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giovedì 1 marzo 2012

Via libera del Senato alle liberalizzazioni. Anche le banche piangono: si dimette il comitato di presidenza delll'Abi

ROMA - Via libera con fiducia al Senato al decreto liberalizzazioni. I sì sono stati 237 (225 nel precedente voto di fiducia) e 33 i voti contrari (2 astenuti). Il decreto passa ora all'esame di Montecitorio. Il comitato di presidenza dell'Abi ha deciso di dimettersi e consegnare il mandato al comitato esecutivo e al consiglio. Lo annuncia il presidente Giuseppe Mussari, spiegano che la decisione e' relativa alla norma sulle commissioni bancarie non modificata dal maxiemendamento. La norma sulle commissioni bancarie è la "goccia che ha fatto traboccare il vaso". Lo spiega il presidente dell'Abi, Giuseppe Mussari, spiegando che se la norma sarà confermata, allontanerà gli impieghi delle banche straniere in Italia e costringerà a rivedere il sistema del credito a imprese e famiglie.

mercoledì 29 febbraio 2012

Decreto liberalizzazioni in Senato con 1700 emendamenti


ROMA - Sciolti gli ultimi nodi su taxi e farmacie, ed incassato ieri sera l'ok della Commissione Industria, il dl liberalizzazioni è arrivato oggi all'esame dell'aula del Senato con 1.700 emendamenti presentati da tutti i gruppi. E diventa sempre più probabile la possibilità che il governo ponga la fiducia. Le ultime limature intanto rafforzano le misure a tutela dei consumatori nei loro rapporti con le banche, per esempio con l'eliminazione delle clausole per l'apertura delle linee di credito. La questione della Tesoreria unica, che angustia Regioni e comuni, sarà invece risolta nel decreto fiscale.
Nel braccio di ferro tra il governo e il Pdl sulle farmacie, il primo ha sostanzialmente tenuto la linea sul tetto degli abitanti per ciascuna farmacia, facendolo salire dai 3.000 del decreto a 3.300; ma comunque ben al di sotto dei 5.000 stabiliti dall'attuale normativa e dei 4.000 chiesti dal Pdl. In più cade un vincolo per le parafarmacie: potranno vendere le medicine che l'Aifa toglierà dalla lista di quelle di fascia C anche nei piccoli comuni, e non più solo in quelli oltre i 12.500 abitanti.
Tutto ciò ha fatto esprimere "amarezza" a Federfarma. Il Pdl porta invece a casa le norme sui taxi: le licenze rimarranno in capo ai sindaci e non all'Autorità per i trasporti che potrà al massimo ricorrere al Tar se i comuni non seguiranno le proprie direttive. E anche sui professionisti il Pdl strappa varie modifiche: gli avvocati non dovranno più fare obbligatoriamente un preventivo scritto, e altre loro richieste sulle società di professionisti sono state recepite. Tutti motivi che spingono il capogruppo Maurizio Gasparri a parlare di decreto "migliorato".

sabato 21 gennaio 2012

Il consiglio dei ministri: "Il decreto ci porterà fuori dalla spirale recessiva"


ROMA  - "Le disposizioni consentiranno, nel breve periodo, di traghettare l'economia nazionale fuori dalla spirale recessiva e possibilmente, nel medio-lungo periodo, di allinearla ai ritmi di crescita dei partners europei e internazionali". Lo si legge nel comunicato del cdm, disffuso oggi, dopo il varo del decreto liberalizzazioni.
Con le norme sulle liberalizzazioni e le riduzioni delle rendite nel settore dei servizi al livello medio degli altri Paesi euro il prodotto interno lordo potrebbe salire dell'11%, i consumi dell'8% e i salari reali di quasi il 12% senza effetti negativi sull'occupazione.
"Analisi condotte dall'Ocse - si legge nella nota del Cdm diffusa oggi - evidenziano come l'adozione di misure di liberalizzazione che conducano a livelli di regolamentazione del settore dei servizi simili a quelli dei Paesi con i migliori standard produrrebbero una crescita significativa della produttività totale dei fattori nei settori che impiegano tali servizi quantificabile in oltre 10 punti percentuali. Altri studi sulla materia - prosegue la nota - indicano che con una riduzione delle rendite nel settore dei servizi a livello medio degli altri Paesi dell'euro si assocerebbe, nel medio periodo, a un aumento del prodotto dell'11%; il consumo privato e l'occupazione crescerebbero fino all'8%, gli investimenti del 18%, i salari reali di quasi il 12% senza effetti negativi sull'occupazione".
"L'apertura al mercato, incidendo in modo diretto sulle politiche aziendali delle imprese (quelle di grandi dimensioni, ma anche quelle piccole) è in grado di determinare una sensibile riduzione dei prezzi, con vantaggi evidenti per i consumatori".