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mercoledì 27 novembre 2013

Ecuador: bimba rapita da indigeni del Rio delle Amazzoni liberata dopo 7 mesi

Una tribù di Huaorani nella foresta amazzonica
QUITO (Ecuador) - La polizia  ecuadoriana in elicotteri ha volato nel cuore del Rio delle Amazzoni per salvare una ragazza indigena rapita in una disputa tribale. La bambina era stato rapito in aprile dopo uno scontro che aveva lasciato un numero imprecisato di morti.
La disputa era tra due gruppi indigeni, con la tribù Taromenane presumibilmente  sotto attacco da parte del popolo Huaorani.
Il rapimento è stato fatto in rappresaglia per la morte di due anziani Huaorani causata dagli assalitori.
Un'altra ragazza è stato anche rapito, ma per ora rimane nelle mani del clan Huaorani.
Un sacerdote spagnolo, Miguel Angel Cabodevilla, ha detto che lo scontro adi prile ha lasciato 20 morti.

Il ministero degli interni non ha specificato che cosa ha scatenato gli scontri.

lunedì 1 luglio 2013

La “talpa” indica 15 Paesi dove potrebbe rifugiarsi, dopo il no dell’Ecuador

MOSCA - Edward Snowden, la "talpa" del Datagate, ha chiesto asilo politico a 15 Paesi, consegnando la lista al ministero degli Esteri russo. Lo riporta il Los Angeles Times. "Si tratta di una mossa disperata dopo il "no" dell'Ecuador" alle sue credenziali per la protezione politica, ha commentato una fonte del ministero russo, sottolineando come nella richiesta Snowden sia tornato a ribadire di non essere "un traditore" e di aver "voluto mostrare le violazioni dei servizi segreti degli Stati Uniti" .
Kirill Kabanov, un membro del Consiglio di Presidenza per i diritti umani, un organo consultivo del Cremlino, ha detto che crede che la Russia sia sulla lista presentata dalla “talpa”. "La Russia ha due opzioni praticabili: in primo luogo  quello di fornire A Snowden con alcune carte di rifugiato, in modo da poter acquistare un biglietto e partire per un altro paese, o in secondo luogo di concedergli l'asilo politico", ha detto Kabanov.

Il no dell'Ecuador alla richiesta d'asilo politico sta rimescolando le carte dello scacchiere internazionale. Mentre da un lato i capi di governo della Ue esigono risposte soddisfacenti su quanto accaduto, dall'altro Russia e Stati Uniti potrebbero riaprire il tavolo delle trattative. Non è dunque un caso che Il presidente americano Barack Obama e quello russo Vladimir Putin abbiano incaricato rispettivamente l'Fbi e l'Fsb (la versione moderna del Kgb) di trovare una soluzione per il caso Snowden. Lo ha affermato un alto responsabile russo citato dalla stampa,

mercoledì 26 giugno 2013

L’Ecuador: ci vorranno mesi per decidere se concedere l’asilo alla “talpa”


QUITO - Potrebbero occorrere mesi all'Ecuador per decidere se concedere asilo politico a Edward Snowden, la talpa dei servizi segreti Usa. Ad affermarlo è stato il ministro degli Esteri del Paese sudamericano, Ricardo Patino. A Kuala Lumpur, dove si trova in visita, ha detto ai giornalisti: "Su Assange abbiamo impiegato due mesi prima di fare una scelta. Non aspettatevi una decisione in tempi più brevi".

lunedì 24 giugno 2013

L’Ecuador: Snowden è “perseguitato dagli Stati Uniti”. Via libera all’asilo


QUITO - Edward Snowden, la talpa del Datagate, "è perseguitato dagli Stati Uniti" e per l'Ecuador "i diritti umani sono sopra ogni altro interesse". Lo ha detto il ministro degli Esteri ecuadoriano, Ricardo Patino, confermando che l'ex contractor Nsa ha chiesto asilo politico a Quito. Prima di prendere una decisione il Paese sta consultando le autorità russe dove Snowden si trovava.

La “talpa” del Datagate parte alle 12 da Mosca per Cuba


MOSCA - L'ex agente governativo Edward Snowden, accusato di spionaggio dagli Stati Uniti per il cosiddetto Datagate, si imbarcherà sul volo Mosca-L'Avana in partenza alle 14:05 locali (le 12:05 in Italia) dall'aeroporto Sheremetevo della capitale russa. Lo rende noto l'agenzia Interfax. Snowden dovrebbe fare solo scalo a Cuba per poi dirigersi in Ecuador dove ha richiesto asilo.

domenica 23 giugno 2013

La “talpa “ del Datagate ha chiesto asilo politico all’Ecuador (come Assange)

MOSCA - Edward Snowden, la “talpa” Usa che ha fatto trapelare i documenti classificati che rivelano la sorveglianza su internet e telefoni da parte dell’amministratore degli Stati Uniti, ha chiesto asilo alll'Ecuador La richiesta è stata confermata dal ministro degli esteri dell'Ecuador su Twitter.
 Snowden era fuggito dagli Stati Uniti a Hong Kong, e oggi è arrivato a Mosca. Gli Stati Uniti lo voleva estradato, ma il governo di Hong Kong ha detto che Washington non era riuscito a soddisfare le sue esigenze di documentazione.
Dell'Ecuador il ministro degli Esteri Ricardo Patino, che è in Vietnam, ha dichiarato su Twitter: "Il governo dell'Ecuador ha ricevuto una domanda di asilo da Edward J. # Snowden."
L'annuncio è arrivato dopo che l'ambasciatore dell'Ecuador in Russia aveva detto ai giornalisti che avrebbe incontrato oggi Snowden e un rappresentante di Wikileaks .

Non è chiaro dove Snowden sia attualmente, ma non dovrebbe aver lasciato l'aeroporto (non ha il visto).

La “talpa” del Datagate vola a Mosca. E da lì a Cuba e, forse, in Venezuela

Edward Snowden, la "talpa"
HONG KONG - Edward Snowden, la "talpa" del Datagate, è in volo per Mosca, secondo i media di Hong Kong. Secondo un esponente del governo del territorio ha lasciato Hong Kong volontariamente e legalmente
Snowden è partito col volo Aeroflot SU 213 dall'aeroporto di Chep Lap Kok alle 10:55 ora locale (ore 04:55 in Italia. Il 30-year-old imbarcato Volo Aeroflot SU213, che  atterra al Sheremetyevo International Airport di Mosca alle 17:15 ora locale (15:15 in Italia). Secondo South China Morning Post, la sua destinazione finale sarebbe l'Ecuador, l'Islanda o il Venezuela. La "talpa" del Datagate era arrivato nell' ex colonia britannica il 20 maggio. L'ex analista ha un biglietto aereo Mosca-Cuba e poi dall'Havana potrebbe proseguire per il Venezuela. Lo dice l'agenzia russa Interfax citando fonti della compagnia aerea Aeroflot. Il ministero degli Esteri russi ha detto di voler verificare le notizie sulla 'talpa' del Datagate aggiungendo che potrebbe fare tappa a Mosca.
Dietro le quinte, ad aiutare la talpa a lasciare Hong Kong per "trovare asilo in un paese democratico" c'é, per sua stessa ammissione, WikileaksLa notizia della partenza di Snowden, l' ex-analista dei servizi segreti americani che ha denunciato le loro attività illegali, è stata data in un primo momento da un quotidiano molto vicino al governo di Pechino, il Ta Kung Pao. In seguito, è stata confermata dal South China Morning Post, che nei giorni scorsi ha intervistato per due volte Snowden nel suo "rifugio segreto". Le autorità di Hong Kong, regione autonoma della Cina, avrebbero avvertito gli Usa della partenza di Snowden. Il sito web anti-segretezza Wikileaks ha affermato di aver aiutato la "talpa" a lasciare Hong Kong per avere asilo politico "in un Paese democratico".

Il Cremlino si è affrettato a precisare di essere all'oscuro dei piani di Edward Snwoden. Lo ha detto il portavoce del presidente russo Vladimir Putin precisando che Mosca non sa nulla di dove sia la 'talpa' del Datagate che invece Hong Kong ha detto essere in viaggio per Mosca a bordo di un aereo russo. L'agenzia Interfax invece ipotizza che Mosca possa essere una tappa provvisoria per poi arrivare a Cuba (o in Islanda o in Ecuador: ma chi gli dà i soldi?).

venerdì 5 aprile 2013

Scontro tra indigeni in Amazonia, nell’Ecuador: 18 morti



Una comunità di Taromenane nella foresta amazzonica
QUITO - Almeno 18 persone sono morte in un attacco portato da un'etnia rivale, i Waroani, contro una comunità indigena taromenane che vive in isolamento volontario in piena Amazzonia, in Ecuador. Lo ha reso noto il leader indigeno Gilberto Nenquimo; versione non confermata dalle autorità. "Secondo una persona che ha partecipato all'attacco ci sono almeno 18 morti tra uomini, donne e bambini", ha spiegato al telefono Nenquimo dalla località amazzoniana di Puyo.
Un sorvolo in elicottero delle Forze Armate ha individuato il luogo del confronto, vizualizzando capanne distrutte. Lo scontro si è verificato il Venerdì 29 marzo, ed è attribuita ad un atto di rappresaglia per l'attacco di lance perpetrati dai due anziani capi taromenane Waorani il 5 marzo.
Oltre ai morti, ie Waorani hanno catturato due ragazze Taromenani di età compresa tra 8 a 10 anni e mantenute nella comunità di Yaretaro. Questo è uno dei numerosi scontri in queste aree, che hanno causato morti e feriti da entrambe le parti, così come tra i coloni, per incidenti dovuti alla violazione dei territori e allo sfruttamento del petrolio e del legno.
Puyo, chiamata anche El Puyo, è  il  capoluogo della provincia di Pastaza. ed ha  circa 25.000 abitanti. La città è situata sulle rive del fiume omonimo, un affluente del fiume Pastaza, a sua volta tributario del Rio delle Amazzoni. Puyo, circondata da una vegetazione rigogliosa, è l'avamposto per tutti coloro che desiderano inoltrarsi nelle regioni amazzoniche dell'Ecuador.

domenica 19 agosto 2012

Oggi Assange parla ai giornalisti. "Fuori dall'ambasciata", dice


LONDRA - Julian Assange con un post apparso su Twitter ha annunciato per le 14 di oggi  una dichiarazione pubblica dopo la concessione l'asilo da parte dell’Ecuador.
Wikileaks dice che il suo fondatore parlerà davanti all'ambasciata dell'Ecuador a Londra, dove si è rifugiato.
Il Presidente dell'Ecuador ha suggerito che  Assange potrebbe collaborare con la Svezia se fossero date garanzie che non ci sarà una successiva estradizione verso un paese terzo. 
Non è chiaro esattamente come la dichiarazione di Assange sarà fatta perché lui è stato avvertito dalle autorità britanniche che sarà arrestato se lascerà l'ambasciata.
Il Sunday Times  cita fonti vicine al signor Assange, le quali ribadiscono che sarebbe disposto a lasciare l'ambasciata se le la Svezia garantirà che non sarà estradato negli Stati Uniti.
Nel frattempo, il gruppo delle nazioni di sinistra dell’America Latina  Alba  - fondato da presidente del Venezuela Hugo Chavez - ha messo in guardia il governo britannico " che si troverà ad affrontare gravi conseguenze in giro per il mondo, se violerà l'integrità territoriale" della ambasciata.
La Svezia, nel frattempo, ha detto che è "inaccettabile che l'Ecuador voglia arrestare il processo giudiziario svedese". Si vuole interrogare Assange per le accuse di aver aggredito sessualmente due donne volontarie  ex-Wikileaks mentre era a Stoccolma per una conferenza nel 2010.

venerdì 17 agosto 2012

Gli stati sudamericani si riuniscono per discutere il caso Assange



Gli inglesi: nessun accordo segreto con gli Usa per estradarlo, ma dall’ambasciata ecuadoregna non potrà muoversi, altrimenti lo arrestiamo. Rischia di rimanere rinchiuso lì “per sempre”

L'ambasciata dell' Ecuador a Londra


QUITO - Gli organismi internazionali del Sudamerica si riuniranno nei prossimi giorni per esaminare la questione dell'asilo politico concesso dall'Ecuador a Julian Assange e la reazione della Gran Bretagna. A Guayaquil in Ecuador si riuniranno sabato l'alleanza bolivariana per le Americhe (Alba, governi di estrema sinistra anti-Usa) e domenica l'Unione delle nazioni sudamericane (Unasur). L'Organizzazione degli Stati americani (Osa) deciderà oggi una proposta di riunione il 23 agosto a Washington.
Non c'è alcun accordo segreto con gli Stati Uniti sul caso Assange. Lo ha detto il ministro degli esteri britannico William Hague il quale ha affermato che  la Gran Bretagna non minaccia raid contro l'ambasciata dell'Ecuador dove Julian Assange ha ottenuto l’asilo. "Siamo determinati a portare a termine il processo di estradizione", ha detto, ribadendo che l'asilo politico non deve essere usato per aggirare un procedimento giudiziario.
L'Ecuador ha concesso ad Assange l'asilo sulla scorta del fatto che, se estradato in Svezia, non ci sarebbero garanzie che l'australiano non possa essere trasferito negli Usa per rispondere ad accuse di aver diffuso segreti di stato.
Se la Gran Bretagna impedirà a Julian Assange di uscire dall'ambasciata ecuadoregna a Londra il capo di Wikileaks farà ricorso alla Corte Internazionale di Giustizia. Lo ha detto l'ex giudice spagnolo Baltasar Garzon che guida il team legale dell'australiano.
Quanto a Julian, che ha appreso della decisione ecuadoregna nell'ufficetto-dormitorio che da due mesi è diventata la sua 'cella', ha salutato con soddisfazione la "significativa vittoria", ma messo in guardia i suoi sostenitori: "Le difficoltà cominciano adesso".
Il braccio di ferro con Londra potrebbe durare a lungo, le vie di uscita per Assange sono poche e hanno costretto gli esperti ad arrampicarsi sugli specchi: Quito potrebbe nominare l'australiano ambasciatore all'Onu, o chiuderlo in una valigia diplomatica accompagnata da corriere, oppure Assange potrebbe uscire dall'ambasciata mascherato, magari da donna, e dileguarsi nei vicini grandi magazzini Harrods. Secondo Sir Christopher Meyer, ex ambasciatore britannico a Washington, l'Ecuador e il capo di Wikileaks "si sono messi in un angolo". Come il cardinale Jozesf Mindszenty nell'ambasciata Usa a Budapest, Assange potrebbe dover restare "in eterno" nella stanzina al primo piano dell'ambasciata in cui è confinato da due mesi, ha detto Sir Christopher, e non è una buona soluzione per lui né per i suoi ospiti.

giovedì 16 agosto 2012

L’Ecuador dice sì all’asilo politico per Assange. L’Inghilterra: “Deplorevole” e la polizia circonda l’ambasciata

La polizia inglese davanti all'ambasciata dell'Ecuador

QUITO -L'Ecuador ha concesso l'asilo politico a Julian Assange. Lo ha confermato il ministro degli Esteri di Quito.  Per il ministro degli Esteri ecuadoregno Ricardo Patino, il fondaorore di Wikileaks 'rischia di diventare perseguitato politico se estradato dalla Gran Bretagna. Se dovesse finire negli Usa - ha aggiunto - non riceverebbe un giusto processo e potrebbe addirittura essere messo a morte'. L'Ecuador ha chiesto alla Svezia garanzie che Julian Assange non sarebbe stato estradato negli Stati Uniti una volta trasferito dalla Gran Bretagna e la Svezia non le ha date".
Per il Foreign Office la decisione dell'Ecuador di concedere al capo di Wikileaks asilo politico è "deplorevole":  la miglior soluzione sarebbe stata di cercare un accordo negoziato. La decisione dell'Ecuador di dare a Julian Assange l'asilo politico "non cambia niente", ha indicato il ministero degli esteri inglese in un comunicato in cui ricorda che in base alla legge britannica Assange ha esaurito tutte le opportunità di presentare appello e adesso il governo di Sua Maestà è vincolato ad estradarlo in Svezia. Intanto La polizia britannica presidia tutti gli ingressi e le uscite dell'ambasciata dell'Ecuador a Knightsbridge.

Ospitalità “umanitaria” per Assange chiuso nell’ambasciata londinese dell’Ecuador


LONDRA - Il governo dell’Ecuador è disposto ad autorizzare Julian Assange , il fondatore di Wikileaks, a rimanere nella sua ambasciata a Londra a tempo indeterminato con un tipo di protezione umanitaria, ha detto un funzionario del governo a Quito ieri sera. Assange è  presso l'ambasciata da due mesi in cerca di asilo. il governo britannico aveva messo in chiaro che non avrebbe permesso il signor Assange di lasciare il paese per recarsi in Ecuador: quindi, anche con una concessione di asilo o di una protezione simile, rimarrebbe probabilmente  bloccato in ambasciata.
E’ sembrato ben strano che Assange, che ha raggiunto la fama di combattente per la libertà dei media, abbia scelto come rifugio potenziale  l’Ecuador dove il presidente Correa ha dato un giro di vite sull’indipendenza dei giornalisti. Ma quando  Assange è arrivato presso l'ambasciata, ha rilasciato una dichiarazione dicendo che  Correa lo aveva invitato a chiedere asilo in Ecuador nel corso di un'intervista per il programma televisivo Russia Today, finanziato dal governo di Vladimir V. Putin.

Gli inglesi minacciano di entrare nell'ambasciata dell'Ecuador per arrestare Assange (Wikileaks)

Julian Assange

LONDRA - Il Regno Unito ha  "minacciato" di entrare nell'ambasciata ecuadoriana a Londra per arrestare il fondatore di Wikileaks, Julian Assange: la ha denunciato il ministro degli esteri dell'Ecuador Ricardi Oatino  detto che una decisione sulla richiesta di asilo verrà resa pubblica giovedì.
Assange si era rifugiato presso l'ambasciata nel mese di giugno per evitare l'estradizione in Svezia, dove egli affronta un processo per aggressione e stupro di cui si dichiara innocente. Il Foreign Office replica che il Regno Unito ha l'obbligo giuridico di estradarlo.
Nel corso di una conferenza stampa a Quito Patino ha detto: "Oggi abbiamo ricevuto dal Regno Unito una minaccia esplicita, per iscritto, che avrebbero potuto assaltare la nostra ambasciata a Londra, se non consegniamo Julian Assange. L’Ecuador respinge nei termini più netti la minaccia esplicita della comunicazione ufficiale britannica". Ha aggiunto che una simile minaccia è "impropria di un paese democratico e civile e l, se attuata, saràinterpretato da Ecuador come un inaccettabile atto ostile  contro la nostra sovranità al quale saremmo costretti a rispondere. Noi non siamo una colonia britannica".
Un portavoce del Foreign Office ha detto che il Regno Unito è  "determinato" ad adempiere al suo obbligo di estradare Assange. Il problema dell’Ecuador sarà quello - se la richiesta d’asilo verrà accettata - di portare Assange a un aeroporto londinese: lam polizia è fuori dall’ambasciata ad aspettarlo-

domenica 8 luglio 2012

Hong Kong: sequestro record di cocaina per 98 milioni di dollari


HONG KONG Una indagine a Hong Kong ha portato al sequestro di un carico record di cocaina per un valore di valore di mercato stimato di 98 milioni di dollari.
La Drug Investigation Bureau of Customs Hong Kong ha infatto sequestrati 649 chilogrammi di cocaina da un container che era arrivato dall’Ecuador.
Tre persone, descritti da Lee, come "uomini locali" sono state arrestate in connessione con il sequestro, avvenuto Mercoledì e reso pubblico ieri.
L'operazione  era  iniziata nel mese di aprile quando la US Drug Enforcement Administration aveva saputo dell’arrivo di container sospetti a Hong Kong provenienti dal Sud America. L’indagine che ne è seguita è il risultato di un'operazione congiunta, nome in codice "Surfing Coke", che ha visto partner delle autorità doganali di Hong Kong la US Drug Enforcement Administration e US Customs and Border Protection..
Funzionari doganali di Hong Kong  hanno visitato tre paesi sudamericani dove si sono incontrati con le loro rispettive controparti durante l'inchiesta. La cocaina che è arrivato questa settimana a Hong Kong proveniva da Guayaquil, Ecuador.
I funzionari doganali hanno trovato  22 sacchi di nylon all’interno del container contenenti un totale di 541 lastre di cocaina. Nel pomeriggio dello stesso giorno, un camion container ha preso il contenitore e lo ha consegnato in una località designata per la raccolta ad due altri uomini."
Il conducente, 52 anni, e altri due uomini di età compresa tra 34 e 37 sono stati bloccati devono rispondere delle accuse di traffico di droga. 

mercoledì 20 giugno 2012

Londra: Assange (Wikileaks) si rifugia nell’ambasciata dell’Ecuador e chiede asilo politico


Julian Assange

LONDRA - Julian Assange si è rifugiato nell'ambasciata dell'Ecuador a Londra e ha chiesto asilo politico. Lo ha reso noto in una conferenza stampa il ministro degli esteri dell'Ecuador Ricardo Patino, precisando che la richiesta dell'ideatore di Wikileaks è allo studio. Il ministro Patino ha anche reso noto che Assange ha inviato una lettera al presidente Rafael Correa, in cui, tra le altre cose, assicura che e' in atto ''una persecuzione''.

giovedì 8 dicembre 2011

Strage di indigeni, soiprattutto bambini, per i morsi di pipistrelli nelle foreste dell'Ecuador

QUITO (Ecuador) - Almeno 12 indios ecuadoriani sono morti a causa del morso di pipistrelli (Balantiopteryx infuscacolpiti dalla rabbia. "Abbiamo già dodici morti", ha dichiarato il sindaco di Taisha, in una provincia amazzonica nel sud est, dove è stata segnalata l'epidemia. Il ministro della sanità, David Chiriboga, aveva dato giorni fa un primo bilancio di otto vittime, tutti bambini.

L'epidemia colpisce tre comunità indigene di Taisha, e per fermarla servono vaccinazioni, dato che una volta comparsi i sintomi, è già troppo tardi.



Il ministro Chiriboga, ha annunciato una vaccinazione di massa contro l'epidemia di rabbia in varie parti del Rio delle Amazzoni . Tuttavia lamentato le difficoltà nel diagnosticare la malattia e la resistenza delle comunità indigene delle comunità al vaccino. Taisha si ritrova in un remoto cantone della foresta in provincia di Morona Santiago.
Chiriboga ha detto che le squadre mediche sono state distribuite per la vaccinazione di massa nelle comunità est della provincia, ma il rifiuto di farsi vaccinare "è una questione complicata." 
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mercoledì 14 settembre 2011

Argentina: l’ex presidente Menem assolto dall’accusa di traffico d’armi


BUENOS AIRES - L'ex presidente argentino Carlos Menem è stato assolto dall’accusa  di coinvolgimento nel traffico di armi nel 1990.
Mr Menem, che è stato presidente dal 1989-1999 ed è ora un senatore, era stato accusato di avere venduto illegalmente armi alla Croazia e all'Ecuador.
Diciassette altri imputati  sono stati assolti. Menem, 81 anni, ha ammesso aver firmato le carte per l’esportazione di armi ma ha detto che non aveva idea che sarebbero finite in Ecuador e Croazia. Entrambi i paesi erano in quel momento sotto embargo internazionale sulle armi.
Menem ha sostenuto che le spedizioni di fucili, razzi anticarro e munizioni erano diretti a Panama e Venezuela, quando li aveva autorizzati. "La mia opera come presidente si è limitata a firmare i decreti di esportare le armi al Venezuela e Panama - ha detto durante il processo - Da allora in poi, tutti i documenti sfuggivano al controllo del presidente. Non potevo andare dai servizi doganali per vedere quale era stata la destinazione delle armi".