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sabato 26 ottobre 2013

Quattordici guardie di frontiera iraniane uccise in uno scontro con ribelli al confine con il Pakistan sulla rotta della droga. Altri agenti presi in ostaggio

Guardie di frontiera iraniane al confine di Saravan dove è avvenuta la sparatoria


TEHERAN - Quattordici guardie di frontiera iraniane sono stati uccise in uno scontro con uomini armati al confine con il Pakistan:  l’agenzia ufficiale iraniana Irna.
Gli scontri hanno avuto luogo ieri sera in una regione montuosa al di fuori di Saravan, una città di confine nella provincia sud-orientale del Sistan Baluchistan.
Settei guardie sono rimaste ferite nell'attacco: un anonimo funzionario citato da Irna ha incolpato "banditi o ribelli che si oppongono alla repubblica islamica". L'Iran si trova su una delle principali rotte del traffico di droga tra l'Afghanistan e l'Europa.
La popolazione di questa zona sunnita lamenta  discriminazioni e un gruppo armato, chiamato Jundallah, ha effettuato una serie di attacchi contro lo stato in questi ultimi anni.
"Non abbiamo ancora dettagli esatti della vicenda," ha detto il membro del parlamento di Sar5avan, Hedayatollah Mirmoradzehi.. "Nessun gruppo ha rivendicato la responsabilità per l'accaduto finora. Un certo numero di soldati sono stati presi ostaggi dai fuorilegge”. Tuttavia, ha aggiunto che il numero degli ostaggi non era ancora chiaro", ha aggiunto.

La regione ha subito scontri mortali ripetuti nel corso degli anni precedenti. Più di 4.000 agenti di polizia e soldati sono stati uccisi negli ultimi tre decenni in lotta con i trafficanti.

lunedì 8 aprile 2013

Bali: confermata in appello la pena di morte per la “nonna della droga” inglese

Lindsay Sandford, condannata a morte a Bali

DENPASAR  (Bali, Indonesia) - La britannica Lindsay Sandiford ha perso il suo appello all’Alta Corte di Bali  contro la sua condanna a morte per traffico di droga. Il giudice sull'isola indonesiana ha confermato la sentenza emessa nel mese di gennaio contro la donna, che ha 56 anni.. La Sandiford, del Gloucestershire, ha sempre detto che era stato costretta con un ricatto a contrabbandare  4,8 kg di cocaina. Era 'stata arrestata  dopo un volo dalla Thailandia nel maggio 2012 e accusata di essere al centro di un traffico di droga.
L'accusa aveva suggerito 15 anni di carcere, ma i giudici in seguito l’hanno condannata a  morte per fucilazione.
I giudici d'appello hanno stabilito che la decisione originale era "accurata e corretta". L'alta corte della capitale dell'isola, Denpasar, ha dato 14 giorni di tempo per presentare ricorso alla Corte Suprema.
Se la Corte Suprema respingerà il suo ricorso, la Sandford potrà chiedere un riesame giudiziario della decisione della corte stessa. Dopo di che, solo il presidente del paese la può concedere la grazia.
L'Indonesia ha leggi molto severe sulla droga e la pena massima è la morte per fucilazione, ma è molto raro che venga effettivamente effettuata. Attualmente ci sono 71 prigionieri condannati per reati di droga nel braccio della morte in Indonesia e 41 di loro sono stranieri,


lunedì 11 marzo 2013

Napoli: preso boss della droga. Stretti legami con i narcos colombiani


NAPOLI - Arrestato a Mugnano di Napoli il latitante Antonio Bastone, considerato affiliato di primo piano del clan Abete-Abbinante-Notturno. Il blitz è stato messo in atto dalla Guardia di finanza (Scico Roma e Gico del Nucleo Polizia Tributaria Napoli) in sinergia con i carabinieri, Ros Napoli. Bastone è considerato responsabile di traffico internazionale di sostanze stupefacenti: in particolare  aveva stretti legami con i narcos colombiani.  E’ ritenuto responsabile, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata al traffico di cocaina nonché di produzione, detenzione e spaccio di cocaina, eroina, marijuana, ecstasy. Le indagini, avviate nell'agosto 2006 e concluse nel 2009 dal R.o.s. dei carabinieri di Napoli, hanno permesso di documentare consolidati collegamenti tra il gruppo camorrista dei Bastone e i gruppi di narcotrafficanti colombiani in Spagna, Olanda e nelle regioni colombiane di santa Marta, Cartagena, Antiqua, Medellin e Bogotà.

martedì 22 gennaio 2013

Donna inglese di 56 anni condannata a morte per droga in Indonesia

DENPASAR - Lindsay Sandiford esce dall'aula dopo la condanna a morte

GIACARTA - Una donna inglese di 56 anni è stata condannata a morte in Indonesia per traffico di droga. Lindsay Sandiford era stata arrestata a maggio dello scorso anno dopo che la polizia di Bali in un controllo di routine in dogana proveniente dalla Thaliandia aveva trovato 4,8 kg di cocaina nel rivestimento della sua valigia. 
La Sandiford, proveniente dal Gloucestershire, ha insistito sul fatto che era stata costretta a portare la droga nell'isola.
L'accusa aveva richiesto  una condanna a 15 anni di reclusione. Ma i giudici hanno detto non ci c’erano circostanze attenuanti e l’imputata non sembrava preoccuparsi delle conseguenze delle sue azioni.
Hanno detto che la  Sandiford ha danneggiato l'immagine di Bali come destinazione turistica e indebolito il programma antidroga del governo.
L’avvocato difensore ha detto che è molto raro che i giudici stabiliscano una pena  molto più dura di quella che l'accusa aveva raccomandato.  L'imputata è apparso sconvolta per la condanna e ha coperto la testa con un pareo marrone per nascondere il viso alle telecamere dopo il verdetto.
La donna è stata accusata di essere al centro di un anello che coinvolge altri tre britannici. L'anno scorso, Paul Beales l è stato condannato a quattro anni per possesso di droga e Rachel Dougall è stato imprigionato per un anno per non aver denunciare un crimine. Il processo per possesso di droga  contro Julian Ponder, da Brighton - che si ritiene  sia  partner di Dougall - è ancora in corso. Egli è accusato di aver preso la cocaina dalla Sandiford.
In un'udienza precedente, l’ avvocato difensore della Sandiford ha detto al tribunale distrettuale di  Denpasar, dove il processo si è svolto, che una storia di problemi di salute mentale l’aveva resa un bersaglio vulnerabile per bande criminali.
In una testimonianza, scritta la Sandiford, ha chiesto scusa alla "Repubblica di Indonesia e il popolo indonesiano" per il suo coinvolgimento.
Ha aggiunto: "Non avrei mai pensato di rimanere coinvolta in qualcosa di simile a questo, ma la vita dei miei figli era in pericolo e ho sentito che dovevo proteggerli".
In un'altra dichiarazione letta in tribunale, il figlio Eliot ha detto di ritenere che la madre era stata costretta a entrare nel traffico delle droghe dopo un disaccordo sull’aumento dell'affitto che pagava in Thailanda dove abitava.  Un portavoce del Foreign Office ha dichiarato: "Possiamo confermare che un cittadino britannico si trova ad affrontare la pena di morte in Indonesia Rimaniamo in stretto contatto con quella nazionale e continueremo a fornire assistenza consolare. Il Regno Unito resta fermamente contraria alla pena di morte in tutte le circostanze."
L'Indonesia ha alcune delle più dure leggi anti-droga in tutto il mondo, ma le esecuzioni sono raramente eseguite.
Cinque stranieri sono stati messi a morte a Bali dal 1998, tutti per reati di droga, secondo l’australiano Lowy Institute for International Policy. La maggior parte dei 40 stranieri attualmente nel braccio della morte sono stati condannati per reati di droga, ma non ci sono state esecuzioni per qualsiasi reato dal 2008.

domenica 30 settembre 2012

Esecuzione in mezzo alla strada a Torino: ucciso un uomo con colpi di pistola alla testa


TORINO - E' stato raggiunto da alcuni colpi di pistola alla testa e in altre parti del corpo l'uomo ucciso a colpi di pistola in serata per strada, a Torino, da una persona sconosciuta, poi fuggita con un'auto guidata da un complice. La vittima è Domenico Galea, di 64 anni, conosciuto dalle forze dell'ordine per alcuni precedenti legati alla droga. Il killer - secondo le prime informazioni - è sceso dall'auto guidata dal complice e ha fatto fuoco, per cui gli investigatori non escludono l'ipotesi di un'esecuzione.
Il delitto è avvenuto a pochi metri dall'abitazione di Galea, in una strada del quartiere Borgo Vittoria, in una zona semicentrale di Torino. Il cadavere è sotto il ponteggio di un palazzo, a pochi metri da un cassonetto dell'immondizia. Al delitto hanno assistito alcuni testimoni che ora sono interrogati dai carabinieri. Sul posto è giunto il sostituto Procuratore della Repubblica, Paola Stupino, che coordina le indagini. 
Ecco il film dell’omicidio. Alle 21,30 Domenico Galea se ne va a passo lento verso casa. È all’incrocio con via Pont. Il ponteggio montato davanti ad una casa in ristrutturazione lo obbliga appena scartare. Ci sono delle persone poco lontano. Saranno loro a descrivere agli investigatori della sezione omicidi dell’Arma ciò che è accaduto. La vittima si sposta. Fa due passi. Arriva alle sue spalle una Fiat Mito di colore grigio scuro. Inchioda. A bordo ci sono due uomini. Quello seduto accanto al conducente scende con in mano una pistola. Si avvicina a Galea e gli spara. Tre colpi in rapida successione. Poi c’è un attimo di indecisione nei gesti del killer. Che esplode ancora due colpi. Poi rientra dentro l’auto che parte sgommando.  
«Un’esecuzione in piena regola» commentano i carabinieri. Galea, nel maggio di 12 anni fa, finisce incastrato in una maxi operazione della Dia di Torino. Lo arrestano perchè coinvolto in un traffico di cocaina tra Spagna Olanda e Italia. Roba in grande stile. Gestita da ’ndrangheta e Sacra Corona Unita, la «mafia» pugliese che in quegli anni cerca spazi e mercato per i suoi traffici. Galea non è un nome di spicco nell’indagine. Anzi. Ma in quelle carte tornano nomi importanti della criminalità organizzata. Si parla di Africo, Roccella, Locri. Ma anche di Siderno che, guarda caso è proprio la città natale di Domenico Galea.  

domenica 8 luglio 2012

Hong Kong: sequestro record di cocaina per 98 milioni di dollari


HONG KONG Una indagine a Hong Kong ha portato al sequestro di un carico record di cocaina per un valore di valore di mercato stimato di 98 milioni di dollari.
La Drug Investigation Bureau of Customs Hong Kong ha infatto sequestrati 649 chilogrammi di cocaina da un container che era arrivato dall’Ecuador.
Tre persone, descritti da Lee, come "uomini locali" sono state arrestate in connessione con il sequestro, avvenuto Mercoledì e reso pubblico ieri.
L'operazione  era  iniziata nel mese di aprile quando la US Drug Enforcement Administration aveva saputo dell’arrivo di container sospetti a Hong Kong provenienti dal Sud America. L’indagine che ne è seguita è il risultato di un'operazione congiunta, nome in codice "Surfing Coke", che ha visto partner delle autorità doganali di Hong Kong la US Drug Enforcement Administration e US Customs and Border Protection..
Funzionari doganali di Hong Kong  hanno visitato tre paesi sudamericani dove si sono incontrati con le loro rispettive controparti durante l'inchiesta. La cocaina che è arrivato questa settimana a Hong Kong proveniva da Guayaquil, Ecuador.
I funzionari doganali hanno trovato  22 sacchi di nylon all’interno del container contenenti un totale di 541 lastre di cocaina. Nel pomeriggio dello stesso giorno, un camion container ha preso il contenitore e lo ha consegnato in una località designata per la raccolta ad due altri uomini."
Il conducente, 52 anni, e altri due uomini di età compresa tra 34 e 37 sono stati bloccati devono rispondere delle accuse di traffico di droga. 

venerdì 25 maggio 2012

Condannato all’ergastolo a Melbourne Pasquale Barbaro, capo di un cartello della droga che aveva importato in Australia dall’Italia 15 milioni di pastiglie di ecstasy


Pasquale Barbaro

MELBOURNE - Condanna all'ergastolo in Australia per Pasquale Barbaro, ritenuto capo di un cartello della droga che aveva fra l'altro spedito dall’Italia in Australia 15 milioni di pasticche di ecstasy, 4,4 tonnellate di peso, nascoste in 3000 barattoli di pomodori pelati. Fu il piu' grande sequestro di ecstasy al mondo, pari a 264 milioni di euro. La giudice Betty King ha definito Barbaro l'''apice'' del crimine in Australia, ''la piu' alta cima dell'albero'.
Il lungo pendio verso una condanna a vita per Pasquale Barbaro era iniziato nel giugno 2007, quando i funzionari doganali sui docks di Melbourne avevano individuato un contenitore di pomodori pelati italiani.
Quando i raggi X avevano mostrato “anomalie  di immagine'', i doganieri lo avevano aperto, scoprendo i 15 milioni di pasticche di ecstasy ed effettuando così un sequestro da Guinness.
L'ecstasy nelle scatole di pelati
Da allora, i destini di Barbaro, di suo cugino, Saverio Zirilli, e di altri quattro uomini, subito arrestati, sono apparsi segnati.
Il padre di Pasquale, Francesco' Barbaro, era stato individuato dalla Commissione d‘inchesta Woodward nel 1979 come membro di una cricca segreta di calabresi che vivevano a Griffith e che erano legati alla 'ndrangheta. Non risulta fosse coinvolto nella spedizione di Melbourne.
Barbaro, 50 anni  e Zirilli, 55 anni, si erano dichiarati colpevoli lo scorso anno davanti alla Corte Suprema del Victoria delle imputazioni di traffico di ecstasy e di cocaina.
L'ultimo chiodo nella bara del gruppo, nel luglio 2008, era stato un tentativo di contrabbandare 100 chilogrammi di cocaina, nascosti in sacchi di chicchi di caffè colombiani, in Australia. I funzionari anche stavolta avevano passato ai raggi X il carico ed avevano trovato la droga.
Meno di due settimane dopo la scoperta, la polizia aveva fatto irruzione in varie proprietà in tutto il Sud-est dell'Australia e aveva arrestato tutti i membri di questo sindacato del crimine.

sabato 24 settembre 2011

L'ex arbitro Moreno (quello di Italia-Corea del Sud nei Mondiali 2002) condannato a due anni e mezzo di carcere per traffico di droga

Moreno "in azione" contro gli azzurri in Italia-Corea del Sud
NEW YORK - Byron Moreno è stato condannato a due anni e mezzo di carcere per traffico di eroina. Questa la pena inflitta al 41enne ex arbitro ecuadoriano da una corte distrettuale di New York: Moreno era stato arrestato il 21 settembre 2010 all'aeroporto Jfk con sei chilogrammi di eroina nascosti all'interno di sacchetti di plastica attaccati al corpo sotto i vestiti. A gennaio, durante la detenzione, si era dichiarato colpevole davanti a un giudice di traffico di droga e da quel momento era rimasto in prigione in attesa della sentenza.

Moreno è tristemente noto ai tifosi italiani per la sua direzione di gara dell'ottavo di finale dei Mondiali 2002 tra gli azzurri di Trapattoni e la Corea del Sud. La partita finì ai supplementari con il successo per 2-1 dei coreani padroni di casa. Moreno si era reso protagonista di alcune decisioni che penalizzarono l'Italia, come l'espulsione di Francesco Totti per simulazione e l'annullamento di un gol valido a Damiano Tommasi.