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venerdì 22 maggio 2015

DRAGHI inneggia alla flessibilità e vede prospettive economiche positive

SINTRA (Portogallo) - “Il fatto che ogni economia nazionale sia abbastanza flessibile dovrebbe essere accettato come parte del nostro comune dna". Lo ha detto il presidente della Bce Mario Draghi parlando a Sintra, Portogallo. "Vi sono forti argomentazioni perché la governance sulle riforme strutturali sia esercitata congiuntamente a livello dell'Eurozona", ha aggiunto Draghi, definendo le riforme nazionali "un legittimo interesse dell'intera Unione". Il numero uno dell'Eurotower ha detto inoltre che l'Eurozona ha fatto progressi importanti sulle riforme strutturali, aggiungendo che Spagna e Italia hanno "riformato i loro mercati dei prodotti e del lavoro". 
Affrontando poi il tema lavoro e salari, ha spiegato che la contrattazione aziendale delle retribuzioni è da preferire a quella nazionale, citando dati della Bce secondo i quali le imprese con la flessibilità data dalla contrattazione aziendale, agendo sui salari durante la crisi, "hanno tagliato i posti meno di quelle vincolate da accordi di negoziazione salariale centralizzate".

"Prospettive economiche finalmente positive"
Finalmente, dice ancora Draghi, ora "le prospettive economiche dell'Eurozona" sono buone. "Non erano così positive da sette, lunghi anni".

Industria, in ripresa il fatturato a marzo 
E anche i dati Istat danno qualche segnale di speranza: dicono infatti che il fatturato dell'industria a marzo cresce dell'1,3% rispetto a febbraio e torna ad aumentare anche rispetto allo stesso mese del 2014 con un +0,9% (dato corretto per gli effetti di calendario). Negativo invece il risultato del trimestre, che segna una flessione dello 0,2% rispetto ai 3 mesi precedenti. A trainare la ripresa è soprattutto il mercato estero.
Sono i fatturati esteri infatti a segnare una crescita dell'1,9% a marzo rispetto al mese precedente e del 4,5% rispetto a marzo 2014, mentre quelli interni guadagnano l'1% su base mensile e lo 0,9% su base annuale.  Incrementi congiunturali per tutti i raggruppamenti di industrie: l'energia (+5,2%), i beni strumentali (+2,1%), i beni intermedi (+0,7%) e i beni di consumo (+0,5%). L'incremento tendenziale più rilevante si vede nella fabbricazione di mezzi di trasporto (+9,8%), mentre la maggiore diminuzione riguarda la fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (-14,8%). 
Il calo trimestrale e' dovuto alla flessione di gennaio (-1,7% sul mese), che gli aumenti dei due mesi successivi non sono riusciti a compensare.

Ordinativi, dati in chiaroscuro 
Gli ordinativi dell'industria scendono a marzo dello 0,3% rispetto al mese precedente, ma aumentano del 2,7% rispetto a marzo 2014, sempre secondo l'Istat. In particolare c'è una flessione congiunturale dello 0,5% per gli ordinativi esteri mentre sono stabili quelli interni. L'incremento più rilevante su base annua si registra nella fabbricazione di computer, prodotti di elettronica e ottica e apparecchi elettromedicali (+10,6%), mentre la flessione maggiore si segnala nel tessile, abbigliamento, pelli e accessori (-5,9%).

sabato 24 gennaio 2015

DRAGHI: in futuro riforme in una vera unione economica

FRANCOFORTE, 24 gennaio - I paesi dell'euro devono fare le riforme, in futuro, "nell'ambito di un vera unione economica". Lo dice il presidente della Bce Mario Draghi, in un intervento sul magazine tedesco Wirtschaftswoche, secondo un'anticipazione.
"Una politica monetaria, orientata alla stabilità dei prezzi dell'eurozona, non può reagire agli schock che colpiscono un solo paese o una regione", dice Draghi. Per questo è necessaria una più forte unità della politica economica. Come esempio concreto, il presidente della Bce cita la programmata unione dei mercati capitali, che deve essere portata rapidamente avanti.
"Quando la mancanza di riforme porta a divergenze durature all'interno dell'unione monetaria - aggiunge -, si arriva allo spettro dell'uscita di un Paese, e di questo alla fine soffrono tutti i Paesi membri".
"Se l'unione economica obbliga i governi a fare le riforme, rende credibile il fatto che i Paesi membri possano davvero, attraverso la crescita, superare i loro indebitamenti".

E intanto dopo la mossa della Bce, è scontro tra il governatore italiano Visco e quello tedesco Weidmann. Il governatore della Banca d'Italia fuga i dubbi che la manovra della Bce possa frenare le riforme. Con il presidente della Deutsche Bundesbank Jens Weidmann manca sintonia sugli effetti che la decisione avrà su Italia e Francia

lunedì 17 novembre 2014

DRAGHI: il risanamento è necessario, anche se limita la ripresa

Mario Draghi
BRUXELLES - "Il risanamento in corso è necessario ma può probabilmente limitare la ripresa," così come l'alto livello di disoccupazione e la sottoultilizzazione delle capacita' industriali. Lo ha detto il presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi, durante un'audizione alla commissione affari economici del Parlamento europeo a Bruxelles. Anche "l'insufficiente progresso delle riforme stutturali in diversi paesi europei rappresenta un elemento cruciale di rischio di ribasso delle previsioni economiche" per l'area euro.
  "Le previsioni economiche continuano a mostrarci rischi al ribasso", ha aggiunto Draghi, sottolineando che fattori problematici per la ripresa e la fiducia sono, oltre all'insufficiente livello di riforme, anche "l'indebolimento della crescita della zona euro e i rischi geopolitici, che possono ridurre la fiducia." Il presidente della Bce ha ribadito che "Le nostre previsioni per una ripresa moderata nel 2015 e nel 2016 restano valide in quanto la domanda dovrebbe essere supportata da diversi fattori, tra cui la politica monetaria e progressi nel consolidamento dei conti e nelle riforme strutturali in alcuni paesi".
Per Draghi, "occorre restare in allerta contro i possibili rischi al ribasso sull'outlook dell'inflazione". Ulteriori misure straordinarie da parte dell'Eurotower "potrebbero includere cambiamenti nell'entita' e nella composizione del bilacio dell'Eurosistema, se queste misure dovessero servire ad assicurare la stabilità dei prezzi a medio termine". Draghi ritiene anche che il pacchetto per allentare le condizioni del credito sia "portando dei benefici tangibili".

  "Vediamo i primi segnali che il nostro pacchetto di misure a sostegno del credito sta portando risultati concreti, ma più tempo è necessario per maggiori risultati."  La Banca centrale europea, ha spiegato il presidente, resta impegnata a portare il livello di misure monetarie pro-credito e pro-inflazione "fino a un livello tale da raggiungere il sostegno ricercato a favore dell'inflazione e della ripresa economica". Draghi ha aggiunto che il board della Bce "è unanime nel sostenere possibili misure addizionali non convenzionali" per rilanciare il credito nell'eurozona che potranno "cambiare ulteriormente la quantita' e la composizione dei conti del sistema dell'euro".

mercoledì 12 novembre 2014

NAPOLI, studenti contestano Draghi, un ferito


NAPOLI - Un centinaio di studenti ha contestato il presidente della Bce, Mario Draghi, che stava partecipando a un convegno all'Università di Roma Tre, all'Ostiense: in uno scontro con le forze dell'ordine un manifestante è stato ferito alla fronte. Gli studenti sono stati respinti mentre erano nei pressi dell'uscita dalla quale Draghi stava lasciando l'Ateneo. Fra gli slogan "fuori i banchieri dall'università" e "la Ue è per le manganellate agli studenti".

domenica 31 agosto 2014

Telefonata polemica della Merkel a Draghi: la Bce ha cambiato rotta sull’austerità?


BERLINO - Angela Merkel avrebbe chiamato il presidente Bce Mario Draghi chiedendogli se la Bce abbia cambiato corso sul tema dell'austerità. Draghi si sarebbe difeso ricordando che ha invitato i Paesi in crisi a una politica di riforme. Lo riferisce l'agenzia Bloomberg citando Der Spiegel. Il portavoce della Markel ha smentito la richiesta di risposte. 

Stando alla ricostruzione del giornale tedesco, che diverse agenzie internazionali hanno ripreso, la cancelliera e il ministro delle Finanze Wolfgang Schaeuble avrebbero entrambi chiamato il numero uno della Bce la scorsa settimana per contestare le dichiarazioni fatte da Draghi a Jackson Hole, quando disse che le politiche europee devono utilizzare la flessibilità disponibile all'interno delle regole per spingere la crescita e sostenere i maggiori costi determinati dalle riforme necessarie. Il portavoce della Merkel, Steffen Seibert, non ha però confermato, limitandosi a puntualizzare che l'ipotesi secondo cui la cancelliera avrebbe "chiesto risposte" a Draghi "in nessun modo corrisponde ai fatti". Seibert ha poi aggiunto che il governo non rende pubbliche le conversazioni confidenziali della cancelliera. Il settimanale afferma comunque che la Merkel voleva sapere se la Bce avesse deciso di cambiare rotta dalla austerità di bilancio nell'eurozona. Draghi avrebbe invece difeso il proprio discorso di Jackson Hole.

giovedì 5 giugno 2014

Draghi (Bce) taglia ancora i tassi e volano le Borse


Mario Draghi
FRANCOFORTE - La Bce ha ridotto i tassi dallo 0,25% allo 0,15%, un nuovo minimo storico. Per la prima volta i tassi in Eurolandia diventano negativi sui depositi a -0,1%. Il tasso marginale è tagliato da 0,75% a 0,4%. 
LE MISURE: Francoforte  ha preparato un pacchetto di misure per rilanciare il credito, fra cui nuove aste di liquidità a lunghissimo termine e "misure preparatorie per acquistare gli Abs", cioè titoli garantiti a sostegno delle Pmi. Il presidente della Bce, Mario Draghi, ha spiegato che il pacchetto servirà a riportare l'inflazione "vicina ma inferiore al 2%". Draghi ha anche annunciato lo stop alle operazioni settimanali con cui riassorbe la liquidità creata comprando titoli di Stato durante la crisi del debito, pari a circa 165 miliardi di euro. Arrivano anche i 'TLTRO', prestiti a lungo termine alle banche mirati per rilanciare il credito che forniscono a famiglie e imprese. Se necessario, ha annunciato ancora, la Bce è pronta a decidere "velocemente" un ulteriore allentamento monetario. Il presidente della Bce ha spiegato ancora che i nuovi maxi-prestiti lanciati dalla Bce e condizionati alla concessione di credito da parte delle banche richiederanno "tre o quattro trimestri"per produrre effetti sull'economia reale.
LA REAZIONE DEI MERCATI - Volano i mercati europei dopo il taglio ai tassi Bce e le indicazioni di Draghi sulle misure per rilanciare il credito a famiglie e imprese, con l'assicurazione che l'istituto centrale è pronto a decidere "velocemente" un ulteriore allentamento monetario. Milano guadagna il 2,12%, Parigi l'1,51%, Madrid l'1,74%. Corrono le banche: il Banco Popolare sale del 4,51%, Unicredit del 4,02%, Mediobanca del 4,35%. In testa al listino accelera Mediast (+6,25%). Il taglio della Bce dei tassi ai minimi storici con quelli sui depositi per la prima volta in territorio negativo ha fatto calare in pochi attimi lo spread fra Btp e Bund di tre punti da 158 a 155. Effetto immediato anche sull'euro che scende rispetto al dollaro a 1,3575 ai minimi degli ultimi quattro mesi.

giovedì 9 gennaio 2014

Draghi: la ripresa è ancora debole

FRANCOFORTE - Le attese inflazionistiche di medio termine sono "fermamente ancorate" ma potrebbe verificarsi un periodo lungo di bassa inflazione. Lo ha detto il presidente della Bce, Mario Draghi, promettendo un politica monetaria accomodante "per tutto il tempo necessario". La Bce è pronta a "ulteriori decisive misure" se saranno necessarie e tiene sotto stretto monitoraggio gli sviluppi sui mercati monetari, ha spiegato Draghi. Draghi ha spiegato che la Bce è pronta ad usare tutti gli strumenti che le sono consentiti dai trattati, nell'ambito del suo mandato teso ad assicurare la stabilità dei prezzi sia al rialzo, combattendo un'inflazione eccessiva, sia al ribasso, nei confronti cioè di un'inflazione troppo bassa. Draghi non ha tuttavia spiegato quali strumenti siano esattamente allo studio e se fra essi vi siano gli acquisti diretti dei titoli, come ha fatto la Fed. "Non voglio entrare nei dettagli - ha detto - abbiamo il mandato di assicurare la stabilità dei prezzi in entrambe le direzioni e il consiglio direttivo è pronto a usare tutti gli strumenti".
 Il calo dell' inflazione nell'Eurozona allo 0,8% a novembre era "ampiamente atteso", ha detto Draghi. "Le prospettive di medio termine per l'inflazione sono peggiorate" ed è per questo che il presidente della Bce ha usato un linguaggio più "aggressivo" rafforzando la forward guidance sui tassi. Lo ha detto lo stesso Draghi.
"Sarei molto, molto cauto" nel dichiarare vittoria e dire che la crisi è sconfitta: così Draghi sottolineando che la ripresa è ancora debole e vi sono molti rischi.
La Banca Centrale Europea nella riunione di oggi ha lasciato il tasso d'interesse di riferimento fermo al minimo storico dello 0,25%. La decisione era attesa dal mercato. L'Eurotower ha lasciato invariati anche il tasso marginale allo 0,75% e quello sui depositi a zero.

giovedì 4 luglio 2013

Draghi: prospettive per una ripresa economica a fine anno e nel 2014

FRANCOFORTE - Ci sono "prospettive per una ripresa economica più avanti nell'anno" e nel 2014 secondo il presidente della Bce, Mario Draghi. "A sostenerla dovrebbe essere la politica monetaria accomodante della Banca centrale", aggiunge, assicurando che "i tassi resteranno ai livelli attuali o anche più bassi per un lungo periodo di tempo". La politica monetaria resterà "accomodante per tutto il periodo necessario", fornendo per la prima volta una stima temporale. L'inflazione è bassa e ciò, aggiunge, "giustifica questa nuova strategia sulla forward guidance della Bce".

"I rischi per le prospettive economiche dell'Eurozona continuano ad essere orientati al ribasso", specifica il presidente della Bce, spiegando che "a pesare potrebbero essere una domanda interna e globale più debole del previsto, e una lenta o insufficiente attuazione delle riforme da parte dei governi".

martedì 18 giugno 2013

Draghi: la Bce pronta a usare “strumenti non convenzionali” di politica monetaria

GERUSALEMME - La Bce "guarda con mente aperta" a ulteriori strumenti non convenzionali di politica monetaria e le dispiegherà se necessario. Lo ha detto il presidente della Bce, Mario Draghi,  a Gerusalemme a una conferenza di commiato per il governatore della Banca di Israele, Stanley Fischer. Il capo dell'Eurotower ha detto di non credere che il basso livello dei tassi di interesse rappresenti una minaccia per il potenziale della Banca centrale europea a garantire la stabilità dei prezzi.
"La politica monetaria è di nuovo in grado di determinare il corso dell'andamento dei tassi, capacità andata perduta per ampi settori della zona euro nella metà del 2012. Questo è uno sviluppo positivo importante", ha sottolineato Draghi nel testo del discorso. "Ci sono altre numerose misure - la politica dei tassi di interesse standard e misure non-standard - che possiamo implementare e che implementeremo se le circostanze lo richiederanno".

"Gli elevati livelli di disoccupazione, soprattutto fra i giovani, sono inaccettabili ed è la preoccupazione prioritaria per i responsabili economici dell'Eurozona", aggiunge Mario Draghi. "Il mercato del lavoro rimane debole - dice - e gli aggiustamenti dei bilanci pubblici e privati continuano a pesare sull'economia".

domenica 31 marzo 2013

Draghi aveva chiamato Napolitano: non si dimetta, i mercati non capirebbero


ROMA - Dimettersi o restare. Giorgio Napolitano ha scelto la seconda opzione. Una decisione maturata già maturata nella serata di venerdì, fin dalla conclusione dell’incontro con la delegazione Pd, corroborata da mail, tweet e dichiarazioni con le quali si auspicava che il Presidente della Repubblica restasse al suo posto. Un flusso ininterrotto di sollecitazioni a "non mollare". Una su tutte, decisiva, quella di Mario Draghi.
Il presidente della Bce, secondo La Stampa, non avrebbe nascosto a Napolitano la fondatezza dei suoi timori. In Europa si sarebbe molto ricamato sull'"Italia nello stallo, fino al punto da costringere il Presidente alle dimissioni".
E poi: come avrebbero reagito i mercati alla riapertura di martedì? Quanto sarebbe salito lo spread? E col Capo dello Stato dimissionario - e sempre senza governo - su cosa si sarebbe potuto puntare per rassicurare i mercati? Draghi non era il primo a manifestare simili timori: timori che si aggiungevano a un altro paio di elementi di riflessione che riguardavano i tempi di soluzione della crisi e l’eredità da lasciare al futuro presidente della Repubblica. 
Così, alla fine, Giorgio Napolitano, resta al suo posto: e i commenti, interni ed esteri, sono di assoluto apprezzamento. la parola ai partiti ora. e Martedì, ai mercati.

venerdì 14 dicembre 2012

Mario Draghi uomo dell’anno per il FT



LONDRA - Mario Draghi, ex governatore della Banca d'Italia e attuale numero uno della Banca Centrale Europea (Bce), è l'uomo dell'anno 2012 secondo il prestigioso quotidiano finanziario britannico Financial Times. Il giornale lo incorona indicandolo come "l'italiano determinato a salvare l'euro".
"Altre figure - scrive il Financial Times - in particolare la cancelliera tedesca Angela Merkel e Mario Monti, il primo ministro riformista italiano uscente, hanno giocato ruoli vitali. Ma Draghi è stato il protagonista, insistentemente incitando governi e banche centrali a sostenere le misure necessarie a preservare l'euro".
Draghi, prosegue il quotidiano, è "uno stratega che riflette profondamente sui problemi e, una volta che la sua mente ha stabilito una cosa, è difficile da spostare. E' stato in qualche modo più forte del suo predecessore, Jean-Claude Trichet".

sabato 13 ottobre 2012

Draghi al Fmi: “ La situazione migliora, segnali di ottimismo”


TOKIO - "La situazione migliora, ci sono segnali di ottimismo". Lo ha detto il presidente della Bce, Mario Draghi, in merito alla crisi dell'Eurozona, nel corso della conferenza stampa al termine dell'assemblea annuale del Fondo monetario internazionale, tenutasi a Tokyo.
Draghi ha spiegato che potrebbero volerci "da uno a due anni" per attuare il sistema di vigilanza bancario dell'eurozona. Il calendario prevede la nascita del sistema di vigilanza a gennaio 2013, "ma questo non vuol dire che sarà operativo il primo gennaio", ha sottolineato il presidente Bce. 
"Il nostro scenario rimane quello di una leggera recessione nel 2012, seguita da una moderata ripresa sia nella Ue che nell'Eurozona". E' questa la stima fornita dal commissario agli Affari economici europeo, Olli Rehn, intervenuto all'assemblea  del Fondo. "La seconda metà di quest'anno più debole del previsto implica un notevole trascinamento negativo nel 2013, che dovrà essere smaltito" ha quindi spiegato Rehn.

giovedì 6 settembre 2012

Bce: acquisti illimitti di bond. E le Borse volano (Milano +4,2%)


FRANCOFORTE - Acquisti illimitati, ma condizionati alle riforme e agli impegni concordati. E' la decisione presa oggi dalla Banca centrale europea, che ha definito le modalità del programma di acquisto di bond dei Paesi in difficoltà. Lo ha annunciato il presidente Mario Draghi al termine della riunione del direttivo dell'Eurotower. Ci sono molte differenze con i programmi precedenti che ci fanno pensare che questa volta funzionerà", ha affermato il presidente.
Borse europee in volata nel finale di seduta con lo Stoxx 600 che segna un più 3 per cento. Migliori tra tutte Milano e Madrid che guadagnano, rispettivamente, il 4,2 e il 4,8 per cento. A guidare i rialzi in Piazza Affari sono le banche con la Bpm che segna un +10,2 per cento. Lo spread tra il Btp e il Bund tedesco cala a 374 punti base. Il tasso sul decennale è in discesa al 5,29%

lunedì 9 luglio 2012

Draghi: rallenta la crescita, perseverare nelle riforme


STRASBURGO - L'economia della zona euro "vedrà una ripresa graduale", ha detto il presidente della Bce Mario Draghi parlando al Parlamento Europeo. Secondo Draghi gli indicatori del secondo trimestre 2012 segnalano un rallentamento della crescita. "E' cruciale perseverare in riforme coraggiose e necessarie", ha aggiunto. "Le riforme dell'Italia per aumentare la competitività, ridurre il peso dell'amministrazione e aumentare la flessibilità del mercato del lavoro sono stati passi importanti".
I Paesi europei che hanno avviato azioni di risanamento dei bilanci, però, "passata l'urgenza" che ha imposto un aumento delle tasse, "la via più facile" per risanare gli squilibri, devono "riorientare il consolidamento verso un aumento dei tagli della spesa e la riduzione della pressione fiscale".
"Non ci sono scorciatoie per creare una Unione monetaria solida e stabile", senza "muovere in avanti verso una condivisione di sovranità in materia di bilancio, finanziaria ed economica". "Il messaggio centrale del recente summit europeo è che l'euro resterà e la zona euro compierà i passi necessari per garantirlo", ha sottolineato il presidente della Banca centrale europea.

giovedì 24 maggio 2012

Draghi: il sottoutilizzo dei giovani “riduce la crescita ed è uno spreco che non possiamo permetterci”


Il presidente della BCE ha parlato all'Università La Sapienza di Roma, in un convegno dedicato all'economista Caffè. All'esterno protesta degli studenti

Mario Draghi all'Università La Sapienza di Roma

ROMA - Il sottoutilizzo delle risorse dei giovani "riduce in vari modi la crescita". Lo ha detto il presidente della Bce Mario Draghi ricordando la lezione dell'economista Federico Caffé in un convegno a lui dedicato e sottolineando che ciò "oltre a ferire l'equità, costituisce uno spreco che non possiamo permetterci"
"Crescita e equità sono strettamente connesse" e "senza equità l'economia si frantuma in una moltitudine di gruppi di interesse", con "effetti negativi sulle capacità di crescita - ha aggiunto - e la recente storia italiana non manca di esempi in questo senso
 In Italia "la debolezza degli ammortizzatori sociali si accompagna con una protezione relativamente elevata del posto di lavoro". E' vitale "per la crescita e l'occupazione" che le banche "tornino a porsi in condizione di rifinanziare l'economia". 
La protesta degli studenti
Una sessantina di studenti ha protestato davanti alla facoltà di Economia dell'università La Sapienza di Roma dove si teneva il convegno. Gli studenti, guardati a vista da un imponente schieramento delle forze dell'ordine, inalberano cartelli e striscioni e hanno acceso anche un fumogeno, oltre a distribuire fac-simile di banconote da cinquecento euro con su la scritta 'No alla Bce, no all'austerità". 

mercoledì 12 ottobre 2011

Draghi: l'Italia ritrovi la coesione

ROMA - L'Italia deve ritrovare coesione e mettere da parte gli "interessi di fazione" per poter realizzare una crescita "rigogliosa". Lo ha sottolineato il governatore della Banca d'Italia, Mario Draghi, nel suo intervento d'apertura al convegno internazionale per le celebrazioni del 150mo dell'Unita' d'Italia. "L'italia deve oggi saper ritrovare - ha osservato Draghi - quella condivisione di valori comuni che, messi in sordina gli interessi di fazione, è essenziale per mobilitare le energie capaci di realizzare, in anni non lontani, una rigogliosa crescita economica e di offrire credibili speranze alle nuove generazioni". .

giovedì 29 settembre 2011

Lettera "confidenziale" della BCE al governo italiano: liberalizzazioni, flessibilità del lavoro, misure sulle pensioni, via le province

ROMA - Liberalizzazioni, flessibilità del lavoro, misure sulle pensioni. Sono questi i cardini delle richieste che la Banca Centrale Europea ha inviato al Governo italiano lo scorso 5 agosto in una lettera "strettamente confidenziale" firmata dal presidente della Bce Jean-Claude Trichet e dal suo successore e attuale governatore della banca d'Italia Mario Draghi.

La lettera è stata pubblicata integralmente dal Corriere della Sera. Nella missiva, inviata nel pieno della tempesta finanziaria che ha colpito anche l'Italia e il suo debito pubblico, si dice che "il Consiglio direttivo della Bce "ritiene che sia necessaria un'azione pressante da parte delle autorità italiane per ristabilire la fiducia degli investitori" e "vista la gravità dell'attuale situazione finanziaria" sollecita a prendere tali decisioni "il prima possibile" per decreto legge seguito da ratifica parlamentare entro la fine di settembre 2011".

La Bce spinge in particolare sul fronte delle liberalizzazioni nel campo dei servizi pubblici locali "per aumentare la concorrenza" chiedendo al governo "una credibile strategia di riforme". "Dovrebbe essere adottata una accurata revisione delle norme che regolano assunzione e licenziamento", si legge nel testo nel quale si fa anche riferimento a una possibile riduzione degli stipendi nel settore pubblico per diminuire la spesa. "Il governo dovrebbe valutare una riduzione significativa dei costi del pubblico impiego, rafforzando le regole per il turnover e, se necessario, riducendo gli stipendi", scrivono Trichet e Draghi.

"Sarebbe appropriata anche una riforma costituzionale che renda più stringenti le regole di bilancio", prosegue il testo che "vista la gravità dell'attuale situazione sui mercati finanziari" chiede che le misure d'urgenza siano prese entro il mese di settembre. Infine il testo parla esplicitamente di "migliorare l'efficienza amministrativa" attraverso l'uso "sistematico di indicatori di performance (soprattutto nei sistemi sanitario, giudiziario e dell'istruzione)" e abolendo o fondendo "alcuni strati amministrativi intermedi (come le province).