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lunedì 2 marzo 2015

Il pm della Terra dei Fuochi morto in un incidente. Di Maio (M5S): non credo al caso

CASTROVILLARI - “La magistratura farà le sue indagini e spero riveli presto la verità. Ma su queste cose ho smesso di credere al caso. Quando si tratta di Terra dei Fuochi, di rifiuti e di violazioni ambientali, gli interessi in gioco sono internazionali. E chi indaga tocca sempre i fili dell'alta tensione". Lo scrive, in un post su Facebook, il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio, del "Movimento 5 Stelle", facendo riferimento alla morte del pm della Procura di Napoli Federico Bisceglia in un incidente stradale lungo l'A3 Salerno-Reggio Calabria, nei pressi di Castrovillari. "Bisceglia - aggiunge Di Maio - era uno dei magistrati in prima linea per le indagini sui rifiuti e le violazioni ambientali nella Terra dei Fuochi. La sua sua auto si è scontrata contro le barriere laterali in un tratto rettilineo non interessato da lavori di ammodernamento, finendo fuori strada dopo alcuni testacoda". "La commistione tra politica, camorra e imprenditoria - conclude il vicepresidente della Camera - ha ormai creato uno 'Stato' alternativo che vede tra gli introiti più remunerativi proprio la gestione dei rifiuti".
I reati ambientali nei molteplici profili e, tra le ultime indagini, quella relativa alla morte della piccola Fortuna, la bimba di 6 anni che precipitò dal balcone nel Parco Verde di Caivano (Napoli) e per la quale fu fermato un uomo l'accusa di aver abusato della bambina: sono alcune delle inchieste che hanno visto protagonista negli anni il sostituto procuratore Federico Bisceglia 

Non c'è alcun dubbio, secondo gli inquirenti, sulla natura accidentale dell' incidente stradale nel quale ha perso la vita il magistrato. Dall'autopsia bisognerà attendere sessanta giorni per avere tutte le risposte sulle analisi e sugli accertamenti chimici compiuti dal medico legale. La Procura della Repubblica di Castrovillari, solo allo scopo di avere una ricostruzione completa della dinamica dell'incidente, provvederà anche a predisporre una perizia sull'automobile e sul tratto di strada dov'è avvenuto l'incidente. 

domenica 26 agosto 2012

Scossa di magnitudo 3 nel Cosentino alle 17.44


COSENZA - Una scossa di terremoto è stata avvertita dalla popolazione in provincia di Cosenza. Le località prossime all'epicentro sono Castrovillari, Frascineto e Morano Calabro. Secondo i rilievi registrati dall'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia l'evento sismico è stato registrato alle ore 17.44 con magnitudo 3.0. Dalle verifiche effettuate dalla Sala Situazione Italia del Dipartimento della Protezione Civile non risultano al momento danni.

giovedì 19 luglio 2012

Il Pollino continua a bruciare


Un Canadair in azione sul Parco del Pollino

CASTROVILLARI (Cosenza) - Continua a bruciare il Parco nazionale del Pollino dove da tre giorni e' in corso un incendio che sta interessando i comuni di Castrovillari e Morano Calabro. Da stamane stanno lavorando due Canadair che stanno effettuando il lancio di acqua e liquido infiammabile. Il fronte del fuoco e' di circa due chilometri. A Morano la situazione sta nettamente migliorando e l'incendio e' stato ormai circoscritto. Desta ancora preoccupazione il rogo che interessa Castrovillari.

lunedì 5 settembre 2011

Kate, la nigeriana che rischia la lapidazione, ha lasciato il carcere di Castrovillari. "Voglio restare in Calabria"

Kate Onorgbe, scarcerta oggi
ROMA - E' stata scarcerata da pochi minuti Kate Omoregbe, la nigeriana di 34 anni che rischia la lapidazione nel suo Paese. La donna ha lasciato il carcere di Castrovillari ribadendo la sua innocenza rispetto ai fatti per i quali ha scontato la condanna e ringraziato quanti si sono interessati al suo caso. Unico autorizzato a incontrarla è stato il leader del movimento Diritti civili Franco Corbelli. ha Lmanifestato la volontà di rimanere in Calabria. ''Voglio restare libera in un Paese libero'' le parole pronunciate all'uscita del carcere. Ora è in trasferimento alla questura di Cosenza, dove si deciderà la sua destinazione. La Regione Calabria questa mattina aveva manifestato la disponibilità ad accoglierla in attesa che si abbiano notizie certe sulla sua eventuale espulsione.
''Il caso di Kate, la giovane nigeriana che rischia la lapidazione, tira ancora una volta in ballo il rispetto dei diritti fondamentali di ciascuna persona, un principio che l'Italia non ha mai considerato una battaglia ad intermittenza. Il Governo italiano è dunque impegnato a salvare la vita di Kate, evitarle la pena di morte che, presumibilmente, le toccherebbe in sorte nel suo Paese di origine''. Così il ministro degli Esteri, Franco Frattini, e il Ministro per le Pari opportunità, Mara Carfagna, in una nota congiunta.
''L'Italia è da sempre in prima fila nella battaglia per la moratoria sulla pena di morte nel mondo e in quella per il rispetto dei diritti delle donne: questa battaglia, oggi, passa anche per la vicenda di Kate'', prosegue la nota. ''Il Governo ringrazia le autorità competenti che si sono attivate per affrontare il caso, le organizzazioni laiche e religiose che hanno offerto aiuto e disponibilità, le migliaia di persone che si sono mobilitate: tutti loro -conclude la nota- rappresentano, insieme, l'esempio più lampante che l'Italia è un Paese attento, generoso ed accogliente''.
Sul suo blog 'Diario italiano', Frattini aveva scritto in mattinata: "Questa mattina Kate, nigeriana cattolica di 34 anni, che qualche anno fa disse no a uno sposo che non aveva scelto e ad una religione a cui non credeva, vedrà aprire le porte di un carcere italiano, ma non potrà sentirsi completamente libera". "Una più terribile punizione pende su di lei: il rischio di rimpatrio nella sua terra dove l'aspetta la forma più crudele, inumana e degradante di violenza verso la persona umana, la lapidazione", prosegue Frattini, sottolineando che "non esiste una libertà relativa" e invitando i suoi lettori a un nuovo impegno a favore "del rispetto dei diritti fondamentali che non conosce distinguo". "Evidentemente anche questa volta - prosegue il ministro - ci sono in ballo valori fondamentali e principio che un Paese come l'Italia non ha mai considerato una battaglia ad intermittenza. La lotta per i diritti non deve servire a solo riparare alle ingiustizie, ma soprattutto per affermare le libertà -scrive Frattini- E lo faremo anche oggi, noi tutti, insieme, anche grazie ai blog e ai social network, per aiutare Kate a non aver più paura. Mi avete aiutato -ricorda il ministro- quando abbiamo lanciato appelli in difesa di Sakineh e Asia Bibi, e sono certo che mi sarete accanto anche questa volta". "L'ordine di scarcerazione di oggi è un primo elemento positivo. La domanda di asilo in Italia, già presentata, è il secondo. Le autorità faranno certamente il loro dovere, ma la mia opinione - di fronte al pericolo di un atto di barbarie, quando una riconquistata libertà si trasformerebbe in una trappola così brutale- è che l'asilo vada concesso senza indugi", conclude.