Visualizzazione post con etichetta Niger. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Niger. Mostra tutti i post

lunedì 19 gennaio 2015

NIGER, disordini anti CHARLIE HEBDO: bruciate 45 chiese, dieci morti



NIAMEY - Quarantacinque chiese sono state date alle fiamme mentre si calcolano almeno 10 morti nell'escalation di violenze, in Niger, dopo la pubblicazione delle vignette su Maometto dell'ultimo numero di Charlie Hebdo. Lo ha reso noto il governo di Niamey, che ha indetto tre giorni di lutto per le vittime. Durante le proteste anti-Charlie sono stati danneggiati, tra l'altro, 5 hotel, 36 ristoranti, un orfanotrofio e una scuola cristiana.

sabato 17 gennaio 2015

NIGER, altre tre chiese bruciate per le vignette di CHARLIE HEBDO

NIAMEY -Sempre più violente in Niger le proteste contro il settimanale satirico francese Charlie Hebdo, assumendo connotazioni di scontro interreligioso. Secondo media internazionali, altre tre chiese sono state date alle fiamme dopo le due incendiate venerdì a Zinder e le altre due saccheggiate e devastate dal fuoco nella capitale Niamey. Secondo i media internazionali, due attacchi a edifici religiosi sono avvenuti a Maradi e uno a Gourè.

giovedì 6 marzo 2014

Estradato dal NIger in Libia il figlio di Gheddafi, Saadi

Saadi Gheddafi
Saadi in due foto scattate in carcere dopo l'arrivo a Tripoli
TRIPOLI - Il figlio dell'ex dittatore libico Muammar Gheddafi, Saadi, è stato estradato in Libia dal Niger, dove si trovava agli arresti domiciliari. Lo ha annunciato il governo libico. "Saadi Gheddafi è stato consegnato al governo libico il sei marzo, è arrivato in Libia ed è nelle mani della polizia giudiziaria", afferma il governo libico ringraziando il Niger. Saadi Gheddafi, 38 anni, era fuggito nel settembre 2011 e si era rifugiato in Niger, poco prima della caduta del regime il 20 ottobre.
Fonti della sicurezza hanno confermato che Saadi è arrivato a 2:50 di questa mattina a Mitiga, base aerea di Tripoli, ed è stato trasferito nel carcere di al Hadba, dove sono detenuti altri esponenti dell'ex regime, tra cui Abdullah Senussi. Il governo ha garantito che il terzo figlio dell'ex dittatorericceverà un trattamento giusto ed equo, che riflette gli standard internazionali, aggiunge il comunicato. Immagini di lui con e senza barba rasata vestito in uniforme del carcere sono state ampiamente diffuse sulle reti di social media, anche se non è chiaro se le immagini stessa sia stata ritoccata.
Se sia stato pagata dalla Libia la consegna di Saadi, come sostenuto nel caso di altre figure regime di Gheddafi all'estero, è improbabile che mai sarà possibile saperlo.
Tuttavia, si pensa che il Niger era esasperato con lui per non aver mantenuto i termini della sua permanenza nel Paese, rimanendo nella casa a lui fornite. Nel mese di gennaio, il governo del Niger gli aveva di nuovo ordinato gli arresti domiciliari dopo che i sostenitori di Gheddafi avevano sequestrato la base aerea Tamenhint vicino a Sebha e sporadiche proteste pro-Gheddafi ‘ erano statenel resto del paese, che Saadi era stato accusato  di aver organizzato.

mercoledì 30 ottobre 2013

Liberati da al Qaeda in Niger i 4 ostaggi francesi prigionieri dal 2010

I quattro francesi liberati

NIAMEY - Gli ex ostaggi si dirigono verso l'aereo per Parigi
NIAMEY (Niger) - Quattro ostaggi francesi rapiti in Niger nel . Pierre Legrand, Daniel Larribe, Thierry Dol e Marc Feret erano stati rapiti da Al-Qaeda nel Maghreb Islamico (AQIM), nel settembre 2010, mentre lavoravano per il gruppo nucleare francese Areva e la controllata  Vinci ad Arlit in Niger.
Gli uomini sono già partiti  a bordo di un aereo del governo francese stamane dalla  capitale del Niger Niamey e saranno accolti da  Hollande a Parigi. Un giornalista all'aeroporto ha riferito che gli ostaggi erano barbuti, sembravano stanchi e che nessuno  ha parlato.  Solo Dol detto alla agenzia di stampa francese AFP che il suo periodo  in cattività "è stato molto difficile, ma è stata la prova di una vita."
Il ministro della Difesa francese ha detto che i quattro uomini sono stati liberati senza un attacco militare e senza che sia stato pagato  un riscatto..

Nessun ulteriori dettagli della liberazione è stata data, ma si ritiene che il negoziatore Mohamed Akotey, un ex ribelle Tuareg, abba ottenuto il rilascio nel corso degli ultimi giorni. Akotey, che lavora con la società mineraria francese Areva, è una figura rispettata in Niger.

giovedì 21 febbraio 2013

Liberati i sette francesi rapiti in Camerun. Erano già in Nigeria



La città di Dikwa, in Nigeria, si trovano nello stato di Borno

PARIGI - I sette francesi (quattro bambini), presi in ostaggio in Camerun, sarebbero stati liberati sani e salvi. La notizia, riferita da una fonte militare camerunense, è stata confermato dal ministro francese per gli Ex combattenti, Kader Arif.  "I sette ostaggi sono sani e salvi. I francesi sono "con le autorità del Niger". Il ministro delle comunicazioni camerunense ha negato in un’intervista a France 24 che i sette siano liberi, ma il ministro francese lo ha confermato precisando che  sono "stati ritrovati in una casa nella località di Dikwa, in Nigeria" nello stato di Borno nei pressi del lago Ciad, a un centinaio di chilometri dalla frontiera con il Niger.
La famiglia - genitori, i figli di età compresa tra cinque, otto, 10 e 12 anni e uno zio - era stata rapita martedì nel nord del Camerun da sei uomini armati su tre moto,. Il governo francese aveva detto che credeva che fosse stata trasportata oltre confine, in Nigeria, ciò che  appare confermato dalla notizia della loro liberazione.

mercoledì 19 settembre 2012

Al Qaeda minaccia di uccidere 2 ostaggi francesi per le vignette su Maometto


NOUAKCHOTT (Mali) - Al Qaeda nel Maghreb Islamico ha minacciato di uccidere gli ostaggi francesi, rapiti in Niger ed ora nel Nord del Mali, dopo la pubblicazione di alcune vignette su Maometto da parte del settimanale satirico 'Charlie Hebdo'.
E' quanto riferisce il sito web mauritano Sahara Medias. Il riferimento e' a due francesi rapiti lo scorso 24 novembre, Philippe Verdon e Serge Lazarevic.
Intanto la Francia si blinda: per la giornata di venerdì è stata disposta la chiusura di ambasciate, consolati e scuole in 20 Paesi a rischio per le possibili proteste contro la pubblicazione delle vignette

giovedì 10 maggio 2012

La Norvegia il Paese migliore per le madri. Italia 22°

Madri al lavoro in Niger


Madre e figlio norvegesi

ROMA - La Norvegia è la prima, davanti a Islanda e Svezia nella relazione annuale di Save The Children sulla situazione delle madri in tutto il mondo.  La relazione misura in 165 nazioni l'istruzione, la salute e la situazione economica delle madri, nonché la salute e la nutrizione dei bambini. L’Italia è 22°,  dietro alla Grecia e davanti all’Ungheria: posizione non molto esaltante.
I poveri in tutto il mondo sono vittime di crescenti disuguaglianze, il rapporto di Save the Children lo disegna perfettamente. Il divario tra il livello di cura e impegno per mamme e bambini nelle prime 10 nazioni, tutti  Paesi sviluppati - e le 10 piazzate in fondo alla classifica è clamoroso.
Nell’ultimo, il Niger, quasi ogni madre perderà almeno un bambino nella sua vita. E ' il contrario in Norvegia, dove ogni nascita è assistita da un professionista sanitario.
Carolyn Miles, il presidente di Save The Children e madre di tre figli, ha detto di aver parlato alle donne nei paesi più poveri che non avevano altra persona presente alla nascita dei loro figli.
Ha detto che la sua organizzazione ha lavorato duramente negli ultimi cinque anni per assicurarsi che vi siano operatori sanitari in più per assistere alle nascite in quei paesi.
"Il quaranta per cento dei bambini che muoiono sotto i 5 anni muore nel primo mese", ha detto. "E il giorno più pericoloso per un bambino è quello in cui nascono."

I 25 migliori paesi per le madri
1. Norvegia 2. Islanda 3. Svezia 4. Nuova Zelanda 5. Danimarca 6.Finlandia 7. Australia 8.Belgio 9. Irlanda 10. Paesi Bassi 11. Regno Unito 12.Germania 13. Slovenia 14.Francia 15. Portogallo 16.Spagna 17. Estonia 18.Svizzera 19. Canadà 20. Grecia 21. Italia 22.Ungheria 23. Lituania 24.Bielorussia 25. Stati Uniti

mercoledì 26 ottobre 2011

Libia: una forza multinazionale guidata dal Qatar potrebbe sostituire la Nato. Saif al Islam è in Niger


ROMA - Una forza multinazionale guidata dal Qatar potrebbe sostituire la Nato in Libia per aiutare la stabilizzazione politica del Paese e l'addestramento sul terreno delle forze di polizia. Lo anticipa l'emittente Al Jazira citando il capo di Stato maggiore del Qatar, Ahmed Ben Ali al Atia.
Il Qatar guiderà la nuova coalizione per un periodo che potrebbe arrivare oltre la fine dell'anno, in base allo sviluppo delle condizioni di sicurezza in Libia, ha aggiunto il capo di Stato maggiore qatarino, precisando che la coalizione non parteciperà a operazioni di polizia. Il Qatar, ha poi sottolineato al Atia, ha avanzato questa proposta in vista della possibile fine della missione della Nato il 31 ottobre, come deciso in via preliminare dal Consiglio atlantico.


''L'Italia, in raccordo con il Cnt libico e con i partner, sta valutando le modalita' della nostra partecipazione'' alla forza multinazionale che potrebbe sostituire la Nato in Libia. Lo apprende l'ANSA da fonti diplomatiche. 
 Il figlio di Muammar Gheddafi, Saif al Islam, ricercato dalla Corte penale internazionale, è in Niger. Lo ha rivelato un rappresentante dei tuareg in Niger, Riza aj Bula, citato dal sito della Bbc in arabo. "Saif è stato trasferito grazie all'aiuto dei tuareg dall'Algeria al Niger", ha precisato. In Niger si è rifugiato nei mesi scorsi anche un altro figlio di Gheddafi, Saadi.

giovedì 29 settembre 2011

L'Interpol: mandato d'arresto per Saadi Gheddafi

PARIGI - L'Interpol ha spiccato un mandato d'arresto per Saadi Gheddafi su richiesta delle nuove autorita' libiche. Il figlio del rais, si troverebbe in Niger ''dove e' stato visto per l'ultima volta''. Saadi e' ricercato per ''presunta appropriazione indebita tramite la forza e l'intimidazione armata quando era a capo della Federazione di calcio'' e ''in quanto comandante di unita' militari sospettate di coinvolgimento nella repressione di manifestazioni durante la rivolta in Libia.

lunedì 12 settembre 2011

Il governo del Niger agli Usa. abbiamo arrestato Saadi Gheddafi

saadi gheddafi, il terzogenito dell' ex lader libico
WASHINGTON- Il governo del Niger ha confermato agli Usa di aver arrestato Saadi Gheddafi, terzogenito del Colonnello, e sta valutando cosa fare di lui. Lo ha annunciato il portavoce del dipartimento di Stato, Victoria Nuland: "Abbiamo conferme dal governo del Niger che Saadi è stato portato nella capitale del Naimey dove sarà trattenuto" . 
Intanto Mishan Jaboun, proprietario di al-Rai, la stazione televisiva che ha trasmesso messaggi da Gheddafi in passato, ha detto che l'ex leader era ancora in Libia, ma che non poteva apparire in tv per ragioni di sicuSaadi Gheddaza.
Jabouri ha poi letto un testo affermando che era stato spedito da Gheddafi  e nel quale si afferma: "Non possiamo accettarela colonizzazione la Libia ancora una volta ... Non c'è più niente da fare se non combattere fino alla vittoria". Questa affermazione è considerata una trovata disperata di Gheddafi che vuole dimostrare di avere supporter ancora pronti a battersi per luiu: in realtà la sua battaglia l’ha persa, malgrado le ultime sacche di resistenza.  Malgrado ciò, un dirigente nazionale del Consiglio di transizione (NTC) dice che finché Gheddafi resta in corsa è capace di attrarre seguaci verso una insurrezione comunque pericolosa. 

domenica 11 settembre 2011

Saadi Gheddafi, il terzogenito dell’ex leader libico ed ex calciatore in Italia, è fuggito in Niger


Saadi Gheddafi
TRIPOLI - Saadi Gheddafi, terzogenito dell'ex leader libico e ex calciatore nella serie A in Italia, è fuggito nel nord del Niger. Un portavoce del ministero della giustizia, Marou Amadou, ha confermato in una conferenza stampa nella capitale Niamey che "uno dei figli di Gheddafi" si trova in Niger e “al momento il convoglio si sta dirigendo verso Agadez (città del nord del Niger) e non è escluso che entro domani arrivi a Niamey", la capitale.
Bouzaid Dorda, capo dei servizi segreti di Muammar Gheddafi ed ex primo ministro è stato arrestato dalle forze dei ribelli. Dorda sarà consegnato al Consiglio nazionale di transizione (Cnt) nella serata di oggi, ha precisato un combattente anti-Gheddafi. L'uomo é tenuto in una stanza sottoterra di una casa privata, nel quartiere di Zenata controllata e difesa da una ventina di combattenti.




In uno sviluppo separato, Mahmoud Jibril, capo di gabinetto del Consiglio nazionale di transizione, ha detto oggi che un governo ad interim sarà formata entro 10 giorni. Ha inoltre annunciato che la Libia aveva ripreso la produzione di petrolio, che sarà aumentata nel prossimo futuro. Sabato, Mustafa Abdul Jalil, il capo presidente del NTC, è stato salutato da centinaia di sostenitori quando è arrivato sabato nella capitale per la prima volta da quando i ribelli hanno conquistato la città.Fino ad ora era rimasto nella città orientale di Bengasi. La sua presenza nella capitale è finalizzata a mandare un messaggio circa la sua autorità.


mercoledì 7 settembre 2011

Dov'è Gheddafi? "In fuga, nel sud della Libia, verso il Biger e il Cuad"

TRIPOLI - Dov'è Gheddafi? Secondo le ultime informazioni delle unità speciali che sono sulle tracce del colonnello libico, Gheddafi sarebbe stato avvistato nel Sud della Libia, verso il confine con il Niger e il Ciad. L'ex numero uno del regime libico si sarebbe fermato tre giorni fa - scrive oggi lo Spiegel citando Hisham Buhagiar, capo delle unità speciali libiche - nei pressi del villaggio di Ghwat, 300 chilometri a nord del confine con il Niger.
Diverse testimonianze concordano nell'indicare in una fuga verso sud, Niger o Ciad, l'obiettivo finale del Colonnello. Il suo portavoce, ieri, aveva detto che Gheddafi si trova ancora in patria, gode di ottima salute ed è certo di godere del sostegno di milioni di persone, non solo in Libia ma in tutto il mondo arabo.

martedì 6 settembre 2011

Il Niger ha accolto una dozzina di persone vicine a Gheddafi "per ragioni umanitarie". Tra esse il capo della sicurezza dell'ex leader

NIAMEY - Il Niger ha accolto una dozzina di persone vicine a Muammar Gheddafi, e lo ha fatto per ''ragioni umanitarie'': lo ha dichiarato il ministro dell' interno nigerino, Abdu Labo. ''Quelle accolte per ragioni umanitarie sono persone in fuga che abbiamo assunto la responsabilita' di difendere'', ha detto Labo a Niamey. Fra i libici accolti, il ministro ha indicato il nome di Mansour Daw, capo delle brigate della sicurezza di Gheddafi.

Convoglio libico di 200 veicoli militari è arrivato ad Agadez, in Nigeria. C'è anche Ghedafi? Glli insorti trovano un accordo per entrare senza combattere a Bani Walid

AGADEZ (Niger)  - Un convoglio di numerosi blindati libici - scortati da militari del Niger - è giunto ad Agadez, nel centro del Paese. Lo hanno riferito fonti militari francesi e nigerine. Il convoglio è costituito da circa 200/250 veicoli militari e trasporta ufficiali e soldati dei battaglioni stanziati nel sud che probabilmente sono entrati in Niger passando dall'Algeria. Il convoglio sarebbe in viaggio verso il Burkina Faso, uno stato senza sbocco sul mare dell'Africa occidentale che ha offerto asilo Gheddafi e la sua famiglia e ha un confine con il Niger. Già ieri diverse persone della cerchia di Gheddafi, tra cui il capo delle sue brigate di sicurezza  ex ministro, Mansour Daw erano arrivate ad Agadez. Una fonte militare nigerina ha detto ache "voci insistenti parlano della presenza di (Muammar) Gheddafi o di uno dei suoi figli nel convoglio" di oltre 200 veicoli proveniente dalla Libia. Il convoglio, secondo fonti di stampa locali, sarebbe diretto alla capitale Niamey. "Diversi testimoni - ha riferito il giornalista di una radio privata locale - hanno affermato di aver visto nel convoglio Rhissa Ag Boula, che è stato protagonista di due ribellioni tuareg nel Niger ed è assai vicino a Gheddafi". Altri gruppi di lealisti vicini al clan Gheddafi erano giunti nel Niger ieri.

In blu le zone controllate dagli insorti in Libia
Gli insorti libici hanno annunciato stamani di aver raggiunto un accordo per entrare a Bani Walid senza combattere. Lo riferisce la tv Al Jazira citando un suo corrispondente sul posto. Secondo quanto ha riferito il corrispondente di Al Jazira l'ingresso pacifico dei ribelli a Bani Walid avverrà oggi, ai termini dell'intesa raggiunta.