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lunedì 9 luglio 2012

Elezioni in Libia, oggi i risultati. Moderati in testa: sarebbe il primo Paese della primavera araba a non dare la vittoria agli islamici


Mahmoud Jibril

TRIPOLI - La Libia attende per oggi i risultati parziali delle prime elezioni libere nel Paese, che potrebbero dare la vittoria ai moderati. Se le prime indiscrezioni fossero confermate, la Libia diventerebbe così il primo paese della Primavera araba a vedere sconfitti gli islamici alle urne. L'Alleanza delle Forze nazionali, secondo "i rapporti preliminari in suo possesso", sarebbe "in testa nella maggior parte delle circoscrizioni elettorali". Il suo leader, Mahmoud Jibril, ha però deciso di lanciare "un appello sincero per il dialogo nazionale, in vista dell'unità sotto una sola bandiera, di un consenso sulla base del quale redigere la Costituzione e formare il nuovo governo".

"Nelle elezioni di sabato non ci sono stati né vincitori né vinti. La Libia è l'unica vincitrice di queste elezioni", ha dichiarato l'ex primo ministro del Consiglio nazionale di transizione, che ha parlato in conferenza stampa dagli uffici della sua Alleanza.

D'altra parte, il leader del principale partito islamico di Giustizia e Costruzione (guidato dai Fratelli Musulmani), Mohamed Sawan, ha riconosciuto "un netto vantaggio" dei moderati a Tripoli e Bengasi. Il partito Al Watan, guidato da Abdel Hakim Belhaj, l'ex leader del Gruppo Combattente dei Libici Islamici (Lifg), sembrerebbe invece escluso dalle prime posizioni. L'affluenza alle urne è stata del 62%, secondo la Commissione elettorale.

Il segretario generale delle Nazioni unite, Ban Ki-moon, ha chiesto ai nuovi dirigenti libici di governare con spirito di "giustizia e riconciliazione". "L'affluenza al voto, soprattutto delle donne, è un segnale importante", ha commentato su Twitter il ministro degli Esteri Giulio Terzi.

giovedì 29 settembre 2011

Frattini domani a Tripoli

ROMA - Il ministro degli Esteri, Franco Frattini, vola domani a Tripoli, nell'ambito degli sforzi per garantire la transizione nel Paese nordafricano. "Riconciliazione" e "assistenza alla transizione" sono le parole chiave che Frattini - ha spiegato il portavoce della Farnesina, Maurizio Massari - usera' nel dialogo con gli interlocutori istituzionali della nuova Libia, a partire dal premier Mahmoud Jibril. L'Italia, ha aggiunto Massari, "vuole lanciare un segnale in favore della transizione" e la dimostrazione concreta arrivera' anche dal fatto che la missione di Frattini in Libia e' composta anche da rappresentanti di imprese italiane. La quotidianita' a Tripoli sta lentamente assumendo i caratteri della normalita'. Le scuole sono state riaperte e anche gli uffici hanno ricominciato a funzionare anche se la macchina dello Stato fatica a decollare per la mancanza di un efficace e qualificato numero di quadri amministrativi. Preoccupa l'instabilita' politica, resa evidente dal rinvio della formazione di un governo che, per l'Italia, dovra' "rispondere alle esigenze di tutti" gli attori. In tutta la Libia, pero', "la situazione degli ospedali e' tragica, perche' ci sono ancora numerosi feriti e il personale non riesce a seguire tutte le emergenze".
  A denunciarlo e' monsignor Giovanni Innocenzo Martinelli, vicario apostolico di Tripoli. "Ci sono diversi feriti nell'interno, come a Sirte, che poi vengono trasportati a Misurata", ha spiegato Martinelli, "la stessa cosa succede per i feriti di Ben Walid, che devono essere trasportati in altri centri perche' nell'area non ci sono ospedali in grado di accoglierli" prosegue il vicario apostolico di Tripoli. "C'e' bisogno - ha spiegato il presule - di assistenza sotto forma di medici, infermieri e medicinali. Sto lanciando appelli in tutte le direzioni non solo perche' vengano inviati aiuti ma anche - conclude - perche' i feriti piu' gravi siano ricoverati in Italia o altrove"

mercoledì 21 settembre 2011

I ribelli libici: "Sabha quasi del trutto liberata". Ancora duri scontri a Sirte e Bani Walid




TRIPOLI - IL Consiglio nazionale di transizione (NTC) ha reso noto che le forze ribelli hanno preso il controllo di gran parte della città di Sabha (nella foto), 750 km  a sud di Tripoli.
E’ statp raggiunto il centro della città, ma che c'era ancora la resistenza in alcuni distretti.
Sabha è stato considerato uno dei capisaldi fondamentali restanti alle forze di Gheddafi. Aspri ahmoudcombattimenti continuano invece  a Bani Walid e Sirte.
Il portavoce dell’NTC Ahmed Bani ha detto: "Noi controlliamo la maggior parte di Sabha, a parte il quartiere di al-Manshiya. Questo  ancora resiste, ma cadrà.."
La città subsharaiana di Sabha ha  100.000 abitanti molti dei quali si ritiene abbiano paura delle rappresaglie, dato l’alto numero di mercenari impiegati da colonnello Gheddafi nella zona
La città è sul tragitto della fuga  verso sud dei convogli che trasportano funzionari di Gheddafi che hanno raggiunto attraverso di essa il Niger.
Aspri combattimenti continuano nella città costiera di Sirte, dove  le forze anti-Gheddafi hanno subito perdite significative.
 Il  portavoce dell’NTC Zuber al-Gadir ha ammesso  che "la maggioranza dei residenti sono con Gheddafi" a Sirte a causa della macchina di propaganda del vecchio regime.
Nel frattempo, l’NTC continua a raccogliere sostegni diplomatici. Il Primo Ministro ad interim Mahmoud Jibril è arrivato all'Assemblea generale delle Nazioni Unite  a New York:  ha detto di aspettarsi che un nuovo governo  sarà annunciato entro 10 giorni. L'Unione africana è pronta a sostenere l’NTC.