ABUJA (Nigeria) - Sette dipendenti di una azienda di costruzioni libanese, tra cui un italiano, sono stati rapiti da uomini armati e la loro guardia di sicurezza uccisa, in un attacco avvenuto a Jama’are, nel nord della Nigeria nello stato di Bauchi. Lo fanno sapere fonti ufficiali, precisando le nazionalità dei rapiti: provengono da Regno Unito, Italia, Grecia e Libano. La notizia dell'italiano rapito e' stata confermata dalla Farnesina. E’ un ingegnere di 69 anni, originario del nord-ovest. "C"e stato un attacco nella sede dell'impresa di costruzioni Setraco, in un quartiere della città di Jama’re (200 chilometri da Bauchi) da parte di uomini armati non identificati", ha detto il capo della polizia dello Stato di Bauchi, Mohammed Ladan. La banda ha dapprima attaccato un carcere dell'area, dando alle fiamme due veicoli della polizia. Poi il gruppo si è spostato al campo dei lavoratori della compagnia di costruzioni Setraco, che nella zona sta realizzando una strada. Qui ha ucciso una guardia e rapito i cittadini stranieri. Il nord nigeriano a maggioranza musulmana nell'ultimo anno e mezzo ha assistito a numerosi attacchi da parte della setta islamica radicale Boko Haram.
| La città di Jama'are vista dal satellite |
Attraverso l'ambasciatore ad Abuja - si apprende - l'Italia è in contatto con le autorità nigeriane alle quali e' stato ribadito che ''la priorita' assoluta dell'Italia e' l'incolumità del connazionale''. L'unità di crisi è stata immediatamente attivata. La diplomazia italiana è al lavoro sia attraverso il consolato a Lagos sia attraverso l'ambasciata ad Abuja. Il ministro Terzi è stato immediatamente informato sulla vicenda e sono state sensibilizzate le autorità nigeriane.
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