Visualizzazione post con etichetta marini. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta marini. Mostra tutti i post

domenica 21 aprile 2013

Marini e la sua bocciatura al Quirinale: quanto accaduto è stato volgare e ingiusto


ROMA - “Quanto accaduto è "più che inaccettabile", è stato "volgare e ingiusto". Lo ha detto Franco Marini a “In 1/2 ora” sulla sua mancata elezione al Quirinale. Poi definisce un "dramma" l'aver chiamato Prodi dall'Africa e averlo bruciato. Infine, "la mia candidatura era legata a una strategia che torna ora", visto che "Napolitano ora non ha spazi per dire cose diverse dal fare intese anche con il Pdl, non le chiamiamo larghe intese, chiamiamole medie intese...".
Dopo essere stato a un soffio dal Quirinale, Romano Prodi commenta: "Credo che la cosa migliore sia che io esca in punta di piedi, ora si apre un'altra fase". Rientrato dal Mali, Prodi ha ripreso le sue abitudini domenicali: la Messa con i famigliari, l'aperitivo prima del pranzo a casa e una breve passeggiata nel centro di Bologna. Qui, molte persone gli hanno manifestato il loro rammarico per la sua mancata elezione a Capo dello Stato.

giovedì 18 aprile 2013

Dopo il flop di Marini al primo scrutinio, Pdl e Pd votano scheda bianca al secondo


ROMA - Al via, alla Camera, la seconda votazione per l'elezione del Presidente della Repubblica. Anche il secondo scrutinio richiede la maggioranza dei due terzi dell'Assemblea. Nel primo scrutinio Franco Marini non ha raggiunto il quorum per l'elezione del presidente della Repubblica. Si è fermato a quota 521. Secondo Stefano Rodotà con 240 voti. Il Pd ha annunciato che votera' scheda bianca. Sulla stessa linea il Pdl mentre la Lega non parteciperà fino alla quarta votazione e Scelta civica si asterrà.'
Pier Luigi Bersani, a quanto si apprende da fonti parlamentari, avrebbe 'sondato' Franco Marini per capire se, alla luce della prima votazione, l'ex presidente del Senato aveva intenzione di ritirarsi. Ma Marini per ora avrebbe escluso un passo indietro, convinto di potercela fare, con il sostegno del Pdl, dalla quarta votazione.
"Nessuno ha spiegato a Bersani che l'Italia è cambiata, che non vuole più accordi sottobanco con lo psiconano. La guerra è finita, arrendetevi. Liberateci per sempre dalla vostra presenza". Così Beppe Grillo. "Capranica é l'ultima raffica dell'inciucio", scrive paragonando le vicende del Pd agli ultimi tempi di Mussolini. "Noi andiamo avanti con Rodotà".

Quirinale: Marini potrebbe farcela al primo scrutinio (si vota dalle 10). Pd spaccato


ROMA - Alle 10 primo scrutinio alla Camera per l'elezione del presidente della Repubblica, dopo il settennato di Giorgio Napolitano. In pole Franco Marini, sostenuto da Pdl, Scelta civica e la maggioranza del Pd, che però si è spaccato sul nome, sgradito ai "renziani". Nelle prime tre votazioni maggioranza a 672 voti. L'ex presidente del Senato, al netto dei franchi tiratori, potrebbe farcela già oggi.
Si era conclusa con 222 voti favorevoli, 90 contrari e 30 astenuti la votazione all'assemblea del Pd sulla candidatura di Franco Marini. Al voto non aveva preso parte Sel. I parlamentari del partito di Vendola hanno abbandonato la riunione.
"Renzi ha fatto bene ad arrabbiarsi per la candidatura di Marini: è una persona intelligente, non è affatto stupido". Lo ha affermato Beppe Grillo a margine di un comizio elettorale a Pordenone. Grillo ha poi ribadito i suoi concetti sull'"orrore" che gli ha suscitato l'incontro segreto Berlusconi-Bersani: "Se fossi andato io con Berlusconi in una stanza al buio a decidere sette anni di vita degli italiani, sarei stato morto".

mercoledì 17 aprile 2013

Accordo Pd-Pdl sulla candidatura di Marini al Quirinale. Renzi: non lo voto, è un dispetto al Paese. Perplessa Scelta Civica


ROMA - "La candidatura di Franco Marini è quella che è più in grado di realizzare le maggiori convergenze. E' una persona limpida e generosa, uno dei costruttori del centrosinistra legato al lavoro ed al sociale". Così Pier Luigi Bersani all'assemblea dei gruppi del Pd, e spiega: "Dobbiamo eleggere il presidente della Repubblica. E' sempre stato difficile, nelle condizioni date non è facile, richiede un'assunzione di responsabilità soprattutto da chi ha più numeri. Attenzione al passaggio che abbiamo davanti. La discussione sul presidente della Repubblica - spiega - è separata dal governo. Siamo in un mare mosso, insieme alla larga coesione servirà esperienza politica, capacità ed esperienza. Marini sarà in grado di assicurare convergenza delle forze di centrodestra e centrosinistra, ha un profilo pe essere percepito con un tratto sociale e popolare. E' una personalità di esperienza con con carattere di reggere le onde e con radici nel mondo del lavoro".
Silvio Berlusconi alla riunione dei gruppi del Pdl, a quanto si apprende, ha confermato di votare Franco Marini alla presidenza della Repubblica. "Franco Marini è una persona positiva e seria e per noi non è una sconfitta - ha detto - Marini non è una persona di centrodestra a ha sempre dimostrato di essere sopra le parti. Quando nel 2008 è caduto Prodi - spiega Berlusconi  - ha avuto un comportamento leale e corretto. Ha consegnato il mandato e si è andati a elezioni. Una sconfitta per noi era con nomi che stavano scendendo in campo. Attenzione però perché non è detto che vada bene al primo voto. La Lega voterà Marini ma Renzi dice no. Votare compatti e non far mancare nemmeno un voto. Questa è la soluzione migliore. Marini è una persona che conosciamo da tempo, non ha militato nelle nostre file, ma viene dal popolo, lo conosciamo da tanto tempo come segretario della Cisl, sindacato legato alla Dc, sindacato capace e di buone autonomie. E' stato presidente del Senato e con lui Schifani ha avuto degli ottimi rapporti.
"Votare Franco Marini significa fare un dispetto al paese: si sceglie una persona più per le esigenze degli addetti ai lavori che non per l'Italia. Non accetto che il Vangelo e il cristianesimo - ha detto il sindaco Renzi - siano lo strumento attraverso il quale si chiedano i voti.  Non ci saranno 50-60 'renziani' a non votare Franco Marini - prosegue - ma credo che molte persone non vogliono votarlo e gli chiedo di essere sinceri. Non bisogna chiamarli franchi tiratori perché devono avere il coraggio di alzarsi e dire che non voteranno Marini. Non facciano il trucchetto di andare lì e scrivere un altro nome. Trasparenza è avere coraggio. L'hanno fatto scegliere a Berlusconi, gli hanno presentato una rosa di nomi e hanno detto 'scegli tu'": così Matteo Renzi alle Invasioni Barbariche su La7. "Al Pd - ha aggiunto - servirebbe uno scatto di orgoglio".
"Se Franco Marini fosse il presidente delle larghe intese, non sarebbe il mio presidente". Lo ha detto la presidente del Pd, Rosy Bindi.
"Marini al Colle? E' un errore molto grave, non per la persona. Stimo Franco Marini, che è un una persona importante per il nostro Paese. Non è però la persona di cui ha bisogno ora il paese". Lo ha detto Debora Serracchiani (Pd) ospite di "Checkpoint" su Tgcom24. "Credo che la logica con cui vengono fatti gli accordi Pd-Pdl sia la più sbagliata. Serve la consapevolezza che i problemi non si risolvono dando la risposta una volta ai comunisti e una volta ai moderati. Il popolo fuori ha sensibilità ormai profondamente diverse".
I più perplessi sono i parlamentari legati a Italia Futura, l'associazione di Luca Cordero di Montezemolo. Ma anche altri esponenti di Scelta civica non hanno nascosto dubbi sull'opportunità di votare Franco Marini alla presidenza della Repubblica. E così, anche se ufficialmente nessuno si sbilancia, nel partito di Mario Monti ci si interroga su cosa fare di fronte al nome dell'ex presidente del Senato.

Bersani: ci sono le condizioni per una scelta condivisa


ROMA - Il segretario del Pd Bersani, in una dichiarazione rilasciata poco dopo le 19, ha detto che “ci sono le condizioni per una scelta condivisa” e che ne parlerà questa sera con i gruppi parlamentari.  La scelta condivisa dovrebbe coinvolgere Pdl e Scelta Civica: il nome in pole position sarebbe quello di Marini.

Bersani presenta a Berlusconi la rosa di nomi per il Quirinale: sarebbero Amato, D’Alema e Marini


ROMA- Pier Luigi Bersani avrebbe presentato, a quanto si apprende, in un colloquio telefonico a Silvio Berlusconi la rosa dei candidati al Quirinale. Dalla rosa, composta da piu' nomi, le personalita' prese in considerazione dal Cav, in queste ore, sarebbero Amato, D'Alema e Marini, che il leader Pdl avrebbe gia' incontrato.

Stretta finale per il Quirinale: in pole Amato e D’Alema. Incontro Bersani-Berlusconi?


ROMA - A poche ore dall'inizio delle votazioni per la scelta del nuovo presidente della Repubblica, continuano le febbrili trattative soprattutto tra Pd e Pdl. Oggi Bersani potrebbe incontrare Berlusconi e mettere sul tavolo la sua rosa di nomi. Giuliano Amato è tra i più quotati, seguito da Massimo D'Alema. Anche Franco Marini e Stefano Rodotà fanno capolino tra i democratici. Ma Bersani potrebbe giocarsi la carta del costituzionalistaSabino Cassese.
L'Ufficio di presidenza del Pdl, convocato per questa mattina alle 11, è slittato alle 15.30. All'ordine del giorno la discussione sul nome del prossimo Presidente della Repubblica. Alle 18 Berlusconi riunirà i gruppi di Camera e Senato del partito.

venerdì 12 aprile 2013

Matteo Renzi scatenato: Bindi? Vigliacca. Bersani? Pensi agli italiani


ROMA - Matteo Renzi lancia un messaggio al segretario dei democratici: "Il Pd prima smette di parlare di Renzi e pensa agli italiani, meglio è". Poi, il sindaco di Firenze in ieri sera a Porta a Porsta aggiunge: "Dico a Bersani: smetti di preoccuparti di me e anche di te e pensa agli italiani". Sul governo: "Se Bersani e Berlusconi vogliono fare un bell'accordo, se lo facciano, ma veloce". Altrimenti, "si vada a votare e si smetta di inseguire Grillo".
"Io non faccio il presidente del Consiglio perché ho perso le primarie. Quando ho detto ho perso, ho perso. E non ho chiesto il 40% del partito", ha dichiarato il sindaco di Firenze. "La priorità adesso - ha aggiunto Renzi - è che Bersani ci dica se è in grado di fare un governo o no". Poi, "sia chiaro, io faccio il tifo per Bersani, ma in 47 giorni non è riuscito a fare un governo. Non mi interessa il destino di un politico, ma quello del Paese".
Renzi ha anche attaccato più di un suo compagno di partito. Da Rosy Bindi che "ha scelto di stare con Bersani, poteva fare polemiche durante le primarie. Ora, invece, fa polemiche perché magari non ha più l'ufficio! Attaccare Bersani ex post lo trovo un atteggiamento vigliacco. E' vile pugnalarlo alle spalle". Sono state le parole di Matteo Renzi a proposito delle critiche espresse da Rosy Bindi su "La Stampa" nei confronti del segretario Pd. Poi ha affermato che "Franco Marini è il modello di candidato al Quirinale che non può essere eletto", che non è stato eletto al Senato perché non votato dai cittadini e che si è ricandidato a ottantuno anni, quando poteva anche dire 'va beh mi sto calmo'!". Senza volersi esprimere su un nome per il Colle, Renzi ha concluso che "è ridicola l'idea che il Quirinale adesso tocchi a un cattolico".

mercoledì 10 aprile 2013

Bersani-Berlusconi, prove di dialogo iniziate sul Presidente della Repubblica


ROMA - Pier Luigi Bersani e Silvio Berlusconi mettono da parte ambizioni e sospetti reciproci. A parlare di nomi si scenderà solo nei prossimi giorni e, a quanto si apprende, potrebbero esserci un altro paio di incontri tra i big, sicuramente uno a ridosso del 18 aprile se la trattativa andrà per il meglio. Ma sembra chiaro che, se intesa ci sara', il punto di caduta sarà con molta probabilità, anche se nessuno fa nomi, un politico, come Giuliano Amato, Franco Marini, Massimo D'Alema o Emma Bonino, più che personalità più istituzionali anche se il presidente del Censis Giuseppe di Rita sarebbe molto quotato.
Insomma si sarebbe deciso di individuare insieme il candidato migliore in una rosa di personalita' dal profilo politico capace di gestire lo stallo istituzionale. Dopo settimane di mediazioni tra i pontieri, il Cavaliere e il leader Pd hanno deciso di andare a vedere di persona le carte dell'avversario. Le premesse dell'incontro, tenuto in un ufficio off limit alla Camera e confermato alla stampa solo al termine, non lasciavano presagire nulla di positivo: il Cavaliere, fino a stamattina, andava dicendo ai suoi di non fidarsi di Bersani e che, nel caso in cui il Pd avesse tirato dritto su una personalita' di parte come Romano Prodi, l'unica strada sarebbe stata il ritorno alle urne indicando anche nel 7 luglio una data possibile. Dal canto suo, Bersani aveva appena ribadito all'assemblea del gruppo Pd che non c'e' alcuno spazio per governissimi e che sul Colle i dem non avrebbero accettato ''ricatti o scambi''.
Ma, pur se le distanze restano, l'incontro, ''tranquillo'' anche nei toni, sostengono sia nel Pd sia nel Pdl, sembra aver convinto i due leader a ''tentarle tutte'', come dicono Enrico Letta e con parole simili Angelino Alfano, entrambi presenti alla riunione, per trovare un nome condiviso per il Quirinale. Ad aiutare il confronto sembra sia stata la premessa, condivisa da tutti, di separare la partita del Quirinale da quella del governo, intreccio che solo due settimane fa aveva fatto fallire la prima trattativa tra Pd e Pdl.
Per il Quirinale Bersani avrebbe rivendicato il dovere della prima proposta assicurando però che non si cercherà uno o più nomi di parte ma bensì capaci di ''unire'' quante più forze politiche. Sia il leader Pd sia l'ex premier si sono ben guardati dal fare nomi ''anche per evitare - spiegano fonti parlamentari - di bruciarseli a vicenda''. Ma l'identikit delineato e' quello di un politico, con un'esperienza navigata nelle istituzioni ma anche un dimostrato equilibrio. ''Dobbiamo anche tenere in considerazione la parita' di genere'', avrebbe buttato la' Bersani, non escludendo una candidata donna nella rosa.

domenica 11 novembre 2012

Maroni: la Lega ritirerà i suoi parlamentari di Camera e Senato


BOLOGNA - "Dopo l'approvazione della legge di stabilità e della legge elettorale, proporrò alla segreteria federale che la Lega decida di ritirare le proprie delegazioni da Camera e Senato". Lo ha detto Roberto Maroni, a Bologna per la manifestazione contro il governo Monti. Maroni ha invitato anche tutti i sindaci ad "azioni concrete che potranno arrivare anche allo sciopero fiscale e alle dimissioni di massa".