NEW DELHI- Se le autorita' italiane ''non manterranno la parola'', rifiutando di far tornare e i due maro' in India per essere processati, ''ci saranno conseguenze nelle nostre relazioni con l'Italia''. Lo afferma su twitter il premier indiano, Manmohan Singh. Il primo ministro ha chiesto unita' in Parlamento, affermando che continuerà a lavorare ''attraverso i canali diplomatici''. Singh ricorda di avere ''sollecitato le autorita' italiane a rispettare le decisioni della Corte Suprema''.
Non sono stati i due marò italiani a uccidere i pescatori ma gli indiani. Lo afferma a Radio Capital Carlo Noviello, comandante in seconda dell'Enrica Lexie a bordo della quale si trovavano Massimiliano Latorre e Salvatore Girone. Noviello ricostruisce così le fasi della vicenda: "eravamo sul ponte. Quando la barca si è avvicinata a 100 metri, Latorre ha fatto le segnalazioni ottiche, poi ha mostrato il fucile. Ma loro continuavano imperterriti ad avvicinarsi, in una chiara manovra d'abbordaggio. E allora Girone e Latorre hanno sparato. In acqua, però. Quando la barca si è allontanata, col binocolo abbiamo visto che erano armati ma non era morto nessuno, e le due persone, fuori dal cabinato, erano ancora in piedi". "Dopo - aggiunge il comandante - c'é stato un altro scontro a fuoco, fuori dal porto, con la guardia costiera locale di Koci. Penso che i due pescatori morti fossero quelli. E per coprire questo errore siamo capitati noi di mezzo. Anche perché la guardia costiera di Mumbai, quando mi ha telefonato, mi ha detto esplicitamente di entrare a Koci perché loro avevano catturato due barchette sospette pirata e volevano il nostro eventuale riconoscimento. Ci hanno fatti avvicinare con l'inganno". La nave italiana infatti era "a venti miglia e mezzo, in acque internazionali - assicura Noviello - La posizione l'ho messa io sulla carta".
Intanto la polizia criminale indiana (Cbi) ha formalizzato oggi una denuncia per complotto e frode, nell'intento di approfondire le indagini svolte su presunte tangenti nella fornitura di 12 elicotteri Agusta Westland (Finmeccanica). La denuncia riguarda 12 persone e quattro società, mentre perquisizioni sono state ordinate in 14 differenti luoghi di New Delhi, della sua provincia e di Chandigarh. In un comunicato il Cbi ha reso noto che "è stata formalizzata una denuncia sulla vicenda degli elicotteri in base alla sezione 120 e 420 del Codice penale indiano e alla Legge sulla prevenzione della corruzione". L'accusa riguarda, si precisa, "quattro società e 12 persone", fra cui l'ex capo dell'aviazione militare indiana (S.P. Tyagi). In base alla denuncia, si è infine appreso, "sono state disposte perquisizioni in 14 località".
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