venerdì 14 giugno 2013

Gli Usa: il governo siriano ha usato ami chimiche contro i ribelli. Mosca non ci sta

WASHINGTON - Il governo siriano ha usato armi chimiche contro i ribelli. E' la conclusione a cui sono giunte le autorità americane ed europee secondo quanto riporta il New York Times. Secondo invece il Wall Street Journal, gli Usa prevedono di creare una 'no fly zone' limitata al confine tra Siria e Giordania, che verrà fatta rispettare con aerei dalle basi giordane. La 'no fly zone non comporterà la distruzione delle batterie antiaeree siriane.
"In Siria è stata superata la linea rossa. Per questo gli Stati Uniti armeranno i ribelli". Lo ha annunciato in Senato il senatore repubblicano, John McCain. 
 E' stato il New York Times a riportare per primo l'esistenza di un memorandum circolato all'interno del governo in cui le comunità di intelligence di Stati Uniti ed Europa per la prima volta concordavano sull'uso di agenti chimici da parte del regime di Damasco. 
 In particolare gas sarin che, seppur usato su scala ridotta, avrebbe provocato nell'ultimo anno dai 110 ai 150 morti. Almeno sulla base delle informazioni finora in possesso dei servizi segreti dei Paesi occidentali. La conferma è arrivata infine dalla stessa Casa Bianca, che ha notificato le sue valutazioni al Congresso e ha aperto all'attesissima decisione di armare direttamente le forze dell'opposizione siriana. Forze che stanno fronteggiando una vigorosa controffensiva delle truppe di Damasco e che da tempo chiedono un sostegno più ampio da parte degli Usa e del Paesei europei. 
 Nessuna decisione, comunque, è stata ancora presa. Fonti citate dai media americani parlano comunque di una proposta avanzata dai vertici militari americani per l'istituzione DELLA 'no fly zone' al confine tra Siria e Giordania. Una zona di divieto di sorvolo che dovrebbe essere - almeno in una prima fase, limitata, con aerei che partiranno dalle basi giordane ma che non potranno bombardare le batterie anti-aeree del regime siriano.

Per Mosca, però, "le informazioni sull'uso di armi chimiche da parte di Assad sono state costruite" dagli Usa come "le bugie sulle armi di distruzione di massa di Saddam Huessei". A sostenerlo è il presidente della Commissione Esteri della Duma vicino al Cremlino, Alexiei Pushkov. "Obama sta prendendo la stessa strada di Bush", aggiunge. 

1 commento:

agide ha detto...

Difficile non dare ragione alla posizione della diplomazia russa. Abbiamo già assistito troppe volte alle "certezze" americane che poi si sono rivelate micidiali falsità (ricordate l'incidente del Golfo del Tonkino o le fialette mostrate da Colin Powell all'Onu o la favola dei neonati lanciati in aria dai soldati iracheni per poi infilzarli con le baionette?). Vorrei ricordare che solo poche settimane fa la tanto acclamata -ma ora caduta in disgrazia?- ex Presidente del Tribunale Penale Internazionale, Carla del Ponte, dichiarò la presenza di prove che accertavano l'uso di gas da parte dei cosidetti ribelli siriani e che lo stesso Obama (fino a 10 giorni fa) dichiarava di non sapere chi aveva usato il gas. Indubbiamente l'offensiva -legittima- dell'esercito siriano che sta recuperando il controllo del suo -legittimo- territorio, ha svegliato le improvvise "certezze" degli americani e dei loro alleati!