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mercoledì 5 marzo 2014

Pistorius, un teste dell’accusa: mi hanno minacciato


Pistorius in aula consulta un documento
JOHANNESBURG - Un testimone chiave dell'accusa al processo a Oscar Pistorius per l'omicidio della fidanzata, Reeva Steenkamp, ha affermato di aver subito minacce telefoniche poco prima di deporre in aula. Charl Johnson, un vicino di casa dell'atleta, la sua abitazione si trova a 200 metri da quella di Pistorius, ha testimoniato di aver sentito le urla della vittima e spari nella notte di San Valentino del 2013 quando Reeva fu uccisa. Johnson, che vive a Johannesburg in una casa a 200 metri da quella di Pistorius, ha detto in aula di aver ricevuto delle telefonate quando si trovava già in tribunale per essere ascoltato. "Questa persona mi ha detto che il mio numero di telefono era stato dato nel corso dell'udienza. Gli ho risposto che non ero consapevole di questo fatto e che non avevo (ancora) testimoniato", ha spiegato il testimone. L'uomo, finita la chiamata, ha poi aggiunto di aver notato sul suo telefono diverse chiamate senza risposta e un messaggio vocale registrato dall'estero. "Perchè mentire in tribunale, sappiamo che Oscar non ha ucciso Reeva", queste le parole indirizzate "con tono minatorio" a Johnson nel messaggio. Il giudice per ora non ha commentato l'accaduto.
Durante il processo ha recentemente testimoniato anche sua moglie, Michelle Burger, attaccata durante la deposizione dall'avvocato del corridore sudafricano; Barry Roux ha infatti tentato di smontare il racconto della donna.

lunedì 28 ottobre 2013

Concordia, Schettino gridò: madonna, ch’aggio combinato. Un teste: vidi gli scogli a 20 metri

GROSSETO - Abbiamo urtato uno scoglio?" e poi: "Madonna ch'aggio combinate!": questa la voce di Francesco Schettino, tratta dagli audio che il pm ha fatto ascoltare in aula a Grosseto al processo sulla Costa Concordia. Sono state ricostruite le fasi dell'urto contro gli scogli con l'ufficiale Salvatore Ursino. "Di mia iniziativa andai sull'aletta sinistra" dove "mi affacciai dalle vetrate: vidi gli scogli a una ventina di metri", aggiunge il testimone.
Secondo quanto riferito da Ursino, Schettino ordinò di aumentare la velocità della Costa Concordia da 15 a 16 nodi, circa cinque minuti prima dell'impatto con gli scogli: "Schettino dette l'ordine di aumentare la velocità al vice Ciro Ambrosio", ha raccontato infatti l'ufficiale. 
''E' insolito sentire un ordine di timone a dritta mentre si va a 16 nodi, perché la nave sbanda e si inclina su un lato determinando la possibile caduta oggetti e persone - ricorda Ursino, nel corso della testimonianza -. C'era qualcosa di strano'' così ''di mia iniziativa andai sull'aletta sinistra'' dove ''mi affacciai dalle vetrate: vidi gli scogli a una ventina di metri, con prora a dritta e poppa verso sinistra. D'istinto mi venne di dire che la poppa era impegnata a sinistra". 

Sulla plancia della nave molti ospiti - Al momento dell'impatto con gli scogli, sulla plancia, luogo della nave solitamente riservato solo agli addetti ai lavori, "c'erano il primo maitre Antonello Tievoli, il maitre Ciro Onorato, l'hotel director Manrico Giampedroni, oltre che la ragazza moldava (Domnica Cemortan, ndr) che rimase sulla porta" ed "erano lì per ammirare il passaggio ravvicinato al Giglio", ha raccontato Ursino.