lunedì 5 settembre 2011

Kate, la nigeriana che rischia la lapidazione, ha lasciato il carcere di Castrovillari. "Voglio restare in Calabria"

Kate Onorgbe, scarcerta oggi
ROMA - E' stata scarcerata da pochi minuti Kate Omoregbe, la nigeriana di 34 anni che rischia la lapidazione nel suo Paese. La donna ha lasciato il carcere di Castrovillari ribadendo la sua innocenza rispetto ai fatti per i quali ha scontato la condanna e ringraziato quanti si sono interessati al suo caso. Unico autorizzato a incontrarla è stato il leader del movimento Diritti civili Franco Corbelli. ha Lmanifestato la volontà di rimanere in Calabria. ''Voglio restare libera in un Paese libero'' le parole pronunciate all'uscita del carcere. Ora è in trasferimento alla questura di Cosenza, dove si deciderà la sua destinazione. La Regione Calabria questa mattina aveva manifestato la disponibilità ad accoglierla in attesa che si abbiano notizie certe sulla sua eventuale espulsione.
''Il caso di Kate, la giovane nigeriana che rischia la lapidazione, tira ancora una volta in ballo il rispetto dei diritti fondamentali di ciascuna persona, un principio che l'Italia non ha mai considerato una battaglia ad intermittenza. Il Governo italiano è dunque impegnato a salvare la vita di Kate, evitarle la pena di morte che, presumibilmente, le toccherebbe in sorte nel suo Paese di origine''. Così il ministro degli Esteri, Franco Frattini, e il Ministro per le Pari opportunità, Mara Carfagna, in una nota congiunta.
''L'Italia è da sempre in prima fila nella battaglia per la moratoria sulla pena di morte nel mondo e in quella per il rispetto dei diritti delle donne: questa battaglia, oggi, passa anche per la vicenda di Kate'', prosegue la nota. ''Il Governo ringrazia le autorità competenti che si sono attivate per affrontare il caso, le organizzazioni laiche e religiose che hanno offerto aiuto e disponibilità, le migliaia di persone che si sono mobilitate: tutti loro -conclude la nota- rappresentano, insieme, l'esempio più lampante che l'Italia è un Paese attento, generoso ed accogliente''.
Sul suo blog 'Diario italiano', Frattini aveva scritto in mattinata: "Questa mattina Kate, nigeriana cattolica di 34 anni, che qualche anno fa disse no a uno sposo che non aveva scelto e ad una religione a cui non credeva, vedrà aprire le porte di un carcere italiano, ma non potrà sentirsi completamente libera". "Una più terribile punizione pende su di lei: il rischio di rimpatrio nella sua terra dove l'aspetta la forma più crudele, inumana e degradante di violenza verso la persona umana, la lapidazione", prosegue Frattini, sottolineando che "non esiste una libertà relativa" e invitando i suoi lettori a un nuovo impegno a favore "del rispetto dei diritti fondamentali che non conosce distinguo". "Evidentemente anche questa volta - prosegue il ministro - ci sono in ballo valori fondamentali e principio che un Paese come l'Italia non ha mai considerato una battaglia ad intermittenza. La lotta per i diritti non deve servire a solo riparare alle ingiustizie, ma soprattutto per affermare le libertà -scrive Frattini- E lo faremo anche oggi, noi tutti, insieme, anche grazie ai blog e ai social network, per aiutare Kate a non aver più paura. Mi avete aiutato -ricorda il ministro- quando abbiamo lanciato appelli in difesa di Sakineh e Asia Bibi, e sono certo che mi sarete accanto anche questa volta". "L'ordine di scarcerazione di oggi è un primo elemento positivo. La domanda di asilo in Italia, già presentata, è il secondo. Le autorità faranno certamente il loro dovere, ma la mia opinione - di fronte al pericolo di un atto di barbarie, quando una riconquistata libertà si trasformerebbe in una trappola così brutale- è che l'asilo vada concesso senza indugi", conclude.

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