pakistan - 2.127.132
  4. Nigeria - 701.032
  5. Etiopia - 651.110
  6. Russia - 516.217
  7. Thailandia - 472.811
  8. Repubblica Democratica del Congo - 462.327
  9. Birmania - 384.037
  10. Bangladesh - 343.192
Posizionamento proporzionale

  1. Mauritania
  2. Haiti
  3. Pakistan
  4. India
  5. Nepal
  6. Moldova
  7. Benin
  8. Costa d'Avorio
  9. Il Gambia
  10. Gabon             L’Italia è al 132 posto, su 160, con 7919 persone considerate schiave.

domenica 14 ottobre 2012

Ferito da un colpo di fucile il presidente della Mauritania


NOUAKCHOTT - Il presidente della Mauritania, Mohamed Ould Abdel Aziz, e' stato "leggermente" ferito a un braccio da un colpo accidentale partito da una pattuglia militare. Lo afferma il ministro delle Comunicazioni mauritano Hamdi Ould Mahjoub, "tranquillizzando il popolo sulle condizioni del presidente, che sta bene". Poco prima fonti della sicurezza avevano invece riferito di un colpo esploso da un uomo che, sulla propria auto, si era avvicinato al corteo presidenziale sparando contro Abdel Aziz.

sabato 10 marzo 2012

Mauritania: scambio effettuato tra un gendarme e il capo di un gruppo teroristico legato ad al Qaeda. E Rossella Urru?


Ely Ould Moctar, liberato

NUAKCHOTT (Mauritania) -Il gendarme mauritano Ely Ould Moctar, rapito il 20 dicembre scorso in Mauritania, è stato liberato nell'ambito di un accordo di scambio che ha consentito il rilascio del maliano Abderrahmane Ould Meddou, leader del gruppo responsabile del rapimento dei coniugi Cicala nel 2009. Lo ha confermato un portavoce di al Qaida nel Magreb islamico (Aqmi). Nei giorni scorsi, la sorte di Ely sembrava legata in qualche modo a quella di Rossella Urru, la cooperante italiana rapita nella notte tra il 22 e il 23 ottobre da un campo profughi saharawi, nella provincia algerina di Tinduf. Secondo alcuni media locali entrambi avrebbero dovuto essere rilasciati in cambio proprio di Abderrahmane.
Il gendarme "è ormai libero e si trova in buone condizioni di salute", ha riferito in un comunicato lo Stato Maggiore della gendarmeria mauritana. Un portavoce dell'Aqmi ha confermato a Nouakgchott Info che la liberazione del gendarme ha avuto luogo con un accordo di "scambio" con un maliano - Abderrahmane Ould Meddou -, scambio che "si è svolto direttamente, senza intermediari". "Un'unità della gendarmeria mauritana è venuta questa mattina alla frontiera consegnando Ould Meddou a noi combattenti e recuperando il gendarme", ha precisato il portavoce di Aqmi.

mercoledì 7 marzo 2012

“Rossella Urru ancora prigioniera”, scrivono i giornali della Mauritania


Rossella Urru

NOUAKCHOTT (Mauritania) - Rossella Urru e il gendarme mauritano Ely Ould Moctar non sarebbero liberi. Lo affermano Sahara Media e Ani, le due testate mauritane che sabato avevano annunciato la liberazione della cooperante italiana e del poliziotto. Martedì, riferiscono le stesse fonti, la madre del gendarme ha ricevuto una telefonata nella quale si confermava che l'agente si trova ancora nelle mani dei sequestratori.
Secondo quanto riferito dal sito mauritano 'Sahara Media', sarebbe stato l'agente in prima persona a chiamare la madre dicendole di essere ancora in mano ai terroristi. A informare il sito è stata l'associazione che si è formata lo scorso mese in Mauritania in solidarietà con il poliziotto rapito, con l'obiettivo di sollecitare le autorità mauritane e i media locali a occuparsi del caso.
Ely Ould Moctar, il soldato rapito assieme a Rossella
In una nota diffusa dal gruppo si legge che "Ould al-Mukhtar è ancora nelle mani di al Qaeda nel Maghreb islamico e lo ha confermato lui stesso durante una telefonata a sua madre Fatima Bint al-Mukhtar". 
Si tratta della seconda telefonata fatta dal poliziotto ai suoi familiari da quando è stato rapito ed è la prima invece da quando è stata diffusa la notizia, poi smentita, del suo rilascio.

lunedì 5 marzo 2012

Su Rossella Urru tornano il silenzio e le preoccupazioni. "Stava pere essere liberata, poi qualcosa è andato storto"


CAGLIARI - Non ci sono ancora notizie di Rossella Urru. All'indomani dell'annuncio, mai ufficialmente confermato, della liberazione della cooperante italiana, la gioia e il prematuro trionfalismo che si è scatenato su media e social network hanno lasciato spazio al silenzio, ai dubbi, alle domande.
La vicenda della presunta liberazione in Mali della trentenne, sequestrata in ottobre in Algeria, è dunque ancora avvolta dal mistero, con la Farnesina che resta silente e con il rischio che Rossella possa essere ancora passata di mano in mano e le trattative siano in stallo. La stampa mauritana, che ieri aveva dato il via al rincorrersi di notizie, ha smentito oggi che il governo della Mauritania abbia raggiunto un accordo per uno scambio di prigionieri con il gruppo terroristico di al Qaida nel Maghreb islamico (Aqmi).

Rossella Urru stava per essere liberata, ma qualcosa all'ultimo minuto è andato storto e il rilascio è saltato. La cooperante italiana rapita il 23 ottobre in un campo profughi in Algeria sarebbe ora in Mali, e la sua liberazione sarebbe solo questione di tempo. Un giornalista locale che lavora per il Corriere della Sera ha raccontato al quotidiano di via Solferino che "Rossella è qui, probabilmente nel Nord. Le trattative si sono concluse, stava partendo per Bamako, poi qualcosa è andato storto". Anche dalla Mauritania, spiega il Corriere, non c'è nessuna novità: "Oltre alla liberazione di Abdelrahman Ould Imodou, capo della banda che ha sequestrato i coniugi cicala - dice la fonte del quotidiano - i termini dell'accordo prevedono un riscatto, ma non si conosce l'ammontare. Comunque qui il governo è molto rigido, per questo è più credibile l'ipotesi che la ragazza venga rilasciata in Mali, dove gli scambi di ostaggi con la liberazione di detenuti sono abbastanza frequenti".