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mercoledì 21 marzo 2012

Ok alla fiducia della Camera sul decreto liberalizzazioni. Però mancano 55 voti del Pdl. E ci sono due nodi da sciogliere


ROMA- La Camera conferma la fiducia al governo sul decreto legge in materia di liberalizzazioni con 449 voti a favore. I contrari sono stati 79, 29 gli astenuti. Quello di oggi sulle liberalizzazioni e' stato il secondo risultato piu' basso ottenuto dal governo Monti a un voto di fiducia. L'esecutivo ha ottenuto 449 si', meglio solo della votazione del 9 febbraio sullo svuotacarceri quando si fermo' a 420 si'. A scorrere i tabulati della votazione, e' dal Pdl soprattuto che sono mancati voti al governo Monti: 55 su 210. Sei deputati hanno votato no alla fiducia e sono Viviana Beccalossi, Maurizio Bianconi, Gianni Mancuso, Alessandra Mussolini, Carlo Nola, Mauro Pili. Ventitre' poi, su 29, gli astenuti: Aracri, Bellotti, Bergamini, Biava, Cassinelli, Castellani, Castiello, Contento, Cossiga, Crosetto, De Angelis, De Corato, Dima, Tommaso Foti, Frassinetti, Mannucci, Antonio Martino, Mazzuca, Moles, Murgia, Paniz, Sisto, Vitali. E 27 sono stati gli assenti nel Popolo della Liberta' di cui cinque in missione (Cirielli, Formichella, Jannone, Leone, Migliori) e 22 che non si sono presentati in aula: Angelucci, Barba, Berlusconi, Corsaro, D'Alessandro, Dell'Elce, De Luca, Germana', Ghedini, Ghiglia, Girlanda, Laffranco, Lunardi, Martinielli, Antonio Pepe, Mariarosaria Rossi, Saglia, Scapagnini, Stanca, Traversa, Tremonti, Vessa.
Nessuna defezione invece nel Pd, ma dieci deputati non hanno votato. Cinque deputati erano in missione (Barbi, Duilio, Maran, il radicale Mecacci e Parisi) e cinque assenti: Baretta, Bucchino, Andrea Orlando, Antonino Russo, Vannucci).
Tra gli altri gruppi, quattro assenti in Fli (Divella, Paglia e Patarino), due in Api (Vernetti e Versace), due in Grande Sud (Miccichè e Soglia), cinque Udc (Casini e Cesa volati a Torino a fare visita al consigliere comunale Udc Alberto Musy ferito a colpi d'arma da fuoco, piu' Anna Teresa Formisano, Lusetti e Mondello), tre di Popolo e Territorio (Calearo, colpito da un grave lutto, Catone e Marmo), quattro nel gruppo Misto (Ossorio, Mannino, Sardelli, Lo Monte) e quattro leghisti (Maroni, Chiappori, Grimoldi e Nicola Molteni). Ha votato poi no alla fiducia Beppe Giulietti del gruppo misto in segno di protesta per un numero di fiducie chieste da Monti giudicato eccessivo. (AGI) .
Con il voto alla Camera, il decreto liberalizzazioni e' pronto per essere pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, ma vi sono ancora due nodi da sciogliere. Il primo riguarda la cancellazione delle commissioni bancarie sugli affidi, decisa con una modifica introdotta in Senato. Modifica che aveva provocato le dimissioni dei vertici Abi e che il governo si e' detto disponibile a rivedere solamente su sollecitazione esplicita del Parlamento. Da qui l'ordine del giorno di Pd, Pdl e Terzo Polo affinche' il governo si impegni a limitare la norma alle banche che non aderiscono ai protocolli di trasparenza. Il secondo nodo da sciogliere consiste invece nei rilievi della Ragioneria dello stato sulla mancanza di coperture per alcune norme contenute del decreto. Il testo sul quale il governo ha incassato la fiducia alla Camera non presenta modifiche rispetto a quello licenziato dal Senato e prevede misure volte alle liberalizzazioni in una lunga serie di settori. Il provvedimento consiste in 119 articoli in tutto che affiancano alle liberalizzazioni in materia di servizi professionali, di energia, di servizi pubblici locali, di banche e assicurazioni e trasporti, misure per la tutela dei consumatori e lo sviluppo delle infrastrutture, trasporti ed edilizia in particolare. Queste le principali novita' che apportera' il decreto.
Banche. Conto corrente gratis per pensionati: e' previsto per i pensionati che hanno un assegno fino a 1.500 euro.
Commissioni prestiti. Annullate tutte le commissioni bancarie sui prestiti anche in caso di sconfinamento in assenza di affidamento ovvero oltre il limite del fido. Mutui: non sara' piu' necessario aprire un conto corrente nella banca dove si richiede il mutuo; le banche erogatrici avranno l'obbligo di proporre due polizze di differenti assicurazioni non riconducibili alle banche, agli istituti di credito e agli intermediari finanziari stessi.
  Prevista anche la liberta' per il cliente di scegliere sul mercato la polizza sulla vita piu' conveniente. Stop alle commissioni per il pagamento del carburante tramite carta fino a 100 euro. Vietati gli incroci personali tra gruppi bancari concorrenti, cioe' la co-presenza di un individuo in due o piu' Consigli di Amministrazione.
Servizi pubblici locali. Obbligatorie le gare per l'affidamento di servizi oltre i duecentomila euro. 
Affitti on line. Gli affitti di Regioni e Comuni dovranno essere pubblicati on line.
ICI/IMU per la Chiesa: abrogazione immediata delle norme che prevedono l'esenzione per gli immobili dove l'attivita' non commerciale non sia esclusiva ma solo prevalente. La norma interessa tutte le associazioni no-profit, ivi compresa la Chiesa.
Professionisti. Abolito il preventivo in forma scritta, previsto dal testo di Palazzo Chigi, sostituito dall'obbligo di un preventivo di massima e viene tolta anche la possibile sanzione disciplinare. I tirocinanti, avranno un rimborso a forfait dopo sei mesi di pratica.
Tempi certi per concorsi notai. Obbligo a nominare i notai entro un anno dal bando dei prossimi concorsi relativi all'anno in corso, al 2013, al 2014 e dal 2015.
Clausole vessatorie. Chi non rispetta le norme contro le clausole vessatorie nei contratti stipulati dai professionisti con i clienti paghera' da 2.000 a 50.000 euro di multa.
Ipoteca vecchi mutui. Per i vecchi mutui, saldati prima delle liberalizzazioni di Bersani, non sara' piu' necessario andare dal notaio per estinguere l'ipoteca.
Farmacie. Quorum per l'apertura di nuove farmacie spostato a 3.300 abitanti. Possibilita' per le parafarmacie di vendere farmaci veterinari e prodotti galenici. Non ci saranno 'quote riservate' nei concorsi per l'apertura delle nuove farmacie. In arrivo i farmaci monodose: l'Aifa entro il 31 dicembre dovra' rivedere le modalita' di confezionamento dei farmaci per individuare le confezioni ottimali in funzione delle patologie.
20 i tribunale delle imprese. Saranno 20 i tribunali delle imprese su tutto il territorio. Dodici le sezioni specializzate esistenti alle quali si aggiungeranno altre 8. Avranno sede nel capoluogo di regione. La Lombardia ne avra' due, a Milano e a Brescia. Per la Valle D'Aosta sara' competente Torino.
Contributo società capitale ad Antitrust. Le societa' di capitale con ricavi totali oltre i 50 mln di euro dovranno versare lo 0,08 per mille del fatturato per sostenere le funzioni dell'Autorita' Garante della Concorrenza e del mercato. Il contributo servira' anche a incrementare di 20 posti l'organico dell'Authority.
Pagamenti da fattura. I termini per il pagamento dei prodotti agricoli e alimentari scatteranno dall'ultimo giorno del mese di ricevimento della fattura. 
Gratis notaio per società under 35. I giovani sotto i 35 anni che vorranno dare vita a una Srl potranno farlo usufruendo della gratuita' delle spese notarili con capitale iniziale tra 1 euro e 10mila euro. Vietata la cessione delle quote a soci che non abbiano il requisito dell'eta'.
Protezione civile. Esclusa la gestione dei grandi eventi dalle competenze della Protezione Civile.
Separazione Eni-Snam. La separazione tra Eni e Snam dovra' avvenire entro settembre 2013.
Remunerazione rete elettrica. Piu' facile per i concessionari realizzare investimenti con definizione da parte dell'Authority delle remunerazione singoli asset.
Prezzi europei per gas. I prezzi italiani del gas saranno allineati a quelli europei.
Stop esclusiva benzinai. Per i benzinai cade il diritto esclusiva e sara' possibile l'aggregazione tra gestori di impianti per l'acquisto all'ingrosso di carburante. 
Taxi. Rimane ai sindaci il potere di decidere il numero di licenze dei taxi, con il preventivo parere dell'Autorita' per i trasporti. Permane la possibilita' per la stessa Autorita' di appellarsi al tar del Lazio nel caso in cui i comuni non recepiscano le direttive.
Autorità trasporti. Entro il 31 maggio nascera' la suddetta Autorita' dei trasporti partira' entro il 31 maggio che avra' il potere di imporre sanzioni amministrative in caso di inosservanza delle proprie decisioni.
Separazione Fs-RFI. entro il 30 giugno 2013 l'Autorita' per i trasporti dovra' trasmettere una relazione al Governo e al Parlamento "sull'efficienza dei diversi gradi di separazione tra l'impresa che gestisce l'infrastruttura e l'impresa ferroviaria".
Contratti aziendali per ferrovie. I trattamenti di lavoro saranno definiti dalla contrattazione collettiva svolta dalle organizzazioni piu' rappresentative a livello nazionale e non si fara' piu' riferimento a contratti collettivi nazionali di settore.
Autostrade. Le pertinenze di servizio delle autostrade siano decise sentita l'Agenzia per le infrastrutture stradali e autostradali.
Stop tagli carrozzieri non auttorizzati. Cancellata la norma del decreto liberalizzazioni sull'rc auto che prevedeva un taglio del 30% ai risarcimenti nel caso in cui non si utilizzi per le riparazioni un carrozziere convenzionato con l'assicurazione.
Frodi assicurazioni. Aumentano le pene per le frodi a danno delle assicurazioni. Stabilisce il carcere da uno a cinque anni e non piu' da "da sei mesi a quattro anni" per chi froda le assicurazioni danneggiando un bene assicurato o con una mutilazione della propria persona.
Risarcimenti piccole lesioni. Il danno biologico alla persona per lesioni di lieve entita' e' risarcito solo se si ha un riscontro medico legale da cui risulti visivamente o strumentalmente accertata la lesione.
Premio Rc auto nord e sud. Previsto l'obbligo per le compagnie di assicurazioni di praticare 'identiche offerte' su tutto il territorio nazionale per le classi di massimo sconto. 
RC auto. Quindici giorni di tempo per regolarizzare la posizione e poi l'intervento della polizia per tutti coloro che non hanno assicurato il proprio veicolo e sono inseriti nell'elenco del ministero dei Trasporti.
Banca dati testimoni. Conterra' le informazioni relative a danneggiati e testimoni.

mercoledì 14 dicembre 2011

Manovra: domani il governo porrà alla Camera la fiducia. Venerdì sera alle 19.30 il voto

ROMA - Domani alle 10 il governo porra' alla Camera la questione di fiducia sulla manovra. Il testo sara' quello uscito dalla Commissione. E' quanto e' emerso dalla Conferenza dei capigruppo di Montecitorio. Se questo timing verra' rispettato, venerdi' alle 9 ci saranno le dichiarazioni di voto; dalle 10 alle 12 iniziera' la chiama; al termine l'esame degli ordini del giorno. Si andra' quindi alle dichiarazioni di voto sul complesso a partire dalle 18.30. Alle 19.30 si prevede il voto finale. Dichiarazioni e voto finale saranno in diretta tv.
Il leader del Popolo della Libertà, Silvio Berlusconi, non nasconde i dubbi sulla manovra economica del governo Monti in corso di approvazione. "Le modifiche non le conosco ancora tutte - ha detto al suo arrivo alla festa del Milan - stiamo valutando ma abbiamo molte, molte perplessità". Poi, sull'accusa mossagli dal leader della Lega, Umberto Bossi, di stare coi comunisti, ha risposto: "Ciascuno cerca di portare a casa un po' di voti".
Infine, a chi gli chiedeva se sia definitivamente archiviato l'incontro con Umberto Bossi, ha risposto: "No, no, lo vedrò domani a Roma". .

mercoledì 9 novembre 2011

La legge di stabilità sarà approvata entro sabato


ROMA - L'Aula della Camera licenzierà definitivamente la legge di stabilità nel pomeriggio di sabato 12 novembre: è quanto riferiscono fonti della presidenza della Camera al termine della riunione dei capigruppo. Se, come sembra, Palazzo Madama riuscirà infatti ad approvare il provvedimento venerdì sera, l'esame comincerà sabato mattina in commissione a Montecitorio, per poi passare alla discussione e al voto in Aula nel pomeriggio.
L'Aula della Camera è convocata per sabato alle 12,30, quando il presidente Gianfranco Fini comunicherà all'Assemblea i tempi per la discussione e il voto della legge di Stabilità. 
Secondo quanto deciso dalla conferenza dei capigruppo di Montecitorio, la legge di stabilità potrebbe approdare alla Camera già sabato ove il Senato lo licenzi entro venerdì notte; altrimenti, tutto verrà rimandato a domenica.

martedì 8 novembre 2011

Berlusconi al Quirinale dopo il voto alla Camera che ha sancito la perdita della maggioranza

Berlusconi tra Maroni e Bossi al termine della votazione
ROMA - Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, è salito alle 18,30 al Quirinale. Fonti della maggioranza assicurano che il premier non andrà a rassegnare le dimissioni ma la situazione appare molto complicata, anche dopo la notizia dello spread dei Btb decennali arrivato ai 500 punti. Bossi ha fatto sapere che in realtà Berlusconi "deciderà al Quirinale" se dimettersi oppure noI Btb quinquennali sono saliti - sul mercato parallelo - a un rendimento del 6,78%, i biennali a 6, 38%.


E' una conseguenza del voto della Camera che ha approvato il disegno di legge di rendiconto generale dello Stato per il 2010. I voti a favore sono stati 308, nessun contrario, un astenuto. I non votanti sono stati 321. Il significato è chiaro: il governo non ha èiù la maggiotanza.


Forte delusione per chi si e' astenuto e amarezza per chi non si e' nemmeno presentato. Il primo commento di Silvio Berlusconi al voto sul rendiconto generale dello Stato e' di stupore: mi hanno tradito, ma questi dove vogliono andare?, ha chiesto ad un gruppo di esponenti del Pdl riuniti attorno ai banchi del governo nell'emiciclo, leggendo i nomi degli undici che non hanno votato. Il premier non si aspettava, riferisce chi gli ha parlato pochi secondi dopo l'esito delle votazioni, che la maggioranza sarebbe andata sotto i 310. Bisogna capire cosa fare, ha sostenuto il Cavaliere, ma io non mi abbatto, voglio andare avanti. Al presidente del Consiglio hanno spiegato che alcuni deputati erano assenti per  motivi giustificati (Nucara) e altri non hanno potuto partecipare per altri impedimenti. Silvio Berlusconi fa anche l'ipotesi del voto anticipato con i suoi. Avrebbe fatto questa valutazione nel corso di un incontro a Montecitorio con diversi ministri subito il voto sul Rendiconto, secondo quanto riferito da alcuni presenti. 


Berusconi, che è apparso "molto determinato" avrebbe l'intenzione di chiedere la fiducia alla Camera: se non la riceverà, l'unica strada sarebbero le elezioni, sempre che non decida di gettare la spugna, come suggerisce Bossi.



"Chiedo al presidente del Consiglio, con ogni forza, che prenda atto finalmente della situazione, che compia un atto. Rassegni le dimissioni. Affidi al presidente della Repubblica la ricerca di una soluzione che metta in grado il nostro grande Paese di affrontare questa emergenza", ha detto nell'Aula della Camera il leader del Pd Pier Luigi Bersani.
"Questo voto ha certificato su un atto dirimente per la governabilità del Paese che il governo non ha la maggioranza in quest'Aula", ha aggiunto Bersani. 


"Il governo ha fatto tutto il possibile per rispettare le indicazioni partite dall'Europa e la polemica di tipo tradizionale in una situazione che tradizionale non è rischia di diventare un esercizio sul filo dell'irresponsabilità da parte dell'opposizione". Lo ha affermato il capogruppo del pdl alla Camera Fabrizio Cicchitto nel corso delle dichiarazioni di voto sul rendiconto generale dello Stato.

Presso la Sala del Governo riunione straordinaria tra il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ed i ministri Umberto Bossi, Giulio Tremonti e Roberto Maroni. Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, al termine del voto sul Rendiconto, si è recato a Palazzo Chigi per un incontro con Gianni Letta. Bossi avrebbe chiesto a Berlusconi di dare le dimissioni e avrebbe prospettato l'idea di un governo a guida Alfano. Ma Berlusconi non intenderebbe andarsene.

Dopo l'arrivo di Silvio Berlusconi che si è riunito con il segretario Gianni Letta a Palazzo Chigi sono arrivati diversi esponenti del centrodestra fra questi: il ministro dell'Interno Roberto Maroni, quello della Semplificazione Roberto Calderoli e il segretario del Pdl Angelino Alfano.


C'é un oggettivo problema dei numeri, ora dobbiamo riflettere su cosa fare. Lo avrebbe detto Berlusconi, a diversi parlamentari della maggioranza prima di lasciare l'Aula di Montecitorio.





mercoledì 20 luglio 2011

L'arresto di Alfonso Papa: oggi il voto decisivo alla Camera

ROMA - Roma, 20 lug. - E' il giorno decisivo per Alfonso Papa: oggi alla Camera si votera' sulla richiesta di arresto del parlamentare del Pdl. La Lega ha annunciato che votera' a favore, ma con liberta' di coscienza.
Tensioni nella maggioranza anche sul decreto rifiuti: il governo e' stato battuto in Aula dopo lo strappo del Carroccio e va verso il ritiro del decreto legge.
Per quanto riguarda il capitolo P4, la Lega avrà come indicazione di voto il sì all'arresto di Alfonso Papa. Ma sarà lasciata libertà di coscienza ai deputati del Carroccio. A spiegare la posizione del partito di via Bellerio e del Gruppo alla Camera è stato il presidente dei deputati leghisti, Marco Reguzzoni, che cosi' ha argomentato: "Nelle dichiarazioni di voto io darò indicazione di votare a favore della richiesta di arresto ma con liberta' di coscienza". Reguzzoni, inoltre, ha precisato che "la Lega non chiederà il voto segreto" sul 'caso' Papa.