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mercoledì 5 marzo 2014

Anche Putin candidato al Nobel per la pace (!)

Vladimir Putin
OSLO - Il presidente russo, Vladimir Putin, è stato candidato al Nobel per la pace. Ad annunciarlo è stato il direttore dell'istituto Nobel di Oslo, Geir Lundestad: la notizia è immediatamente rimbalzata sui media russi. Tra i candidati figura anche Edward Snowden, la talpa del Datagate che ha ricevuto asilo in Russia.
Anche Papa Francesco è tra i candidati al premio Nobel per la pace, ha detto Lundestad, presentando la lista dei 278 nomi scelti dalle migliaia di persone abilitate a depositare candidature.

Putin candidato per la mediazione siriana - Putin è stato candidato per il suo ruolo nella crisi siriana, ma è più che probabile che la commissione per il Nobel valuti anche il suo intervento nella situazione ucraina. A ricevere la nomination per il Nobel per la pace 2014 è stato un numero record di 278 candiDati, incluse 47 organizzazioni, ha riferito Lundestad.


Numero record di candidature - "Abbiamo avuto un numero crescente di nomination da persone di Paesi che prima non avevano mai presentato candidature", ha aggiunto. Benché le nomination siamo rimaste segrete per 50 anni, migliaia di persone nel mondo hanno il diritto di proporre candidati, compreso qualsiasi membro di qualsiasi assemblea nazionale, e molti rendono pubblica la loro scelta. La commissione Nobel ha ristretto la lista tra 25 e 40 e la ridurrà ad una dozzina entro la fine di aprile. Il vincitore sarà annunciato il prossimo 10 ottobre a Oslo.

domenica 1 settembre 2013

Il Papa, forte appello alla pace (e giornata di preghiera il 7 settembre)

CITTA’ DEL VATICANO - Un accorato appello per la pace in Siria e in Medio Oriente. E' quello che ha rivolto oggi Papa Francesco all'Angelus da Piazza San Pietro. ''Vivo con particolare sofferenza e preoccupazione le tante situazioni di conflitto che ci sono in questa nostra terra. Ma in questi giorni - ha detto il Pontefice - il mio cuore è profondamente ferito da quello che sta accadendo in Siria e angosciato per i drammatici sviluppi che si prospettano. Rivolgo un forte appello per la pace. Quanta sofferenza, quanta devastazione, quanto dolore ha portato e porta l'uso delle armi in quel martoriato Paese''.
Il Papa ha condannato ''con particolare fermezza l'uso delle armi chimiche''. ''Ho ancora fisse nella mente e nel cuore le terribili immagini dei giorni scorsi - ha detto - C'è un giudizio di Dio e anche un giudizio della storia sulle nostre azioni a cui non si può sfuggire''.

''Per la pace in Siria, in Medio Oriente e nel mondo intero'' Papa Francesco ha deciso di indire per il 7 settembre ''una giornata di digiuno e preghiera''.

martedì 18 giugno 2013

Usa-talebani: colloqui diretti per la pace in Afghanistan. Si inizia tra 7 giorni in Qatar


WASHINGTON - Stati Uniti e talebani avvieranno colloqui diretti per negoziati di pace la prossima settimana a Doha, in Qatar, dove gli insorti afghani hanno aperto una sede di rappresentanza. Lo annunciano funzionari Usa.  Nei colloqui, aggiungono le fonti, gli Usa insisteranno perché "i talebani rompano i rapporti con al Qaida". I talebani sostengono una soluzione politica al conflitto in Afghanistan e gli sforzi per "ripristinare la pace": lo si legge in un comunicato del portavoce Zabihullah Mujahid, che sottolinea la volontà degli insorti di aprire contatti con la communità internazionale.  Il presidente Usa Barack Obama ha giustificato la decisione di avviare un negoziato diretto con i talebani come l'unica strada per la pace in Afghanistan. Parlando a margine del G8, Obama ha peraltro ammesso che il percorso non sarà facile né breve.

domenica 24 febbraio 2013

Firmato un accordo per la pace della Repubblica Democratica del Congo


ADDIS ABEBA - E' stato firmato l'accordo quadro regionale che dovrebbe porre fine alle violenze nella Repubblica Democratica del Congo. All'intesa, firmata da diversi capi di Stato africani a Addis Abeba, era presente anche il segretario generale dell'Onu, Ban Ki-moon. ''Si tratta solo dell'inizio di un percorso, di un approccio globale che ha bisogno di un impegno costante da parte di tutti'' gli attori della regione, ha spiegato Ban.
Ben 800.000 persone erano state costrette a sfollare dal gruppo ribelle il 23 marzo aveva preso le armi contro il governo di Kinshasa nel maggio scorso. 
L'accordo, firmato dai leader e rappresentanti di 11 paesi della regione dei Grandi Laghi, può portare alla creazione di una speciale brigata di intervento delle Nazioni Unite nel Congo orientale, insieme con gli sforzi politici per portare la pace.
Un primo tentativo di ottenere l'accordo di pace firmato il mese scorso era fallito  all'ultimo minuto. I presidenti della Repubblica democratica del Congo, Angola, Burundi, Repubblica Centrafricana, Repubblica del Congo, Ruanda, Sud Africa, Sud Sudan, Tanzania, Uganda e Zambia erano presenti o avevano delegato il potere di firmare l'accordo.
I ribelli di  M23 ribelli dicono di voler migliorare le condizioni di vita dei cittadini della Repubblica Democratica del Congo, ma l'Onu dice che sono sostenuti dal Ruanda, che è stato fortemente coinvolto in quanto i responsabili di genocidio del paese vi si rifugiarono in massa nel 1994 .
Il gruppo aveva brevemente preso il controllo della città di Goma lo scorso novembre. M23 controlla ancora parte della regione di Rutshuru, un territorio instabile, ma che si trova nella fertile  e ricca di minerali provincia del Nord Kivu e confina con il Ruanda e l'Uganda.
Molti dei suoi leader sono stati colpiti da sanzioni delle Nazioni Unite per presunte atrocità. Il gruppo è stato accusato di aver stuprato donne e ragazze, dell’uso di bambini soldato e dell'uccisione di centinaia di civili.