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giovedì 25 dicembre 2014

Il PAPA: troppi i bambini abusati


CITTA’ DEL VATICANO,  25 dicembre. - "Gesu' salvi i troppi fanciulli vittime di violenza, fatti oggetto di mercimonio e della tratta delle persone, oppure costretti a diventare soldati. Troppi i bambini abusati". Papa Francesco ha pregato così nel suo messaggio di Natale, letto dalla Loggia della Basilica di San Pietro prima della benedizione "Urbi e t Orbi". Il Pontefice ha usato parole molto forti ricordando anche i bambini "uccisi prima di vedere la luce", e quelli "abusati e sfruttati sotto i nostri occhi e il nostro silenzio complice". "E - ha aggiunto - i bambini massacrati: il loro silenzio impotente grida sotto la spada di tanti Erode". "Il Signore dia conforto alle famiglie dei bambini uccisi in Pakistan la settimana scorsa", ha detto.

Almeno 100 mila persone hanno partecipato alla benedizione "Urbi et Orbi" in piazza San Pietro, impartita da Papa Francesco che si e' affacciato alle 12 esatte dalla Loggia della basilica Vaticana. Accanto al Pontefice due cardinali diaconi: l'anziano Franc Rodè, già prefetto per i religiosi e grande sponsor di Marcial Maciel e l'attuale prefetto della Congregazione della Dottrina della Fede, Gerhard Ludwig Muller. I fedeli gremivano anche piazza Pio XII e il primo tratto di via della Conciliazione, anche se una parte di piazza San Pietro e' occupata dall'Albero di Natale e dal Presepe.

mercoledì 25 dicembre 2013

Il papa alla benedizione “Urbi ed Orbi”: mai più Lampedusa. E pace in Siria e Africa

CITTA' DEL VATICANO - Troppe vite, ha detto il Papa nel messaggio natalizio "Urbi et Orbi (alla Città e al mondo, ndr), "ne ha spezzate negli ultimi tempi il conflitto in Siria, fomentando odio e vendetta. Continuiamo a pregare il Signore perché risparmi all'amato popolo siriano nuove sofferenze e le parti in conflitto mettano fine ad ogni violenza e garantiscano l'accesso agli aiuti umanitari". "Abbiamo visto - ha aggiunto il Papa riferendosi agli esiti della veglia interreligiosa di preghiera per la Siria da lui indetta questo autunno - quanto è potente la preghiera! E sono contento che oggi si uniscano a questa nostra implorazione per la pace in Siria anche credenti di diverse confessioni religiose. Non perdiamo mai il coraggio della preghiera! Il coraggio di dire: Signore, dona la tua pace alla Siria e al mondo intero". "E anche ai non credenti invito - h aggiunto a braccio - a desiderare la pace, con il suo desiderio, quel suo desiderio che allarga il cuore, tutti uniti, o con la preghiera o con il desiderio, per la pace".
Repubblica centraficana, Sud Sudan, Nigeria, c'è tanta Africa nella invocazione di pace di papa Francesco nel suo primo messaggio "Urbi et Orbi". Insieme a una invocazione al "Principe della pace", perché converta "ovunque il cuore dei violenti perché depongano le armi e si intraprenda la via del dialogo". "Dona pace - ha detto il Papa latinoamericano - alla Repubblica Centroafricana, spesso dimenticata dagli uomini. Ma tu, Signore, non dimentichi nessuno! E vuoi portare pace anche in quella terra, dilaniata da una spirale di violenza e di miseria, dove tante persone sono senza casa, acqua e cibo, senza il minimo per vivere. Favorisci la concordia nel Sud-Sudan, dove le tensioni attuali hanno già provocato diverse vittime e minacciano la pacifica convivenza di quel giovane Stato". "Tu, Principe della pace, - ha proseguito - converti ovunque il cuore dei violenti perché depongano le armi e si intraprenda la via del dialogo. Guarda alla Nigeria, lacerata da continui attacchi che non risparmiano gli innocenti e gli indifesi". "Benedici la Terra che hai scelto per venire nel mondo - è l'invocazione del Papa a Dio, principe della pace - e fà giungere a felice esito i negoziati di pace tra Israeliani e Palestinesi. Sana le piaghe - ha aggiunto nel messaggio 'Urbi et Orbi' - dell'amato Iraq, colpito ancora da frequenti attentati".
Ha poi chiesto "accoglienza" per "i migranti" in cerca di dignità , e che "Tragedie come quelle di quest'anno, con i numerosi morti a Lampedusa, non accadano mai più!". "Dona - ha detto papa Francesco nel messaggio natalizio 'Urbi et Orbi' - speranza e conforto ai profughi e ai rifugiati, specialmente nel Corno d'Africa e nell'est della Repubblica Democratica del Congo. Fa' che i migranti in cerca di una vita dignitosa trovino accoglienza e aiuto". Subito prima aveva chiesto protezione per i cristiani perseguitati: "Signore della vita proteggi quanti sono perseguitati nel tuo nome".

Non abbiamo paura che il nostro cuore si commuova, - ha esortato il Papa a braccio - ne abbiamo bisogno, lasciamolo riscaldare dalla tenerezza di Dio" le "carezze di Dio non fanno ferite, ci danno pace e forza, abbiamo bisogno delle sue carezze". "Lasciamoci commuovere dalla bontà di Dio", ha concluso riprendendo il testo scritto. " A voi, cari fratelli e sorelle, giunti da ogni parte del mondo in questa Piazza, e a quanti da diversi Paesi siete collegati attraverso i mezzi di comunicazione, rivolgo il mio augurio: buon Natale! In questo giorno illuminato dalla speranza evangelica che proviene dall'umile grotta di Betlemme, invoco il dono natalizio della gioia e della pace per tutti: per i bambini e gli anziani, per i giovani e le famiglie, per i poveri e gli emarginati. Gesù, nato per noi, conforti quanti sono provati dalla malattia e dalla sofferenza; sostenga coloro che si dedicano al servizio dei fratelli più bisognosi. Buon Natale a tutti!". La folla in piazza, che probabilmente ha superato le centomila persone, ha a lungo festeggiato il Papa, manifestando il proprio entusiasmo prima che la banda dei carabinieri eseguisse l'Inno di Mameli.