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domenica 21 ottobre 2012

Khamis Gheddafi, il figlio più giovane dell’ex rais, ucciso ieri a Bani Walid. Era dato per morto dal 2011

Khamis Gheddafi


TRIPOLI - Khamis Gheddafi, il settimo figlio e il più giovane del rais libico, dato per morto nell'agosto 2011, sarebbe stato arrestato ieri a Bani Walid dopo essere stato ferito e sarebbe poi morto: lo riferisce l'emittente araba Al Arabiya, citando proprie fonti che non trovano conferma in nessun altro media. Questa mattina il portavoce del Congresso Generale libico, Omar Homidan, ha comfermato alla tv di Stato Al Ahrar, che Khamis Gheddafi, era  stato effettivamente ucciso  nella roccaforte gheddafiana durante gli scontri con l’esercito governativo.
Voci non confermate riferiscono che la salma di Khamis sarebbe stata portata a Misurata.
 La Brigata Hiteen, appartenente al Consiglio militare rivoluzionario nella città nord-occidentale di Misurata, avrebbe prima arrestato il figlio di Gheddafi, esattamente un anno dopo la morte del dittatore. Mohammed Maqrif, capo della Congresso cittadino libico, ha poi detto ad Al Arabiya che, invece,  il figlio di Gheddafi era rimasto ucciso durante gli scontri a Bani Walid o subito dopo. E questa pare la versione esatta. 
Khamis era a capo della temutissima 32/a Brigata e aveva guidato con ferocia la repressione.  C'erano notizie contrastanti su di lui, dopo la fine del padre: secondo alcuni era stato ucciso, secondo altri era fuggito in Niger.
Gli scontri tra  forze filo-governative e combattenti di Bani Walid, un bastione ex Gheddafi, hanno causato la morte di  nove persone e il ferimento di oltre 100 altre. "L'ospedale ha ricevuto nove morti e 122 feriti dai combattimenti”, ha precisato un funzionario medico della città di Misurata, a nord est di Bani Walid."La maggior parte delle lesioni sono state causate da armi leggere  e alcuni erano ferito da schegge ", ha aggiunto. Testimoni hanno detto che il principale ospedale di Misurata è stato invaso dai feriti ed dai loro parenti sconvolti e che le ambulanze per tutto il sabato stavano costantemente arrivando con più vittime dal fronte di battaglia. I combattimenti sono scoppiati quando le forze  governative si sono spinte nel centro di Bani Walid per prendere o mettere fuori causa gli irriducibili fedelissimi del regime ex che lì avevano trovato rifugio.


domenica 23 ottobre 2011

"Preso anche Saif al Islam, il figlio di Gheddafi"


TRIPOLI - L'annuncio è venuto in piazza dei Martiri davanti alla folla che festeggiava la Libia libera. "Abbiamo catturato Saif al Islam" ha annunciato un funzionario alla piazza che è esplosa in un grande applauso. "Abbiamo anche un filmato che vi faremo presto vedere".
Saif era il figlio di Muammar Gheddafi finora sfuggito alla cattura. Era riuscito anche a uscire indenne dall'assedio di bani Walid e si diceva si stesse dirigendo verso il Niger. Ieri aveva lanciato via radio anche un appello ai libici perché "la guerra deve continuare".
E' stato preso, a quanto risulta, "durante un'imboscata".

lunedì 17 ottobre 2011

Libia: la città di Bani Walid è stata "totalmente liberata"

BANI WALID  - La citta' di Bani Walid, a 170 km a sudest di Tripoli, e' stata ''totalmente liberata''. Lo ha annunciato all'Afp un comandante delle forze del Cnt, Seif al Lasi che guida una brigata venuta da Zlitan, a nordest di Bani Walid. I rivoluzionari sparano in aria al grido di 'Allah u Akbar' per celebrare la loro avanzata e issano la nuova bandiera libica su numerosi edifici e moschee. Alcuni combattenti hanno parlato dell'arresto di ''mercenari'', senza tuttavia precisarne il numero.

mercoledì 28 settembre 2011

I tuareg di Ghadamis, al confine con l'Algeria, proteggono Gheddafi

Combattenti tuareg pro Gheddai a Ghadamis
TRIPOLI - Muammar Gheddafi sarebbe nascosto nella zona di Ghadamis, al confine con l'Algeria, protetto dai tuareg. 
Lo affermano fonti del Consiglio nazionale di transizione. 
Il figlio di Gheddafi Saif al Islam si nasconderebbe invece a Bani Walid, sempre secondo le stesse fonti, e suo fratello Mutassim a Sirte.
Sono le ultime due citta' ancora in mano delle forze lealiste .

mercoledì 21 settembre 2011

I ribelli libici: "Sabha quasi del trutto liberata". Ancora duri scontri a Sirte e Bani Walid




TRIPOLI - IL Consiglio nazionale di transizione (NTC) ha reso noto che le forze ribelli hanno preso il controllo di gran parte della città di Sabha (nella foto), 750 km  a sud di Tripoli.
E’ statp raggiunto il centro della città, ma che c'era ancora la resistenza in alcuni distretti.
Sabha è stato considerato uno dei capisaldi fondamentali restanti alle forze di Gheddafi. Aspri ahmoudcombattimenti continuano invece  a Bani Walid e Sirte.
Il portavoce dell’NTC Ahmed Bani ha detto: "Noi controlliamo la maggior parte di Sabha, a parte il quartiere di al-Manshiya. Questo  ancora resiste, ma cadrà.."
La città subsharaiana di Sabha ha  100.000 abitanti molti dei quali si ritiene abbiano paura delle rappresaglie, dato l’alto numero di mercenari impiegati da colonnello Gheddafi nella zona
La città è sul tragitto della fuga  verso sud dei convogli che trasportano funzionari di Gheddafi che hanno raggiunto attraverso di essa il Niger.
Aspri combattimenti continuano nella città costiera di Sirte, dove  le forze anti-Gheddafi hanno subito perdite significative.
 Il  portavoce dell’NTC Zuber al-Gadir ha ammesso  che "la maggioranza dei residenti sono con Gheddafi" a Sirte a causa della macchina di propaganda del vecchio regime.
Nel frattempo, l’NTC continua a raccogliere sostegni diplomatici. Il Primo Ministro ad interim Mahmoud Jibril è arrivato all'Assemblea generale delle Nazioni Unite  a New York:  ha detto di aspettarsi che un nuovo governo  sarà annunciato entro 10 giorni. L'Unione africana è pronta a sostenere l’NTC.

sabato 17 settembre 2011

I ribelli bloccati a Bani Walid e Sirte. Il seggio della Libia all'Onu è stato dato alle autorità di transizione




TRIPOLI - Le forze anti-Gheddafi in Libia stanno riorganizzandosi per sferrare nuovi attacchi sulle roccaforti dei lealisti dopo aver subito una battuta d'arresto nella città di Bani Walid e anche a Sirte. I ribelli erano stati costretti a ripiegare ieri dal fuoco dell'artiglieria a Bani Walid e anche di fronte ad aspri combattimenti nella città natale di Gheddafi a Sirte.
Il portavoce di Gheddafi Ibrahim Moussa ha detto che la resistenza continuerà per "mesi e mesi". 
Ieri le truppe ribelli erano entrate nella zona nord di Bani Walid e avevano trovato trovato aree deserte, con la popolazione che se ne era andata. Ma sono state poi colpite da cecchini, colpi di mortaio e razzi mentre cercavano di avanzare verso il centro della città.
A Sirte i soldati anti-Gheddafi  sono stati colpiti con armi da fuoco dai lealisti con scambio di colpi  di mitragliatrice pesante e il lancio di razzi.
Intanto a New York, l'ONU ha deliberato con 114 favorevoli, 17 contrari e 15 astensioni,  di dare il seggio della Libia alle autorità di transizione.
La mossa apre la strada a capo della  NTC Mustafa Abdul Jalil per partecipare all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite la prossima settimana.
Funzionari degli Stati Uniti hanno detto che il presidente Barack Obama incontrerà  Jalil martedì, a margine dell’assemblea.
Le Nazioni Unite hanno inoltre approvato una risoluzione per alleggerire le sanzioni contro la Libia, anche per la sua compagnia petrolifera nazionale e per la banca nazionale.
Il ministro degli Esteri britannico William Hague detto che circa 19 miliardi di dollari di attività libiche congelati nel Regno Unito saranno gradualmente liberati.
Il Consiglio di Sicurezza ha inoltre deliberato di istituire una missione delle Nazioni Unite per il sostegno del governo provvisorio del paese.
Francia e Stati Uniti ha accolto con favore gli sviluppi delle Nazioni Unite, chiamando oa consegna del seggio delle Nazioni Unite alll'NTC un passo "storico".

venerdì 16 settembre 2011

Gli insorti costretti a ritirarsi da Bani Waid

BANI WALID - Dopo ore di furibondi combattimenti sono state costrette a ritirarsi da Bani Walid le milizie insurrezionali che vi erano penetrate in giornata: lo hanno riferito fonti giornalistiche al seguito dei ribelli libici. La ritirata e' avvenuta al crepuscolo sotto un massiccio fuoco di sbarramento delle forze rimaste fedeli a Muammar Gheddafi . 

Libia: gli insorti sono entrati a Bani Walid e Sirte. Battaglia strada per strada


Gli insorti arrivano dal deserto a Sirte

BANI WALID (LIBIA) - Secondo il corrispondente di Al Jazira che si trova appena fuori Sirte, gli insorti controllano interi quartieri della città costiera, dove sono in corso scontri. Da alcune zone della città, ha spiegato il cronista, si levano colonne di fumo. Le forze lealiste, ha spiegato, non sembrano volere in alcun modo né arrendersi né negoziare.
Secondo al Jazira sono in corso scontri tra gli insorti e le forze di Gheddafi dentro Bani Walid. Il canale satellitare ha trasmesso le prime immagini dell'ingresso dei ribelli nella citta'. Il video mostra i ribelli che si muovono in uno scenario desertico verso le prime case della citta'.
Al Arabiya riferisce invece di violenti scontri in corso nel centro di Sirte. Secondo il canale gli insorti si avviano a prendere il controllo di tutta la costa libica. ''I rivoluzionari controllano gia' la meta' di Sirte e se Dio vuole oggi prenderemo l'altra meta'''. E' quanto afferma Ibrahim Sweyib, un combattente del Cnt.
Oggi diverse decine di pick-up armati e tre carri sono entrati in città a rinforzo delle truppe di insorti entrate ieri per la prima volta nella roccaforte costiera di Gheddafi. Precedentemente Al Jazira aveva riferito che le forze del Cnt che da ieri hanno lanciato l'attacco a Sirte hanno il controllo completo dell'aeroporto della citta'. L'aeroporto Gardabya, lo scalo aereo di Sirte, si trova a una ventina di chilometri a sud del centro abitato, lungo una delle strade utilizzate ieri dagli insorti per attaccare Sirte da piu' direzioni.

I ribelli libici stanno entrando a Bani Walid. E hanno conquistato l'aeroporto di Sirte




TRIPOLI - Le forze antiGheddafi sono entrati a Bani Walid, in una delle ultime roccaforti rimanente del leader libico spodestato conquistando una valle che conduce alla città Spari ed esplosioni sono stati sentiti intorno le colline a 180 km a sud di Tripoli.
Ieri, i combattenti del Cnt erano entrati nella periferia di Sirte, un altro bastione Gheddafi, ma poi avevano ripiegato di fronte alla resistenza dei lealisti. Stamane però le forze degli insorti del Cnt hanno strappato alle forze lealiste  il controllo dell'aeroporto di Sirte. Lo riferisce la rete al Jazira. .
 
Nel frattempo, il premier turco Recep Tayyip Erdogan è arrivato nella capitale della Libia tappa di un tour che vuole affermare l’influenza regionale di Ankara e la promozione della democrazia.
La sua visita giunge un giorno dopo che  la folla a Bengasi ha applaudito il primo ministro britannico David Cameron e il presidente francese Nicolas Sarkozy, i primi leader stranieri a visitare il Paese dopo l’estromissione di Gheddafi. 

lunedì 12 settembre 2011

Bani Walid, ultimo baluardo di Gheddafi

BANI WALID - Le truppe fedeli a Muammar Gheddafi stanno opponendo una fiera resistenza al tentativo dei ribelli libici di prendere possesso di Bani Walid, una delle ultime roccaforti del colonnello. Quarantotto ore dopo la scadenza dell'ultimatum, tuttavia, i combattenti del Consiglio nazionale di transizione libico non hanno ancora lanciato l'ultimo assalto in centro città: "Siamo ancora in una fase di stand-by, attendiamo ordini", ha detto il comandante Atiya Ali Tarhouni.

Scontri a fuoco sono in corso in periferia. Secondo quanto riferito da una fonte sanitaria, dieci cadaveri sono stati trasferiti in un ospedale locale e altri 20 feriti hanno richiesto aiuto. "Bani Walid è piena di armi, in ogni casa ce ne sono. I cecchini si nascondono dappertutto", ha spiegato da parte sua un altro combattente, Sami Saadi Abu Rueiss. Quest'ultimo ha fatto cenno anche a presunti "traditori", "gente che dice di essere dalla parte dei rivoluzionari e invece sta con i Gheddafi".

sabato 10 settembre 2011

Libia: feroce resistenza dei lealisti ai ribelli che attaccano Bani Walid


In bianco le ultime quattro città rimaste in mano alle forze di Gheddafi

TRIPOLI - Le forze pro-Gheddafi in Libia stanno opponendo feroce resistenza a Bani Walid, una delle quattro città ancora da loro controllate.
I ribelli, che pensavano di prendere presto la città prima, devono ancora raggiungere il centro. C’erano più lealisti appostati nelle strade di quanto gli attaccanti si aspettassero. E un convoglio di rinforzo si sta dirigendo verso il fronte in queste ore, proveniente da Tripoli. Le ultime notizie dicono la Nato ha condotto raid aerei sulla città e gli anti Gheddafi si erano provvisoriamente ritirati proprio in attesa dei bombardamenti.
Ci sono stati oggi  aspri combattimenti anche nei pressi della città natale di Gheddafi Sirte. Le forze ribelli sono state costrette a ritirarsi dopo aver subito pesanti perdite in combattimenti ravvicinati, ha detto uno dei loro portavoce.
Nel frattempo, il Fondo monetario internazionale ha riconosciuto il  Consiglio nazionale di transizione (NTC) come nuovo governo della Libia.

Libia: Bani Waid e Sirte sotto i razzi degli insorti

TRIPOLI - Raffiche di razzi 'grad' - riferiscono testimoni - sono stati sparati dalle postazioni degli insorti del Cnt sia a nord di Bani Walid, sia a est di Sirte, città natale di Gheddafi
A Bani Walid e' un via vai di ambulanze che fanno la spola dalla linea del fronte trasportando i feriti, mentre a Teassain, 90 km a est di Sirte, altre testimonianze riferiscono di intensi scambi di razzi tra le forze del Cnt e le forze pro-Gheddafi che ancora controllando la citta'.
Tra meno di 24 ore scade l'ultimatum perche' le citta' ancora in mano alle forze del Colonnello depongano le armi e consentano l'ingresso pacifico delle truppe ribelli.

mercoledì 7 settembre 2011

Ancora due giorni per i ribelli libici prima di liberare Bani Walid

TRIPOLI - Ancora due-tre giorni prima che i Thuwar (rivoluzionari) possano entrare da liberatori a Bani Walid, tra le ultime città contese nella guerra libica. Lo sostiene un comandante dei ribelli che segue gli sviluppi negoziali e militari della vicenda. "Stiamo ancora trattando sulla sorte dei responsabili del regime nascosti a Bani Walid che si sono macchiati le mani di sangue", afferma. "Ci vorranno altri due-tre giorni prima del nostro ingresso in città: non vogliamo spargimenti di sangue".

martedì 6 settembre 2011

Convoglio libico di 200 veicoli militari è arrivato ad Agadez, in Nigeria. C'è anche Ghedafi? Glli insorti trovano un accordo per entrare senza combattere a Bani Walid

AGADEZ (Niger)  - Un convoglio di numerosi blindati libici - scortati da militari del Niger - è giunto ad Agadez, nel centro del Paese. Lo hanno riferito fonti militari francesi e nigerine. Il convoglio è costituito da circa 200/250 veicoli militari e trasporta ufficiali e soldati dei battaglioni stanziati nel sud che probabilmente sono entrati in Niger passando dall'Algeria. Il convoglio sarebbe in viaggio verso il Burkina Faso, uno stato senza sbocco sul mare dell'Africa occidentale che ha offerto asilo Gheddafi e la sua famiglia e ha un confine con il Niger. Già ieri diverse persone della cerchia di Gheddafi, tra cui il capo delle sue brigate di sicurezza  ex ministro, Mansour Daw erano arrivate ad Agadez. Una fonte militare nigerina ha detto ache "voci insistenti parlano della presenza di (Muammar) Gheddafi o di uno dei suoi figli nel convoglio" di oltre 200 veicoli proveniente dalla Libia. Il convoglio, secondo fonti di stampa locali, sarebbe diretto alla capitale Niamey. "Diversi testimoni - ha riferito il giornalista di una radio privata locale - hanno affermato di aver visto nel convoglio Rhissa Ag Boula, che è stato protagonista di due ribellioni tuareg nel Niger ed è assai vicino a Gheddafi". Altri gruppi di lealisti vicini al clan Gheddafi erano giunti nel Niger ieri.

In blu le zone controllate dagli insorti in Libia
Gli insorti libici hanno annunciato stamani di aver raggiunto un accordo per entrare a Bani Walid senza combattere. Lo riferisce la tv Al Jazira citando un suo corrispondente sul posto. Secondo quanto ha riferito il corrispondente di Al Jazira l'ingresso pacifico dei ribelli a Bani Walid avverrà oggi, ai termini dell'intesa raggiunta.

lunedì 5 settembre 2011

Libia: saltate le trattative,si spara a Bani Walid. Al-Saadi Gheddafi: "Tutta colpa di mio fratello Saif"

WASHINGTON - Al-Saadi, terzogenito di Muammar Gheddafi, se l'e' presa con il fratello maggiore Saif al-Islam, addebitandogli per i suoi toni "aggressivi" la responsabilita' del fallimento dei colloqui con i ribelli sulla sorte degli ultimi bastioni lealisti in Libia, tra cui Sirte e Bani Walid, nei cui pressi si troverebbe egli stesso. Alla 'Cnn' Saadi, che tento' senza fortuna la carriera di calciatore in serie A, ha affermato di non vedere padre e fratello da circa due mesi . Il crepitare delle mitragliatrici e' risuonato nella periferia di Bani Walid, ancora controllata dai lealisti di Muammar Gheddafi, dopo il fallimento delle trattative con il Cnt per la resa della citta'. Lo riferisce la rete al Arabiya. I ribelli sarebbero a 15 chilometri da Bani Walid  e starebbero per  lanciare l’attacco, dopo il fallimento dei negoziati.
Il capo negoziatore per il Consiglio nazionale di transizione aveva detto in precedenza che le trattative erano terminate. "Come capo negoziatore, non ho nulla da offrire al momento. Da parte mia, i negoziati sono finiti " ha detto  Abdallah Kanshil ai giornalisti nella sede di colloqui con gli anziani delle tribù .
"Lascio il comandante militare per risolvere il problema", ha detto Kenshil.
Il portavoce dei ribelli aveva anche detto che i colloqui con il portavoce di Gheddafi, Ibrahim Moussa aveva anche rotto le trattative sulla resa complessiva dei lealisti. Ibrahim aveva insistito che ci sono leader tribali  ancora fedeli al leader caduto.
"Bani Walid è una grande città ospita una delle più grandi tribù in Libia che hanno dichiarato la loro fedeltà al leader e hanno rifiutato tutti gli approcci per i negoziati con il Consiglio di transizione", ha detto Ibrahim  in un'intervista telefonica. Ha aggiunto che Gheddafi è "in un luogo sicuro circondato da molte persone che sono disposte a proteggerlo." 
Un inviato delle Nazioni Unite in visita a Tripoli ha espresso ieri timori per la sicurezza in Libia. Ian Martin, che deve compilare un rapporto per il segretario generale dell'ONU Ban Ki-moon sulla ricostruzione del paese dopo la guerra civile, ha dichiarato la sua preoccupazione principale era la proliferazione delle armi in Libia da quando l'agitazione è iniziata a metà febbraio e ha avvertito i nuovi governanti sulla necessità di istituire una forza di polizia ed un esercito proprio per sostituire le centinaia di gruppi armati che pattugliano le strade.
"E 'una preoccupazione per i vicini della Libia, del tutto naturale. L'Unione europea stava lavorando su questioni di sicurezza dei confini qui in passato e penso che abbia chiarito che è disposta ad aiutare la Libia in futuro, se richiesta di farlo. "

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domenica 4 settembre 2011

Libia. i ribelli stanno per entrare a Bani Walid

BANI WALID - Le forze ribelli libiche si preparano a entrare nelle prossime ore a Bani Walid, una delle ultime roccaforti in mano agli uomini di Gheddafi. Secondo alcuni fonti, l'attacco potrebbe arrivare anche prima della scadenza dell'ultimatum per la resa della citta' .

sabato 3 settembre 2011

I ribelli libici ai lealisti asseragliati a Bani Walid: o vi arrendete entro domani mattina o vi attacchiamo". Nella città ci sarebbe il figlio di Gheddafi Saadi e i capo dei servizi segreto


Gli insorti sulla strada per Bani Walid

TRIPOLI - "I rivoluzionari hanno dato un ultimatum a Bani Walid fino a domani mattina: o si arrendono o inizierà il combattimento". E' quanto ha detto a un comandante locale delle forze ribelli, nonostante oggi il presidente del Consiglio nazionale di transizione, Mustafa Abdel Jalil abbia ribadito che l'ultimatum alle roccaforti ancora in mano ai pro-Gheddafi è fissato  a sabato prossimo.
Le parole di Abdulrazzak Naduri, numero due del consiglio militare di Tarhuna (circa 80 km a nord di Bani Walid), mostrano invece la possibilità di un'accelerazione delle operazioni. Secondo Naduri, nella città ci sarebbero Saadi Gheddafi e Mussa Ibrahim, mentre Saif al Islam sarebbe fuggito da lì nei giorni scorso.
E mentre il Cnt fissa il termine di 20 mesi per indire nuove elezioni, la comunità internazionale si dà appuntamento a New York per un nuovo vertice degli "Amici della Libia", il 20 settembre. I ribelli annunciano che i pozzi di petrolio di Misla e Samir ripartiranno tra il 12 e il 13 settembre. Ma la Russia, preoccupata del futuro dei suoi progetti energetici, ha convocato l'esecutivo di Bengasi a Mosca. 

lunedì 29 agosto 2011

I familiari di Gheddafi sono fuggiti in Algeria (la moglie e 4 figli). Il rais sarebbe a Bani Walid. Il feroce Khamis Gheddafi ucciso da un elicottero Apache della Nato


La moglie di Gheddafi Safia e i figli Mohammad, Hannibal e Aisha

TRIPOLI - Muammar Gheddafi si nasconderebbe a Bani Walid, cittadina che si trova 100 chilometri a sud-Est di Tripoli, assieme al figlio Saadi. Lo sostengono fonti diplomatiche libiche secondo cui la famiglia del rais - cioe' la moglie ed i figli Saif, Aisha, Hannibal e Mohammad - si trova in Algeria: ha varcato il confine con la Libia alle 8.45 (ora italiana) di oggi. 
Mourad Benmehidi, l'ambasciatore algerino presso le Nazioni Unite, ha detto di aver trasmesso lanotizia trasmessa al Segretario Generale Ban Ki-moon. Benmehidi detto che il suo paese ha concesso l'ingresso alla moglie di Gheddafi, ai tre figli e i loro figli per "motivi umanitari". 
L'ambasciatore ha anche detto che nessuno di loro erano sulla lista di persone sotto sanzioni del Consiglio di Sicurezza. 
Dei membri della famiglia oggi in Algeria, Aisha Gheddafi era un ambasciatore di buona volontà per il Programma di Sviluppo delle Nazioni Unite e ha mantenuto un profilo basso durante i sei mesi di rivolta contro il padre. Era stato nominata alla posizione nel 2009 per affrontare l' AIDS e la violenza contro le donne in Libia, ma i funzionari dell'Onu le avevano revocato l'incarico nelle prime fasi del conflitto. Deve partorire ai primi di settembre, secondo fonti vicine alla sua famiglia .
Hannibal Gheddafi ha pagato milioni di dollari per feste private con grandi nomi dello spettacolo tra cui Beyonce, Mariah Carey e Usher. Molti degli artisti ora dicono di aver restituito i soldi. Sua moglie, la modella Aline Skaf, aveva gravemente ustionato con acqua bollente una bambinaia, che si era rifiutata di picchiare uno dei loro bambini  che piangeva. Hannibal è anche accusato di una serie di episodi di violenza in Europa, tra le quali botte al suo staff e a sua moglie. In un episodio spettacolare, era stato fermato alla guida della sua Ferrari lanciata contromano sugli Champs-Elysees a Parigi. Mohamed Gheddafi,è uno dei tre figli di Gheddafi che era stato segnalato come catturato dai ribelli che avevano invaso Tripoli la settimana scorsa, ma era fuggito il giorno successivo. Non ha mai partecipato alla vita politica del suo Paese. I ribelli libici hanno affermato che l'accoglimento di familiari del colonnello Muammar Gheddafi in Algeria è equiparabile a un atto di aggressione e che comunque cercheranno di ottenere l'estradizione dei congiunti riparati nel paese nordafricano.
Khamis Gheddafi, altro figlio del rais e comandante della temutissima 32/esima brigata che ha guidato l'ultima resistenza di Tripoli, sarebbe quasi certamente stato ucciso durante la ritirata dalla capitale sulla strada verso Bani Walid.
Khamis, sanguinario comandante delle forze speciali che difese Tripoli, è morto in un attacco di un elicottero da combattimento Apache della Nato, probabilmente britannico: e' quanto afferma l'emittente britannica Sky News, che cita una guardia del corpo di Khamis.