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sabato 21 febbraio 2015

GROSSETO, la Procura chiede l'arresto di SCHETTINO per pericolo di fuga. Il ruolo delle "IENE"

GROSSETO, 21 febbraio - La Procura di Grosseto ha chiesto al Tribunale del Riesame di Firenze l'arresto di Francesco Schettino per il pericolo di fuga dell'ex comandante della Concordia, condannato in primo grado a 16 e un mese per il naufragio avvenuto venerdì 13 gennaio 2012. Il nuovo ciclone giudiziario a seguito di un servizio de "Le Iene" in cui un emissario intavolava una (finta) trattativa per un'ipotetica partecipazione di Schettino all' "Isola dei Famosi".
Nella registrazione del programma "Le Iene" non c'è niente di vero, nessuna possibile partecipazione all'Isola dei Famosi. E' una "trappola", ma l'emissario che dice di parlare per conto dell'ex comandante prova ad accordarsi per un compenso di circa due milioni di euro da versare - questa la sua richiesta - su un conto in Brasile.
I pubblici ministeri si sono messi subito al lavoro. C'è il sospetto che Schettino volesse raccogliere la somma di denaro per poi darsi alla fuga. Da qui la decisione di chiedere l'arresto, contrariamente a quanto deciso in sede processuale. La richiesta della misura cautelare sarebbe già stata depositata al Tribunale del Riesame.
Infine, ci sarebbe un giallo nel giallo. L'avvocato Domenico Pepe, storico difensore dell'ex comandante della Concordia, avrebbe rinunciato all'incarico perché, secondo alcune indiscrezioni, il fantomatico emissario che ha "trattato" con "Le Iene" sarebbe suo figlio Francesco. Schettino si dice furibondo, sostenendo di non aver mai saputo nulla della trattativa e ha affidato il suo pensiero ad un secco comunicato: "Sto valutando - scrive l'ex comandante - se presentare querela a mia tutela poiché non sono state verificate da "Le Iene" le effettive credenziali della persona che si è presentata come mio procuratore senza averne titolo".

martedì 18 febbraio 2014

Sochi: rifermata e rilasciata Luxuria. Controllate anche due Iene

Vladimir Luxuris
SOCHI - Vladimir Luxuria ha sfidato ancora una volta la legge russa contro la propaganda gay. Dopo essere stata fermata domenica con una bandiera arcobaleno, è entrata al parco olimpico dei Giochi di Sochi gridando: "Essere gay è ok". "Sono qui per dire a Putin che la modernità è anche l'apertura mentale in tema di diritti per la difesa delle minoranze sessuali", ha spiegato Luxuria vestita in versione arcobaleno.
Luxuria si è presentata con una corona di fiori arcobaleno, una giacca nera e una gonna arcobaleno in stile rainbow. "Ma qui in Russia non conoscono molto il significato dell'arcobaleno e molte bambine mi hanno scambiato per una fatina e mi hanno chiesto di essere fotografate insieme a me", ha commentato la transgender italiana. 

Bloccata da polizia a partita hockey - Luxuria è stata poi bloccata da poliziotti e agenti in borghese all'ingresso dello stadio di hockey dove si stava recando a vedere una partita dei Giochi. "Mi farò notare alla partita hockey", aveva detto. Con lei sono stati bloccati anche gli inviati del "Le Iene" Pio D'Antini e Amedeo Grieco. Insieme a Luxuria sono stati caricati a bordo di un'auto all'interno di un vicino parcheggio e sono stati portati via dalla polizia. 

"Fermata per controllo, nessuna accusa" - Su quanto accaduto domenica, Luxuria ha spiegato di non aver ricevuto "alcuna contestazione formale". "La polizia - ha aggiunto - mi ha fermato e portato in caserma per un controllo, poi mi ha chiesto di non esibire scritte legate alla propaganda gay. Sto bene e sono in un hotel a Sochi".

Bloccati anche gli inviati delle "Iene", poi tutti e tre rilasciati - Con Vladimir Luxuria sono stati bloccati dalla polizia anche gli inviati delle Iene Pio D'Antini e Amedeo Grieco. I tre sono stati caricati a bordo di un'auto all'interno di un vicino parcheggio, per poi essere "Scaricati", come afferma Amedeo Grieco delle Iene, poco dopo.


Farnesina: nessun provvedimento su Luxuria - Nessuna espulsione, nessun provvedimento nei confronti di Vladimir Luxuria e dei due inviati delle Iene dopo la protesta al parco olimpico di Sochi contro la legge che vieta la propaganda gay: lo hanno riferito le autorità diplomatiche italiane dispiegate a Sochi, confermando che i tre ripartiranno domani per l'Italia come da programma.