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mercoledì 21 gennaio 2015

CASERTA, truccavano appalti per il clan dei Casalesi, 24 arresti

NAPOLI, 21 gennaio - Ventiquattro persone sono state arrestate in un'operazione della Dia di Napoli nell'ambito di un'inchiesta su appalti truccati delle Asl di Caserta aggiudicati a imprese del clan dei Casalesi, con l'appoggio di politici e amministratori pubblici. In corso anche numerosi sequestri di società e di beni.
L'operazione - si apprende dalla Dia di Napoli - è scattata nelle prime ore di stamani nell' ambito di un'articolata indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Napoli. Gli arresti sono stati fatti nelle provincie di Caserta, Napoli e Verona. I reati ipotizzati, a vario titolo, sono associazione per delinquere di tipo mafioso, corruzione, turbata libertà del procedimento di scelta del contraente e abuso d' ufficio.

L'inchiesta riguarda una serie di presunti appalti truccati indetti dall' Azienda Sanitaria Sant'Anna e San Sebastiano di Caserta.

giovedì 4 dicembre 2014

MAFIA CAPITALE, l'Autorità Anticorruzione crea un pool per investigare sugli appalti

ROMA - L'Autorità Anticorruzione, guidata da Raffaele Cantone che oggi ha incontrato il sindaco Ignazio Marino, costituirà al proprio interno un pool di esperti per analizzare possibili appalti sospetti legati all'inchiesta "Mafia Capitale". Il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti ha disposto "un'indagine conoscitiva presso tutte le principali centrali appaltanti della Regione quali: Asl, Ater, Centrale Unica e Dipartimenti per conoscere se società legate all'inchiesta abbiano partecipato a gare e a bandi pubblici ed il loro esito".
IL VIDEO DELLA CATTURA DI CARMINATI - "Lo abbiamo bloccato, lo abbiamo bloccato". Uno dei carabinieri che ha partecipato alla cattura di Massimo Carminati, ex Nar a capo della Mafia romana, lo esclama alla radio comunicando l'avvenuto arresto. Il momento della cattura è in un video del Ros. "Scendi, scendi da questa c... di macchina". Sono le parole che un carabiniere del Ros urla a Massimo Carminati al momento della cattura immortalata in un video. "Signora vada fuori, ferma la macchina", dice un altro militare rivolgendosi anche ad una donna che era in auto con Carminati.

mercoledì 4 giugno 2014

Appalti Mose: arrestato il sindaco di Venezia Orsoni, chiesto l’arresto dell’ex ministro Galan, 35 in manette

VENEZIA - Il sindaco Orsoni, a destra, in visita ai cantieri del Mose
VENEZIA - Il sindaco di Venezia Giorgio Orsoni (Pd) è stato arrestato nell'inchiesta per corruzione, concussione e riciclaggio, della Procura di Venezia nell'ambito delle indagini sull'ex ad della Mantovani Giorgio Baita e gli appalti per il Mose. In manette anche l'assessore regionale alle Infrastrutture Renato Chisso di Forza Italia.  A vario titolo, sono finite in manette 35 persone complessivamente ed un altro centinaio sarebbero gli indagati. Per la gdf fondi neri per 20 milioni di euro erano indirizzati alla politica.
Nell'ambito dell'inchiesta la Procura della Repubblica ha chiesto l'arresto dell'ex Governatore veneto e Ministro, oggi senatore, Giancarlo Galan. Lo si apprende da fonti della Procura stessa. Per poter procedere, però, occorre il placet dell'apposita Commissione di Palazzo Madama.
Tra le persone arrestate anche il consigliere regionale del Pd Giampiero Marchese, gli imprenditori Franco Morbiolo e Roberto Meneguzzo nonché il generale in pensione Emilio Spaziante, fino al 4 settembre 2013 comandante in seconda della Guardia di Finanza 

Tra i 35 arrestati anche due ex Presidenti del magistrato alle acque emanazione del Ministero delle infrastrutture Patrizio Cuccioletta e Maria Giovanna Piva. Entrambi sarebbero entrati nella vicenda in base - secondo fonti degli inquirenti - a dichiarazioni fatte nel corso dell'inchiesta da parte degli indagati dei vari filoni d'indagine.
I dettagli dell'inchiesta - La raffica di arresti giunge a tre anni dall'apertura dell'inchiesta, da parte della guardia di finanza, sulla presunta distrazione di fondi relativi al Mose, l'opera di salvaguardia per Venezia. I pm Stefano Ancillotto, Stefano Buccini e Paola Tonino avevano scoperto che l'ex manager della Mantovani Giorgio Baita, con il beneplacito del proprio braccio destro, Nicolò Buson, aveva dirottato denaro in una serie di fondi neri all'estero. I soldi, secondo l'accusa, venivano portati da Claudia Minutillo, imprenditrice ed ex segretaria personale di Galan, a San Marino, dove venivano riciclati da William Colombelli grazie alla propria azienda finanziaria Bmc.
Almeno 20 milioni di euro, così occultati, erano finiti in conti esteri d'oltre confine. Secondo l'accusa erano indirizzati alla politica, circostanza che ha fatto scattare l'operazione.

Solo una settimana fa, eraè trapelata anche la notizia di un avviso di garanzia all'ex ministro Altero Matteoli. Ma il primo colpo al sistema viene inferto il 28 febbraio 2013 con l'arresto di Piergiorgio Baita, allora ai vertici della Mantovani il colosso padovano delle costruzioni, fra i soci pesanti di Cvn ora impegnato sul fronte di Expo 2015 con l'aggiudicazione di lavori er circa 65 milioni di euro. L'accusa, formulata dal pm Stefano Ancilotto, è associazione per delinquere finalizzata alla frode fiscaleattraverso un giro vorticoso di fatture false tramite "cartiere" collocate per lo più all'estero. Con Baita finiscono in carcere Claudia Minutillo, ex segretaria personale di Galan e ad di Adria Infrastrutture società della galassia Mantovani, il responsabile amministrativo di quest'ultima Nicola Buson e il console onorario di San Marino William Colombelli a capo della Bmc Broker, azienda di consulenza che dalle pendici del Titano garantiva a Baita un flusso ininterrotto di "uscite certificate" per attività mai svolte. Circa 20 milioni di euro la cifra calcolata per la maxi evasione.
A distanza di circa 4 mesi e mezzo arriva il secondo colpo al sistema. È il 12 luglio 2013 quando si capisce che in laguna nulla sarà come prima. L'arresto di Giovanni Mazzacurati, sconvolge insieme all'opinione pubblica, equilibri che sembravano eterni. 
Il grande burattinaio - Mazzacurati, poi finito ai domiciliari, era stato definito "il grande burattinaio" di tutte le opere relative al Mose. Indagando su di lui erano spuntate fatture false e presunte bustarelle che hanno portato all'arresto di Pio Savioli e Federico Sutto, rispettivamente consigliere e dipendente di Cvn, e quattro imprenditori che si spartivano i lavori.

Due inchieste un unico filone, alla ricerca dei fondi neri milionari creati truccando le gare e facendo lievitare i costi non solo del Mose ma anche delle opere connesse alla salvaguardia di Venezia e finanziate con la Legge speciale. Soldi depositati su conti criptati e affidati alla "discrezione" di istituti bancari con sede nei paradisi fiscali. Già un anno fa la domanda, retorica, che si erano posti gli inquirenti era: a cosa serviva tutto quel denaro fantasma? La risposta era contenuta nella ponderosa relazione trasmessa dal pm al gip, costellata da numerosi omissis motivati da esigenze investigative, dietro i quali si nascondevano nomi cosiddetti eccellenti di corruttori e corrotti. All'alba di oggi, a due giorni dalla festa della Repubblica, il crollo definitivo del sistema.
"Uno sconquasso politico" -  L'ex sindaco di Venezia Massimo Cacciari intervistato da SkyTg24 sull'inchiesta che ha portato all'arresto dell'attuale sindaco Giorgio Orsoni ha commentato: "E' uno sconquasso politico".




mercoledì 8 gennaio 2014

L'Aquila, otto indagati (anche l'attuale vicesindaco) per tangenti post terremoto

L'AQUILA - Otto indagati, quattro dei quali posti agli arresti domiciliari: è l'esito dell'inchiesta "Do ut des" della procura de L'Aquila relativa ad appalti legati alla ricostruzione post-terremoto del 2009. Le accuse per le persone coinvolte sono, a vario titolo, di millantato credito, corruzione, falsità materiale e ideologica e appropriazione indebita. Tra le otto persone coinvolte spicca il nome dell'attuale vicesindaco de L'Aquila, Roberto Riga, indagato, all'epoca dei fatti assessore all'urbanistica, che però parla di "fulmine a ciel sereno su una vicenda che non conosco" e confida "nella magistratura alla quale fornirò elementi per mettere in evidenza la mia piena estraneità".
Personaggi di primo piano anche due dei quattro arrestati ai domiciliari: Pierluigi Tancredi, 60 anni, attuale dirigente dell'Asl 1, più volte assessore della giunta di centrodestra negli anni Duemila, all'epoca dei fatti consigliere comunale delegato per il recupero e la salvaguardia dei beni costituenti il patrimonio artistico della città, e Vladimiro Placidi, 57 anni, assessore comunale alla Ricostruzione dei beni culturali dopo il terremoto nel primo mandato del sindaco, Massimo Cialente, nonché direttore del Consorzio dei beni culturali della Provincia.
Ai domiciliari anche Daniela Sibilla, 38 anni, dipendente collaboratrice del Consorzio beni culturali e già collaboratrice di Tancredi durante i suoi mandati di assessore, e Pasqualino Macera, 56 anni, all'epoca funzionario responsabile Centro-Italia del Mercatone Uno. Oltre a Riga, gli altri denunciati sono Mario Di Gregorio, 45 anni, direttore del settore Ricostruzione pubblica e patrimonio del Comune de L'Aquila, all'epoca dei fatti funzionario responsabile dell'ufficio Ricostruzione; Fabrizio Menestò, 65 anni, ingegnere di Perugia, all'epoca direttore e progettista dei lavori per le opere provvisionali di messa in sicurezza di palazzo Carli, sede del rettorato dell'Università; Daniele Lago, 40 anni, imprenditore di Bassano del Grappa e amministratore delegato della Steda Spa, aggiudicataria di alcuni appalti. Sono 13 le perquisizioni svolte presso alcune ditte, abitazioni private e dentro gli uffici del Comune de L'Aquila.
I reati, secondo l'accusa, sarebbero stati commessi nel capoluogo nel periodo che va dal settembre 2009, pochi mesi dopo il terremoto, al luglio 2011; l'entità delle presunte tangenti contestate è di 500mila euro, mentre è stata accertata l'appropriazione indebita di 1 milione e 268mila euro da parte di alcuni indagati attraverso la contraffazione della documentazione contabile relativa al pagamento di alcuni lavori.
Secondo gli inquirenti a L'Aquila esisteva un sistema corruttivo in base al quale alcuni imprenditori interessati ai lavori per la ricostruzione post-terremoto pagavano tangenti, sia in denaro sia attraverso la consegna di moduli abitativi provvisori, a funzionari pubblici per aggiudicarsi appalti relativi a lavori di messa in sicurezza.

venerdì 8 novembre 2013

Arrestato il sindaco di Adro che aveva tappezzato la scuola con il sole leghista

BRESCIA - Oscar Lancini, sindaco di Adro (famoso per aver tappezzato la scuola del paese con il sole delle Alpi), è stato arrestato dai Carabinieri ed è agli arresti domiciliari. E' accusato di turbata libertà degli incanti e turbata libertà del procedimento di scelta del contraente. Avrebbe favorito alcune aziende nella gara d'appalto per la realizzazione di alcune opere in paese.

 Oscar Danilo Lancini, 48 anni, di professione imprenditore, divenne famoso nel 2010, per aver negato la mensa ai bambini della scuola elementare del paese, l'istituto comprensivo 'Gianfranco Miglio', i cui genitori non erano in regola per il pagamento, e per la vicenda dei simboli leghisti, il Sole delle Alpi, disseminati per l'intero edificio scolastico. Fu un benefattore, un imprenditore, quasi omonimo del sindaco, Silvano Lancini, che si fece carico del primo problema versando circa diecimila euro per far fronte alle somme non pagate. Lancini (Silvano) fu nominato cavaliere della Repubblica dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Nel secondo caso, fu necessario l'intervento dell'allora ministro dell'istruzione Maria Stella Gelmini, per rimuovere i simboli del Sole delle Alpi e Lancini fu anche condannato dalla Corte dei Conti per questa vicenda al pagamento di circa 10.600 euro con suoi sei assessori. E' anche indagato per peculato su denuncia della Cgil, perché aveva inviato alle famiglie di Adro delle lettere su carta intestata del Comune per replicare ad alcune prese di posizione della stessa Camera del Lavoro di Brescia.

mercoledì 10 luglio 2013

Appalti Enav, arresti e perquisizioni in tutta Italia


ROMA - Dalle prime ore della mattina i Finanzieri del Nucleo Polizia Tributaria di Roma e i carabinieri del Ros stanno eseguendo numerosi arresti per il fallimento di una società, già al centro dell'inchiesta ''Enav-Finmeccanica'' condotta dalla Procura della Repubblica di Roma. In corso di esecuzione oltre 100 perquisizioni in tutta Italia

mercoledì 22 maggio 2013

Le mani della mafia sulla metanizzazione in Sicilia: sequestrati 48 milioni di euro


PALERMO - Le mani dei boss sugli appalti per la metanizzazione in Sicilia. Un ingente patrimonio costituito da società, attività commerciali, immobili di pregio e disponibilità finanziarie, del valore complessivo di circa 48 milioni di euro, è stato sequestrato dalla guardia di finanza di Palermo in esecuzione di un provvedimento emesso dalla sezione misure di prevenzione del tribunale di Palermo su proposta della Procura della Repubblica. Il sequestro è il risultato di un'indagine del nucleo di polizia tributaria della guardia di finanza di Palermo, coordinata dal procuratore aggiunto Vittorio Teresi e dal sostituto Dario Scaletta, che ha fatto emergere le infiltrazioni di 'Cosa Nostra e dei suoi leader storici - fra cui Bernardo Provenzano, Leoluca Bagarella e Matteo Messina Denaro - negli affari delle societa' appartenenti ad un gruppo imprenditoriale che ha curato, a cavallo fra gli anni '80 e '90, la metanizzazione di diverse aree del territorio siciliano. Le indagini si sono concentrate in primo luogo sulla genesi del gruppo, costituito negli anni '80 da un dipendente pubblico, grazie all'investimento di ingenti risorse finanziarie di dubbia provenienza, sviluppatosi grazie alla protezione della mafia e ad appoggi politici - in particolare dell'ex sindaco di Palermo Vito Ciancimino - arrivando ad ottenere ben 72 concessioni per la metanizzazione di comuni della Sicilia e dell'Abruzzo, i cui lavori di realizzazione sono stati in più occasioni affidati in sub appalto ad imprese direttamente riconducibili a soggetti con precedenti per mafia e comunque vicini alla criminalità organizzata.
L'inchiesta si è avvalsa di numerosi riscontri legati alle dichiarazioni di collaboratori di giustizia come Giovanni Brusca, Vincenzo Ferro, Antonino Giuffré; al contenuto di alcuni pizzini sequestrati a boss mafiosi; all'esame di decine di contratti di appalto e sub appalto per l'esecuzione di lavori connessi alle opere di metanizzazione. Gli investigatori hanno ricostruito la storia delle diverse società del gruppo in parallelo a quella della ricchezza accumulata nel tempo dalla famiglia del fondatore, subentrata nelle gestione dopo il suo decesso avvenuto nel 2000. L'indagine si è poi estesa alle operazioni di cessione dell'intero pacchetto azionario e del patrimonio delle società, nel 2004, per un corrispettivo di circa 115 milioni di euro, che avrebbe permesso agli eredi dell'imprenditore di "ripulire" gli ingenti proventi acquisiti grazie all'appoggio di Cosa Nostra nella costituzione di nuove società, nell'avvio di fiorenti attività commerciali e nell'acquisto di beni immobili a Palermo e nella provincia di Sassari, tra appartamenti, ville e case di pregio. Tra i beni sequestrati, in Sicilia e Sardegna, figurano società immobiliari e di produzione di metalli preziosi, imprese agricole, attività commerciali di prodotti petroliferi, oggetti d'arte, appartamenti, uffici, locali affittati ad importanti aziende e catene commerciali - molti dei quali nel centro di Palermo - immobili, locali commerciali, opifici, autorimesse, magazzini e disponibilità bancarie.

venerdì 27 gennaio 2012

Ecco il "pacchetto" delle semplificazioni


ROMA - Il consiglio dei ministri ha approvato il decreto legge contenente "norme di semplificazione orientate ai cittadini e all'economia". Lo ha detto il premier Monti, che ha anche spiegato come non sia stato affrontato nel dl il tema del valore legale del titolo di studio "per il quale abbiamo deciso di aprire una consultazione pubblica".
 Certificati di cambio di residenza, trascrizione degli atti di stato civile come nascita e matrimonio si potranno avere in tempo reale e online. Lo ha detto il ministro della Funzione Pubblica, Filippo Patroni Griffi, nel presentare il provvedimento .
"Si potranno fare documenti online e con effetto immediato", spiega il Ministro. Il 'decreto Patroni Griffi' sarà una vera e propria rivoluzione che accorcerà i tempi di attesa per le certicazioni. "La vera novita' del provvedimento e' che si potranno fare molti più documenti online - spiega il ministro - Le anagrafi si connetteranno tra di loro online e si 'parleranno' tra di loro. I documenti inoltre avranno effetto immediato".
"La legge - ha proseguito il ministro - e' stata fatta grazie anche alle consultazioni via web dei cittadini. Queste consultazioni sono state raccolte, vagliate e alcune inserite anche nel testo".

La carta d'identita' - Scadra' il giorno del compleanno, immediatamente successivo alla scadenza che era originariamente prevista sul documento. Nella norma, e' inoltre precisato che la novita' riguarda i documenti rilasciati o rinnovati dopo l'entrata in vigore del provvedimento.

La residenza - I cambi di residenza saranno validi dopo 2 giorni dalla richiesta. Rimangono fermi i controlli previsti e le sanzioni in caso di dichiarazioni false. Attualmente i cambi di residenza tra comuni diversi sono 1,4 mln l'anno.

Immigrati - Il decreto prevede anche il rinnovo del contratto di lavoro piu' facile per gli immigrati ai quali si applichera' una sorta di silenzio assenso. "Qualora lo sportello unico per l'immigrazione - si legge nel documento - decorsi i venti giorni di cui al comma 2, non comunichi al datore di lavoro il proprio diniego, la richiesta si intende accolta, nel caso in cui ricorrano congiuntamente le seguenti condizioni: a)la richiesta riguardi uno straniero gia' autorizzato l'anno precedente a prestare lavoro stagionale presso lo stesso datore di lavoro richiedente; b)il lavoratore stagionale nell'anno precedente sia stato regolarmente assunto dal datore di lavoro e abbia rispettato le condizioni indicate nel permesso di soggiorno".

Viaggi a prezzi low-cost  Viaggi low-cost per giovani, anziani e disabili. E' prevista la "promozione di forme di turismo accessibile, mediante accordi con i principali vettori operanti nei territori interessati attraverso pacchetti agevolati per i giovani, gli anziani e i soggetti portatori di disabilità".

Versamenti Inps Da maggio tutti i versamenti nei confronti dell'Inps dovranno essere fatti con strumento di pagamento elettronici. Per "favorire la modernizzazione e l'efficienza degli strumenti di pagamento, riducendo i costi finanziari e amministrativi derivanti dalla gestione del denaro contante e degli assegni, a decorrere dal primo maggio 2012 tutti i pagamenti e tutti i versamenti delle somme dovute a qualsiasi titolo nei confronti dell'Inps sono effettuati esclusivamente con strumenti di pagamento elettronici bancari o postali".

Sicurezza per le scuole E' in arrivo un Piano di messa in sicurezza degli edifici scolastici esistenti e di costruzione di nuovi edifici "al fine di assicurare il tempestivo avvio di interventi prioritari e immediatamente realizzabili". Più in generale, il decreto prevede che il Cipe approvi un Piano nazionale di edilizia scolastica. Il Cipe, sempre su proposta del Ministro dell'istruzione di concerto con il Ministro delle infrastrutture, dovrà approvare "un Piano di messa in sicurezza degli edifici scolastici esistenti e di costruzione di nuovi edifici scolastici, anche favorendo interventi diretti al risparmio energetico e all'eliminazione delle locazioni a carattere oneroso, nell'ambito delle risorse già destinate agli scopi con delibera del 20 gennaio 2012 e di quelle assegnate al Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca dall'articolo 33, comma 8, della legge 12 novembre 2011, n. 183, pari a cento milioni di euro per l'anno 2012".

Banda larga Più connessioni a banda larga per cittadini e imprese nell'uso di servizi digitali per promuovere la crescita di capacità industriali a sostegno di sviluppo di prodotti e servizi innovativi. Nella disposizione si precisa che il governo "persegue l'obiettivo prioritario della modernizzazione dei rapporti tra pubblica amministrazione, cittadini e imprese, attraverso azioni coordinate dirette a favorire lo sviluppo di domanda e offerta di servizi digitali innovativi".

Appalti Dal primo gennaio 2013, la documentazione comprovante il possesso dei requisiti di carattere generale, tecnico-organizzativo ed economico-finanziario per la partecipazione alle procedure disciplinate dal Codice dei contratti è acquisita presso la Banca dati nazionale dei contratti pubblici, istituita presso l'Autorità. In materia di appalti, arriva poi la "responsabilità solidale" tra datore di lavoro, appaltatore ed eventuali subappaltatori. Mentre le piccole e medie aziende potranno avvalersi della dichiarazione unica ambientale. Controlli meno asfissianti e soprattutto più trasparenti: le amministrazioni dovranno pubblicare sul proprio sito e su www.impresainungiorno.gov.it la lista dei controlli a cui sono assoggettate le imprese. Si semplifica la procedura per l'astensione anticipata delle donne dal lavoro in caso di gravidanze più complesse. Così come le procedure per l'assunzione di lavoratori extra-europei.