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lunedì 9 giugno 2014

Erri De Luca a giudizio per istigazione a delinquere (invito al sabotoaggio Tav)

Erri De Luca
TORINO - Erri De Luca è stato rinviato a giudizio per istigazione a delinquere. Il noto scrittore è accusato di avere incitato al sabotaggio del cantiere della Torino-Lione, in Valle di Susa, in alcune interviste. Il rinvio a giudizio è stato deciso dal GUP, Roberto Ruscello, che ha fissato per il prossimo gennaio l’inizio del processo. Nei giorni scorsi, in occasione dell’inizio dell’udienza preliminare, De Luca non si era presentato in aula: “Lo farò quando sarà possibile discutere a porte aperte – aveva dichiarato aRepubblica – Io sono sempre disponibile a confrontarmi dovunque e con chiunque, ma non nel ruolo di imputato. Non accetto l’intenzione di processare le opinioni”. “Se quello che ho detto è un reato, beh io lo ribadisco – aveva aggiunto – ma non lo posso ribattere davanti ad un tribunale. Non lo posso neanche trattare. L’opinione non è trattabile, è un diritto intrattabile”. A favore di De Luca si sono espressi numerosi intellettuali che hanno anche sottoscritto un documento di solidarietà.

venerdì 29 novembre 2013

Fondi Lega Nord, chiesto il rinvio a giudizio per Bossi e figli

Renzo, Umberto e Riccardo Bossi
MILANO Per la vicenda della gestione dei fondi della Lega Nord, la Procura di Milano ha chiuso le indagini in vista della richiesta di rinvio a giudizio per Umberto Bossi, i suoi due figli Riccardo e Renzo, l'ex tesoriere Francesco Belsito e altre persone. Le accuse per l'ex segretario del Carroccio sono diappropriazione indebita e truffa allo Stato per circa 40 milioni di euro.
In particolare, scrivono i pm di Milano nell'avviso di chiusura indagini, a Umberto Bossi sono contestate 208mila euro di spese personali con soldi pubblici. Il Senatur è accusato di appropriazione indebita per aver usato fondi pubblici del partito per pagare multe, cartelle esattoriali, lavori edilizi per la casa di Gemonio (1.583 euro), assegni anche da 50mila euro. E poi 160 euro per acquisto regalo di nozze, 27mila euro per abbigliamento, gioielli, 1.500 euro di dentista, 81mila euro per lavori in una casa di Roma.
Tra gli indagati risultano anche l'ex tesoriere della Lega,Francesco Belsito, l'ex vicepresidente del Senato, Rosi Mauro, e l'imprenditore Stefano Bonet in relazione allo scandalo sull'uso dei fondi della Lega scoppiato nella primavera del 2012, che ha travolto il fondatore della Lega Bossi e la sua famiglia.
Da quanto emerge dall'atto dei pm, attraverso rendiconti irregolari presentati in Parlamento, Umberto Bossi, in "qualità di legale rappresentante" del Carroccio avrebbe truffato lo Stato per circa 40 milioni di euro. Cifra maggiore rispetto a quella che era venuta alla luce fino ad oggi che era di circa 18 milioni di euro. Gli investigatori del nucleo di polizia tributaria della Gdf di Milano, infatti, hanno analizzato oltre ai rendiconti del 2009 e del 2010 anche quello del 2008, per cui la Lega avrebbe ottenuto indebitamente rimborsi elettorali "pari a 22.473.213" euro".
Per il 2009, invece, avrebbe incassato illecitamente 17.613.250 euro, mentre nel 2010 "i revisori pubblici hanno dichiarato l'irregolarità del rendiconto" e i soldi richiesti non sono arrivati al partito.
Secondo l'accusa, la Lega avrebbe incassato soldi pubblici "in assenza di documenti giustificativi di spesa ed in presenza di spese effettuate per finalità estranee agli interessi del partito politico". Di qui l'accusa di appropriazione indebita per il Senatur e i suoi figli per una serie di spese personali.
Rosi Mauro è invece accusata di un'appropriazione indebita di 99.731,50 euro provenienti dalle casse del partito. Tra i soldi di cui l'ex esponente lumbard si sarebbe appropriata ci sono anche 77.131,50 euro "per acquisto titolo di laurea albanese - si legge nel capo di imputazione - presso l'università Kristal di Tirana a favore di Pierangelo Moscagiuro", la sua ex guardia del corpo.
Contestualmente, la Procura ha chiesto l'archiviazione delle posizioni dell'ex ministro Roberto Calderoli, della moglie di Bossi, Manuela Marrone, e anche dell'ex legale del Carroccio ed ex componente del Csm, Matteo Brigandì. Se venisse accolta tale istanza, che riguarda per alcuni capi di imputazioni anche gli stessi Umberto Bossi, Francesco Belsito e Rosi Mauro, i tre indagati verrebbero esclusi dal procedimento.

venerdì 27 settembre 2013

Gli appalti del G8, rinviato a giudizio Bertolaso

ROMA -  Rinviati a giudizio l'ex capo della Protezione civile Guido Bertolaso, l'imprenditore Diego Anemone, l'ex presidente alle opere pubbliche Angelo Balducci e altri 15 persone coinvolte nell'inchiesta sugli appalti del G8 e alcuni "Grandi eventi". I reati contestati vanno dall'associazione per delinquere alla corruzione. Bertolaso è imputato solo per quest'ultima accusa: avrebbe favorito Anemone ricevendo benefit anche di natura sessuale.
A Balducci e Anemone, oltre a diversi episodi di corruzione, viene contestata (insieme ad altri 12 imputati) l'associazione per delinquere.

L'indagine sulla "cricca" nacque a Firenze nel 2010, poi fu trasferita a Perugia e infine a Roma per competenza. Il gup Massimiliano Di Lauro ha recepito la richiesta del pm Roberto Felici, titolare del fascicolo. Il processo è stato fissato per il 20 gennaio davanti alla ottava sezione penale.

mercoledì 22 maggio 2013

Schettino rinviato a giudizio, processo il 9 luglio


GROSSETO - Il gup di Grosseto ha rinviato a giudizio Francesco Schettino per tutti i reati contestati. Il processo inizierà il 9 luglio a Grosseto. Il giudice Pietro Molino ha deciso per il rinvio a giudizio respingendo la richiesta della difesa del capitano della Costa Concordia di proscioglimento per il solo reato di abbandono. Lo stesso gup ha respinto tutte le richieste di nuove perizie fatte dalla difesa.

lunedì 13 agosto 2012

Rinviato a giudizio il maggiordomo del Papa


CITTA' DEL VATICANO - Paolo Gabriele, l'aiutante di camera del Papa arrestato il 23 maggio con l'accusa di aver sottratto documenti dall'appartamento di Benedetto XVI, è stato rinviato a giudizio per furto aggravato. Con Paolo Gabriele, rinviato a giudizio anche un analista programmatore della segreteria vaticana, Claudio Sciarpelletti.
I giudici vaticani con il rinvio a giudizio di Paolo Gabriele per furto aggravato e Claudio Sciarpelletti per favoreggiamento, non concludono le indagini sulla fuga di documenti che continuano. Cioé la chiusura dell'istruttoria è parziale.
La posizione di Claudio Sciarpelletti, ha detto il portavoce vaticano padre Federico Lombardi, "é meno grave di quella di Gabriele", non può essere considerato un "complice", più che altro uno che aveva "rapporti di conoscenza con Paolo Gabriele". Sciarpelletti "non è stato considerato un complice dai magistrati - ha sottolineato Lombardi - e non è rinviato per questo". Le sue testimonianze sono state incoerenti sulla provenienza di una busta, ma nulla dice che fosse corresponsabile.

lunedì 9 gennaio 2012

Ricucci, Consorte, Caltagirone e Antonio Fazio a giudizio per la tentata scalata di Bnl

Giovanni Consorte
ROMA - Il gup del Tribunale di Roma ha rinviato a giudizio quindici persone nell'ambito della vicenda legata al tentativo di scalata di Bnl da parte del cosiddetto "contropatto". A processo, tra gli altri, Stefano Ricucci, Giovanni Consorte, Francesco Gaetano Caltagirone e l'ex governatore di Bankitalia Antonio Fazio. I reati contestati, a vario titoli, sono di aggiotaggio e ostacolo all'esercizio delle funzioni delle autorità pubbliche di vigilanza.
A giudizio anche Vito Bonsignore, Giuseppe Statuto, Ettore e Tiberio Lonati, Emilio Gnutti, Ivano Sacchetti (capi di Unipol), Gianpiero Fiorani e Gianfranco Boni (di Bpi). Il processo prenderà il via il 23 aprile davanti ai giudici della quinta sezione penale del tribunale.

Secondo la Procura di Roma siamo in presenza di un presunto accordo occulto messo in atto da immobiliaristi e raider che, tra il 2004 e il 2005, rastrellarono azioni dell'istituto di credito per contrastare gli spagnoli del Banco di Bilbao a un passo dall'acquisto della banca grazie all'appoggio di Generali e Diego della Valle.

Nei loro confronti i reati contestati, a vario titoli, sono di aggiotaggio e ostacolo all'esercizio delle funzioni delle autorità pubbliche di vigilanza. Il giudice ha prosciolto, tra gli altri, Giampiero Nattino, ad di Banca Finnat, Giovanni Alberto Berneschi, presidente del cda della Carige, e l'ex direttore centrale per la Vigilanza Creditizia e Finanziaria della Banca d'Italia, Francesco Frasca.

L'imprenditore Caltagirone è stato prosciolto da un'accusa di ostacolo all'autorità di vigilanza perché il fatto non sussiste. Prosciolta la Magiste International Sa perché l'illecito amministrativo è estinto per il fallimento della società. Una sanzione pari a 298 mila euro, infine, è stata inflitta alla Bpi che ha patteggiato la pena.