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lunedì 9 dicembre 2013

Cassino, arrestata la moglie di Vallanzasca e altri 17: usura, estorsione, mafia

Antonella D'Agostino
CASSINO (Frosinone) - La polizia di Cassino (Frosinone) ha arrestato 18 persone, tra le province di Frosinone e Caserta, nell'ambito di un'articolata indagine coordinata dalla Dda di Napoli. Tra esse un esponente di “eccezione” a ricoprire un ruolo di primaria importanza nell’organizzazione: Antonella D’Agostino, la moglie di Renato VallanzascaAvrebbe avuto un ruolo di intermediazione in un'operazione di acquisizione di un hotel a Mondragone e in alcune vicende usuraie. Dalle indagini risulterebbe anche il coinvolgimento di Vallanzasca, che, come fanno sapere gli inquirenti, sebbene detenuto, avrebbe mantenuto rapporti con contesti criminali. Secondo gli inquirenti, Antonella D'Agostino, sarebbe apparsa strettamente legata ai vertici del clan mondragonese, come anche ad alcuni esponenti del clan Esposito.
Le persone sarebbero affiliate al gruppo camorristico “Perfetto”, diretta espressione del clan “La Torre” e ritenute responsabili di associazione a delinquere di stampo mafioso (416 bis CP) nonché di usura ed estorsione, nelle province di Caserta, Latina, Milano, Napoli e Terni. Sequestrate 5 società, bar, ristoranti, beni mobili ed immobili degli indagati per un valore di milioni di euro.

Le indagini sono partite nel 2011 dal Commissariato di Polizia di Cassino, diretto dal vice questore aggiunto, Francesco Putorti', a seguito di episodi di usura ed estorsione a danno di alcuni imprenditori operanti tra Cassino ed il Basso Lazio. Intimiditi dagli atteggiamenti mafiosi dei camorristi, nessun imprenditore ha voluto collaborare con la Polizia, che ha dovuto avviare una riservatissima attività investigativa durata oltre due anni. Il gruppo camorristico approfittava dello stato di bisogno delle vittime concedendo prestiti, per i quali poi pretendeva oltre alla restituzione del capitale ingenti maggiorazioni di interessi usurari, ottenendoli grazie alla forte intimidazione esercitata ricorrendo a concrete minacce che andavano dalla sottrazione dei beni e cessione dell’attività fino ad arrivare a quelle della morte.
Emerge che anche una impiegata dell'Asl del comune di Cellole, in provincia di Caserta, si è rivolta ai componenti del sodalizio criminale per recuperare una somma denaro concessa in prestito. Ben consapevole - sostengono gli investigatori - del loro spessore criminale e dei metodi utilizzati per raggiungere gli obiettivi prefissati.

venerdì 12 aprile 2013

Usura ed estorsione con “metodo mafioso”: 5 arresti a Bari


BARI - Dalle prime ore di questa mattina, i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo del Comando Provinciale di Bari stanno conducendo un'operazione, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia, volta a sgominare un'organizzazione dedita ad usura ed estorsione commesse con l'aggravante del metodo mafioso, ai danni di tre imprenditori locali. I tassi praticati sul denaro prestato superavano il 130%. Cinque i provvedimenti cautelari in corso di esecuzione.

lunedì 4 marzo 2013

Monza: 43 arresti per usura, riciclaggio e contatti camorristici. Coinvolto ex assessore monzese

Giovanni Antonicelli

MONZA- Operazione anticrimine dei carabinieri che, dalle prime ore dell'alba, hanno effettuato una serie di arresti a Monza, Milano, Lecco, Padova, Napoli, Avellino, e Salerno contro una presunta banda legata a usura e a riciclaggio. L'indagine ha fatto emergere contatti con ambienti camorristici e della politica. Tra gli arrestati figura un'ex assessore all'Ambiente del Comune di Monza, Giovanni Antonicelli (Pdl) in carica dal 2007 al 2012. Il politico, che faceva parte della giunta del centrodestra guidata dal sindaco Mariani, era stato costretto alle dimissioni da un'inchiesta della Procura di Monza per corruzione. Per lui anche l'accusa di voto di scambio con alcuni esponenti dei clan camorristici Gionta e Mariano.

L'indagine, denominata "Briantenopea" - hanno spiegato i carabinieri -, ha consentito di disvelare l'esistenza e l'operatività nel monzese di una radicata associazione per delinquere composta, prevalentemente, da soggetti italiani di origine campana di elevato spessore criminale, in contatto con esponenti di clan camorristici del napoletano (Gionta e Mariano).

Il gruppo criminale indagato, con base a Monza, secondo l'inchiesta coordinata dalla Procura della Repubblica del capoluogo brianteo, era in contatto con esponenti di clan camorristici del napoletano. Gli arresti effettuati questa mattina nelle province di Monza, Milano, Lecco, Avellino e Salerno sono in tutto 43 e altre 16 persone sono state raggiunte da un decreto di perquisizione. Oltre all'ex assessore di Monza, risulta coinvolto anche un ex consigliere comunale di Milano, attivo a Palazzo Marino tra il 2009 e il 2011.
L'indagine avrebbe rivelato  "pesanti infiltrazioni della camorra nella pubblica amministrazione monzese, a più livelli". Tra le carte, si ipotizza anche l'ipotesi di voto di scambio con personaggi legati alla malavita, i quali, sempre secondo quanto confermano gli investigatori, "riproducono in Brianza gli stessi schemi di un clan della camorra". A reggere le fila, sarebbe un imprenditore di origine campana, la cui identità è coperta dal segreto istruttorio

lunedì 20 febbraio 2012

Arrestati a Cosenza dieci usurai: prestavano soldi a pensionati, commercianti e piccoli imprenditori a tassi fino al 40% mensili


COSENZA - Un'operazione dei carabinieri di Cosenza e' in corso per l'esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare nei confronti di dieci persone accusate di usura ed estorsione. Gli indagati sono accusati di avere prestato circa 500 mila euro a pensionati, commercianti e piccoli imprenditori, applicando tassi di interesse che variavano dal 10 al 40% mensile. L'inchiesta, avviata nel 2010 dai carabinieri del reparto operativo, e' stata coordinata dalla Procura di Cosenza.
Ci sono anche parenti di Giuseppe Ruffolo, un pregiudicato di 33 anni ucciso lo scorso anno a Cosenza, tra le persone arrestate. Ruffolo, assassinato in un agguato il 22 settembre scorso mentre era alla guida della sua auto da un uomo che gli ha sparato con una pistola calibro 7.65, era stato arrestato per usura nel 2009. Per il movente del delitto gli investigatori seguono la pista della vendetta maturata negli ambienti della criminalita' e, in particolare, nell'ambiente degli usurai.
L'inchiesta di oggi, comunque, non riguarda quel delitto. I dieci provvedimenti restrittivi eseguiti oggi dai carabinieri sono stati emessi dal gip del Tribunale di Cosenza Luigi Branda, su richiesta del procuratore Dario Granieri e del sostituto Giuseppe Cozzolino.