| Padre Fausto Tentorio, ucciso nelle Filippine |
Il religioso è stato ucciso da un uomo armato di pistola intorno alle 8:45 (2.45 in Italia). Non si conoscono ancora i motivi dell'omicidio. Il vescovo Romulo dela Cruz ha riferito a MindaNews che il sacerdote è stato colpito alla testa e al petto mentre era sulla sua autovettura, pronto a lasciare il suo convento di Arakan per andare a Kipadawan City.
I primi rapporti riferiscono che c'erano due uomini armati all'interno del convento, che si sono fatti avantio al momento inn cui padre Tentorio è salito sulla sua autovettura. Nell'area operano vari gruppi armati, tra cui i ribelli separatisti musulmani che portano avanti da decenni una ribellione contro il potere centrale, e anche ex guerriglieri, che spesso praticano sequestri di persone e rapine. Gli estremisti musulmani nel passato hanno spesso rapito i sacerdoti cattolici.
La famiglia di padre Fausto vive a S. Maria di Rovagnate, in provincia di Lecco.
Felice, il fratello, di due anni più grande di lui, racconta ad AsiaNews: “Siamo sgomenti e sorpresi. L’ultima volta che mio fratello è venuto in Italia, un anno e mezzo fa, ci ha detto che la situazione a Kidapawan non era tesa per nulla, che non c’era nulla da temere. E ora questa notizia… Noi gli consigliavamo sempre di essere prudente, di stare attento….”.Tentorio è il terzo prete italiano del Pime (Pontificio Istituto Missioni Estere)ucciso a Mindanao, ma il secondo posto nella diocesi di Kidapawan. Padre Tullio Favaliera stato ucciso da un gruppo paramilitare guidato da Nortberto Manero il 15 aprile 1985, mentre padre Salvador Carzedda era stato ucciso a Zamboanga City, il 20 marzo 1992 da due uomini su una moto che avevano superato il veicolo che stava guidando.
Tentorio, o Padre. Pops, come veniva affettuosamente chiamato, era arrivato nelle Filippine nel 1978, assegnato nel Ayala, Arcidiocesi di Zamboanga, per due anni. Era stato poi assegnato alla diocesi di Kidapawan nel 1980 ed era di stanza come amministratore della missione nella parrocchia di Columbio in Sultan Kudarat, una parrocchia che comprende Lumads (popolazioni indigene), musulmani e coloni. Aveva rischiato di rimanetre vittima di un attentato portato da alcuni uomini armati legati al gruppo Bagani nel 2003 a Kitatoa, ma era stato avvertito e poi nascosto dalla gente del posto.
Nessun commento:
Posta un commento