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martedì 25 febbraio 2014

I “re del catering” di Catania arrestati per estorsione

CATANIA . Una delle gastronomie dei Bosco
CATANIA - Ci sono anche componenti di una famiglia nota a Catania, i Bosco,  perché titolare di una catena di supermercati e di società di catering, tra i destinati di un'ordinanza applicativa di misure cautelari e reali eseguita dalla Squadra mobile etnea. Sono in tutto 27 le persone indagate per i reati di associazione per delinquere finalizzata all'usura ed estorsione. La polizia sta sequestrando anche diversi beni appartenenti al patrimonio personale e aziendale della famiglia Bosco e di altri indagati.
Nel corso del blitz denominato Money Lender, scattato nelle prime ore del mattino, gli agenti hanno sequestrato un'ingente somma di denaro, centinaia di migliaia di euro, trovata nella cassaforte di uno degli arrestati.

Durante una serie di perquisizioni, la polizia avrebbe sequestrato, complessivamente, alcune centinaia di migliaia di euro in contanti.

venerdì 20 dicembre 2013

Riarrestato Lavitola pertentata estorsione a Impregilo per appalti a Panama. E avrebbe ricattato anche Berlusconi


ROMA - La Digos di Napoli ha arrestato l'ex direttore de "L'Avanti", Valter Lavitola. L'accusa è di tentata estorsione ai danni della società Impregilo. L'inchiesta riguarda appalti a Panama.
Negli atti dell'indagine che ha portato all'emissione di una nuova ordinanza per Lavitola si fa riferimento anche all'ex premier Silvio Berlusconi. Il ruolo di Berlusconi nella vicenda , secondo quanto trapelato, sarebbe comunque quello di "vettore inconsapevole" del tentativo di corruzione attuato da Lavitola.
L'inchiesta e' condotta dal procuratore aggiunto di Napoli Francesco Greco e dal pm Henry John Woodcock . Le accuse si riferiscono alla promessa da parte della societa' Impregilo di realizzare un ospedale a Panama in cambio dell'attribuzione da parte delle autorita' panamensi dell'appalto per la realizzazione della metropolitana di Panama City, appalto poi attribuito a altra societa' non italiana.Vi sarebbero state minacce di ritorsioni di vario genere nei confronti dei responsabili dell'Impregilo per indurli a realizzare comunque l'ospedale. I pm contestavano anche l'ipotesi di corruzione internazionale, non condivisa dal gip, che ha ritenuto invece sussistente l'ipotesi di istigazione alla corruzione.
Lavitola avrebbe presentato escort  a Panama all'allora presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e filmato gli incontri sessuali. Lo avrebbe riferito, ai pm napoletani che indagano sugli appalti a Panama, l'imprenditore Angelo Capriotti in un verbale allegato agli atti dell'inchiesta che ha riportato in cella il faccendiere.

Capriotti, destinatario di un'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dalla Procura di Napoli e arrestato a marzo scorso all'aeroporto di Zurigo, avrebbe riferito di avere appreso dell'esistenza di questi video, e di altro materiale compromettente sul presidente di Panama Ricardo Martinelli, dall'ex direttore dell'Avanti. In particolare il 9 aprile scorso avrebbe riferito ai pm Vincenzo Piscitelli e Henry John Woodcock che, in occasione di un soggiorno a Panama del Cavaliere, Lavitola "aveva procurato, come avvenuto in Brasile, delle ragazze per il presidente del Consiglio Italiano".

mercoledì 18 dicembre 2013

‘Ndrangheta, arresti in Lombardia per “estorsione aggravata dal metodo mafioso”


MILANO - Sono diversi gli arresti, su richiesta della Direzione distrettuale antimafia di Milano, in Lombardia nei confronti di persone ritenute vicine al clan della 'ndrangheta dei Mancuso. Nel blitz eseguite anche perquisizioni. Sono tutti accusati di estorsione aggravata dal metodo mafioso. I carabinieri stanno eseguendo gli arresti anche in alcune province del Sud Italia. L'indagine, chiamata "Grillo parlante 2" fa specifico riferimento al fenomeno "dell'infiltrazione mafiosa nel tessuto economico-imprenditoriale locale" della Lombardia, argomento al centro della Commissione Antimafia tenutasi martedì a Milano.

lunedì 9 dicembre 2013

Cassino, arrestata la moglie di Vallanzasca e altri 17: usura, estorsione, mafia

Antonella D'Agostino
CASSINO (Frosinone) - La polizia di Cassino (Frosinone) ha arrestato 18 persone, tra le province di Frosinone e Caserta, nell'ambito di un'articolata indagine coordinata dalla Dda di Napoli. Tra esse un esponente di “eccezione” a ricoprire un ruolo di primaria importanza nell’organizzazione: Antonella D’Agostino, la moglie di Renato VallanzascaAvrebbe avuto un ruolo di intermediazione in un'operazione di acquisizione di un hotel a Mondragone e in alcune vicende usuraie. Dalle indagini risulterebbe anche il coinvolgimento di Vallanzasca, che, come fanno sapere gli inquirenti, sebbene detenuto, avrebbe mantenuto rapporti con contesti criminali. Secondo gli inquirenti, Antonella D'Agostino, sarebbe apparsa strettamente legata ai vertici del clan mondragonese, come anche ad alcuni esponenti del clan Esposito.
Le persone sarebbero affiliate al gruppo camorristico “Perfetto”, diretta espressione del clan “La Torre” e ritenute responsabili di associazione a delinquere di stampo mafioso (416 bis CP) nonché di usura ed estorsione, nelle province di Caserta, Latina, Milano, Napoli e Terni. Sequestrate 5 società, bar, ristoranti, beni mobili ed immobili degli indagati per un valore di milioni di euro.

Le indagini sono partite nel 2011 dal Commissariato di Polizia di Cassino, diretto dal vice questore aggiunto, Francesco Putorti', a seguito di episodi di usura ed estorsione a danno di alcuni imprenditori operanti tra Cassino ed il Basso Lazio. Intimiditi dagli atteggiamenti mafiosi dei camorristi, nessun imprenditore ha voluto collaborare con la Polizia, che ha dovuto avviare una riservatissima attività investigativa durata oltre due anni. Il gruppo camorristico approfittava dello stato di bisogno delle vittime concedendo prestiti, per i quali poi pretendeva oltre alla restituzione del capitale ingenti maggiorazioni di interessi usurari, ottenendoli grazie alla forte intimidazione esercitata ricorrendo a concrete minacce che andavano dalla sottrazione dei beni e cessione dell’attività fino ad arrivare a quelle della morte.
Emerge che anche una impiegata dell'Asl del comune di Cellole, in provincia di Caserta, si è rivolta ai componenti del sodalizio criminale per recuperare una somma denaro concessa in prestito. Ben consapevole - sostengono gli investigatori - del loro spessore criminale e dei metodi utilizzati per raggiungere gli obiettivi prefissati.

venerdì 12 aprile 2013

Usura ed estorsione con “metodo mafioso”: 5 arresti a Bari


BARI - Dalle prime ore di questa mattina, i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo del Comando Provinciale di Bari stanno conducendo un'operazione, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia, volta a sgominare un'organizzazione dedita ad usura ed estorsione commesse con l'aggravante del metodo mafioso, ai danni di tre imprenditori locali. I tassi praticati sul denaro prestato superavano il 130%. Cinque i provvedimenti cautelari in corso di esecuzione.

lunedì 4 marzo 2013

Estorsione a Berlusconi: Lavitola condannato a 2 anni e 8 mesi


NAPOLI - L'ex direttore de "L'Avanti", Valter Lavitola, è stato condannato a due anni e otto mesi per tentata estorsione ai danni di Silvio Berlusconi. E' stato invece assolto Carmelo Pintabona, l'imprenditore italo-argentino accusato di concorso. La sentenza è stata emessa al termine del processo con rito abbreviato celebrato a Napoli; i pm avevano chiesto la condanna dei due rispettivamente a quattro anni e un anno sette mesi.

mercoledì 26 settembre 2012

L’inchiesta per estorsione a carico di Dell’Utri spostata dalla Cassazione a Milano


ROMA - La Cassazione ha deciso di spostare alla Dda di Milano l'inchiesta della procura di Palermo sulla presunta estorsione che vede implicato il senatore del Pdl Marcello dell'Utri, accogliendo così la richiesta dei legali di Silvio Berlusconi e le indicazioni del procuratore nazionale antimafia Piero Grasso.
Il Procuratore generale della Cassazione ha stabilito l'incompetenza territoriale della procura di Palermo e ritenuto competente quella di Milano. "Questa decisione - ha commentato lo stesso Dell'Utri - dimostra che è un'inchiesta del cavolo che non era neppure da aprire, che non ha senso". La decisione è stata notificata alle parti proprio oggi. Gli avvocati dell'ex premier Berlusconi - sentito dai pm all'inizio del mese - avevano chiesto il trasferimento dell'inchiesta a Monza, perché la presunta estorsione sarebbe "casomai avvenuta ad Arcore". Il Pg ha ritenuto valide queste motivazioni, confermando il trasferimento.