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martedì 11 dicembre 2012

Monti: il mio futuro? Quello che verrà, verrà...Alla crescita dovevano pensare i governi precedenti


ROMA - Il presidente del Consiglio Mario Monti è stato intervistato poco fa  a Uno Mattina. Ecco alcune delle sue affermazioni:

ITALIA ED EUROPA “In Italia negli anni scorsi lo spirito e la regola dell’appartenza all’Europa era trascurata e la situazione economica era di converso ytrascurata. Oggi possiamo ritenere di aver fatto un grossissimo passo avanti che però ha avuto un grande costo e non c’è stata crescita. Vorrei però sapere come potevamo salvare l’Italia e contemporaneamente farla crescere in fretta. Si poteva farlo ma bisognava pensarci prima, dovevano farlo i governi precedenti quando non c'era in più anche da curarsi dalla crisiNei mercati ci sono infiniti soggetti grandi e piccoli che cercano di fare i loro interessi, spesso senza scrupoli, ma non ci sono complotti di forze occulte”.
IL PRECIPIZIO “Ho evitato che l’Italia cadesse nel precIpizio e altri l’avrebbero facilmente conquistata. Ho coinvinto tutti che la situazione italiana era il riflesso anche delle difficoltà dell’Eurozona. Abbiamo conquistato le scudo anti spread, perché si è riconosciuto che se c’erano spread così alti, c’era un problema più generale, non solo italiano”
LE DUE VELOCITA’ “Le due velocità dei Paesi  ci sono, ma dal punto di vista economico sono anche soluzioni variabili: dieci anni fa il grande malato d’Europa era la Germania. L’Europa ha spazio pee aiutare e aiutarsi, ma sono pericolosissimi gli stereotipi tipo quelli sulle nazioni del nord e del sud. Mi fanno arrabbiare.”
POPULISMI - “Il populismo c’è in quasi tutta Europa. Da noi ci sono state manifestazioni di secessionismo e d’altro canto ogni periodo elettorale ha dato luogo alla tendenza di ipersemplificare le cose per conquistare i cittadini, invece di prospettare un futuro logico e non promettere ciò che non può essere mantenuto. ci vuole autodisciplina per trattare i cittadini non come sciocchi, ma come cittadini maturi”.
LO SPREAD “Lo spread mi preoccupa, ma va preso con sangue freddo. Spero che i mercati constateranno che un governo qui da noi c’è e continua a lavorare. Dello spread non si deve fare un totem. Mio nipote era a casa nel pomeriggio e ha visto al telegiornale che si parlava di spread. E ha detto 'mamma, ma spread sono io'. Perché all'asilo lo chiamano 'Spread'. Le colpe dei nonni ricadono sui nipoti"
IL FUTURO “Non capisco perché ci deve interesse per il futuro di una persona anziana come me. La politica è soprattutto cultura, qualunque veste mi tocchi in futuro, continuerò a farlo in quest’ottica. E tutto il resto verrà...”.

mercoledì 31 ottobre 2012

Grilli: nella legge di stabilità "non c'è maggior prelievo fiscale"


ROMA  - Nella legge di stabilità "non c'é maggiore prelievo fiscale" e "non aumenta l'Iva", decisione questa "che era stata già presa nel dicembre scorso". Lo afferma il ministro dell'economia Vittorio Grilli intervenendo a Unomattina secondo cui "anzi per la prima volta da 1 anno e mezzo si cerca una inversione di tendenza". "Mi sembra il dibattito sia confuso - ha spiegato - non ha nulla a che fare con aumento iva" il cui aumento di due punti che doveva partire dal 1 novembre il governo anzi ha scongiurato.

Per l'iter della legge di stabilità bisogna "chiarire il percorso. Sono fiducioso che troveremo la soluzione giusta". Oggi Grilli alle 16 incontra i relatori Pier Paolo Baretta (Pd) e Renato Brunetta (Pdl) per fare il punto sulle modifiche richieste dai partiti che sostengono il governo, in particolare in materia fiscale.

"Noi riteniamo che dal secondo trimestre in avanti del prossimo anno riusciremo a riprendere a crescere dopo i grandi sforzi sulle riforme strutturali”. Grilli ha sottolieneato anche "il contesto internazionale complicato" e che "l'Italia non può da sola creare crescita". Grilli ha ricordato che quest'anno le stime del governo prevedono un calo del 2,4% del Pil.

venerdì 29 luglio 2011

Tremonti: se ho fatto errori, l'unica scusante è perché ho lavorato un sacco. Io non ho bisogno di rubare

ROMA - "Se ho fatto degli errori l'unica scusante è perché ho lavorato un sacco. Ma io non ho bisogno di rubare i soldi agli italiani. Comunque, se ci sono stati illeciti la magistratura procedera'". Lo ha detto il ministro dell'Economia Giulio Tremonti commentando la vicenda relativa all'appartamento che aveva preso in uso dall'ex consigliere Marco Milanese nel centro di Roma. Intervistato sulla Rai nel programma 'Unomattina', Tremonti ha ricordato: "Prima di fare il ministro dichiaravo un reddito di 10 miliardi di vecchie lire. Ora dò in beneficenza più' di quello che prendo come parlamentare. Non ho casa a Roma, non me ne frega niente e non faccio vita di salotti. Forse - ha aggiunto - avrei dovuto essere piu' attento ma se ci sono stati illeciti la magistratutra procedera'".
La difesa di Tremonti è affidata anche a un colloquio con la Repubblica in cui ha ammesso che accettare quella casa nel centro di Roma è stata "una stupidata" ma che quella leggerezza è stata fatta perché prima viveva in caserma ma lì, ha detto, "non mi sentivo più tranquillo. Nel mio lavoro ero spiato, controllato, pedinato".

Quanto all'ipotesi di dimissioni non se ne parla. "Io lavoro - ha detto Tremonti intervenendo a "Unomattina" su RaiUno - faccio un lavoro difficile e impegnativo e vorrei continuare a farlo. Credo anche, per quanto posso, nell'interesse del mio Paese".